Iperammortamento 2026: caso pratico con il foglio Excel per il calcolo


Con la Legge di Bilancio 2026 (legge 199/2025), il legislatore ha reintrodotto l’iperammortamento, superando la logica dei crediti d’imposta che aveva caratterizzato i piani «Industria 4.0» e «Transizione 5.0».

La misura prevede una maggiorazione del costo di acquisizione dei beni strumentali nuovi, rilevante ai soli fini della determinazione delle quote di ammortamento e dei canoni di locazione finanziaria (IRPEF/IRES), con un impatto diretto sulla base imponibile.

Le modalità attuative sono state definite dal Decreto interministeriale MIMIT-MEF del 7 maggio 2026 e dal Decreto Direttoriale MIMIT del 10 giugno 2026, che ha aperto la piattaforma GSE alle comunicazioni preventive a partire dalle ore 12:00 del 12 giugno 2026.

Ricordiamo che l’agevolazione è riservata ai titolari di reddito d’impresa (persone fisiche e soggetti IRES), indipendentemente da forma giuridica, dimensione aziendale e settore economico, a condizione che le strutture produttive siano ubicate nel territorio dello Stato.

Sono invece esclusi i lavoratori autonomi, i contribuenti in regime forfettario (che determinano il reddito su coefficienti di redditività), le imprese in stato di crisi concorsuale e le imprese agricole che determinano il reddito su base catastale.

Il periodo agevolato copre gli investimenti dall’1 gennaio 2026 al 30 settembre 2028. I beni devono essere nuovi, strumentali all’esercizio d’impresa e prodotti in uno Stato membro UE o del SEE.

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1) Beni agevolabili: le tre macro-categorie

L’agevolazione riguarda tre tipologie di investimento:

  • Beni materiali strumentali (Allegato IV, L. 199/2025): macchine utensili, robot, magazzini automatizzati, infrastrutture di calcolo per l’intelligenza artificiale, dotati di controllo CNC/PLC e interconnessi ai sistemi di fabbrica;
  • Beni immateriali strumentali (Allegato V, L. 199/2025): software, sistemi e piattaforme per la modellazione 3D, Big Data Analytics, cybersecurity, intelligenza artificiale generativa, Agentic AI, MLOps, Digital Twin, sistemi EMS per la gestione energetica;
  • Beni per autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo (incluso lo stoccaggio), localizzati sulla medesima particella catastale della struttura produttiva o in autoconsumo a distanza ai sensi del D.Lgs. 199/2021.

La struttura a scaglioni della maggiorazione

La maggiorazione del costo di acquisizione, calcolata annualmente per impresa beneficiaria, segue una struttura a scaglioni decrescenti:    

Scaglione di investimento Maggiorazione applicabile
Fino a € 2.500.000 180%
Da € 2.500.001 a € 10.000.000 100%
Da € 10.000.001 a € 20.000.000 50%

Il limite massimo dell’investimento agevolabile è fissato a € 20 milioni per impresa per annualità. La maggiorazione non si cumula con i benefici di cui all’art. 1, comma 446, della L. 207/2024 (credito d’imposta ZES Mezzogiorno).

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2) La procedura di accesso: comunicazione preventiva al GSE

L’accesso al beneficio avviene tramite una procedura in tre step, gestita dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE) attraverso la piattaforma informatica disponibile nell’Area Clienti di www.gse.it, accessibile con SPID/CIE:

  • Comunicazione preventiva: da presentare prima dell’effettuazione dell’investimento, con indicazione di dati identificativi dell’impresa e della struttura produttiva, tipologia e ammontare degli investimenti previsti, data prevista di interconnessione;
  • Comunicazione di conferma: da trasmettere entro 60 giorni dalla notifica di esito positivo del GSE, attestante il pagamento dell’acconto di almeno il 20% del costo di acquisizione di ciascun bene;
  • Comunicazione di completamento: da inviare al completamento degli investimenti e in ogni caso entro il 15 novembre 2028, corredata da perizia tecnica asseverata (art. 6) e certificazione contabile (art. 7).

La maggiorazione diviene fruibile a partire dal periodo d’imposta in cui viene trasmessa la comunicazione di completamento, a condizione che il bene sia entrato in funzione entro il medesimo periodo d’imposta e sia stata ricevuta la notifica di esito positivo del GSE.

3) Iperammortamento 2026: caso pratico

Per comprendere concretamente come funziona il calcolo, prendiamo a riferimento un’impresa manifatturiera che nel 2026 effettua investimenti in beni materiali 4.0 (Allegato IV), software gestionali (Allegato V) e un impianto fotovoltaico per autoconsumo.

Il caso pratico è stato elaborato utilizzando il tool Excel «Iperammortamento 2026» disponibile sul BusinessCenter di fiscoetasse.com, che automatizza il calcolo della maggiorazione per scaglione, genera il piano di ammortamento fiscale pluriennale.

Inserimento delle fatture – Beni materiali (Allegato IV)

Nel foglio di calcolo si inseriscono le singole fatture di acquisto nella sezione Spese in beni materiali, indicando numero e data fattura, fornitore, descrizione del bene con riferimento alla categoria dell’Allegato IV, importo imponibile e coefficiente di ammortamento applicabile (D.M. 31/12/1988).

Nell’esempio, l’impresa acquista tre beni: un robot collaborativo KUKA iiwa 14 (cat. I.h – robot e sistemi multi-robot, €320.000, amm. 15%), un centro di lavoro CNC DMU 50 a 5 assi (cat. I.a – macchine utensili per asportazione, €180.000, amm. 12,5%) e un sistema di visione artificiale Cognex In-Sight 9000 per il controllo qualità in linea (cat. II.l – sistemi basati su acquisizione immagini, €45.000, amm. 20%). Totale beni materiali: €545.000.

Inserimento delle fatture – Beni immateriali (Allegato V)

Nella sezione Spese in beni immateriali si rilevano le licenze software acquistate, con il riferimento alla categoria dell’Allegato V.

L’impresa acquista un sistema SAP MES Manufacturing Execution System (cat. d – applicazioni per la gestione della produzione, €65.000, amm. 33,33%) e la licenza PTC Windchill PLM Digital Twin (cat. v – virtual industrialization e Digital Twin, €35.000, amm. 50%). Totale beni immateriali: €100.000.

Inserimento dell’impianto FER per autoconsumo

Il terzo blocco riguarda gli investimenti in energia rinnovabile destinata all’autoconsumo. Il costo massimo ammissibile è verificato in base alle tabelle del Decreto attuativo (Allegato 1, Tabelle 2a-2d).

L’impresa installa un impianto fotovoltaico da 150 kWp su copertura del capannone (lettera b) – fonte solare, €168.000). Il costo unitario di €1.120/kWp rispetta il parametro della Tabella 2a per la fascia 20 kWe < P ≤ 200 kWe. Il dimensionamento dell’impianto, determinato in base al consumo annuo della struttura produttiva (650.000 kWh elettrici + 85.000 kWh equivalenti termici), è inferiore al 105% del fabbisogno energetico, come richiesto dall’art. 8, co. 2 del Decreto attuativo.

Il calcolo automatico: maggiorazione e piano di ammortamento

Il foglio elabora automaticamente il prospetto della maggiorazione, suddividendo l’investimento totale per scaglione.

Con un investimento complessivo di €813.000 (interamente nel primo scaglione ≤ €2,5M), si applica la maggiorazione del 180%: il valore della maggiorazione è di €1.463.400, portando il valore totale ai fini del calcolo dell’ammortamento a €2.276.400.

Il piano di ammortamento anno per anno

Il foglio genera infine il piano di ammortamento pluriennale, con la distinzione tra la quota di ammortamento contabile (civilistico) e la variazione fiscale in diminuzione riconducibile alla maggiorazione, nonché il relativo beneficio fiscale netto (calcolato all’aliquota IRES del 24%).

Nell’esempio, il beneficio fiscale complessivo stimato (variazione fiscale in diminuzione × 24% IRES) ammonta a €351.216, distribuiti su 12 esercizi (2026-2037), con il picco nel primo esercizio parziale (€28.123 nel 2026, primo anno a metà ammortamento) e nei due anni successivi (€56.246/anno). Per le imprese IRPEF, il beneficio andrà ricalcolato sulla base dell’aliquota marginale applicabile.

Il foglio gestisce anche la sezione leasing: in caso di acquisizione tramite locazione finanziaria, inserendo la durata contrattuale e il coefficiente di ammortamento del bene, il prospetto calcola i canoni deducibili e la relativa variazione fiscale in diminuzione, nel rispetto del periodo minimo di deduzione previsto dall’art. 102, co. 7 TUIR (la metà del periodo di ammortamento corrispondente al coefficiente tabellare).

4) Il foglio Excel per il calcolo dell’iperammortamento 2026

Per supportare commercialisti, CFO e consulenti fiscali nell’applicazione operativa della misura, è disponibile sul BusinessCenter di fiscoetasse.com il tool «Iperammortamento 2026 – Foglio Excel», aggiornato al Decreto attuativo del 7 maggio 2026.

Il foglio consente di:

  • censire i beni strumentali materiali (Allegato IV), immateriali (Allegato V) e i beni FER per autoconsumo, con indicazione delle fatture di acquisto;
  • calcolare automaticamente la maggiorazione per scaglione (180% / 100% / 50%) e il valore totale ai fini dell’ammortamento;
  • generare il piano di ammortamento fiscale pluriennale anno per anno, con evidenza dell’ammortamento contabile, della variazione fiscale in diminuzione e del beneficio IRES;
  • elaborare il prospetto fiscale leasing per i beni acquisiti in locazione finanziaria, con calcolo della durata minima di deduzione;
  • raccogliere e strutturare tutti i dati necessari per la comunicazione preventiva al GSE (importi per categoria, date previste di interconnessione/entrata in funzione, dati struttura produttiva).


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