Fino al 30 ottobre 2026 proprietari, affittuari e detentori di terreni, giardini e aree verdi dovranno rispettare una serie di obblighi finalizzati a ridurre il rischio di roghi, migliorare il decoro urbano e garantire maggiore sicurezza per cittadini e infrastrutture.
Misure anticipate rispetto al periodo regionale
L’amministrazione comunale ha deciso di estendere il periodo delle misure di prevenzione rispetto a quello normalmente individuato dalla Regione Lazio per la massima pericolosità degli incendi boschivi.
La scelta è stata motivata dalle caratteristiche del territorio di Ardea, dove la presenza diffusa di aree incolte, terreni abbandonati e zone di interfaccia tra aree urbane e rurali aumenta il rischio di innesco e propagazione delle fiamme.
Negli ultimi anni il territorio comunale è stato interessato da diversi episodi di incendio che hanno causato danni all’ambiente, al patrimonio naturale e, in alcuni casi, anche a infrastrutture e abitazioni.
Da qui la decisione di anticipare l’entrata in vigore delle prescrizioni al 1° giugno e di mantenerle fino al 30 ottobre.
Obbligo di pulizia per terreni e proprietà private
Uno degli aspetti principali dell’ordinanza riguarda la manutenzione delle aree verdi. I proprietari e i detentori di terreni dovranno provvedere costantemente alla pulizia delle proprie proprietà, eliminando sterpaglie, vegetazione secca, rovi, arbusti e qualsiasi materiale che possa favorire lo sviluppo di incendi.
L’obbligo riguarda sia i terreni agricoli sia i lotti edificabili, i giardini, i cortili e le aree pertinenziali di abitazioni e attività produttive.
Dovranno inoltre essere rimossi i residui derivanti da sfalci e potature, evitando accumuli che possano diventare combustibile in caso di incendio.
Particolare attenzione viene riservata alle aree confinanti con abitazioni e luoghi frequentati dalla popolazione, come scuole e spazi pubblici, dove il rischio di propagazione delle fiamme potrebbe avere conseguenze più gravi.
Fasce di sicurezza contro la propagazione del fuoco
L’ordinanza introduce precise prescrizioni per la creazione di aree di protezione. I proprietari dovranno realizzare una fascia perimetrale di rispetto larga almeno due metri, mantenuta libera da erbacce, rifiuti e vegetazione infestante.
Per i terreni più estesi sono previste misure ancora più rigorose. Lungo i confini dovranno essere create fasce protettive larghe almeno dieci metri oppure, nei fondi superiori ai 3.000 metri quadrati, potranno essere realizzati viali tagliafuoco della stessa larghezza.
L’obiettivo è impedire che eventuali focolai possano propagarsi rapidamente verso proprietà confinanti, aree boschive o centri abitati.
Attenzione anche alla sicurezza stradale
Le disposizioni non riguardano soltanto il rischio incendi. Il Comune interviene anche sul tema della sicurezza della circolazione.
I proprietari dei terreni che si affacciano sulle strade pubbliche dovranno mantenere pulite le aree prospicienti, eliminando vegetazione, rovi e arbusti che potrebbero limitare la visibilità. Sarà inoltre obbligatorio potare rami e siepi che invadono la carreggiata o i marciapiedi.
Secondo quanto evidenziato dall’amministrazione comunale, numerose segnalazioni riguardano proprio situazioni di incuria che rendono più difficile la circolazione e aumentano il rischio di incidenti.
Contrasto a rifiuti e infestazioni
L’ordinanza affronta anche il problema dell’abbandono dei rifiuti e delle infestazioni.
I proprietari dovranno rimuovere materiali accumulati, detriti, macchinari inutilizzati e qualsiasi elemento che possa rappresentare un pericolo per l’ambiente o favorire la presenza di animali infestanti.
Particolare attenzione viene riservata ai ristagni d’acqua. È vietato lasciare raccolte d’acqua permanenti per oltre una settimana, comprese le piscine inutilizzate non adeguatamente protette o trattate. La misura punta a limitare la proliferazione delle zanzare durante i mesi più caldi.
Sono inoltre previsti interventi periodici di disinfestazione e trattamenti larvicidi nei pozzetti e nei sistemi di raccolta delle acque piovane.
Divieti fino alla fine di ottobre
Nel periodo considerato a elevato rischio incendi sarà vietato accendere fuochi di qualsiasi genere. Non sarà possibile bruciare sterpaglie, residui vegetali o materiale derivante da potature e attività agricole.
Vietato anche utilizzare il fuoco per la pulizia dei terreni, accendere falò, lanciare fuochi d’artificio senza autorizzazione o utilizzare lanterne volanti con fiamma libera.
Tra le prescrizioni compare anche il divieto di gettare mozziconi di sigaretta dai veicoli in movimento e quello di transitare o sostare con automezzi su strade non asfaltate all’interno delle aree boscate, salvo specifiche eccezioni per mezzi di servizio o attività agricole autorizzate.
Sanzioni fino a 50 mila euro
L’ordinanza prevede sanzioni economiche significative per chi non rispetterà le disposizioni.
Per la mancata manutenzione dei terreni sono previste multe da 500 a 1.000 euro in base alla superficie dell’area interessata. Per le violazioni che riguardano la vegetazione lungo le strade si applicheranno invece le sanzioni previste dal Codice della strada.
Le conseguenze più severe riguardano i casi in cui comportamenti negligenti provochino incendi. In queste situazioni le sanzioni possono arrivare fino a 50 mila euro, oltre alle eventuali responsabilità penali previste dalla normativa.
In caso di accertata inosservanza delle prescrizioni, i proprietari avranno dieci giorni di tempo per eliminare le criticità segnalate ed eseguire gli interventi richiesti.
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Bruno Fabbri
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