Piano disabilità 2026: le novità per il lavoro


Con il Decreto del Presidente della Repubblica del 12 marzo 2026, è stato adottato il Terzo Piano di Azione per la promozione dei diritti e l’inclusione delle persone con disabilità, elaborato dall’Osservatorio Nazionale sulla Condizione delle Persone con Disabilità (OND) e approvato nella seduta del 28 novembre 2025.

Il provvedimento porta a compimento un percorso normativo avviato oltre un decennio fa.

 Il pilastro fondamentale è la legge 3 marzo 2009, n. 18, con cui l’Italia ha ratificato la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità (CRPD). A questa si affiancano la legge delega 22 dicembre 2021, n. 227 e i tre decreti legislativi emanati in attuazione: 

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1) Il principio di base – le risorse

Il Piano segna il definitivo superamento del modello  di approccio alla disabilita medicalizzato e assistenzialista in favore di un approccio fondato sui diritti umani, sul modello bio-psico-sociale e sull’autodeterminazione della persona.

 Il principio guida, come indicato nella premessa,  è sintetizzato nel motto della Convenzione ONU: “Nothing About Us, Without Us” — nulla su di noi, senza di noi.

Purtroppo dal punto di vista finanziario, le azioni previste dovranno essere attuate con le risorse a legislazione vigente, ferma restando la possibilità di interventi compensativi in coerenza con gli obiettivi di finanza pubblica.

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2) La struttura del Piano: sette linee di intervento

Il Terzo Piano di Azione è articolato in 7 linee di intervento, ciascuna suddivisa in specifiche linee di azione con scenario di riferimento, obiettivi, azioni prioritarie, indicatori di risultato e soggetti responsabili.

  1. La prima linea riguarda l’accessibilità universale e si sviluppa in 15 azioni che toccano ambiti molto diversi: dalle linee guida nazionali per i Piani di Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA), all’accessibilità del patrimonio culturale e degli spettacoli dal vivo, fino al miglioramento del trasporto pubblico intermodale (con l’adozione dei codici IATA anche su ferro, mare e strada), all’ampliamento dei benefici fiscali per i veicoli delle persone con disabilità e alla diffusione della Carta Europea della Disabilità in formato digitale. Di particolare rilievo pratico: si prevede di introdurre l’accessibilità universale come criterio obbligatorio nel Codice degli Appalti (d.lgs. 36/2023), con riflessi diretti sulle stazioni appaltanti e sui Responsabili Unici del Procedimento.
  2. La seconda linea è dedicata a salute e benessere, con azioni che spaziano dalla formazione dei professionisti sanitari sulla disabilità — inclusa l’introduzione di insegnamenti obbligatori nei corsi di laurea in medicina — all’utilizzo di tecnologie assistive e intelligenza artificiale nei percorsi riabilitativi, fino alla promozione dello sport accessibile e all’aggiornamento del nomenclatore tariffario delle prestazioni protesiche.
  3. La terza linea, quella di maggiore impatto diretto per i professionisti del lavoro, è interamente dedicata all’inclusione lavorativa e conta 10 linee di azione. Tra le principali: il potenziamento e la revisione della legge 68/1999 sul collocamento mirato, aggiornata alla luce del d.lgs. 62/2024 e con monitoraggio annuale; la promozione delle convenzioni ex art. 14 d.lgs. 276/2003 e dei contratti riservati ex art. 61 del nuovo Codice Appalti; il sostegno alla transizione scuola-lavoro tramite PCTO coerenti con il Progetto di vita; e la promozione della cultura dell’inclusione nelle imprese nell’ambito della responsabilità sociale (RSI) e della rendicontazione ESG, oggi obbligatoria per le grandi aziende ai sensi della Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) e in prospettiva estesa alle PMI.
  4. Le linee 4 e 5 riguardano rispettivamente istruzione, università e formazione e
  5.  il Progetto di vita individuale personalizzato e partecipato, strumento cardine introdotto dal d.lgs. 62/2024, cui sono dedicate ben 16 azioni. 
  6. La sesta linea si occupa di sicurezza inclusiva e cooperazione internazionale, con un tavolo permanente sulla protezione civile inclusiva e il rafforzamento della presenza italiana in sede UE e G7.
  7.  La settima linea è dedicata ai sistemi di monitoraggio, con l’istituzione di una cabina di regia nazionale per la raccolta dati, il monitoraggio annuale del Piano stesso (i soggetti responsabili di ciascuna azione dovranno presentare un cronoprogramma entro 6 mesi dalla pubblicazione in G.U. e un report ogni 12 mesi) e il monitoraggio dell’attuazione della CRPD.

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3) Le novità in arrivo in materia di lavoro e previdenza

Dal punto di vista del lavoro  il Piano individua un’agenda operativa  molto densa  da realizzare  nei prossimi tre anni,  su cinque fronti principali.

  1. Sul fronte del collocamento obbligatorio, il Piano prevede una revisione sostanziale della legge 68/1999, con semplificazione delle procedure, potenziamento dei Centri per l’impiego, sviluppo di figure specializzate come il disability manager e il job coach, e piena attivazione della Banca dati nazionale. Le aziende dovranno monitorare gli aggiornamenti alle linee guida ministeriali e l’evoluzione del raccordo con la valutazione multidimensionale prevista dal d.lgs. 62/2024.
  2. Sul fronte dei diritti nel rapporto di lavoro, sono attesi specifici interventi normativi: l’esclusione dal calcolo del periodo di comporto delle assenze dovute a condizioni di disabilità invalidanti di lungo periodo; il divieto di trasferimento senza consenso per lavoratori con invalidità superiore all’80%; la tutela reale nei licenziamenti illegittimi; l’estensione del part-time reversibile; e il riconoscimento del lavoro agile come forma specifica di accomodamento ragionevole. Quest’ultimo aspetto si innesta sull’art. 17 del d.lgs. 62/2024, che ha già configurato l’accomodamento ragionevole come diritto soggettivo del lavoratore tutelabile in via antidiscriminatoria, con onere in capo al datore di lavoro di dimostrare l’eccessiva onerosità dell’adattamento richiesto.
  3. Sul fronte della contrattazione collettiva e del welfare aziendale, il Piano incentiva la negoziazione di istituti dedicati alle persone con disabilità e ai caregiver, con previsione di incentivi fiscali per i contratti che introducano misure innovative su lavoro agile, smart working e conciliazione vita-lavoro. È un segnale chiaro che i prossimi rinnovi contrattuali saranno terreno di confronto su questi temi.
  4. Sul fronte previdenziale, il Piano annuncia una revisione organica delle tutele per i lavoratori con disabilità, con rideterminazione dei requisiti pensionistici in relazione all’aspettativa di vita, chiarimenti interpretativi sul requisito dell’80% per l’anticipo pensionistico e armonizzazione delle tutele tra lavoratori dipendenti e autonomi.
  5. Sul fronte del lavoro autonomo e dell’autoimprenditorialità, il Piano dedica una linea di azione specifica alle persone con disabilità con misure di sostegno, incentivi, strumenti di accompagnamento (tutor, job coach) e interventi sull’accesso al credito. Il Piano prevede anche : 
    • l’introduzione di misure compensative e dispensative negli esami di stato per l’accesso agli albi professionali — in linea con quanto già previsto per gli esami universitari — e
    •  la qualificazione degli sportelli per lavoratori autonomi presso i Centri per l’impiego.

In sintesi, il DPR del 12 marzo 2026 non introduce obblighi diretti nell’immediato, ma fissa la mappa degli interventi attesi nel triennio 2026-2029. 


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