Il cantiere più strategico d’Italia avanza verso il traguardo: 68 km di tunnel completati su 88, un asse da 53 km che collegherà il porto di Genova al cuore dell’Europa. Ecco lo stato dei lavori e perché questa infrastruttura cambierà il trasporto delle merci su rotaia.
Quando si parla di trasporto merci non si può ignorare il ruolo fondamentale che gioca l’Italia: con la sua posizione strategica si sta confermando un asse prioritario per il commercio su rotaie. È in questo contesto che si inseriscono i lavori per i potenziamenti dei corridoi merci del mediterraneo, in particolare: il terzo Valico dei Giovi, il più importante asse europeo di collegamento con il nord Europa. Lo scopo è di rendere fruibile e veloce il trasporto delle merci dal Porto di Genova verso il Nord, e viceversa. Il Valico è parte fondamentale del Corridoio di Trasporto Europeo “Mare del Nord-Reno” e rappresenta il fulcro della nuova linea ad alta capacità veloce. Si sviluppa per 53 km, di cui 37 km in galleria e interessa 14 comuni; attraversa le province di Genova, Alessandria e le regioni di Liguria e Piemonte.
Capacità della nuova linea
La nuova linea è progettata per gestire fino a 110 treni merci al giorno, con una pendenza massima del 12,5%. Avrà una sagoma P/C 80, che consente il trasporto di semirimorchi e container high cube, con un modulo da 750 metri secondo lo standard europeo; con un solo locomotore sarà possibile trasportare il 30-50% di carico in più rispetto ad oggi. Le linee attuali (Giovi e Succursale dei Giovi) sono state costruite nell’800 e non sono più adeguate agli standard europei; di conseguenza limitano la possibilità di far viaggiare treni merci di dimensioni e peso elevati tra il porto di Genova e il nord Europa. L’obiettivo del Terzo Valico è quello di collegare il sistema portuale genovese con Piemonte, Lombardia e Veneto, dove viene movimentato il 50% delle merci nazionali.
Con l’attivazione di questo asse strategico il porto di Genova punta a raggiungere il 25% di merci trasportate su rotaie, in particolare il 40% del traffico container. Attualmente il trasporto via ferro si attesta attorno al 16%. I lavori rispondono agli obiettivi fissati dall’UE: entro il 2030 dovrà essere trasferito su ferro il 30% del traffico merci, nel 2050 il 50%.
Le opere principali
Nel suo complesso la linea è caratterizzata da gallerie costituite da due canne gemelle a singolo binario, all’interno delle quali i treni merci potranno viaggiare a una velocità di 100-120 km/h, mentre quelli per i passeggeri a una velocità di 250 Km/h. La nuova linea sarà collegata alle linee esistenti attraverso quattro punti di snodo: interconnessione di Voltri, Genova, Novi Ligure e Tortona. Gran parte del tracciato della linea viene percorso sottoterra, per questo le gallerie rappresentano le opere principali del progetto, con 90 km di tunnel realizzati.
Lungo la linea sono presenti tre gallerie naturali (interamente scavate nel sottosuolo) e una artificiale (realizzata con uno scavo a cielo aperto) e rappresentano le opere principali del Terzo valico:
- Galleria di Valico: 27 km di lunghezza, è scavata con metodo tradizionale e meccanizzato. Prevede quattro finestre di accesso intermedio sia per motivi legati alla costruzione che di sicurezza.
- Galleria Serravalle: lunga 7 km, scavata per circa 6,4 km con una tecnologia meccanizzata che utilizza il Tunnel Boring Machine, una macchina ipertecnologica progettata per scavare tunnel sotterranei.
- Galleria di Campasso: lunga 700 m, è una galleria naturale per la quale i lavori si sono già conclusi. È una galleria a doppio binario che rappresenta il primo punto di unione della linea storica in corrispondenza del Bivio Fegino.
- Galleria Pozzolo: lunga 2 km, è una galleria artificiale dotata di un’area di sicurezza e di Punti di Evacuazione e Soccorso.
Stato lavori
Realizzato dal Consorzio COCIV su incarico di RFI (Rete Ferroviaria Italiana), il cantiere ha raggiunto il 77% di avanzamento complessivo. Su 88 km di opere in sotterraneo ne sono stati completati 68. Il costo complessivo dell’opera si attesta attorno ai 6,2 miliardi di euro.
Con la legge 55/19 “Sblocca cantieri”, gli interventi del Nodo di Genova relativi al potenziamento infrastrutturale Voltri Brignole e all’ultimo tragitto tra il Terzo Valico e il porto di Genova sono stati integrati a quelli del Terzo Valico in un Progetto Unico. A Brignole sono stati completati gli scavi delle gallerie ferroviarie così come la galleria di prolungamento della Bretella di Voltri. Le opere in sotterraneo già concluse includono la galleria Campasso, la galleria di Valico a doppio binario dall’imbocco Sud e la galleria a singolo binario Nuova S. Tomaso. Per le gallerie di linea è stato completato lo scavo della Galleria di Valico a doppio binario, ed è stato ultimato il primo Camerone di Valico, parte del cantiere Fegino. Il completamento dell’intera opera è previsto entro il 2027.
Impatto ambientale
Uno degli argomenti più a favore di questi lavori è l’impatto ambientale. L’analisi condotta dal Terzo Valico stima che il completamento dei lavori permetterà di ridurre i consumi energetici del 29% e le emissioni di CO2 del 55% rispetto all’attuale trasporto su gomma. Se si guarda al trasporto via nave, il confronto è ancora più favorevole: si ridurranno i tempi di percorrenza del 56% e le emissioni di CO2 del 71%. Un ulteriore aspetto positivo si ha sul fronte economico: lo studio ha evidenziato che il trasporto su strada di una tonnellata di merci costa 8,8 centesimi di euro per ogni chilometro, spostando lo stesso peso su ferro il costo scende a 1,9 centesimi di euro per chilometro. L’esempio che viene fatto riguarda il volume di merci spostato: se per trasportare 4 milioni di container standard servono 1 milione di camion e un costo stimato di 1,8 milioni di euro per ogni km, spostando su rotaie lo stesso volume sono sufficienti 39 mila treni con un costo stimato di 390 mila euro a chilometro.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Rachele Galli
Source link


