Il Carnet ATA entra nell’era digitale. Dal 1° giugno 2026 prende infatti avvio il sistema eATA, il progetto internazionale promosso dalla International Chamber of Commerce (ICC) e dalla World Customs Organization (WCO) per sostituire progressivamente il tradizionale carnet cartaceo utilizzato nelle operazioni di ammissione temporanea delle merci. La nuova procedura diventa operativa nei Paesi del territorio doganale dell’Unione europea, oltre che nel Regno Unito, in Svizzera e in Norvegia, segnando il primo passo verso la digitalizzazione globale del sistema ATA. La circolare n. 14/2026 dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e la documentazione tecnica pubblicata da Unioncamere forniscono le prime indicazioni operative per gestire una fase transitoria destinata a protrarsi almeno fino al 2027, durante la quale carnet cartacei e digitali continueranno a convivere.
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1) Dal documento cartaceo alla gestione digitale delle operazioni
Il Carnet ATA rappresenta da decenni uno strumento fondamentale per consentire l’importazione temporanea di merci destinate a fiere, esposizioni, manifestazioni commerciali, attività professionali o dimostrazioni tecniche senza il pagamento immediato di dazi e altri diritti doganali. Fino ad oggi il suo funzionamento è stato strettamente legato alla gestione di un documento cartaceo composto da copertina, matrici e volet da presentare e far vistare dalle autorità doganali dei diversi Paesi coinvolti.
Con l’introduzione del sistema eATA tale impostazione inizia gradualmente a cambiare. Il nuovo modello prevede infatti la gestione del carnet attraverso strumenti digitali che consentono di archiviare e utilizzare il documento in formato elettronico, mettendo a disposizione delle amministrazioni doganali le informazioni necessarie per registrare e controllare le operazioni effettuate. L’obiettivo perseguito dal progetto è duplice: da un lato ridurre gli oneri amministrativi e il rischio di errori derivanti dalla gestione cartacea, dall’altro incrementare la tracciabilità delle movimentazioni e la rapidità degli scambi informativi tra tutti i soggetti coinvolti.
La digitalizzazione del Carnet ATA si inserisce inoltre nel più ampio processo di trasformazione delle formalità doganali che sta interessando sia l’Unione europea sia il contesto internazionale. Dopo la progressiva informatizzazione delle dichiarazioni doganali, dei sistemi di transito e delle autorizzazioni, anche uno degli strumenti più tradizionali del commercio internazionale avvia così il proprio percorso verso una gestione interamente digitale.
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2) Come funzionerà il nuovo sistema eATA
Le linee guida predisposte da Unioncamere consentono di comprendere in maniera più concreta il funzionamento del nuovo sistema eATA. Operativamente, il processo inizierà con la richiesta del Carnet ATA attraverso i sistemi delle Camere di commercio. Una volta emesso, il carnet verrà scaricato dal titolare all’interno di un wallet digitale, accessibile tramite applicazione dedicata o piattaforma desktop. Il documento sarà conservato in formato elettronico e protetto mediante sistemi di cifratura, potendo essere condiviso, ove necessario, con rappresentanti o soggetti incaricati di effettuare le operazioni doganali.
Al momento dell’attraversamento della frontiera, il titolare del carnet o il suo rappresentante non dovrà più esibire i tradizionali volet cartacei. L’operazione verrà gestita attraverso un QR Code o uno specifico codice di transazione generato dal sistema e associato al carnet digitale. Nei Paesi che lo prevedono, sarà inoltre possibile effettuare una notifica preventiva alla dogana, consentendo all’autorità di visualizzare anticipatamente le informazioni relative alle merci oggetto della movimentazione.
Il funzionario doganale potrà quindi accedere direttamente ai dati del carnet attraverso l’applicazione dedicata alle autorità doganali, verificare le informazioni relative alle merci e confermare l’operazione di esportazione temporanea, importazione temporanea o riesportazione. Una volta effettuata la validazione, la transazione verrà registrata in tempo reale nel sistema e il titolare riceverà immediatamente una conferma attraverso il proprio wallet digitale.
Uno degli aspetti più innovativi riguarda la fase successiva alla movimentazione delle merci. Il sistema è infatti progettato per consentire alle amministrazioni doganali e alle associazioni garanti di effettuare verifiche e riconciliazioni in modalità digitale, riducendo il rischio di contestazioni derivanti da errori documentali, timbri mancanti o irregolarità nella gestione dei volet cartacei. In altre parole, il Carnet ATA non sarà più gestito come un fascicolo fisico che accompagna le merci lungo il loro percorso internazionale, ma come un flusso informatico condiviso e aggiornato in tempo reale dai soggetti coinvolti nell’operazione.
La vera innovazione del progetto eATA non risiede quindi soltanto nella dematerializzazione del documento, bensì nella possibilità di gestire digitalmente l’intero ciclo di vita del carnet, dalla sua emissione fino alla chiusura definitiva dell’operazione.
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3) La sfida della fase transitoria e il nuovo paradigma digitale
Se l’obiettivo finale del progetto è la completa digitalizzazione del Carnet ATA, la vera sfida per gli operatori sarà rappresentata dalla gestione della fase transitoria. Il Global Transition Plan pubblicato a livello internazionale evidenzia infatti come il passaggio al sistema eATA non avverrà simultaneamente in tutti i Paesi aderenti alla Convenzione ATA. Alcuni Stati continueranno ancora per diverso tempo ad utilizzare esclusivamente il sistema cartaceo, altri adotteranno modelli ibridi, mentre altri ancora implementeranno integralmente il nuovo sistema digitale.
Per tale ragione, almeno nella fase iniziale, carnet cartacei e carnet digitali saranno destinati a convivere. La stessa ADM chiarisce che i carnet emessi prima del 1° giugno 2026 continueranno ad essere gestiti secondo le procedure tradizionali fino alla loro naturale scadenza. Parallelamente, le Camere di commercio potranno continuare a rilasciare documenti cartacei accanto ai nuovi carnet digitali, garantendo così la continuità delle operazioni con i Paesi che non avranno ancora completato il processo di digitalizzazione.
Paradossalmente, la fase più complessa non sarà quella finale, caratterizzata da un sistema interamente digitale, bensì il periodo di convivenza tra procedure differenti. Gli operatori dovranno infatti verificare di volta in volta il livello di implementazione raggiunto dai Paesi coinvolti nelle singole operazioni e individuare le modalità operative applicabili. In questo contesto la corretta pianificazione delle movimentazioni internazionali e l’aggiornamento costante sulle procedure adottate dalle diverse amministrazioni doganali assumeranno un’importanza fondamentale.
L’introduzione dell’eATA non può tuttavia essere letta esclusivamente come una modernizzazione tecnologica di uno strumento esistente. Il progetto segna piuttosto il passaggio da una logica documentale a una logica basata sulla gestione e sulla condivisione dei dati. Il Carnet ATA tende progressivamente a perdere la propria natura di documento fisico per trasformarsi in un flusso informatico accessibile e aggiornabile in tempo reale da operatori economici, Camere di commercio, enti garanti e amministrazioni doganali.
Proprio per questo motivo il successo del progetto non dipenderà soltanto dall’efficienza delle piattaforme digitali, ma anche dalla capacità delle imprese e delle amministrazioni di adattarsi a nuove modalità di lavoro e di cooperazione. La fase di transizione che prende avvio oggi rappresenta quindi un banco di prova significativo per il futuro delle procedure doganali internazionali e costituisce un ulteriore passo verso una gestione sempre più digitale, interoperabile e orientata alla semplificazione degli scambi commerciali.
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