Da oggi, 1° giugno 2026, chi percorre un’autostrada italiana e subisce un ritardo significativo a causa di un cantiere programmato ha diritto a un rimborso del pedaggio. Non è una promessa: la delibera ART n. 211/2025 dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti è entrata in vigore oggi, con un calendario progressivo che distingue tra tratte a gestore unico, operative da subito, e tratte che attraversano reti di gestori diversi, che seguiranno entro il 1° dicembre 2026.
Per le imprese con flotte aziendali, veicoli commerciali o semplicemente dipendenti che viaggiano spesso in autostrada, si apre uno spazio di recupero sui costi che vale la pena conoscere con precisione.
La logica del meccanismo: il pedaggio si lega al servizio realmente fruito
La nuova disciplina lega il pedaggio al servizio effettivamente fruito sulla tratta percorsa. Il principio è diretto: se la rete è congestionata per lavori programmati e l’automobilista subisce un ritardo misurabile, la concessionaria deve compensare parte del costo pagato. Non si tratta di un rimborso automatico: va richiesto, e le procedure sono già attive sui siti delle singole società.
Le principali società autostradali hanno pubblicato in queste ore sui propri siti web pagine e form attraverso cui presentare le domande di rimborso. Non risulta ancora attivata l’app unica per tutti i gestori della rete, prevista dall’ART. Chi aspettava uno strumento centralizzato dovrà quindi ancora interfacciarsi con le singole concessionarie.
Le soglie di ritardo per i cantieri: tre fasce di percorso
Il diritto al ristoro non è uguale per tutti i percorsi. Per i percorsi inferiori a 30 km, il rimborso scatta indipendentemente dal ritardo accumulato; per le tratte tra 30 e 50 km è necessario un ritardo di almeno 10 minuti; oltre i 50 km, la soglia sale a 15 minuti.
La logica è proporzionale: sulle tratte brevi anche ritardi minimi incidono in percentuale elevata sul tempo totale di percorrenza, mentre sulle lunghe distanze un ritardo contenuto rientra nella variabilità ordinaria del traffico.
Per quanto riguarda i blocchi totali della circolazione, la delibera ART 211/2025 ha stabilito una scala di rimborso crescente in base alla durata dell’interruzione. Un blocco tra 60 e 119 minuti dà diritto al 50% del pedaggio pagato. Tra 120 e 179 minuti il rimborso sale al 75%. Oltre le tre ore, il rimborso è integrale, pari al 100% del pedaggio versato.
| Durata del blocco | Rimborso riconosciuto |
|---|---|
| 60-119 minuti | 50% del pedaggio |
| 120-179 minuti | 75% del pedaggio |
| 180 minuti e oltre | 100% del pedaggio |
| Cantiere, tratta sotto 30 km | Rimborso senza soglia di ritardo |
| Cantiere, tratta 30-50 km | Rimborso con ritardo minimo 10 min |
| Cantiere, tratta oltre 50 km | Rimborso con ritardo minimo 15 min |
Nota: importi calcolati in base a coefficienti che considerano l’impatto del cantiere e lo scostamento dall’orario di percorrenza previsto. Il rimborso copre esclusivamente il costo del pedaggio.
L’impatto per le imprese: autotrasporto e flotte aziendali
Per l’autotrasporto i rimborsi saranno gestiti automaticamente dai fornitori di telepedaggio nazionali ed europei, senza necessità di richieste manuali per ogni viaggio. Per le aziende con flotte numerose che già utilizzano dispositivi di telepedaggio (telepass aziendale, sistemi OBU), il recupero dovrebbe avvenire in modo diretto, senza gestione manuale caso per caso. Free Press Journal
Restano però aperti i profili di costo che la norma non copre. Le associazioni di categoria rilevano che il ristoro copre esclusivamente il costo del pedaggio, lasciando a carico del vettore le conseguenze economiche più pesanti: penali per ritardi nelle consegne, perdita di slot nei terminal e alterazione dei tempi di guida degli autisti. Per un’impresa di logistica o un trasportatore in conto terzi, il rimborso del pedaggio è una voce marginale rispetto alle perdite generate da un blocco prolungato. Vale comunque la pena richiederlo sistematicamente.
Soglia minima e accredito: quando il rimborso viene effettivamente erogato
Sono previste soglie minime: i rimborsi inferiori a 10 centesimi non vengono calcolati e l’accredito effettivo avviene solo al raggiungimento di almeno 1 euro accumulato. Per chi percorre autostrade con frequenza, la soglia viene raggiunta rapidamente. Per chi viaggia occasionalmente, potrebbe richiedere più episodi prima di vedere un accredito.
Le tre eccezioni che escludono il diritto al rimborso
Non tutti i rallentamenti sono rimborsabili. Tre categorie di situazioni restano fuori dal perimetro della delibera. Il ristoro non si applica ai disagi causati da cantieri emergenziali, aperti a seguito di incidenti gravi o eventi meteorologici estremi, e, almeno nella fase iniziale, i cantieri mobili. Il rimborso non si applica nemmeno alle tratte su cui sia già in vigore una riduzione generalizzata del pedaggio in ragione dei lavori in corso.
Sulle autostrade dove la concessionaria ha già applicato una riduzione strutturale del pedaggio per compensare i cantieri, il meccanismo di rimborso non si attiva: il ristoro è già incorporato nella tariffa ridotta.
I cantieri mobili, usati per sfalcio, pulizia delle carreggiate, segnaletica e manutenzione ordinaria, sono temporaneamente esclusi nella fase di avvio. Potranno essere inclusi in una revisione successiva della delibera.
Dal 1° dicembre 2026: le tratte multi-concessionario
Dal 1° giugno si applicano i rimborsi per blocco traffico e per cantieri su percorsi interamente gestiti dallo stesso concessionario; entro il 1° dicembre arriverà la parte sui percorsi con più concessionari.
Chi percorre tragitti che attraversano tratte di più gestori diversi, cosa frequente sulle grandi direttrici nazionali, dovrà attendere la seconda fase per avere tutela completa. È una limitazione operativa rilevante per chi gestisce percorsi lunghi e articolati.
L’infrastruttura per la gestione delle richieste sarà centralizzata in un’unica applicazione nazionale, valida indipendentemente dal gestore dell’autostrada. Quando l’app sarà operativa, la procedura si semplificherà sensibilmente. Per ora, ogni concessionaria ha il proprio canale.
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