Investire nella pace – Nigrizia


La Campagna di pressione alle “banche armate” accoglie con favore le “Linee guida in materia di investimenti etici e sostenibili” della Conferenza Episcopale Italiana che saranno presentate il 9 giugno alla Borsa di Milano

08 Giugno 2026

Articolo di Campagna di pressione alle “banche armate”

Tempo di lettura 5 minuti

La Campagna di pressione alle “banche armate” accoglie con favore e vivo interesse le Linee guida in materia di investimenti etici e sostenibili approvate dalla Conferenza Episcopale Italiana (CEI) lo scorso marzo e rese pubbliche a fine maggio.

Il documento invita le diocesi, gli enti religiosi, le comunità parrocchiali, i singoli fedeli e tutti gli uomini di buona volontà ad un rinnovato discernimento sulla gestione delle proprie risorse economiche affinché ogni scelta sia finalizzata alla promozione di un’economia giusta e solidale per la crescita integrale della società nel rispetto della dignità della persona e dell’armonia del creato.

Il documento dei vescovi offre criteri chiari e precisi per una gestione finanziaria trasparente e responsabile al fine di promuovere un modello economico che non generi esclusione, ma favorisca la partecipazione, la solidarietà, lo sviluppo sostenibile e la pace.

In particolare, la Campagna di pressione alle “banche armate” ritiene di grande rilievo l’ampio paragrafo dedicato alla “Promozione della pace” che, significativamente, elenca i criteri di esclusione o di “allerta” negli investimenti finanziari.

“La Dottrina Sociale della Chiesa – si legge nel documento – condanna qualsiasi forma di corsa agli armamenti, di tipo convenzionale e non, e si oppone alle gravi distorsioni derivanti da spese militari eccessive e sproporzionate, anche se, all’oggetto d’arma in sé è riconosciuto anche un uso funzionale di difesa, quale ad esempio quello delle forze di polizia per garantire l’ordine pubblico”. 

“Per questo motivo – aggiunge la nota – l’ente religioso o qualsiasi investitore dovrebbe rinunciare ad investire direttamente o indirettamente (tramite fondi) in aziende attive nella produzione sia di armi convenzionali che di armi non convenzionali (come armi biologiche e chimiche, armi nucleari, armi di distruzione di massa, mine antiuomo, armi autonome)”.

Ed esplicita: “Sarà possibile un comportamento di deroga verso casi specifici e limitati di finalità di difesa, sulla base del principio di responsabilità”.

Queste indicazioni non si applicano solo nei confronti delle aziende produttrici di armi, ma anche riguardo agli istituti di credito.

“Con riferimento agli istituti bancari o altri operatori che, all’interno di un’attività finanziaria ampia e votata principalmente allo sviluppo dell’economia reale, concludono operazioni di finanziamento ad aziende del settore della difesa, sarà essenziale che queste operino secondo criteri rigorosi, ben documentati e di trasparenza al pubblico. Inoltre, tali istituti devono adottare appropriate policy etiche interne e organi di controllo che ne garantiscono l’implementazione”.

Il documento invita infine gli enti religiosi a “mantenere un dialogo continuo e costruttivo con tali istituti affinché le risorse economiche vengano utilizzate principalmente a favore dello sviluppo economico sostenibile”.

È ciò che propone da anni la Campagna di pressione alle “banche armate” che fin da suo lancio, nell’Anno Giubilare del 2000, ha voluto sensibilizzare le comunità religiose, le associazioni, i cittadini ed ogni correntista riguardo al coinvolgimento degli istituti bancari nella produzione e nel commercio di armamenti e di “armi leggere”, invitando le banche a definire direttive rigorose e trasparenti per regolamentare le propria attività nel settore industriale militare ed offrendo informazioni e strumenti ai correntisti per monitorare e valutare l’attività delle banche in questo specifico settore.

Riteniamo inoltre particolarmente significativo che le “Linee Guida” facciano seguito alla Nota Pastorale della CEI Educare a una pace disarmata e disarmante, diffusa lo scorso novembre, nella quale i vescovi italiani hanno espresso un preciso avvertimento che “le necessità della difesa non devono diventare occasione per contribuire al riarmo globale di questi anni, distraendo risorse dalla costruzione di una comunità più umana”: un rilievo chiaramente indirizzato a “quelle proposte di pesanti investimenti sul piano degli armamenti e delle tecnologie militari” da parte dei paesi dell’Unione Europea contenute nel piano “ReArm Europe”.

Nella Nota Pastorale i vescovi hanno inoltre evidenziato il valore dell’obiezione bancaria per indicare il disinvestimento, da parte di singoli e istituzioni, da quei soggetti finanziari coinvolti nelle dinamiche della corsa agli armamenti: “È un’opzione importante, che singoli e comunità possono valorizzare per esprimere una volontà di pace attenta a quei fattori strutturali che contribuiscono a dinamiche conflittuali”, esplicitano i vescovi.

Nell’augurarsi che la Nota Pastorale “Educare a una pace disarmata e disarmante” e le “Linee guida in materia di investimenti etici e sostenibili” della Conferenza Episcopale Italiana diventino oggetto di riflessione e approfondimento da parte delle diocesi, delle parrocchie, degli enti e delle comunità religiose, la Campagna di pressione alle “banche armate” rinnova la propria disponibilità ad offrire informazioni sulle attività degli istituti bancari nella produzione e nel commercio di armamenti ed a proporre specifiche indicazioni per sollecitare le banche a definire direttive rigorose e trasparenti riguardo al settore industriale militare.

Rinnoviamo, infine, il nostro appello al governo a ritirare il Disegno di Legge che intende modificare, in senso peggiorativo, la Legge n. 185 del 1990 che regolamenta le esportazioni italiane di armamenti e a tutti i parlamentari ad esprimere, con voto contrario, la propria opposizione e sollecitiamo tutti i cittadini a firmare la petizione Basta favori ai mercanti di armi!promossa dalla Rete italiana Pace e Disarmo.


La Campagna di pressione alle “banche armate”

La Campagna di pressione alle “banche armate” è stata promossa nel gennaio del 2000 da tre riviste (Missione Oggi dei Missionari Saveriani, Nigrizia dei Missionari Comboniani e Mosaico di Pace della sezione italiana del movimento internazionale Pax Christi) e dal 2020 è co-promossa dalla rivista del Movimento nonviolento Azione Nonviolenta e dal sito Osservatorio Diritti.

La Campagna è nata per informare riguardo alle attività degli Istituti di credito, italiani ed esteri, nel settore dell’esportazione italiana di armamenti e per offrire alle associazioni e ai cittadini un modo concreto per indurre la banca presso cui sono correntisti a non finanziare la produzione e la commercializzazione di armamenti e di armi comuni o, per lo meno, a definire delle direttive per autoregolamentare in modo rigoroso e trasparente le attività finanziarie in questi settori. Tutte le informazioni sul sito: www.banchearmate.org.

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