La Relazione sulla gestione e sulla sostenibilità 2025 della Banca d’Italia fotografa l’integrazione dei criteri ESG nelle attività della banca centrale: emissioni in calo del 5%, capacità fotovoltaica triplicata, nuove politiche per il capitale umano e maggiore attenzione a integrità e trasparenza.
Emissioni di gas serra in calo di quasi il 5% rispetto al 2024 e del 20% rispetto ai livelli del 2019, capacità fotovoltaica triplicata, oltre il 97% del personale coinvolto in attività formative, nuove politiche a sostegno della genitorialità e un piano che punta al raggiungimento delle emissioni nette zero entro il 2050. Sono alcuni dei risultati contenuti nella Relazione sulla gestione e sulla sostenibilità 2025 della Banca d’Italia, che per il secondo anno consecutivo integra in un unico documento risultati economici, attività istituzionali e rendicontazione ESG. In concomitanza è stato presentato anche il Rapporto sugli investimenti sostenibili e sui rischi climatici che presenta i risultati raggiunti nel 2025 nell’applicazione dei criteri di investimento sostenibile e responsabile ai portafogli finanziari non connessi alla politica monetaria.
La Relazione rappresenta uno dei primi esempi di applicazione alle banche centrali degli standard europei elaborati dall’European Financial Reporting Advisory Group (EFRAG) e testimonia come la sostenibilità stia assumendo un ruolo sempre più centrale nelle strategie delle istituzioni pubbliche. Non si tratta infatti soltanto di una rendicontazione degli impatti ambientali o delle politiche per il personale, ma di una visione integrata che coinvolge investimenti, vigilanza bancaria, gestione dei rischi climatici, innovazione tecnologica, educazione finanziaria e governance.
Clima, energia e transizione Net Zero
La dimensione ambientale rappresenta uno degli ambiti in cui la strategia della Banca d’Italia ha registrato le maggiori evoluzioni. All’inizio del 2026 l’Istituto ha pubblicato il proprio Piano di transizione per la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici, diventando una delle prime banche centrali dell’Eurosistema a dotarsi di uno strumento organico di pianificazione climatica.
L’obiettivo finale è raggiungere entro il 2050 emissioni nette di gas serra pari a zero. Per arrivarci sono stati definiti anche target intermedi particolarmente ambiziosi. Entro il 2035 la Banca punta a ridurre del 67% le emissioni dirette e quelle derivanti dai consumi energetici (Scope 1 e Scope 2) e del 40% le emissioni indirette generate lungo la propria catena del valore (Scope 3).
I risultati ottenuti nel 2025 mostrano già segnali concreti di avanzamento. Le emissioni complessive di gas serra si sono ridotte di quasi il 5% rispetto all’anno precedente e risultano inferiori di circa il 20% rispetto al 2019. Il consumo energetico complessivo è invece diminuito del 3,3%, con una riduzione del 3,8% del fabbisogno elettrico e del 3,7% dei consumi di gas metano. A contribuire a questi risultati sono stati diversi interventi di efficientamento energetico, l’installazione di nuove pompe di calore e l’ampliamento della produzione di energia rinnovabile. L’entrata in funzione degli impianti fotovoltaici presso il Centro Donato Menichella di Frascati e la Filiale di Sassari ha consentito di triplicare la capacità fotovoltaica installata.
Prosegue inoltre il progressivo rinnovo della flotta aziendale e dei servizi di trasporto, con una crescente attenzione alla riduzione delle emissioni, possibile anche grazie al modello di lavoro ibrido (che ha ridotto le emissioni di gas serra connesse con il pendolarismo dei dipendenti di circa l’1%). Novità anche dal punto di vista tecnologico che, grazie all’aggiunta di un sistema automatizzato per la gestione dell’accensione e dello spegnimento dei server nei data centers del CDM e presso il sito di largo Bastia, ha permesso un risparmio energetico del 15% dell’assorbimento elettrico dei server.
Per quanto riguarda le risorse idriche, nel 2025 la Banca ha ridotto sia il consumo di acqua potabile (circa 198.000 metri cubi, -0,5 per cento rispetto all’anno precedente), sia quello di acqua non potabile (174.600 metri cubi, -2,1 per cento). Prosegue inoltre l’impegno per la tutela della biodiversità e per l’economia circolare: più di 7.200 alberi sono stati messi a dimora tra cui anche un raro esemplare di Dracaena draco, una specie arborea classificata come “in pericolo” presente presso la Filiale di Agrigento; in ambito economia circolare, gli acquisti complessivi di carta per ufficio sono cresciuti dell’1,1% nel confronto con l’anno precedente (-71,0 rispetto al 2019); il 54% del totale era carta riciclata (65 nel 2024); mentre tutti i rifiuti prodotti dalle attività d’ufficio, dalle mense interne, dagli scarti di archivio, dalla stampa delle pubblicazioni dell’Istituto, nonché quelli informatici sono raccolti in maniera separata e avviati a riciclo. Anche il 100% delle banconote logore triturate sono state conferite a impianti per il recupero energetico (termovalorizzazione) o per la produzione di combustibile solido secondario.
Persone, inclusione e competenze
Dal punto di vista sociale la Banca d’Italia sta lavorando per la valorizzazione delle persone, considerata una leva essenziale per affrontare le sfide della trasformazione digitale e dell’evoluzione delle funzioni istituzionali.
Alla fine del 2025 l’organico contava 7.050 dipendenti, 23 in più rispetto all’anno precedente. Il nuovo Piano strategico 2026-2028 attribuisce un ruolo centrale al capitale umano e prevede un rafforzamento delle competenze attraverso nuove assunzioni e percorsi di formazione specialistica. Solo nel 2026 sono previsti oltre 400 nuovi ingressi.
La formazione continua rappresenta una delle basi della strategia di valorizzazione del capitale umano della Banca d’Italia. L’Istituto ha sviluppato negli anni un modello ispirato a una vera e propria “accademia aziendale”, finalizzato ad accompagnare il personale lungo tutto il percorso professionale e a garantire un aggiornamento costante delle competenze. Nel 2025 il 97% dei dipendenti ha partecipato ad attività formative, per una media di 48 ore di formazione pro capite, pari a circa il 3% del totale delle ore lavorate. Il 62% dei percorsi è stato fruito attraverso piattaforme digitali, a conferma del crescente ricorso a modalità di apprendimento flessibili e accessibili.
L’offerta formativa copre sia competenze tecnico-specialistiche sia capacità trasversali, manageriali e comportamentali. Particolare attenzione è stata dedicata alle competenze digitali, alla sicurezza cibernetica e all’utilizzo consapevole dell’intelligenza artificiale. Nel 2025 la qualità del sistema formativo è stata riconosciuta anche a livello internazionale attraverso l’ottenimento delle certificazioni UNI ISO 29993:2019 e UNI ISO 29994:2021, che attestano gli standard adottati nella progettazione e nell’erogazione dei servizi di apprendimento.
L’impegno formativo prosegue anche verso i cittadini ai quali vengono offerti percorsi educativi e iniziative di sensibilizzazione con l’obiettivo di accrescere la cultura finanziaria di giovani e adulti. Tra questi il programma “Tutti per uno economia per tutti!” dedicato ai giovani, i “Percorsi per la formazione scuola lavoro” e “L’Economia per tutti”, che fornisce informazioni e approfondimenti su temi di attualità dedicato agli adulti.
Particolare attenzione è stata dedicata alla diversità, all’inclusione e alla parità di genere, considerate leve strategiche per lo sviluppo del capitale umano. Le donne rappresentano il 37% dell’organico, una quota sostanzialmente stabile nel tempo, anche se la presenza femminile nelle posizioni apicali resta ancora limitata.
Per ridurre i divari professionali, la Banca monitora le dinamiche retributive e di carriera, promuove percorsi di empowerment e leadership inclusiva e adotta misure specifiche per contrastare gli effetti dei carichi di cura sulla crescita professionale. Nel 2025 è stata inoltre introdotta una nuova policy a sostegno della genitorialità.
Più in generale, la valorizzazione delle diversità è sostenuta da un sistema strutturato di governance che coinvolge la Commissione per le Pari opportunità, il Gestore delle diversità e una specifica unità organizzativa dedicata. Le politiche di inclusione riguardano non solo la parità di genere, ma anche l’accessibilità per le persone con disabilità, il dialogo intergenerazionale, il supporto alle minoranze e il benessere psicologico dei dipendenti. In quest’ottica sono stati sviluppati percorsi di formazione manageriale sui temi della diversity & inclusion, programmi di empowerment, gruppi di affinità tra dipendenti e servizi di ascolto e supporto psicologico.
Nel 2026 la Banca sarà impegnata nel rinnovo della certificazione internazionale EDGE, ottenuta nel 2024, che ha attestato la conformità dell’Istituto agli standard internazionali in materia di parità retributiva, processi di assunzione e promozione, sviluppo della leadership, accesso alla formazione e cultura organizzativa inclusiva.
Governance, tecnologia e resilienza
Sul fronte della governance, l’integrità, indipendenza e trasparenza vengono considerate condizioni essenziali per il corretto svolgimento delle funzioni affidate alla banca centrale.
Nel 2025 il quadro etico interno è stato aggiornato per recepire le disposizioni della direttiva europea CRD6, rafforzando i controlli sui conflitti di interesse, sugli investimenti finanziari e sui comportamenti successivi alla cessazione degli incarichi. Parallelamente la funzione di Revisione interna ha completato 34 verifiche, contribuendo al rafforzamento del sistema dei controlli.
Grande attenzione è stata dedicata anche alla sicurezza informatica e alla resilienza operativa. La Banca ha intensificato il monitoraggio delle minacce cyber, aggiornato la propria strategia cloud e investito in nuove infrastrutture tecnologiche per la protezione dei dati e la continuità operativa.
Queste iniziative si inseriscono nel più ampio programma di trasformazione digitale che caratterizza il nuovo Piano strategico 2026-2028. Nel corso del 2025, infatti, sono stati effettuati importanti investimenti in intelligenza artificiale, tecnologie a registro distribuito, analisi avanzata dei dati e sicurezza informatica. È inoltre in fase di completamento una nuova piattaforma per la gestione di grandi volumi di dati destinata a supportare le attività istituzionali e i processi aziendali.
Oltre la sostenibilità
Accanto ai temi ESG, la Relazione evidenzia alcune delle principali direttrici strategiche che stanno trasformando l’azione della Banca d’Italia e che saranno al centro del Piano strategico 2026-2028, incentrato sul capitale umano, sull’innovazione tecnologica e sulla trasformazione digitale. Tra i progetti più rilevanti figura lo sviluppo dell’euro digitale: la Banca fa parte del gruppo ristretto di banche centrali dell’Eurosistema incaricato di realizzare le componenti essenziali della piattaforma, entrata nel 2025 in una nuova fase di sperimentazione in vista di una possibile emissione nel 2029.
Parallelamente prosegue il ruolo dell’Istituto nella gestione della circolazione monetaria: nel 2025 sono stati prodotti 502 milioni di banconote nei tagli da 20 e 50 euro, pari al 17% della produzione complessiva dell’area euro, mentre le Filiali hanno gestito circa 4 miliardi di banconote tra prelievi e versamenti.
Sul fronte della stabilità finanziaria, l’attività di vigilanza si è mantenuta particolarmente intensa. Nel corso dell’anno sono stati effettuati oltre 16.400 interventi tra analisi, lettere e provvedimenti, mentre 356 intermediari sono stati sottoposti ai controlli annuali in materia di antiriciclaggio e contrasto al finanziamento del terrorismo. Numeri che testimoniano come, accanto agli obiettivi di sostenibilità, la Banca continui a rafforzare le proprie funzioni tradizionali di tutela della stabilità monetaria e finanziaria, sempre più integrate con le sfide della digitalizzazione e dell’innovazione.
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Arianna De Felice
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