Sul futuro della frazione di Valnontey, il gruppo consiliare di minoranza Ensemble pour l’avenir de Cogne chiede all’Amministrazione comunale “di assumersi fino in fondo le proprie responsabilità politiche”.
Durante il Consiglio comunale dedicato all’approvazione del Documento di indirizzo alla progettazione per il rifacimento del ponte e degli argini danneggiati dall’alluvione del giugno 2024, – spiega una nota – i consiglieri Franco Allera, Zede Focaraccio, Mirko Carlesso e Giuseppe Cutano hanno presentato una risoluzione urgente per chiedere una modifica sostanziale degli indirizzi progettuali.
Al centro della contestazione della minoranza, il fatto che il Documento ed il Quadro esigenziale “prevedono due possibili scenari alternativi per il futuro collegamento della frazione: da una parte la realizzazione di un ponte unico in prossimità dell’attuale attraversamento, dall’altra la delocalizzazione del ponte carrabile a valle con la costruzione di una passerella separata per pedoni e ciclisti”.
Secondo la minoranza, questa impostazione “rappresenta una rinuncia a svolgere il ruolo che spetta alla politica”. I motivi sono presto detti: “Su una questione così importante non si può continuare a rimandare la decisione”.
Non solo: “Dopo un anno di discussioni, incontri pubblici e confronti con la popolazione, l’Amministrazione dovrebbe indicare una direzione precisa e assumersene la responsabilità – prosegue il gruppo di minoranza –. Lasciare aperte due ipotesi così diverse significa trasferire una scelta politica a progettisti esterni”.
Per Ensemble pour l’avenir de Cogne – si legge ancora – “la soluzione da perseguire è una sola: il ponte unico, collocato nelle immediate vicinanze dell’attraversamento esistente e in grado di garantire contemporaneamente il transito veicolare, pedonale e ciclabile”.
“Riteniamo che questa sia l’opzione più equilibrata e sostenibile – spiegano ancora i consiglieri di opposizione di Cogne –. Consente di mantenere l’unità della frazione, salvaguardare l’assetto storico e logistico di Valnontey, evitare inutili duplicazioni infrastrutturali e utilizzare in modo efficiente le risorse pubbliche disponibili”.
Non solo, secondo la minoranza c’è anche “il rischio che l’assenza di un indirizzo politico netto possa generare ulteriore incertezza tra residenti e operatori economici e portare all’adozione di soluzioni progettuali non condivise dalla comunità locale”.
Per questo, con la risoluzione i consiglieri chiedono quindi al Sindaco e alla Giunta “di modificare il Documento di indirizzo alla progettazione e il Quadro esigenziale, eliminando l’alternativa tra le opzioni attualmente previste e inserendo esplicitamente il vincolo progettuale del ponte unico”.
“Valnontey ha già pagato un prezzo altissimo a causa dell’alluvione – chiude la nota dell’opposizione in Consiglio comunale –. Oggi, a distanza di due anni ha bisogno di certezze, non di ulteriori rinvii. È il momento delle scelte e della responsabilità politica”.
28 marzo 2026
La Giunta comunale di Cogne ha approvato, giovedì 26 marzo, tre atti per il percorso di ricostruzione e messa in sicurezza del territorio dopo i danni dell’alluvione del 29 e 30 giugno 2024.
Uno di questi è il quadro esigenziale e gli obiettivi Strategici per la ricostruzione del ponte e la riqualificazione della frazione Valnontey, assieme a due Documenti di indirizzo alla progettazione – i cosiddetti Dip – per l’intervento sulla rete acquedottistica in località Arpisson e località Bouva e per l’intervento di realizzazione di un’opera paramassi e paravalanghe a protezione della strada comunale per Lillaz.
Riqualificazione della frazione Valnontey: il quadro esigenziale
Il documento approvato ha incluso fasi di studio da parte di professionisti del settore — anche attraverso un concorso di idee chiuso proprio a marzo 2026 — oltre ai confronti con la Regione, la Protezione civile ed i principali portatori di interesse.
“Valnontey rappresenta la porta d’accesso più rappresentativa e iconica al Parco Nazionale del Gran Paradiso”, si lega nella nota della Giunta. Per questo, “la ricostruzione è intesa come un’opportunità per ripensare gli equilibri di questo luogo unico, andando oltre il mero ripristino dell’esistente”.
Il quadro esigenziale “non definisce soluzioni progettuali definitive, ma stabilisce gli indirizzi e gli obiettivi strategici ai quali dovranno attenersi i professionisti e i soggetti coinvolti nelle successive fasi di progettazione ed esecuzione”. Restano ferme, in ogni caso, “le valutazioni di ordine tecnico che saranno approfondite nei successivi livelli progettuali previsti dalla normativa”.
I “principi cardine”
Stando alla Giunta, “il documento individua sei principi fondamentali: la sicurezza dell’abitato come priorità assoluta; la minimizzazione dell’impatto visivo e ambientale di tutte le opere, anche dalla veduta aerea; l’armonia con il paesaggio circostante e la coerenza con il contesto del Parco Nazionale del Gran Paradiso; l’utilizzo di materiali consoni al contesto montano; la promozione della mobilità dolce e della pedonalità; la massimizzazione della permeabilità dei suoli”.
La questione centrale: la posizione del nuovo ponte
Uno degli aspetti più rilevanti del documento riguarda la collocazione del nuovo attraversamento del torrente Valnontey, “che costituisce il nodo progettuale centrale dell’intera riqualificazione”. Il quadro esigenziale non fissa una posizione definitiva, ma “indica che la scelta sarà determinata dall’esito di un approfondito studio idraulico, delineando due ipotesi alternative”.
L’ipotesi A prevede la realizzazione di un ponte unico — carrabile e al contempo pedonale — “qualora si individui una soluzione idraulica idonea nella fascia compresa tra la posizione del ponte attuale e i primi 50 metri a valle dello stesso. In questo scenario il manufatto integrerebbe tutte le funzioni di attraversamento, con spazi dedicati ai pedoni, rampe e scalinate di accesso, in sintonia con l’architettura e il paesaggio circostanti”.
L’ipotesi B, invece, è “da adottarsi qualora non si riuscisse a trovare una soluzione idraulica adeguata nell’area sopra indicata” e “prevede due strutture distinte: un ponte carrabile collocato più a valle e una passerella pedonale nella zona del ponte attuale, in modo da garantire la continuità di fruizione tra le due sponde della frazione ed evitare l’isolamento dell’abitato”.
In entrambe le ipotesi, dice la Giunta, “gli indirizzi rispondono a precise esigenze: garantire la massima sicurezza dell’insediamento separando il traffico veicolare dalla zona residenziale; prevedere una zona di espansione del torrente a monte del ponte in sinistra orografica, dove il flusso durante l’evento di piena possa ridurre la propria energia; e soprattutto evitare il ripetersi dell’effetto a tappo verificatosi durante l’alluvione del giugno 2024, quando il ponte esistente ha generato un forte rigurgito con conseguente innalzamento dei livelli idrici ed esondazione”.
Il documento indica inoltre che il nuovo ponte “dovrà essere realizzato con materiali consoni al territorio: acciaio Corten per gli elementi strutturali a vista, pietra locale per i rivestimenti e legno per parapetti e finiture, con l’obiettivo di minimizzare l’impatto visivo del manufatto”.
Difese spondali, mobilità e riqualificazione
Non solo, perché il quadro indica anche “la necessità di interventi di difesa spondale dalla zona a monte del campeggio Gran Paradiso lungo la destra orografica fino al campeggio Lo Stambecco, con soluzioni che prediligano terre armate negli ambiti naturali e murature rivestite in pietra nelle zone urbane. Le opere dovranno garantire la possibilità di esondazione controllata in sinistra orografica”.
In tema di mobilità, il documento prevede l’istituzione di due zone a traffico limitato: una sulla sinistra orografica dal ponte e una nella parte alta del paese. Gli indirizzi suggeriscono l’eliminazione dell’asfalto a favore di sampietrini o soluzioni in pietra locale, “restituendo alla frazione il carattere di villaggio alpino”. Il parcheggio a valle, invece, “dovrà essere mantenuto e significativamente rinverdito, con piantumazione di vegetazione autoctona e pavimentazioni permeabili, dotandolo di un sistema di controllo degli ingressi con pannelli informativi”.
È inoltre previsto l’indirizzo per una passerella stagionale smontabile per attraversare le piste da sci di fondo durante il periodo invernale, ma anche la riqualificazione dell’area del parco giochi con materiali naturali e sostenibili.
L’intervento sulla rete dell’acquedotto nelle località Arpisson e Bouva
Come detto, il secondo atto approvato in Giunta è il Documento di indirizzo alla progettazione per l’intervento sulla rete acquedottistica nelle località di Arpisson e Bouva, per un importo complessivo di 910mila euro.
In località Arpisson – l’importo previsto è di 460mila euro -, l’intervento riguarda la rete che alimenta la frazione di Epinel, gravemente compromessa dall’alluvione del giugno 2024. Già oggetto di interventi di somma urgenza nel 2025, l’area vede “una copiosa venuta d’acqua sorgiva ad oggi non captata”. Per questo, il Dip fornisce gli indirizzi per la progettazione di una nuova captazione, una vasca di raccolta e un desabbiatore, con l’obiettivo di potenziare la portata dell’acquedotto a servizio di Epinel e potenzialmente anche della frazione di Cretaz.
In località Bouva – l’importo previsto è di 450mila euro -, l’intervento mira invece a “potenziare le captazioni della sorgente che costituisce la primaria fonte di approvvigionamento idrico del capoluogo. A supporto della progettazione sono state condotte indagini geofisiche che hanno consentito di definire il modello idrogeologico della sorgente. Sulla base di tali risultanze, il Dip indica come possibili direzioni progettuali la realizzazione di una trincea drenante o di pozzi di captazione a monte della captazione attuale per garantire portate sufficienti anche nei periodi di maggiore affluenza turistica. Le soluzioni definitive saranno individuate nelle successive fasi progettuali”.
L’opera paramassi e paravalanghe sulla strada per Lillaz
Il terzo atto approvato è il Documento di indirizzo alla progettazione per l’intervento di protezione della strada comunale per Lillaz, con un importo massimo per lavori pari a 950mila euro.
L’area di intervento interessa la strada comunale poco prima della frazione di Champlong, in corrispondenza di un impluvio soggetto al rischio di caduta massi e valanghe. Durante l’alluvione del giugno 2024, una colata detritica ha invaso la carreggiata interrompendo il collegamento viario con Lillaz.
Il Dip indica come obiettivo “la riduzione della vulnerabilità del tratto stradale attraverso la possibile realizzazione di una galleria paramassi e paravalanghe e/o interventi di protezione attiva lungo il versante”. Il documento prevede anche “che vengano sviluppate diverse alternative progettuali, ciascuna con la quantificazione del rischio residuo, lasciando alla fase di progettazione la definizione della soluzione ottimale”. Non solo: “È contemplata – spiega ancora la nota di Giunta – la possibilità di esecuzione in lotti successivi qualora le soluzioni individuate superassero le risorse disponibili”.
23 marzo 2026
di Silvia Savoye

La realizzazione di un nuovo ponte coerente con quello esistente; l’introduzione di una zona a traffico limitato; la realizzazione di opere di difesa idraulica integrate con il paesaggio, ma anche la valorizzazione degli spazi pubblici.
Alle cinque proposte arrivate al concorso di idee per la riqualificazione della Valnontey, se ne aggiunge oggi un’altra, presentata dal gruppo di minoranza “Ensemble pour l’avenir de Cogne”.
“La proposta nasce da un’analisi approfondita delle soluzioni progettuali elaborate negli ultimi tempi, dal confronto con le posizioni espresse sul territorio e dalla volontà di mantenere centrale il ruolo della comunità nelle scelte future.” spiega una nota.
Il ponte, nelle intenzioni della minoranza, dovrà richiamare architettonicamente quello esistente, a due o tre campate, con
struttura portante in legno e pila o pile centrali in muratura, comprendente una corsia carrabile e una ciclo-pedonale.
Nella zona antistante la chiesa è prevista la creazione di una piazzetta, con scalinata e raccordi, destinata a spazio di aggregazione
urbana. Altri dettaglio della proposta riguardano: la realizzazione di un parapetto in muratura lungo il torrente, con funzione sia di protezione che di arginatura per garantire il franco di sicurezza; la costruzione di arginature in muratura in cemento armato rivestite in pietrame malta nel tratto tra le pompe dell’acquedotto e la fine del piazzale/ aree verdi; la costruzione di arginature in terra armata con acciottolato verso il campeggio e a valle dei piazzali/aree verdi sino ai canaloni di Teuf.
Come accade in Val Ferret la volontà è di andare a realizzare un sistema di monitoraggio automatico della sosta sui piazzali limitando l’accesso alla Valnontey al numero di parcheggi disponibili.
La progettazione complessiva della riqualificazione verrà suddivisa in lotti funzionali, per consentire l’esecuzione contemporanea di più interventi in base alle priorità.
16 marzo 2026
Duramente colpita dall’alluvione del giugno 2024, Valnontey inizia a immaginare la propria rinascita. Lo fa attraverso i progetti presentati al concorso di idee per la riqualificazione della frazione di Cogne, illustrati nei giorni scorsi alla cittadinanza.
Tra le cinque proposte depositate, la commissione ha premiato quella di Edileco di Nus, rappresentata dall’ingegner Enea Amato, alla quale andranno 10 mila euro. Al secondo posto si è classificato Atelier Projet Studio Associato con l’architetto Alberto Duc, che ottiene 6 mila euro, mentre 4 mila euro vanno al terzo classificato, il raggruppamento temporaneo formato dagli architetti Giulio Violanti e Gregorio Ninci.
Dalle idee raccolte il Comune intende ora estrarre gli elementi più utili per costruire il Documento di indirizzo alla progettazione, che sarà predisposto nelle prossime settimane.
“Si trattava di un concorso di idee, quindi il Comune non è vincolato a seguire integralmente una proposta piuttosto che un’altra”, spiega il sindaco Denis Truc. “Ci siamo dati l’obiettivo di chiudere il Documento di indirizzo alla progettazione entro una quindicina di giorni, così da poterlo mettere a base di gara. Successivamente dovremo procedere con la gara per la progettazione, poi con l’approvazione del progetto e infine con l’appalto dei lavori. L’obiettivo è riuscire a partire molto probabilmente prima del 2027”.
L’indirizzo dell’amministrazione è chiaro: puntare su una soluzione il più possibile verde, con materiali a basso impatto e rispettosi dell’ambiente. Ma il criterio guida resta soprattutto uno: la sicurezza della frazione.
“L’obiettivo primario resta quello di garantire la sicurezza di Valnontey: è questo il punto che ci ha guidato fin dall’inizio”, aggiunge il sindaco. “Bisogna assicurare un attraversamento sicuro e su questo resta aperto il nodo tra ponte o passerella pedonale. Tra le ipotesi emerse nelle cinque idee progettuali, alcune prevedono una passerella pedonale nella posizione dell’attuale ponte, altre invece la collocano in un punto diverso. Inoltre è stata prospettata anche la possibilità di realizzare un ponte veicolare nella parte finale dell’attuale piazzale. L’altra alternativa è quella di realizzare un’unica struttura, in grado di assolvere sia alla funzione pedonale sia a quella veicolare”.
Il progetto vincitore: due ponti e un paese più pedonale
La proposta di Edileco, vincitrice del concorso, immagina due attraversamenti distinti: un ponte carrabile all’ingresso della frazione e una passerella pedonale in prossimità dell’attuale ponte.
Il primo avrebbe la funzione di garantire l’accesso alle attività commerciali e al Giardino Paradisia, sulla sinistra orografica del torrente. La struttura, semplice e costruita in gran parte in legno, punta a minimizzare l’impatto paesaggistico.
La seconda sarebbe invece una passerella pedonale multifunzionale, collocata in corrispondenza della nuova piazza. In estate sarebbe utilizzata da pedoni e ciclisti; in inverno, per consentire il passaggio della pista di sci di fondo, la corsia ciclabile verrebbe rivestita con tappeti speciali, così da non danneggiare la struttura.
La relazione progettuale insiste molto sull’idea di una Valnontey più lenta e più verde, con le auto tenute ai margini del paese e un abitato restituito a pedoni, biciclette e sciatori. L’area di sosta verrebbe separata da quella pedonale attraverso un grande portale con il nome della frazione, mentre al centro del paese troverebbe spazio una nuova piazza tra la passerella e la cappella di San Leonardo, destinata a diventare il baricentro della vita del villaggio. Il progetto prevede anche una nuova autorimessa interrata e la valorizzazione degli spazi verdi e del parco giochi.
Il costo del progetto è di 8,1 milioni di euro.
La proposta seconda classificata: ponte a valle e navette
Diversa l’impostazione di Atelier Projet Studio Associato, che prende spunto dal modello degli accessi regolati di Val Ferret e Val Veny. L’idea è quella di ridurre il traffico privato a Valnontey, facendo leva sul servizio di navette che già collega Cogne alla frazione.
Secondo gli studi idraulici allegati al progetto, non ci sarebbero alternative al posizionamento del nuovo ponte carrabile a valle della frazione.
La soluzione prevede quindi una nuova diramazione stradale verso sinistra orografica, un parcheggio a raso da 15 posti, un’area di fermata per pullman e navette, un piccolo edificio ipogeo come punto informativo e biglietteria, e soprattutto un parcheggio ipogeo da 93 posti, integrato nel pendio e inerbito. L’obiettivo dichiarato è chiaro: lasciare le auto il più possibile all’ingresso della frazione e rendere il resto dell’abitato maggiormente fruibile a piedi.
Anche questa proposta prevede una forte valorizzazione della mobilità lenta, con il potenziamento dei percorsi pedonali lungo il torrente, un marciapiede in pietra verso la cappella di Saint Leonard e un tracciato dedicato alle mountain bike, pensato in forma sterrata per limitare l’impatto sul territorio.
Il costo della proposta è di 11,4 milioni di euro.
La terza proposta: un anello che abbraccia il torrente
La proposta del raggruppamento formato da Giulio Violanti e Gregorio Ninci si distingue invece per un forte segno geometrico: un grande anello di circa 90 metri di diametro che abbraccia il torrente e organizza l’intero sistema degli attraversamenti.
All’interno di questo disegno si sviluppano due ponti distinti: uno carrabile, con carreggiata da 4 metri, e una passerella ciclopedonale larga 3,5 metri. La scelta progettuale punta a separare in modo netto i flussi veicolari da quelli pedonali e ciclabili, evitando interferenze e aumentando la sicurezza.
L’anello, oltre a definire i ponti, organizza anche lo spazio interno, concepito come un piccolo parco naturale con al centro un punto di ristoro. Grande attenzione è riservata anche ai parcheggi, che vengono trasformati in infrastrutture quasi invisibili grazie a coperture verdi calpestabili, pensate come dune artificiali integrate nel paesaggio.
Secondo i progettisti, il ponte attuale presenta criticità strutturali e idrauliche tali da rendere più conveniente la demolizione e la costruzione di due nuovi attraversamenti, progettati con criteri moderni di sicurezza, durabilità e inserimento paesaggistico.
Il costo è di 2,9 milioni di euro circa.
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Luca Ventrice
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