«In futuro? Dalla vendita di energia alla gestione intelligente del territorio»


Il mercato dell’energia continua a vivere una fase di forte instabilità, influenzato da tensioni geopolitiche, cambiamenti tecnologici e nuove esigenze di sostenibilità. In questo scenario Uni.Co.G.E, società partecipata da sei Comuni dell’Est Veronese e uno della provincia di Vicenza, guarda avanti con un nuovo piano strategico che punta a rafforzare il ruolo dell’azienda sul territorio. A raccontarlo è il presidente Filippo Randazzo, che delinea una visione capace di andare oltre la semplice fornitura di gas ed energia elettrica per trasformarsi in un vero operatore di servizi energetici.

Presidente Randazzo, partiamo da Uni.Co.G.E. Che realtà rappresenta oggi?

Uni.Co.G.E è una società partecipata da sei Comuni dell’Est Veronese e da un Comune della provincia di Vicenza. Nasce dall’esperienza di una società comunale e oggi opera nel mercato libero del gas e dell’energia elettrica. Il nostro obiettivo principale è fornire energia ai cittadini, in particolare a quelli dei Comuni soci, nella maniera più trasparente e chiara possibile.

Avete recentemente approvato il bilancio 2025. Che risultati emergono?

È stato un anno positivo. Abbiamo raggiunto circa 31 milioni di euro di fatturato, incrementando del 15% l’utile rispetto all’anno precedente. Abbiamo consolidato la base clienti e registrato una lieve crescita nel numero delle utenze servite. Sono risultati che ci fanno pensare di aver svolto un buon lavoro, offrendo condizioni economiche allineate alle migliori opportunità disponibili sul mercato.

La crescita arriva in un contesto internazionale particolarmente complesso. Quanto pesa oggi l’incertezza geopolitica sul mercato energetico?

Pesa moltissimo. Viviamo una situazione di grande incertezza e i prezzi del gas e dell’energia elettrica sono diventati una sorta di termometro delle tensioni internazionali. Oggi può capitare che nel giro di una settimana i prezzi salgano o scendano del 30 o del 40%. In questo momento sono relativamente sotto controllo, ma la verità è che nessuno può prevedere cosa succederà domani. Basta un evento internazionale per modificare rapidamente gli equilibri del mercato.

Per questo state lavorando a un nuovo piano industriale pluriennale?

Esattamente. Stiamo costruendo un piano con una visione a cinque anni, pur sapendo che oggi fare previsioni a lungo termine è molto più difficile rispetto al passato. Stiamo vivendo un’accelerazione tecnologica straordinaria, alimentata anche dall’intelligenza artificiale, e dobbiamo prepararci a gestire questa evoluzione.

Quale sarà il cambiamento più importante per Uni.Co.G.E?

Crediamo che il futuro non sia più soltanto nella vendita di gas ed energia elettrica. Dobbiamo trasformarci in fornitori di servizi energetici. Oggi esistono tecnologie che permettono di produrre energia direttamente sul territorio, di ridurre i consumi anche del 30% e di gestire in modo molto più efficiente l’energia disponibile. Il nostro compito sarà accompagnare cittadini, imprese e amministrazioni in questo percorso.

La produzione locale di energia avrà quindi un ruolo sempre più centrale?

Assolutamente sì. Produrre energia sul territorio significa aumentare l’autonomia energetica e ridurre la dipendenza dalle dinamiche internazionali. Significa anche diminuire i costi di distribuzione e rendere il sistema più robusto. Il nostro territorio è particolarmente dinamico dal punto di vista industriale e ha tutte le caratteristiche per diventare un esempio virtuoso di gestione energetica.

Nel vostro piano c’è una forte attenzione al fotovoltaico. Quali sono le aree prioritarie per l’installazione degli impianti?

Crediamo che la priorità debba essere data ai tetti degli edifici industriali e alle coperture esistenti. Il nostro territorio è ricco di capannoni e strutture produttive che rappresentano superfici ideali per installare impianti fotovoltaici senza consumare nuovo suolo. Prima di pensare a utilizzare terreni agricoli, dobbiamo valorizzare gli spazi già disponibili.

Anche i parcheggi possono diventare produttori di energia?

Sì, e sono una delle applicazioni più interessanti. Realizzare coperture fotovoltaiche sui parcheggi permette di produrre energia, offrire ombreggiamento alle auto e integrare sistemi di ricarica per la mobilità elettrica. È una soluzione che genera benefici multipli e che può diventare particolarmente efficace nelle aree industriali.

Perché proprio nelle zone industriali?

Perché le automobili restano parcheggiate per molte ore. Questo consente di utilizzare colonnine di ricarica meno potenti e quindi più economiche. Inoltre l’energia viene consumata nello stesso momento in cui viene prodotta, aumentando l’efficienza complessiva del sistema.

L’accumulo energetico sarà comunque una componente fondamentale?

Certamente. I sistemi di accumulo saranno sempre più importanti per gestire la variabilità della produzione da fonti rinnovabili. Tuttavia credo che la soluzione più efficiente sia utilizzare l’energia il più possibile nel momento stesso in cui viene prodotta. Ecco perché parcheggi, imprese e comunità energetiche rappresentano una grande opportunità.

Avete parlato spesso della necessità di diventare un riferimento tecnologico per il territorio. Cosa significa concretamente?

Significa mettere a disposizione competenze. Oggi la tecnologia evolve velocemente e cittadini, imprese e amministrazioni hanno bisogno di interlocutori affidabili. Vorremmo che Uni.Co.G.E diventasse un punto di riferimento per tutte le scelte energetiche del territorio: dall’elettrificazione ai sistemi di accumulo, dalle pompe di calore alla gestione intelligente dei consumi.

Ha parlato anche di un vero e proprio piano energetico territoriale.

Sì. È una delle idee sulle quali stiamo lavorando. Vorremmo contribuire alla costruzione di un piano energetico territoriale capace di coordinare le iniziative pubbliche e private. Oggi le tecnologie digitali, l’elettronica e l’intelligenza artificiale permettono di collegare tra loro impianti, infrastrutture e sistemi di accumulo. Se tutto comunica e lavora in maniera coordinata, il valore generato aumenta enormemente.

Per realizzare questa visione servirà anche la condivisione da parte dei Comuni soci.

Naturalmente sì. Questa è la grande sfida dei prossimi anni. Dovremo dimostrare ai Comuni e agli stakeholder del territorio che una politica energetica coordinata può generare vantaggi concreti per tutti: maggiore efficienza, minori costi e più sostenibilità.

Anche gli sportelli Uni.Co.G.E avranno un ruolo diverso rispetto al passato?

Mi piacerebbe che diventassero sempre più luoghi di consulenza e supporto. Non solo punti dove si paga una bolletta o si attiva una fornitura, ma spazi nei quali cittadini e imprese possano ricevere informazioni e orientamento sulle migliori scelte energetiche. Credo che oggi ci sia bisogno di interlocutori che abbiano come unico interesse il bene del territorio e delle persone.

Uni.Co.G.E continua a reinvestire gli utili sul territorio. Quanto conta questo aspetto?

Conta moltissimo. Operiamo nel mercato libero e dobbiamo essere competitivi, ma il nostro obiettivo non è massimizzare il profitto. Gli utili vengono reinvestiti attraverso i dividendi ai Comuni e attraverso iniziative che generano valore per il territorio. Questo è il motivo stesso della nostra esistenza e la ragione per cui continuiamo a investire in innovazione, competenze e sostenibilità.


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 Matteo Scolari

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