La Struttura di missione ZES presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha pubblicato un avviso nazionale finanziato dal Fondo per lo sviluppo e la coesione (FSC) 2021-2027, destinato a sostenere investimenti per il miglioramento della viabilità, delle infrastrutture e dei servizi pubblici nelle aree industriali, produttive e artigianali delle regioni della ZES unica Mezzogiorno. La dotazione complessiva ammonta a 300.000.000 euro, assegnati con delibera CIPESS n. 81/2024 e gestiti dalla Struttura di missione ZES quale amministrazione responsabile della misura.
Finalità del bando
Il bando definisce termini e modalità per la presentazione di domande di finanziamento finalizzate alla realizzazione di investimenti pubblici nelle aree industriali, produttive e artigianali dei territori interessati. L’obiettivo è sostenere lo sviluppo economico, la crescita della competitività territoriale e l’attrazione di nuovi investimenti, attraverso interventi che migliorino la viabilità, le infrastrutture e i servizi pubblici, elevandone la qualità e l’efficienza.
La misura punta a creare contesti produttivi più accessibili, moderni e funzionali, in grado di supportare nuovi insediamenti imprenditoriali e di rafforzare quelli esistenti, in coerenza con il Piano strategico della ZES unica e con la programmazione FSC 2021-2027.
Beneficiari
Il bando è rivolto esclusivamente ad enti pubblici localizzati nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, ricomprese nella ZES unica del Mezzogiorno. Possono presentare candidatura i seguenti soggetti:
- Comuni con più di 5.000 abitanti dotati di area PIP (Piani per insediamenti produttivi), secondo la normativa vigente.
- Consorzi per le aree di sviluppo industriale, istituiti ai sensi dell’art. 36, comma 4, della legge 5 ottobre 1991, n. 317.
I beneficiari devono presentare progetti riferiti ad aree industriali, produttive o artigianali ricadenti nei rispettivi territori, in linea con le finalità e l’ambito di applicazione dell’avviso.
Soggetti non ammessi
La partecipazione è limitata ai comuni e ai consorzi per le aree di sviluppo industriale che possiedono le caratteristiche indicate. Non sono previste aperture ad altri soggetti (ad esempio imprese private o altri enti diversi da quelli elencati). Le esclusioni ulteriori sono rimesse alle disposizioni generali di legge in materia di accesso ai contributi pubblici e al rispetto dei requisiti richiesti dal bando. Le fonti ufficiali non riportano ulteriori dettagli su questo aspetto.
Agevolazione prevista
La misura prevede l’erogazione di contributi a fondo perduto a favore degli enti beneficiari per la realizzazione degli interventi ammessi, nel limite delle risorse disponibili e nel rispetto del quadro economico dei progetti presentati. Il contributo può essere integrato da risorse proprie del soggetto proponente sulle medesime voci di spesa, senza che ciò comporti riduzioni automatiche del sostegno pubblico.
La dotazione complessiva di 300.000.000 euro, a valere sulle risorse FSC 2021-2027, è ripartita tra le regioni interessate, al netto di una quota pari al 5% destinata alla gestione e all’assistenza tecnica. Gli importi regionali sono così articolati:
- Molise: 21.636.696,81 euro
- Puglia: 49.505.388,58 euro
- Campania: 65.032.797,33 euro
- Basilicata: 24.520.273,89 euro
- Calabria: 34.043.472,34 euro
- Sicilia: 57.343.126,67 euro
- Sardegna: 32.918.244,38 euro
Qualora le domande finanziabili in una regione risultino inferiori alla dotazione assegnata, le risorse non utilizzate possono essere riassegnate ad altre regioni, secondo i criteri di ripartizione stabiliti.
Il bando non indica una percentuale predeterminata di copertura dei costi dell’intervento; l’entità del contributo è determinata in funzione del progetto approvato e delle risorse disponibili. La presenza di un cofinanziamento con risorse proprie dell’ente (almeno 10%, 20% o 30% del costo dell’intervento) attribuisce punteggi crescenti ai fini della graduatoria, ma non costituisce un requisito obbligatorio.
Spese ammissibili
Gli interventi devono essere finalizzati al miglioramento della viabilità, delle infrastrutture e allo sviluppo dei servizi pubblici nelle aree industriali, produttive e artigianali. Sono ammissibili le seguenti principali categorie di spesa, purché direttamente collegate al progetto e riferite all’area interessata:
- Investimenti infrastrutturali: opere strettamente funzionali all’infrastruttura oggetto di intervento, tra cui:
- impianti specifici, macchinari e attrezzature connessi al progetto;
- infrastrutture e lavori per la viabilità (ad esempio adeguamento e miglioramento della rete stradale a servizio delle aree industriali);
- fabbricati, opere murarie, lavori edili e impianti civili necessari alla realizzazione degli interventi;
- materiali, forniture e prodotti direttamente imputabili all’investimento infrastrutturale.
- Servizi esterni e prestazioni di servizi: spese tecniche per progettazione (nei limiti previsti dal codice dei contratti pubblici), direzione lavori, coordinamento della sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione, collaudo e altre prestazioni tecniche connesse, entro i massimali di legge.
- Costi del personale: incentivi alle funzioni tecniche di cui all’art. 45 del decreto legislativo n. 36/2023, nei limiti previsti e solo per attività effettivamente svolte in relazione agli interventi finanziati e non affidate all’esterno.
Sono inoltre ammissibili, a determinate condizioni, le spese per i servizi di progettazione sostenute dopo la pubblicazione dell’avviso, purché adeguatamente documentate. Tutte le spese devono essere effettivamente sostenute dal beneficiario, tracciabili e supportate da idonea documentazione contabile, nonché pertinenti e chiaramente imputabili all’intervento. Le fonti ufficiali non riportano ulteriori dettagli su eventuali soglie minime o massime di investimento per singolo progetto.
Scadenze e modalità di presentazione
Le domande di partecipazione devono essere presentate esclusivamente in modalità telematica, utilizzando la piattaforma informatica dedicata accessibile all’indirizzo avvisibandi.strutturazes.gov.it. Il periodo utile per l’invio delle candidature è il seguente:
- apertura dello sportello: 25 febbraio 2026 alle ore 12:00;
- scadenza per la presentazione: 15 maggio 2026 alle ore 23:59.
La domanda deve essere redatta secondo il format previsto (Allegato A) e firmata digitalmente dal legale rappresentante dell’ente, nel rispetto del Codice dell’amministrazione digitale. È obbligatoria l’indicazione di un unico indirizzo PEC, che costituisce domicilio per tutte le comunicazioni relative al procedimento.
Alla domanda devono essere allegati, tra gli altri, gli atti e i documenti principali richiesti dall’avviso, tra cui:
- provvedimento deliberativo dell’ente con la manifestazione di volontà a partecipare alla procedura;
- proposta progettuale completa di descrizione tecnica e specialistica;
- progetto di fattibilità tecnico-economica (o livello progettuale superiore) con quadro economico aggiornato;
- relazione tecnico-estimativa delle spese asseverata;
- verbale di verifica del progetto;
- piano finanziario pluriennale e cronoprogramma della spesa;
- dichiarazione sul rispetto del principio DNSH (Do No Significant Harm);
- indicazione del CUP – Codice Unico di Progetto.
Eventuali richieste di chiarimento sui contenuti dell’avviso possono essere presentate tramite l’apposita funzionalità della piattaforma telematica a partire dal 25 febbraio 2026 e fino alle ore 12:00 del 30 aprile 2026. Le risposte vengono pubblicate in forma di FAQ sul sito istituzionale della Struttura di missione ZES. Le fonti ufficiali non riportano ulteriori dettagli su eventuali termini intermedi o finestre di valutazione anticipate.
Requisiti e condizioni
Gli interventi devono rispettare una serie di condizioni tecniche, amministrative e temporali, volte a garantire la qualità progettuale, la sostenibilità e la piena coerenza con gli obiettivi della misura e con la normativa vigente.
In particolare:
- il progetto deve essere corredato da progetto di fattibilità tecnico-economica (o livello superiore) approvato dall’ente e redatto secondo le norme tecniche e i prezzari vigenti;
- è richiesta la verifica del progetto ai sensi del decreto legislativo n. 36/2023;
- ogni intervento deve essere identificato da un CUP già attribuito al momento di presentazione della domanda;
- gli investimenti devono rispettare il principio DNSH e risultare efficaci e coerenti con la strategia della ZES unica e con la programmazione FSC 2021-2027;
- vale il divieto di doppio finanziamento: non è ammessa la copertura delle stesse spese con altre risorse pubbliche, nazionali o dell’Unione europea;
- gli interventi devono essere realizzati mediante procedure di appalto nel rispetto del codice dei contratti pubblici e devono essere ultimati entro il 31 dicembre 2028, salvo eventuali proroghe previste negli atti convenzionali e comunque in coerenza con i termini della programmazione FSC;
- i beneficiari devono poter garantire la copertura e la sostenibilità dei costi di gestione e manutenzione delle infrastrutture realizzate, condizione valorizzata anche in sede di valutazione.
I finanziamenti sono concessi tramite procedura valutativa a graduatoria. La valutazione tiene conto, tra l’altro, del livello di progettazione, della sostenibilità ambientale ed energetica, dell’impatto sul miglioramento della viabilità e della logistica, della capacità di rafforzare l’attrattività industriale delle aree interessate, dell’integrazione tra infrastrutture fisiche e servizi pubblici e dell’eventuale cofinanziamento con risorse proprie. Le fonti ufficiali non riportano ulteriori dettagli su eventuali limiti al numero di proposte presentabili da ciascun ente.
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