Dal Caos primordiale alla Teoria del Caos: destino o libero arbitrio?
– di Francesco Giuliano
Dunque, primo di tutti fu il Caos, e poi in seguito la Madre Terra dall’ampio petto, luogo sicuro … sono i primi versi della Teogonia di Esiodo, poeta greco del VII secolo a.C. e poi ancora circa sei secoli dopo: Prima del mare e della terra e del cielo che tutto avvolge, in tutto l’universo indifferenziato era l’aspetto della natura, e lo definirono Caos, massa informe e confusa, […] ammasso di semi discordi di cose mal unite […] Niente manteneva la sua forma.[…] Un dio […]le unì in un tutto concorde, sono alcuni versi delle Metamorfosi del poeta romano Ovidio. Versi che ricalcano quanto era stato scritto nella Genesi biblica: In principio Dio creò il cielo e la terra. La terra era senza forma e deserta e le tenebre ricoprivano l’abisso […]. Dio disse:«Sia la luce!». E luce fu. […] Dio chiamò la luce giorno e le tenebre notte […]. Da queste concezioni segue che il Caos diventa Cosmo, cioè l’informe acquista forma, il disordine diviene ordine; la Terra dunque con tutti i suoi connotati esprime uno stato ordinato proveniente dal Caos.
Bisogna arrivare al XX secolo per sentir parlare nuovamente di Caos però in termini scientifici grazie al meteorologo statunitense Edward Lorentz (1917 – 2008). Costui, al fine di studiare i movimenti dell’aria nell’atmosfera terrestre, creò un modello matematico a dodici equazioni, per mezzo del quale si accorse che i cambiamenti erano imprevedibili e che minime variazioni nelle condizioni iniziali del modello provocavano grandi variazioni nelle precipitazioni, cioè una dipendenza sensibile dai parametri iniziali del sistema, nota come effetto farfalla. Lorentz descrisse tale dipendenza in un articolo del 1963, che venne appuntto chiamata effetto farfalla a causa del titolo dato ad una conferenza del 1972: Può il batter d’ali di una farfalla in Brasile provocare un tornado in Texas?
Tuttavia prima di lui, in un articolo del 1950, il matematico britannico Alan Turing aveva già descritto qualcosa di simile: The displacement of a single electron by a billionth of a centimetre at one moment might make the difference between a man being killed by an avalanche a year later, or escaping (Lo spostamento di un singolo elettrone di un miliardesimo di centimetro in un dato momento potrebbe fare la differenza tra la morte di un uomo da una valanga un anno dopo, o la fuga).
La teoria del Caos, pur basata su leggi deterministiche, a causa della complessità dei sistemi che la supportano ne rivela l’impossibilità di definire una previsione. Un sistema complesso, infatti, è descritto da leggi empiriche che non derivano immediatamente dalle leggi che descrivono l’azione dei singoli componenti.
Ciò contrasta sia con le precedenti leggi della meccanica classica di Newton (1642 – 1726) secondo le quali l’universo si comporta come un sistema perfettamente prevedibile, sia con la concezione del fisico francese Pieree-Simon Laplace (1749 -1827) – descritta nel saggio Essai philosophique sur les probabilités -, secondo la quale se un intelletto conoscesse tutte le forze e le posizioni dell’universo potrebbe prevedere il futuro.
La teoria del Caos, infatti, supera sia la meccanica newtoniana sia la concezione laplaciana, dimostrando che, pur conoscendo tutte le regole, la previsione può fallire perché ogni sistema amplifica minime incertezze, che in quanto tali sono incontrollabili e determinano l’effetto farfalla. In meteorologia, ad esempio, le intense precipitazioni, dovute al riscaldamento atmosferico con le connesse evaporazioni acquee, generano casuali alluvioni sul territorio nazionale a macchia di leopardo e determinano una realtà inequivocabilmente rovinosa imprevedibile. Anche in chimica, quando si scrive l’equazione di una reazione generica A + B→C + D, la sua resa effettiva potrebbe essere (ciò si verifica per alcune trasformazioni) inferiore a quella teorica, la quale è calcolata applicando la legge di Lavoisier. Questo vuol dire che non tutte le molecole di A e di B reagiscono in modo regolare, in quanto l’ordine viene turbato dal disordine causato dal mescolamento delle molecole di A e B. Simili situazioni si verificano nella vita e nelle attività di ogni essere umano, per le quali si può trarre un esempio realistico dal romanzo Sulle ali dell’immaginazione (Aracne editrice, 2016). Ed alcuni altri esempi, tra tanti, lo testimoniano. La programmazione quotidiana di un dato lavoro, che presuppone ordine, è soggetta all’imprevedibilità di un evento che la fa fallire, creando disordine. Anche durante l’esecuzione di una ricerca può succedere di fare una scoperta imprevista – quel che si chiama serendipità -, che stravolge l’iter programmato e induce a cambiare programmazione. Succede pure che una mattina andando a lavorare, per un traffico inaspettato dovuto a lavori in corso o ad un incidente, si arrivi in ritardo nel luogo di lavoro. Imprevedibilità manifesta anche nel gioco dei dadi o nei diversi giochi con le carte da gioco. Quindi, a causa dell’imprevedibilità degli eventi e della dipendenza sensibile dai dati iniziali, i risultati previsti sono resi indeterminati.
In definitiva, la realtà in cui ogni essere umano vive è espressa da una rete di relazioni, da un avvicendamento di convinzioni, da un insieme di comportamenti individuali in continuo cambiamento, che mettono in discussione la certezza che il futuro sia già determinato, senza possibilità alcuna che possa essere modificato. In effetti, anche se le azioni di ogni essere umano dipendono da cause precedenti (ciò è quel che chiamiamo determinismo), la complessità di queste cause però rende le conseguenze non definite e incerte (ciò equivale all’indeterminismo).
Il determinismo umano corrisponde al destino, cioè a quella forza predeterminata che non può essere sopraffatta in alcun caso dal volere umano. Tale convincimento, ovviamente, contrasta con il libero arbitrio perché non tiene conto dell’imprevedibilità degli episodi e dei fatti nella vita reale.
Quanto riferito dovrebbe portare il lettore a riflettere e ad approfondire tale elucubrazione dagli interessanti risvolti educativi in contrasto con quelli consueti, che potrebbero indurre ogni essere umano a vivere e a pensare criticamente e più liberamente, affrancandosi dalla superstizione, dagli oroscopi e da tutto ciò che lo allontana dalla bellezza della vita.
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