FinTech Factory MEF – Bando startup femminili a fondo perduto


Il Ministero dell’Economia e delle Finanze, attraverso il Dipartimento del Tesoro, ha attivato nell’ambito del programma FinTech Factory MEF un avviso pubblico rivolto alle startup a conduzione femminile, sia già costituite sia costituende. L’intervento prevede un contributo a fondo perduto per sostenere percorsi di validazione e sviluppo di soluzioni innovative in ambito economico-finanziario, con particolare attenzione agli aspetti di cybersicurezza. La misura dispone di uno stanziamento complessivo pari a 825.000 euro e riconosce, per ciascun progetto, un contributo massimo fino a 75.000 euro.

Finalità del bando

Il bando è finalizzato a rafforzare l’imprenditoria femminile nel campo dell’innovazione tecnologica applicata alla finanza e ai servizi collegati. L’obiettivo principale è accelerare l’avvio e la crescita di startup guidate da donne, favorendo la sperimentazione di soluzioni anche in fase iniziale e accompagnandole in un percorso strutturato di maturazione del modello di business.

La misura intende in particolare:

  • sostenere la validazione tecnica delle soluzioni proposte, verificandone la concreta applicabilità in contesti economico-finanziari;
  • favorire l’integrazione di requisiti e principi di sicurezza digitale nei prodotti e servizi sviluppati;
  • supportare lo sviluppo imprenditoriale delle startup selezionate, in un’ottica di crescita e posizionamento sul mercato;
  • contribuire alla diffusione di innovazione nei processi e negli strumenti a supporto dell’azione pubblica in ambito economico-finanziario.

Beneficiari

La misura è rivolta a startup a conduzione femminile che operano, o intendono operare, nel territorio nazionale e che propongono soluzioni innovative in ambito economico-finanziario, con utilizzo di tecnologie abilitanti e attenzione ai profili di cybersicurezza.

In base alla scheda ufficiale dell’incentivo, rientrano tra i potenziali beneficiari:

  • Imprese già costituite:
    • classificate come impresa femminile o a prevalenza femminile, secondo le definizioni riportate nell’avviso;
    • riconducibili alla tipologia di startup innovativa, come indicato nella scheda dell’incentivo.
  • Imprese da costituire:
    • soggetti che intendono costituire una startup a conduzione femminile, in coerenza con i requisiti previsti dall’avviso, in caso di selezione del progetto;
    • riconducibili alla tipologia “impresa da costituire – femminile”.
  • Dimensione di impresa:
    • sono ammesse micro, piccole, medie e grandi imprese, oltre a soggetti non classificabili secondo le categorie dimensionali standard, purché riconducibili al modello di startup indicato dal bando.
  • Ambito territoriale:
    • l’incentivo è valido su tutto il territorio nazionale e risulta attivato per tutte le regioni italiane elencate nella scheda, comprendendo l’intero territorio dello Stato.
  • Settori di attività:
    • settori di riferimento indicati come ICT e altri servizi;
    • sono ammissibili tutti i codici ATECO compresi tra quelli che, ai sensi della normativa sugli aiuti di Stato, possono beneficiare di contributi pubblici.

I criteri puntuali con cui viene definita la “conduzione femminile” (ad esempio composizione della compagine sociale o degli organi di amministrazione) sono individuati nel testo dell’avviso pubblicato dal Dipartimento del Tesoro. Le fonti ufficiali in forma sintetica non riportano ulteriori dettagli su eventuali priorità o graduazioni tra le diverse tipologie di beneficiarie.

Soggetti non ammessi

L’incentivo è espressamente dedicato alle startup a conduzione femminile, costituite o costituende. Ne consegue che non rientrano nell’ambito del bando le imprese che non soddisfano questa caratteristica, né le realtà che non possono essere qualificate come startup secondo la definizione contenuta nell’avviso. Le fonti ufficiali sintetiche consultate non riportano ulteriori categorie di soggetti esclusi né elenchi dettagliati di cause ostative.

Agevolazione prevista

L’intervento assume la forma di un contributo a fondo perduto, concesso a copertura di una parte dei costi ammissibili connessi al progetto di validazione e sviluppo imprenditoriale presentato dalla startup. Non si tratta quindi di un finanziamento rimborsabile, ma di una sovvenzione in conto capitale, erogata nel rispetto dei limiti e delle condizioni previste dal bando.

Le principali caratteristiche economiche dell’agevolazione, come risultano dalla scheda ufficiale dell’incentivo, sono le seguenti:

  • Stanziamento complessivo: 825.000 euro, destinati alla copertura dei contributi a fondo perduto riconosciuti alle startup selezionate.
  • Forma di aiuto: contributo a fondo perduto diretto alla spesa, finalizzato a sostenere attività di ricerca, sviluppo, validazione e rafforzamento imprenditoriale.
  • Spesa ammissibile complessiva: l’importo massimo di spesa ammissibile è indicato in fino a 825.000 euro, in coerenza con lo stanziamento della misura.
  • Contributo per beneficiario: l’agevolazione concedibile per ciascuna startup può arrivare fino a 75.000 euro.

La percentuale di copertura dei costi e le modalità di calcolo del contributo riconosciuto a ogni progetto sono definite nel testo integrale dell’avviso. Le fonti ufficiali sintetiche non riportano ulteriori dettagli su eventuali soglie minime di investimento, articolazioni per fasi o tranche di erogazione.

Spese ammissibili

Le spese ammissibili riguardano l’insieme dei costi collegati alle attività di sviluppo, sperimentazione, validazione e consolidamento delle soluzioni proposte dalle startup, sia in termini di investimenti sia di costi correnti strettamente connessi al progetto. La scheda dell’incentivo elenca, tra le principali voci ammissibili:

  • Investimenti materiali:
    • acquisto e/o ammortamento di immobili, fabbricati e terreni, ove funzionali al progetto;
    • acquisto e/o ammortamento di impianti, macchinari e attrezzature necessari allo sviluppo e alla validazione delle soluzioni innovative.
  • Investimenti immateriali:
    • acquisizione e/o ammortamento di diritti di brevetto;
    • acquisizione di licenze, marchi, know-how e altre conoscenze tecniche non brevettate;
    • altri investimenti immateriali direttamente connessi allo sviluppo della soluzione proposta.
  • Costi di personale e formazione:
    • costo del personale impiegato sul progetto (ad esempio figure tecniche, specialistiche e manageriali coinvolte nello sviluppo e nella validazione delle soluzioni);
    • costi per formazione professionale del personale, se strettamente correlati alle esigenze del progetto imprenditoriale.
  • Servizi professionali, progettazione e consulenze:
    • spese per progettazione, studi e consulenze funzionali alla messa a punto del prodotto o servizio;
    • costi per servizi professionali e altri servizi specialistici collegati allo sviluppo della startup e alla validazione delle soluzioni (ad esempio supporto legale, organizzativo, tecnico, ove riconducibile al progetto).
  • Altri costi ammissibili:
    • costi per materie prime, materiali di consumo e merci connessi alla realizzazione di prototipi o alla sperimentazione;
    • oneri diversi di gestione e oneri finanziari riconducibili al progetto, nei limiti della disciplina applicabile;
    • ulteriori spese generali e servizi non immediatamente riconducibili a una specifica voce, purché rientranti tra le categorie indicate e collegati al progetto d’impresa.

Le spese devono essere direttamente riferibili al progetto presentato e sostenute nel rispetto dei limiti temporali e delle condizioni previste dall’avviso. Le fonti ufficiali sintetiche non riportano ulteriori dettagli su eventuali massimali specifici per singola voce di costo o su criteri di ripartizione tra investimenti e costi correnti.

Scadenze e modalità di presentazione

Per la tornata di riferimento indicata nella scheda ufficiale, l’avviso risulta aperto in un intervallo temporale definito, con una fase di presentazione delle candidature limitata a poche settimane.

Il calendario riportato nella documentazione sintetica è il seguente:

  • Data di apertura: 9 maggio 2025;
  • Data di chiusura: 30 giugno 2025.

Le modalità operative di candidatura (formato della domanda, canale di trasmissione, eventuale utilizzo di piattaforme dedicate o posta elettronica certificata, documentazione da allegare) sono definite nel testo integrale dell’avviso pubblicato sul sito istituzionale del Dipartimento del Tesoro. Le fonti ufficiali in forma sintetica non riportano ulteriori dettagli su questo aspetto.

Per eventuali nuove edizioni o aggiornamenti della misura, occorre consultare esclusivamente la documentazione aggiornata pubblicata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e dal Dipartimento del Tesoro.

Requisiti e condizioni

L’accesso al contributo e il mantenimento dell’agevolazione sono subordinati al rispetto di una serie di requisiti e condizioni, che riguardano sia la natura della startup sia le caratteristiche del progetto presentato.

Dalla scheda dell’incentivo emergono in particolare i seguenti elementi:

  • Conduzione femminile: la startup deve essere riconducibile alla tipologia di impresa femminile o a prevalenza femminile, secondo i criteri dettagliati nell’avviso (ad esempio composizione della proprietà o degli organi di amministrazione).
  • Qualificazione come startup innovativa: il progetto deve collocarsi nell’ambito dell’innovazione, con utilizzo di tecnologie abilitanti e soluzioni nuove in campo economico-finanziario, in coerenza con il programma FinTech Factory MEF.
  • Ambito settoriale: il bando è inquadrato tra gli interventi per imprenditoria femminile, innovazione e ricerca e start up/sviluppo d’impresa, con riferimento ai settori ICT e altri servizi e con ammissibilità di tutti i codici ATECO rientranti tra quelli che possono ricevere aiuti.
  • Localizzazione: la startup deve operare in una delle regioni italiane indicate nella scheda (intero territorio nazionale); l’incentivo ha quindi carattere nazionale.
  • Rispetto della disciplina sugli aiuti di Stato: la struttura delle voci di costo e il richiamo ai settori ammissibili presuppongono il rispetto della normativa europea e nazionale in materia di aiuti di Stato; eventuali limiti e condizioni (ad esempio cumulo con altre agevolazioni) sono definiti nel testo dell’avviso.
  • Base normativa e copertura finanziaria: le risorse provengono dal bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2023 e dal bilancio pluriennale 2023-2025, secondo le indicazioni riportate nella scheda ufficiale.
  • Soggetto gestore: il soggetto responsabile dell’attuazione della misura è il Ministero dell’Economia e delle Finanze, tramite il Dipartimento del Tesoro.

Ulteriori aspetti di dettaglio – quali criteri di valutazione delle proposte, modalità di selezione e formazione delle graduatorie, obblighi di rendicontazione, cause di revoca o decadenza del contributo – sono disciplinati dal testo integrale dell’avviso e dai relativi allegati tecnici. Le fonti ufficiali sintetiche disponibili non riportano ulteriori dettagli su questo aspetto.


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