Guerra in Iran, c’è l’accordo. Gli Usa revocano il blocco navale, cala il prezzo del petrolio – La diretta


La firma il 19 giugno in Svizzera. Trump minaccia: “Se l’intesa non sarà rispettata, riprenderemo gli attacchi”

Iran e Stati Uniti arrivano finalmente all’accordo che segna un punto di svolta in Medio Oriente. Nella tarda serata italiana, entrambi i Paesi hanno annunciato di aver raggiunto l’intesa grazie alla mediazione del Pakistan. La firma dell’accordo è fissata per il prossimo 19 giugno in Svizzera. Esulta Donald Trump, che in un post su Truth ha autorizzato la riapertura “senza restrizioni” dello Stretto di Hormuz, revocando il blocco navale imposto nelle scorse settimane. Stamattina, la prima conseguenza si è vista sul mercato del petrolio, con il prezzo del greggio calato sensibilmente.

Se sul fronte iraniano la situazione sembra essersi sbloccata, non si può dire lo stesso del conflitto tra Israele e Libano. Il pesante attacco sferrato ieri dall’Idf contro la periferia di Beirut ha suscitato le ire della Casa Bianca, con Trump che ha parlato di “mancanza di buonsenso” in Netanyahu. Da parte sua, il premier di Tel Aviv ha chiesto un incontro urgente al presidente Usa: la tensione tra i due non ha mai raggiunto questi livelli.

Inizio diretta: 15/06/26 07:00

Fine diretta: 15/06/26 23:59

Berlino: “Hormuz sia riaperto senza restrizioni”

“La navigazione nello Stretto di Hormuz deve tornare a essere pienamente libera, senza alcuna restrizione e senza alcuna possibilità di imporre tasse o altri oneri”. Lo ha detto il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, al suo arrivo al Consiglio Esteri Ue, commentando l’intesa in discussione tra Stati Uniti e Iran. In merito alla situazione in Libano, Wadephul ha affermato che “L’Iran deve ora agire su Hezbollah per garantire che non vi siano ulteriori attacchi contro Israele. E per Israele ciò significa anche che non vi siano motivi per compiere attacchi in Libano”. “È un’opportunità per l’intera regione e non deve essere sprecata”, ha concluso il ministro tedesco.

Ancora raid israeliani nel sud del Libano

Un’auto che circolava nella città di Kfar Tebnit, nel sud del Libano, è stata colpita questa mattina da un drone israeliano. Lo riportano media libanesi, riferendo anche che sono stati segnalati dei feriti. I bombardamenti dell’artiglieria israeliana hanno colpito anche Kfar Tebnit e la vicina città di Nabatieh al-Fawqa, sempre nel sud del Paese.

Francia: “Missione per Hormuz tra temi discussione G7”

“È già pronta. Sono ormai settimane che la Francia, il Regno Unito e diverse decine di Paesi hanno messo in piedi una missione internazionale strettamente difensiva, indipendente dalle parti in conflitto, in grado di dispiegarsi rapidamente per accelerare la ripresa del traffico, in modo da garantire pienamente la libertà di navigazione. E questo tema sarà ovviamente all’ordine del giorno delle discussioni dei leader del G7 questa settimana”. Lo dice il ministro degli Affari esteri francese Jean-Noel Barrot arrivando al Consiglio Affari esteri a Lussemburgo rispondendo a una domanda sull’ipotesi di una missione europea nello stretto di Hormuz.

Teheran: “In accordo con Usa ci sono nostre principali richieste”

“Ci siamo assicurati che tutte le principali richieste e posizioni dell’Iran siano riflesse nella bozza del memorandum d’intesa. Una volta firmato formalmente l’accordo, il testo integrale sarà reso pubblico”. Lo ha detto il viceministro degli Esteri iraniano, Kazem Gharibabadi, commentando l’annuncio dell’accordo tra Teheran e gli Stati Uniti. Lo riportano media iraniani. “Il nemico ha scatenato questa guerra per raggiungere i propri obiettivi, ma ha fallito su tutti i fronti, mentre la Repubblica Islamica dell’Iran ha conseguito importanti vittorie”, ha aggiunto.

Francia: “Ue vieti import prodotti colonie israeliane Cisgiordania”

“Insieme ad altri Paesi, oggi chiediamo alla Commissione europea di fare tutto il possibile per impedire l’importazione in Europa di prodotti provenienti dagli insediamenti illegali in Cisgiordania, così come ha fatto per impedire l’importazione di prodotti dalla Crimea, annessa illegalmente dalla Russia”. Lo dice il ministro degli Affari esteri francese Jean-Noel Barrot arrivando al Consiglio Affari esteri a Lussemburgo. “Non possiamo accettare che l’Europa, direttamente o indirettamente, attraverso i suoi scambi commerciali sostenga queste attività illegali, che mettono a repentaglio la possibilità di pace tra Israele e Palestina”, aggiunge.

Katz: “Idf non si ritirerà dal Libano”

“Il primo ministro Netanyahu e io stiamo portando avanti una politica chiara che prevede la permanenza a tempo indeterminato delle Forze di Difesa Israeliane nelle zone di sicurezza in Libano, Siria e Gaza, al fine di proteggere il confine e gli insediamenti israeliani da elementi jihadisti. L’area verrà sgomberata dai residenti locali. Questa è la lezione principale degli eventi del 7 ottobre. Ci opponiamo al ritiro delle Idf dal Libano, nonostante tutte le pressioni presenti e future”. Lo ha dichiarato il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, come riporta Ynet. “Netanyahu lo ha chiarito al presidente degli Stati Uniti Trump e ad altri alti funzionari americani, e io l’ho ribadito ieri anche al segretario alla Guerra degli Stati Uniti Pete Hasseth”, ha aggiunto il ministro.

Media Teheran, Consiglio sicurezza nazionale ha proclamato fine guerra

“La Repubblica Islamica dell’Iran, dopo un difficile e intenso periodo di negoziati durato diversi mesi, e sulla base della risoluzione del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale, ha finalizzato il testo del Memorandum d’Intesa sui negoziati di fine guerra tra Iran e Stati Uniti la sera del 14 giugno”. Lo ha affermato il segretario del Consiglio supremo di sicurezza nazionale in una nota riportata dall’agenzia Isna. Dopo l’annuncio dell’accordo, il segretario ha dichiarato la cessazione “immediata e definitiva della guerra e delle operazioni militari su tutti i fronti” e il termine del blocco navale contro Teheran. “La firma di questo protocollo d’intesa avverrà ufficialmente venerdì 19 giugno”, ha aggiunto il segretario.

Lagarde: “Quella sull’accordo Usa-Teheran è una buona notizia”

L’accordo di tregua raggiunto tra Usa e Iran rappresenta una “buona notizia”, soprattutto perché potrebbe portare alla riapertura dello Stretto di Hormuz. Lo ha detto la presidente della Banca centrale europea (Bce), Christine Lagarde, parlando con l’emittente France Culture. “Se questa notizia verrà confermata dagli sviluppi dei prossimi giorni e dalla firma di un memorandum d’intesa, è una buona notizia. Non possiamo che accoglierla con favore”, ha affermato Lagarde, ricordando che “la questione non è ancora conclusa” e che “l’intera questione dell’arricchimento dell’uranio deve ancora essere discussa, concordata e definita sotto forma di accordo”.

Berlino: “Pronti a contribuire su Hormuz anche tramite Aspides”

“Gli europei hanno sempre dichiarato di essere pronti a svolgere un ruolo per ripristinare la piena navigabilità dello Stretto di Hormuz”. Lo ha detto il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, al suo arrivo al Consiglio Esteri Ue. “Dobbiamo comprendere esattamente la sostanza dell’accordo e questo sarà possibile probabilmente solo venerdì, ma dobbiamo restare aperti a ogni opzione. Dovremmo tenere presente il mandato Aspides, eventualmente ampliandolo, e approfondire le possibilità di un impegno europeo nell’area. È nell’interesse europeo che questa importante rotta commerciale funzioni e, se possiamo dare un contributo, dovremmo essere pronti a farlo”, ha aggiunto. 

Forze armate iraniane: “Usa e Israele umiliati, non hanno altra via che arrendersi”

L’esercito iraniano ha affermato di aver “umiliato” gli Stati Uniti e Israele. In una dichiarazione rilasciata alla tv di Stato dopo l’annuncio dell’accordo tra Teheran e Washington, le forze iraniane hanno affermato che “con l’imposizione della loro volontà divina e ferrea sui nemici americani e sionisti umiliati, hanno dimostrato con forza che il nemico non ha altra via se non quella di accettare la sconfitta e arrendersi”. Lo riportano media iraniani.

Media, accordo in 14 punti: previsti stop a ostilità e riapertura Hormuz

La bozza del memorandum d’intesa tra Iran e Stati Uniti è composta da 14 punti e prevede la “fine definitiva e immediata della guerra su tutti i fronti, Libano compreso” e “l’impegno degli Stati Uniti a non interferire negli affari interni dell’Iran e a rispettare la sovranità della Repubblica islamica dell’Iran”. Lo riporta l’agenzia di stampa statale iraniana Mehr. Secondo quanto riferito, gli altri punti prevedono: la revoca completa del blocco navale entro 30 giorni; l’impegno degli Stati Uniti a ritirare le proprie forze dalle aree circostanti l’Iran; la riapertura dello Stretto di Hormuz entro 30 giorni; la sospensione delle sanzioni sulle vendite di petrolio e prodotti petrolchimici e dei loro derivati, e pieno accesso dell’Iran alle proprie risorse finanziarie; piani di ricostruzione che saranno presentati dagli Stati Uniti e dai loro alleati, per un totale di almeno 300 miliardi di dollari; un periodo di negoziazione di 60 giorni per raggiungere un accordo definitivo sulla questione nucleare e la completa rimozione delle sanzioni primarie e secondarie statunitensi, delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e delle risoluzioni del Consiglio dei governatori dell’Aiea; riaffermazione dell’impegno dell’Iran, sancito dal Trattato di non proliferazione nucleare (TNP), a non produrre armi nucleari.

Durante il periodo di negoziazione – secondo quanto viene spiegato – gli Stati Uniti si impegnerebbero inoltre a non inviare ulteriori forze nella regione e a non imporre nuove sanzioni. Infine nella bozza sarebbe previsto lo sblocco di 24 miliardi di dollari di fondi iraniani bloccati durante il periodo di negoziazione finale di 60 giorni – di cui metà dovrà essere messa a disposizione dell’Iran prima dell’inizio dei negoziati – e l’istituzione di un meccanismo di monitoraggio per l’attuazione dell’accordo. L’accordo finale – spiega Mehr – dovrà essere ratificato da una risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e i negoziati finali non inizieranno finché non saranno sbloccati metà dei fondi iraniani bloccati, non saranno sospese le sanzioni petrolifere e non sarà revocato il blocco navale. Secondo Mehr infine le questioni relative al programma missilistico iraniano e al sostegno ai gruppi armati regionali sarebbero state escluse dai negoziati.

Meloni: “Cogliere occasione di pace, Italia pronta a fare sua parte”

MeloniMeloni

“Nella notte abbiamo già espresso, insieme a Francia, Germania e Regno Unito, il nostro forte apprezzamento per il memorandum d’intesa siglato da Stati Uniti e Iran nelle scorse ore. Un grazie sentito va a tutti i mediatori, e in particolare al Qatar e al Pakistan, che hanno reso possibile questa intesa. Si tratta di un’occasione di pace che va colta: l’Italia, come già in passato, è pronta a sostenere il processo diplomatico verso un accordo complessivo”. Lo dichiara la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. 

Kallas: “Speriamo firma accordo venerdì, serve riapertura Hormuz”

“L’accordo annunciato da Stati Uniti e Iran è stato accolto con favore da tutti. La prima fase riguarda l’apertura dello Stretto di Hormuz per poi passare ai negoziati su temi cruciali come la questione nucleare, ma anche su altre questioni fondamentali per la stabilità e la pace nella regione”. Lo afferma l’Alta Rappresentante Ue per la Politica estera Kaja Kallas arrivando al Consiglio Affari esteri a Lussemburgo. L’accordo “è benvenuto e incrociamo le dita affinché venga siglato venerdì. Perché tutti hanno bisogno che lo Stretto di Hormuz sia riaperto e che questa guerra finisca. Quindi è un’ottima notizia e speriamo che duri”, aggiunge. Alla riunione con i ministri degli Esteri Ue di oggi il ruolo della Ue sarà tra i temi “perché – fa sapere Kallas – siamo in contatto con l’Iran, ma anche con i partner del Golfo e con le nostre controparti americane, per offrire il nostro aiuto, dato che abbiamo esperienza nei negoziati sul nucleare, ad esempio. Possiamo anche fornire altro tipo di supporto”.

Media Teheran, accordo finale sarà formalizzato con risoluzione Onu

L’accordo finale tra Iran e Stati Uniti “dovrà essere ratificato da una risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite”. E’ quanto scrive l’agenzia di stampa Mehr in merito alla bozza del memorandum d’intesa in 14 punti tra Iran e Stati Uniti resa pubblica da una fonte vicina al team negoziale iraniano. 

Erdogan: “Accordo è importante passo verso la pace”

Kyriakos Mitsotakis riceve ErdoganKyriakos Mitsotakis riceve Erdogan

“Considero l’accordo raggiunto tra Stati Uniti e Iran uno sviluppo importante per l’instaurazione della pace e della tranquillità nella nostra regione e lo accolgo con favore”. Lo ha affermato sui social il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan. “Sottolineo con forza la necessità di evitare retoriche, provocazioni e azioni che potrebbero acuire le tensioni nel periodo che precede la firma degli accordi, e di rimanere vigili contro possibili sabotaggi. Ringrazio il Pakistan, e in particolare le leadership degli Stati Uniti e dell’Iran, per i loro eccezionali sforzi di mediazione che hanno permesso di raggiungere questo risultato. Desidero inoltre esprimere il mio apprezzamento per il sostegno fornito dal Qatar e dall’Arabia Saudita alle iniziative diplomatiche”, ha aggiunto. “Come Turchia, continueremo a sostenere tutti gli sforzi volti a stabilire la pace, la stabilità e la tranquillità nella nostra regione e a contribuire a soluzioni durature basate sulla diplomazia e sul diritto internazionale”, ha concluso.

Von der Leyen: “Priorità attuare accordo, ripristinare navigazione Hormuz”

“Accolgo con favore l’accordo raggiunto tra Stati Uniti e Iran, frutto di continui sforzi diplomatici da parte di diversi partner. La priorità ora è la sua rapida e completa attuazione da parte di tutte le parti”. Lo afferma la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. “Questo accordo – sottolinea – dovrebbe consentire l’immediata riapertura dello Stretto di Hormuz. La libertà di navigazione deve essere ripristinata senza pedaggi. Questo è essenziale per la stabilità regionale e per l’economia globale. Apre la strada a negoziati più ampi sulla pace e la sicurezza in Medio Oriente. E dovrebbe porre fine ai programmi nucleari e balistici dell’Iran e alle sue attività destabilizzanti nella regione”. 

Netanyahu a Trump: “Israele non si ritirerà e agirà contro Hezbollah”

 Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha dichiarato al presidente degli Stati Uniti Donald Trump che Israele non si ritirerà dal Libano e che non si considera vincolato dalla clausola contenuta nell’accordo in via di definizione con l’Iran. Secondo quanto riportato da media israeliani, Gerusalemme non accetterà alcun accordo che limiti la sua libertà di agire contro Hezbollah. Le Forze di Difesa Israeliane manterranno le posizioni attualmente occupate e continueranno a operare per contrastare le minacce dell’organizzazione sciita, rispondendo a qualsiasi attacco contro Israele.

Qatar: “Intesa apre la strada a fine duratura operazioni militari”

“Accogliamo con favore l’intesa raggiunta tra gli Stati Uniti e la Repubblica Islamica dell’Iran, che apre la strada a una cessazione duratura delle operazioni militari. Lodiamo gli sforzi costruttivi della Repubblica Islamica del Pakistan nel facilitare questo processo, insieme al sostegno dei partner regionali e internazionali”. Così il ministero degli Esteri del Qatar in una nota. “Ci auguriamo che questo sviluppo serva da catalizzatore per sforzi più ampi volti a promuovere la stabilità e ad affrontare le questioni in sospeso attraverso un impegno responsabile e costruttivo”. “Il Qatar ribadisce il suo fermo impegno per la pace e il dialogo quali mezzi più efficaci per risolvere le divergenze, in linea con i principi della Carta delle Nazioni Unite e a sostegno della pace e della sicurezza internazionali”, conclude Doha.

Ben-Gvir: “Accordo fra Usa e Teheran non è vincolante per Israele”

“L’accordo di Trump non ci vincola. Israele non è soggetto agli Stati Uniti e siamo una nazione indipendente e sovrana! Il nostro dovere è verso i cittadini di Israele, verso i soldati delle Forze di Difesa Israeliane e verso il popolo ebraico, nonché verso gli ebrei perseguitati e uccisi nel corso di migliaia di anni di esilio: garantire la sicurezza degli ebrei nella Terra d’Israele. Ogni volta che abbiamo ceduto alle pressioni internazionali a scapito della sicurezza di Israele, abbiamo pagato un prezzo di sangue con gli interessi. È stato così con gli Accordi di Oslo, è stato così con l’accordo sul Libano del 2006, ed è stato così in ogni periodo di contenimento a Gaza che ci è esploso in faccia”. Lo ha scritto su X il ministro per la sicurezza nazionale israeliano, Itamar Ben Gvir. “La mia posizione è chiara – ha aggiunto – non siamo partner di questo accordo che non garantisce la nostra sicurezza e non ci vincola in alcun modo. Non dobbiamo scendere a compromessi su nulla che non sia lo smantellamento di Hezbollah, non dobbiamo ritirarci da nessun territorio che i nostri combattenti abbiano conquistato e bonificato dalle infrastrutture terroristiche, non dobbiamo tornare a una situazione in cui migliaia di terroristi siedono sulle recinzioni degli insediamenti del nord e certamente non dobbiamo rimanere in silenzio un solo istante di fronte al fuoco diretto contro lo Stato di Israele”. “Dobbiamo essere chiari: ogni lancio di un drone o missile dal Libano verso Israele comporterà un attacco israeliano. Questo era l’equilibrio di deterrenza solo pochi mesi fa, e non dobbiamo rinunciarvi in alcun modo”, ha concluso.

Kallas: “Accordo è potenziale svolta, Ue pronta a contribuire”

“Gli Stati Uniti e l’Iran hanno annunciato un accordo per porre fine alla guerra e riaprire lo Stretto di Hormuz. Questo rappresenta una potenziale svolta. Può fornire lo spazio necessario per negoziati più approfonditi sul programma nucleare iraniano e su altre questioni cruciali. Una volta attuato, l’accordo dovrebbe anche attenuare la crisi energetica globale”. Lo afferma su X l’Alta Rappresentante Ue per la Politica estera Kaja Kallas. “Nei giorni scorsi ho parlato con i miei omologhi iraniani e del Golfo e oggi i ministri degli Esteri dell’Ue discuteranno di come l’Ue possa essere strettamente coinvolta nella prossima fase. Dalla leva economica all’esperienza in campo nucleare e alle consolidate relazioni con i partner del Golfo, l’Ue è pronta a contribuire a una soluzione sostenibile”.

Pakistan: “Attendiamo con impazienza cerimonia firma accordo”

“Il Pakistan accoglie con favore l’intesa raggiunta tra gli Stati Uniti e la Repubblica Islamica dell’Iran. Questa importante svolta riflette la forza di un impegno diplomatico costante e la determinazione collettiva delle nazioni amiche a scegliere il dialogo anziché lo scontro. Invia inoltre un messaggio rassicurante alla comunità internazionale e fornisce la necessaria fiducia e stabilità ai mercati globali e all’economia mondiale, in particolare per i paesi in via di sviluppo, che sono i più vulnerabili all’instabilità regionale”. Lo ha scritto su X il ministro degli Esteri pakistano, Ishaq Dar. “Durante tutto questo periodo, il Pakistan è rimasto attivamente impegnato con tutte le parti interessate e ha costantemente sostenuto la moderazione e un impegno costruttivo, ribadendo che il dialogo e la diplomazia rimangono gli unici mezzi praticabili per la risoluzione di tutte le questioni. Apprezziamo la fiducia riposta nel Pakistan dai leader sia degli Stati Uniti che dell’Iran e lodiamo il loro impegno a proseguire nel perseguimento di una soluzione pacifica e negoziata”, ha aggiunto. “Siamo inoltre grati per il sostegno e i sinceri sforzi diplomatici dei nostri paesi fratelli, tra cui l’Arabia Saudita, il Qatar, la Turchia, l’Egitto e altri, nonché delle Nazioni Unite e dei nostri partner internazionali che sono rimasti strettamente coinvolti durante tutto questo processo e hanno contribuito al raggiungimento di questo importante traguardo. Mentre i negoziati proseguono sulle questioni ancora in sospeso, il Pakistan è pronto a sostenere ogni iniziativa volta a consolidare questi progressi”, dichiara ancora. “Attendiamo con impazienza la cerimonia di firma ufficiale del 19 giugno a Ginevra e restiamo fiduciosi che questo sviluppo positivo aprirà la strada a una pace duratura, alla stabilità e alla prosperità condivisa per la regione e oltre”.

Macron: “Missione Francia-Gb pronta a sostenere riapertura Hormuz”

LE PEN CONDANNATA - MACRONLE PEN CONDANNATA - MACRON

“Accolgo con favore l’accordo raggiunto tra gli Stati Uniti e l’Iran, frutto di uno sforzo diplomatico a cui hanno contribuito diversi partner. Auspico una sua rapida e completa attuazione da parte di tutte le parti belligeranti. Questo accordo deve consentire la riapertura urgente e incondizionata dello Stretto di Hormuz, che la missione internazionale istituita con il Regno Unito è pronta a sostenere”. Lo ha scritto su X il presidente francese Emmanuel Macron. “Le risorse sono disponibili e pronte per essere impiegate. La ripresa del traffico marittimo, senza restrizioni né pedaggi, è una condizione imprescindibile per la stabilità regionale e per l’economia globale”, ha aggiunto.

Merz: “Bene accordo Usa-Teheran, ora attuare quanto concordato”

“Accolgo con favore l’accordo tra Stati Uniti e Iran. Per questa svolta diplomatica, mi congratulo con il presidente Trump e con la parte iraniana. Ciò può aprire la strada alla ripresa dell’economia mondiale e alla stabilizzazione della regione. È fondamentale attuare quanto concordato con determinazione e concentrazione”. Lo ha scritto sul suo account X il cancelliere tedesco Friedrich Merz.

Starmer: “Bene accordo, ora ripristinare libertà navigazione a Hormuz”

StarmerStarmer

Il primo ministro britannico, Keir Starmer, ha accolto con favore l’accordo di pace tra Stati Uniti e Iran, definendolo un “passo avanti di enorme importanza per porre fine alla guerra”. “L’attenzione deve ora concentrarsi sulla piena attuazione del memorandum d’intesa per garantire che lo Stretto venga riaperto e rimanga completamente e permanentemente aperto, e che gli elementi di dettaglio dell’accordo sul nucleare vengano definiti. Siamo pronti a sostenere i colloqui tecnici che ora inizieranno. La nostra priorità è che questa diventi una pace duratura e stabile, e lavoreremo con i partner internazionali per sostenerla”, ha affermato Starmer in un comunicato. Il premier britannico ha inoltre aggiunto: “Riteniamo fondamentale ripristinare la libertà di navigazione senza pedaggio nello Stretto di Hormuz, per iniziare ad alleviare le gravi ripercussioni economiche che si sono fatte sentire per diversi mesi, sia sulle famiglie qui nel Regno Unito che in tutto il mondo”.

Trump elogia Putin e Xi: “Hanno contribuito ad accordo”

Il presidente americano, Donald Trump, in un’intervista al New York Times ha elogiato il presidente cinese Xi Jinping e quello russo Vladimir Putin per aver “contribuito” a promuovere in raggiungimento di un accordo con l’Iran.

Trump: “Hormuz aperto in maniera permanente senza pedaggi”

L’accordo raggiunto con l’Iran garantirà che lo Stretto di Hormuz sia “permanentemente esente da pedaggi”. Lo ha affermato il presidente americano, Donald Trump, in un’intervista al New York Times.

Trump: “Netanyahu uomo ‘molto difficile’, dovrebbe essere grato”

Il presidente americano Donald Trump nel corso di un’intervista al New York Times ha definito il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu un “tipo molto difficile”. “A dire il vero, dovrebbe esserci molto grato perché se l’Iran avesse un’arma nucleare, Israele non esisterebbe”, ha aggiunto.

Trump: “Hormuz riaprirà dopo firma dell’accordo venerdì”

“Questo grande accordo porterà pace e sicurezza all’intera regione. Molti presidenti hanno cercato di fare la pace con l’Iran, e tutti hanno fallito prima di me. I leader della regione hanno, per la prima volta, trovato un presidente che può aiutarli a raggiungere una pace vera. Con l’apertura dello Stretto in seguito alla firma dell’accordo venerdì, ai fini della rimozione delle mine, il petrolio tornerà a scorrere da entrambe le estremità, a beneficio della regione e del mondo”. Lo ha scritto su Truth il presidente americano, Donald Trump. 

Guterres: “Accordo è passo fondamentale verso soluzione pacifica”

Il Segretario Generale delle Nazioni Unite, António Guterres, ha accolto con favore “l’annuncio dell’accordo di pace tra Stati Uniti e Iran”. “Mi congratulo vivamente con gli Stati Uniti e l’Iran per aver raggiunto un accordo di pace che prevede un cessate il fuoco immediato e permanente, la riapertura dello Stretto di Hormuz e un quadro di riferimento per ulteriori negoziati. Questo rappresenta un passo fondamentale verso la risoluzione pacifica del conflitto”, si legge in un post su X. “Esprimo la mia profonda gratitudine a Pakistan, Qatar, Egitto, Arabia Saudita, Turchia e agli altri Paesi della regione per il ruolo costruttivo svolto nel sostenere i negoziati che hanno portato all’accordo di pace”, ha aggiunto.

Cala prezzo del petrolio Brent dopo annuncio accordo Usa-Iran

Il prezzo del petrolio è sceso di oltre 3 dollari al barile, dopo l’annuncio dell’accordo di pace tra Usa ed Iran. Nelle prime ore di contrattazione di lunedì, il prezzo del petrolio Brent, il riferimento internazionale, è sceso di 3,45 dollari a 83,88 dollari al barile. Il prezzo del petrolio greggio statunitense ha perso 3,95 dollari, attestandosi a 80,93 dollari al barile. Potrebbero volerci però mesi prima che i prezzi del petrolio si stabilizzino, dopo che le perturbazioni causate dalla guerra ne hanno provocato un’impennata, spingendo al rialzo i costi della benzina e di molti altri prodotti.

Mercati asiatici in forte rialzo dopo accordo Iran-Usa

Lunedì i prezzi delle azioni sono schizzati alle stelle in Asia dopo l’annuncio di un accordo per porre fine alla guerra con l’Iran e riaprire lo Stretto di Hormuz.Gli indici di Tokyo e Seul hanno guadagnato oltre il 5% nelle prime ore di lunedì. Le borse asiatiche hanno registrato un rally, con il Nikkei 225 di Tokyo che ha guadagnato il 5,1%, raggiungendo quota 69.367,06, toccando un nuovo massimo storico. I future sull’S&P 500 sono saliti dell’1% e quelli sul Dow Jones Industrial Average dello 0,8%, preannunciando guadagni iniziali per Wall Street. 

Vance a Fox News: “Accordo con Teheran può trasformare Medio Oriente”

Il vicepresidente degli Stati Uniti J.D. Vance ha dichiarato a Fox News che l’accordo con l’Iran ha il potenziale per “trasformare radicalmente il Medio Oriente per i prossimi 50 anni”. “Questa regione del mondo è stata un caso disperato per tutta la mia vita e anche prima”, ha affermato Vance come riporta la Bbc. Vance ha aggiunto che Donald Trump è riuscito a “eliminare la minaccia dell’Iran”. Ha poi concluso dicendo che ora sarà possibile “costruire una nuova era di prosperità e successo in Medio Oriente”. “Un’era in cui, francamente, potremo generare molta prosperità per il popolo americano a partire da quella regione”, ha concluso Vance.

Trump al NY Times: “Se non rispettato accordo riprenderanno attacchi”

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Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha rilasciato un’intervista al New York Times domenica pomeriggio, nella quale ha affermato che l’accordo con l’Iran garantisce che lo Stretto di Hormuz sarà “permanentemente senza pedaggio”. In quella che il giornale definisce una telefonata di 28 minuti, Donald Trump ha anche dichiarato che se l’Iran non raggiungerà un accordo definitivo sul nucleare con gli Stati Uniti, riprenderà gli attacchi militari o renderà gli Stati Uniti “i guardiani del Medio Oriente” in cambio di un quinto delle entrate della regione. Trump – si legge sulla Bbc – ha ribadito con fermezza le sue precedenti affermazioni secondo cui la decisione di attaccare l’Iran a febbraio e il successivo blocco navale dei suoi porti hanno “rimodellato il Medio Oriente a favore dell’America”.

GB, Francia e Italia, Teheran non deve mai avere armi nucleari

In una dichiarazione congiunta sull’accordo di pace tra Usa e Iran, i leader di Regno Unito, Francia, Germania e Italia affermano che collaboreranno strettamente con gli Stati Uniti, l’Iran e i partner regionali per “cogliere questo momento”. “Ci congratuliamo con gli Stati Uniti, il governo iraniano e tutti i soggetti coinvolti, inclusi Pakistan, Qatar e tutti gli altri mediatori, per questa svolta diplomatica”, afferma il gruppo, noto come E4, come riporta la Bbc. “Questo è un momento di opportunità per ripristinare la stabilità regionale e stabilizzare l’economia globale”. I leader hanno chiesto che l’accordo venga “attuato rapidamente e in modo completo” e che “l’urgente riapertura dello Stretto di Hormuz con libertà di navigazione incondizionata e senza restrizioni sia essenziale”. Il gruppo ha sottolineato che l’Iran “non deve mai acquisire un’arma nucleare” e che è “pronto a revocare le sanzioni pertinenti in risposta a passi chiari e verificabili da parte dell’Iran sul suo programma nucleare”. “Lavoreremo intensamente con gli Stati Uniti, l’Iran e i partner regionali per cogliere questo momento, mantenere lo slancio e raggiungere una soluzione diplomatica a lungo termine”. I leader ribadiscono inoltre il loro sostegno alla “stabilità, alla sovranità e all’integrità territoriale del Libano”.


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