Aidit: vendite in calo per il 90% delle agenzie viaggi


Neppure il ponte del 2 giugno è riuscito a invertire la tendenza negativa che continua a caratterizzare il turismo organizzato. È quanto emerge dalla rilevazione di maggio 2026 dell’Osservatorio Aidit, condotta su un campione di 274 agenzie di viaggio distribuite sul territorio nazionale.

I dati evidenziano un settore ancora in difficoltà: il 90% delle agenzie segnala vendite inferiori rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre il 74,7% dichiara un business in calo nelle ultime quattro settimane. Per il 48% del campione la flessione viene definita addirittura “forte”.

Tra le agenzie che registrano risultati negativi, il 34,1% indica una contrazione del fatturato compresa tra il 10% e il 25%, mentre il 31,8% stima perdite superiori al 25%.


Domanda più prudente e prenotazioni sotto data

Secondo l’indagine, il problema principale non riguarda la capacità di spesa dei clienti, quanto piuttosto il clima di incertezza che influenza le decisioni di acquisto.

La sicurezza è oggi il primo fattore ricercato dai viaggiatori (77,4%), seguita dal prezzo (55,5%) e dalla flessibilità (24,1%).

Il 73% delle agenzie rileva una diminuzione della fiducia dei clienti rispetto a un mese fa, mentre il 75% segnala un aumento del numero di preventivi necessari per concludere una vendita. Parallelamente, il 78% evidenzia una riduzione dei tempi di prenotazione, con acquisti sempre più vicini alla data di partenza.

Un quadro che descrive una domanda ancora presente, ma più lenta, cauta e complessa da convertire in prenotazioni effettive.

Media e percezione del rischio al centro della crisi

Uno degli aspetti più rilevanti emersi dall’Osservatorio riguarda il peso della comunicazione mediatica sulla domanda turistica.


L’87,6% delle agenzie ritiene che i media stiano influenzando in maniera molto significativa e negativa le decisioni dei consumatori, mentre il 98,9% considera l’impatto almeno rilevante.

Il lavoro di rassicurazione verso la clientela è diventato parte integrante dell’attività quotidiana delle agenzie: il 94,5% degli operatori dichiara di dover smentire frequentemente informazioni errate, con il 58,8% che afferma di farlo “sempre” e il 35,7% “spesso”.

Tra i canali considerati maggiormente responsabili dell’allarmismo figurano i telegiornali nazionali (86,9%), seguiti dai social network (52,9%) e dai quotidiani online (29,2%).

La notizia falsa che avrebbe avuto il maggiore impatto sul comportamento dei viaggiatori è stata quella relativa all’esaurimento del carburante per gli aerei, indicata dal 71,2% delle agenzie come la disinformazione più frequentemente smentita ai clienti.

Cambia la geografia delle prenotazioni

L’incertezza sta influenzando in modo diretto anche la scelta delle destinazioni.


Le aree che registrano le maggiori perdite di interesse rispetto a tre mesi fa sono il Medio Oriente (72,2%), il Nord Africa (42,1%) e l’asse Turchia-Giordania (33,7%). In flessione anche Stati Uniti (23,4%) e Asia (20,9%).

A beneficiare di questo spostamento della domanda sono invece le destinazioni percepite come più sicure e vicine. Crescono il Mare Italia (52,2%), i Paesi dell’Europa mediterranea come Spagna, Grecia, Portogallo e Croazia (41,2%) e le crociere nel Mediterraneo (25%).

Quando i clienti rinunciano a mete considerate più rischiose, le alternative maggiormente proposte dalle agenzie sono Spagna, Baleari e Canarie (60,4%), località balneari italiane (51,5%) e Grecia (37,8%).

Fiducia cauta per il prossimo trimestre

Le prospettive per i prossimi tre mesi restano improntate alla prudenza.

Il 47,3% delle agenzie prevede una diminuzione delle prenotazioni, il 31,9% stima una situazione stabile e il 20,9% si attende una crescita.


Nonostante il quadro complessivamente negativo, emerge un primo segnale di assestamento: il 53% degli operatori ritiene infatti possibile una stabilizzazione o un recupero nel corso del prossimo trimestre.

Le richieste delle agenzie alle istituzioni

Di fronte a questo scenario, le priorità indicate dagli operatori riguardano soprattutto il sostegno istituzionale e una comunicazione più efficace.

Il 60,1% delle agenzie chiede supporto e riconoscimento da parte delle istituzioni, mentre il 24% auspica la definizione di linee guida ufficiali da condividere con la clientela.

La principale emergenza percepita appare quindi di natura comunicativa e reputazionale, ancora prima che operativa.

Pellegrino: “Il danno economico è reale e misurabile”

“I nostri agenti non stanno raccontando una crisi della voglia di viaggiare: gli italiani vogliono ancora partire. Stanno raccontando una crisi di fiducia, alimentata da una narrazione spesso allarmistica e non verificata. Quando il 95% delle agenzie passa le giornate a smentire notizie false — dal carburante che finisce alle destinazioni ‘off limits’ — il danno economico è reale e misurabile. Chiediamo alle Istituzioni e ai media un’informazione responsabile e dati certi: è il modo più efficace per proteggere imprese, lavoro e il diritto delle persone a viaggiare in sicurezza”, ha dichiarato Domenico Pellegrino, Presidente di Aidit.


L’indice delle vendite mostra un primo assestamento

La lettura dei dati di maggio va inserita in una prospettiva più ampia. L’Osservatorio Aidit misura il sentiment delle vendite attraverso un indice che varia da -2 (forte calo) a +2 (forte crescita).

Dopo un valore positivo registrato nell’ottobre 2025 (+0,20), l’indice è progressivamente sceso in territorio negativo, passando a -0,35 nel dicembre 2025 fino a raggiungere il minimo storico di -1,65 nell’aprile 2026, in concomitanza con l’aggravarsi della crisi mediorientale e della diffusione di notizie allarmistiche.

A maggio l’indicatore risale a -1,10, segnando un recupero di oltre mezzo punto rispetto al minimo precedente. Il clima resta fortemente negativo, ma emerge un primo segnale di possibile stabilizzazione.

L’indice relativo all’andamento corrente delle vendite migliora infatti da -1,65 a -1,10, mentre quello relativo al confronto con l’anno precedente rimane sostanzialmente stabile, passando da -1,33 a -1,28.

Un dato che evidenzia come il settore stia rallentando la fase di peggioramento, senza aver ancora recuperato il divario accumulato rispetto al 2025.


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 Redazione Qualitytravel.it

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