Urbanistica in deroga, il caso di via Marinelli a Montesilvano


Sabato scorso al  Comune di Montesilvano dibattito con Italia Nostra, Prospettiva Futura e Comitato di quartiere Saline Marina con proposte e raccomandazioni per il superamento dell’Urbanistica in Deroga, a partire dal caso di via Marinelli

  1. Dopo i casi di grandi operazioni di demolizione e pesante ricostruzione in
    tessuti edificati centrali, con proteste che hanno richiesto l’intervento della magistratura e il
    blocco di cantieri, a Milano, Pescara e altrove, si è avuto un confronto pubblico anche a
    Montesilvano sul caso di via Marinelli a Montesilvano sui grandi interventi di demolizione e
    ricostruzione, con il confronto di impresa, progettista, associazioni.
  2. Si è discusso nel comune di Montesilvano in una conferenza stampa convocata da Italia Nostra
    di Pescara, e dalle associazioni Prospettiva Futura, e Comitato Saline-Marina.PP1 di
    Montesilvano, del caso di un altro intervento contestato di edilizia dirompente, il
    supercondominio di 7 piani e 40 appartamenti, nato da poco sulla via Marinelli, principale asse
    collina-mare di Villa Verrocchio, allineato con i villini della città giardino, fatto di case di 1 o 2 piani.
    Si tratta di un nuovo episodio di demolizione e ricostruzione dentro la città costruita che cambia
    drammaticamente la forma ed il carico urbanistico del nuovo edificio rispetto al tessuto esistente.
  3. Da una parte si sono denunciati cambiamenti morfologici dirompenti del tessuto esistente, con
    deroghe alle norma su distanze, altezza, grandi incrementi di cubatura, insufficienti dotazione di
    standard urbanistici, verde, parcheggi ed aree pubbliche, che hanno aggravato la vivibilità del
    quartiere. Dall’altra si è avanzata la richiesta di variare il complesso in ultimazione, rilasciando
    almeno un accesso pedonale e verde, verso l’adiacente parco di Villa Delfico, testimonianza storica
    della città e futuro cuore dei servizi urbanistici del quartiere.
  4. Alla presentazione hanno partecipato anche l’impresa ed il progettista dell’intervento
    Aurelio Colangelo. Controparte e moderatori del dibattito e del confronto l’arch. Massimo
    Palladini presidente di Italia Nostra Pescara, l’architetto Giuseppe Di Giampietro consulente
    tecnico e l’ing. Mauro De Flaviis responsabile del periodico Il Sorpasso. Si è trattato di una dei
    primi confronti tra esigenze economiche delle imprese che investono nella trasformazione
    dell’esistente, e cittadini che chiedono che tali interventi, migliorino e qualifichino la città, con un
    confronto pubblico, trasparente e partecipato. Assenti i politici, che dovrebbero ascoltare i
    problemi denunciati e valutare le proposte di cambiamento e le nuove regole della città a zero
    consumo di suolo, che cambia su se stessa.
    Info: digiampietro@webstrade.it– WhatsApp: 338-5343-969 – pescara@italianostra.org
    Arch. M.Palladini 338-1230-346
    1
  5. MANIFESTO. PRIME REGOLE PER GLI INTERVENTI DI DEMOLIZONI E
    RICOSTRUZIONI DI EDIFICI ESISTENTI
    (PER UN’URBANISTICA EQUA, SOSTENIBILE RESPONSABILE E PARTECIPATA)
    .
    .
  6. (finalità) Le premialità ed incentivazioni edilizie hanno finalità di riqualificazione del patrimonio
    edilizio, di riduzione del consumo di suolo e miglioramento della qualità della vita, non solo per gli
    utenti del patrimonio edilizio recuperato, ma anche per la riqualificazione dell’intorno urbano.
    Esse non possono comportare aumenti del carico urbanistico o delle condizioni igieniche di
    soleggiamento, ventilazione, di disponibilità di verde e servizi peggiorative sull’intorno urbano
    esistente.
  7. (piano esecutivo planivolumetrico) I premi di cubatura complessivamente superiori al 50 %
    della volumetria demolita, o la copertura del lotto superiore al 50 % dell’area del lotto stesso, o le
    deroghe ad altezze e distanze e indici previsti dal D.M. 1444-1968, quando sono rilevanti e
    comportano il cambio di tipologia edilizia (es. da casa isolata con guardino a condominio a
    palazzina, o altra trasformazione rilevante) devono essere approvate all’interno di un piano
    esecutivo, con caratteristiche planivolumetriche, pubblico, trasparente e partecipato, come già
    previsto in Art. 8 del D.M. 1444-1968 per le aree B già edificate. Tale norma integra le previsioni
    dell’Art. 2bis (Deroghe in materia di distanze dei fabbricati) del T.U. dell’Edilizia D.P.R. 380-2001,
    come già indicato da orientamenti della Corte Costituzionale e sentenza della magistratura.
  8. (importanza della strada) In ogni intervento edilizio di trasformazione dell’esistente, va definita
    la qualificazione della strada come primo spazio pubblico di ogni edificio, la sua continuità,
    accessibilità, qualità urbana, di arredi verde, illuminazione, e dotazione degli spazi pubblici relativi
    (marciapiedi, accessi e passi carrai, verde stradale, parcheggi pubblici, portici e spazi per attività
    non residenziali, dotazioni per la raccolta differenziata dei rifiuti. Sulla sua qualificazione, si devono
    riversare prioritariamente gli oneri di urbanizzazione e costi di costruzione, previsti per
    l’intervento.
  9. (standard urbanistici) La dotazione degli standard urbanistici previsti dalla legge deve essere
    effettiva, contestuale all’intervento edilizio ed in stretta prossimità o all’interno dell’intervento
    stesso. In zona B già edificata, non meno della metà degli standard previsti dallo strumento
    urbanistico devono essere realizzati contestualmente all’intervento, non solo come cessione di
    aree, ma come disponibilità effettiva di servizi attrezzature e verde all’interno dell’intervento
    stesso, anche con cessioni equivalenti di parti edificate per servizi pubblici equivalenti. La dotazini
    di standard urbanistici pubblici deve essere garantitaq anche per gli inetrventi di recupero di
    sottotetti interrati e cambi di eìdestinazione d’uso dell’esistente.
  10. (trasparenza e partecipazione) Gli amministratori pubblici eletti sono i titolari dell’atto di
    concessione del permesso di costruire o strumento equivalente, titolari e garanti della valutazione
    degli interessi pubblici. Ma deve essere sempre garantita la trasparenza, pubblicità e pubblico
    ascolto di cittadini e associazioni, nelle forme previste dalla legge ma anche con metodi innovativi
    e interattivi pubblici permessi dalla comunicazioni di rete e da strumenti di interazioine sociale, o
    social, di pubblico accesso.
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 Redazione Abruzzo Popolare

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