Sarà finalmente l’anno buono per D’Annunzio come autore proposto in un’analisi del testo alla Maturità? Oppure anche quest’anno sarà per il prossimo? Ci sarà una traccia sugli 80 anni della nostra Repubblica, anniversario che porta con sé anche l’istituzione dell’Assemblea Costituente e l’introduzione del suffragio universale femminile?
Mentre gli studenti si interrogano, c’è un uomo che sa già tutto e osserva con atteggiamento distaccato il toto-tracce: è Giuseppe Valditara, il ministro dell’Istruzione e del Merito, che ha il compito di decidere, sulla base di una lista stilata dagli esperti ministeriali, le sette tracce che i maturandi si ritroveranno di fronte agli occhi il 18 giugno prossimo.
Quest’anno, però, c’è un dettaglio fondamentale che spezza la routine: il calendario. La fatidica “notte prima degli esami” si sposta in avanti, dal momento che il plico telematico inviato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) verrà decrittato giovedì 18 giugno 2026, alle ore 8:30 in punto. E non, come da tradizione, di mercoledì.
Da quell’istante, mezzo milione di studenti d’Italia avrà davanti a sé la stessa, identica sfida: dimostrare non solo di conoscere la grammatica, ma di saper argomentare, riflettere e organizzare il proprio pensiero critico.
La prima prova scritta: come sono strutturate le tre tipologie di traccia
Partendo dalla struttura, la prima prova d’esame offre agli studenti tre diverse tipologie di tracce tra cui scegliere: l’analisi di un testo letterario, la produzione e analisi di un testo argomentativo o una riflessione su temi di attualità.
Gli argomenti – indicati dal MIM come “ambiti” – spaziano dal settore artistico, letterario e filosofico a quello scientifico, storico, sociale, economico e tecnologico: una varietà pensata per intercettare le diverse inclinazioni e preparazioni degli studenti.
Ogni traccia, comunque, ha pari valore e non esistono prove “più facili” rispetto ad altre: si tratta piuttosto di individuare quella più congeniale al proprio modo di esprimersi e di ragionare, anche se non sempre è semplice.
La prova, infatti, valuta non solo la competenza linguistica, ma anche la capacità di pensare criticamente, organizzare il discorso e scrivere con coerenza.
Chi correggerà la prova – in particolare il commissario di Italiano – valuterà diversi aspetti: la capacità di analisi, la qualità dell’argomentazione, la scelta e l’uso del lessico, la chiarezza e l’efficacia dell’esposizione.
Fondamentale sarà anche la coerenza con la traccia assegnata e l’originalità dell’approccio, evitando però di andare fuori tema.
Le tre tipologie
Nel pratico, la prima prova si articola in tre tipologie, all’interno delle quali sono inserite sette tracce riferite ai diversi ambiti di studio: dall’arte, alla letteratura, alla filosofia, alla scienza, fino alla storia, alla società, all’economia e alla tecnologia, con un’attenzione particolare alla letteratura italiana. Vediamole nel dettaglio.
- Tipologia A: Analisi del testo
Vengono proposti due testi – narrativi o poetici – di autori italiani attivi dall’Unità d’Italia a oggi. Lo studente sceglie una traccia e la sviluppa in tre fasi: comprensione del testo, con un breve riassunto; analisi testuale, con attenzione a stile, struttura, figure retoriche e narratologia; infine, spazio alla riflessione personale, che può includere riferimenti ad altri testi o autori su temi affini.
Va detto che non si tratta di un semplice esercizio interpretativo, ma di un dialogo critico con la tradizione letteraria, che misura la maturità culturale e la capacità di cogliere livelli di significato più profondi.
- Tipologia B: Analisi e produzione di un testo argomentativo
Questa tipologia propone tre tracce, ognuna accompagnata da un documento di supporto. Lo studente, qui, deve costruire un discorso articolato e coerente, difendendo una tesi personale e integrandola con eventuali opinioni contrarie e una conclusione efficace. I temi spaziano in ambiti artistici, letterari, storici e filosofici, ma anche scientifici, sociali ed economici.
Il documento di supporto non va riassunto, ma innanzitutto compreso e utilizzato come base per sviluppare un proprio punto di vista. Qui, è fondamentale la chiarezza espositiva, la solidità dell’argomentazione e la capacità di evitare generalizzazioni eccessive, in un equilibrio tra retorica e logica.
- Tipologia C: Riflessione critica su tematiche di attualità
Questa opzione – spesso la più gettonata – presenta duetracce focalizzate su questioni contemporanee di rilevanza nazionale o globale. I temi possono riguardare eventi recenti, fenomeni sociali, ambientali, diritti civili, conflitti o innovazioni tecnologiche.
Ogni traccia è accompagnata da un testo introduttivo, che funge da stimolo per elaborare un ragionamento critico, articolato e consapevole. Dallo sviluppo di questa tipologia devono emergere la personalità e il punto di vista dello studente, oltre alla sua preparazione civica: non basta conoscere i fatti, ma occorre saperli interpretare con un approccio personale.
Come viene valutata la prima prova: criteri, punteggi, attenzione ai dettagli
Dalla prima prova lo studente può ottenere fino a un massimo di 20 punti, che concorreranno alla formazione del punteggio finale.
La valutazione è affidata alla sottocommissione d’esame, con il commissario di Italiano, che svolge un ruolo di riferimento nella correzione.
Tuttavia, la decisione finale è collegiale e si basa su criteri condivisi a livello nazionale. Il Ministero ha definito con precisione gli aspetti da valutare, tra cui figurano: la capacità di progettare e strutturare il testo, la coerenza e la logicità dell’argomentazione, l’accuratezza nell’uso della lingua, la varietà e la proprietà del lessico, la correttezza grammaticale, oltre all’efficacia nell’esposizione delle idee.
Viene inoltre considerata la qualità dei riferimenti culturali e la capacità dello studente di esprimere opinioni personali con rigore critico e motivazione.
Ogni tipologia di prova, poi, presenta obiettivi specifici che influenzano la valutazione in funzione del percorso scelto. Per questo motivo, non è sufficiente scrivere correttamente: è altrettanto importante saper selezionare la traccia più adatta alle proprie capacità.
Cosa si può portare e cosa è vietato
Passando agli aspetti più basilari, nel giorno della prima prova scritta, agli studenti è permesso utilizzare esclusivamente un dizionario di Italiano. Non sono ammessi altri strumenti, fatta eccezione per la carta fornita dalla commissione e la penna, che deve essere portata dal candidato.
Qualsiasi altro dispositivo, come telefoni cellulari, smartwatch, tablet, cuffie, computer o strumenti simili capaci di connettersi a Internet o di memorizzare dati, è strettamente vietato e posto sotto attenta sorveglianza.
Chiunque venga sorpreso a infrangere queste regole rischia l’espulsione immediata da tutte le prove d’esame, senza alcuna possibilità di deroga, qualora venga colto in flagrante.
Per quanto riguarda la durata della prova, è previsto un tempo massimo di sei ore. Tuttavia, chi desidera potrà consegnare il proprio elaborato anche dopo sole tre ore dall’inizio. Sebbene questa opzione sia consentita, non è generalmente raccomandata: è sempre preferibile utilizzare il tempo a disposizione per rileggere, scovare eventuali errori e migliorare il testo.
La guida al secondo scritto: materie, orari e regole della prova di indirizzo
Con la seconda prova scritta l’esame di Maturità entra nel vivo: si tratta del passaggio più temuto dai maturandi, chiamati ad affrontare nel compito le materie caratterizzanti i singoli indirizzi scolastici, come il Latino, la Matematica, l’Economia Aziendale e così via.
La data da fissare in rosso sul calendario è quella del 19 giugno, il giorno seguente la prima prova. Fortunatamente i maturandi possono già contare su un elemento positivo: pur avendo la facoltà di optare per due materie in simultanea (come, ad esempio, il Greco e il Latino al liceo Classico), il Ministro Giuseppe Valditara ha scelto di “graziare” gli studenti.
Anche quest’anno – ed è il terzo consecutivo – la seconda prova verterà su una sola materia d’indirizzo, con il compito che si svolgerà seguendo la falsariga delle precedenti edizioni, come specificato anche dal portale Skuola.net
Seconda prova: quali materie sono coinvolte e chi le correggerà
La lista delle materie oggetto della seconda prova di quest’anno è stata definita già lo scorso gennaio: parliamo, per esempio, del Latino per il liceo Classico, della Matematica per lo Scientifico e della Lingua straniera principale (Lingua Straniera 1, secondo la denominazione ministeriale) per il Linguistico.
A queste si aggiungono discipline specifiche per ogni percorso, come Economia Aziendale per l’indirizzo Amministrazione, Finanza e Marketing (AFM) degli istituti tecnici, oppure Progettazione, Costruzioni e Impianti per Costruzioni, Ambiente e Territorio, ex geometri, e molte altre ancora.
L’elenco completo, con tutte le indicazioni aggiornate per ogni indirizzo, è consultabile sul sito ufficiale del Ministero.
Un dettaglio particolarmente rilevante riguarda la composizione della Commissione: a differenza dello scorso anno, in quasi tutti gli istituti la seconda prova sarà corretta da un commissario esterno.
Una scelta che contribuisce ad aumentare l’incertezza tra gli studenti, non offrendo loro la possibilità di confrontarsi con un docente già conosciuto. Un aspetto spesso determinante in un contesto tanto delicato quanto quello dell’esame di Maturità.
Un’eccezione significativa riguarda gli Istituti Professionali del nuovo ordinamento: per questi percorsi scolastici, la prova non si concentra su una singola materia, ma verte sulle competenze e sui nuclei tematici fondamentali del percorso di studi specifico.
Il cronometro: una prova “su misura” che può durare giorni
L’orario di inizio della prova “di indirizzo” coincide con quello della prima prova scritta: l’appuntamento è alle 08:30 spaccate, con ingresso in aula qualche minuto prima, per consentire le operazioni di identificazione dei candidati. Tuttavia, la durata della prova varia sensibilmente a seconda dell’indirizzo scolastico.
Nei licei Classico e Scientifico, la durata media si attesta intorno alle sei ore, mentre per il liceo Linguistico e quello delle Scienze Umane il tempo a disposizione oscilla tra le quattro e le sei ore.
Vi sono però delle eccezioni di rilievo: al liceo Artistico, dove la prova ha spesso carattere laboratoriale, la durata può estendersi fino a 18 ore complessive, suddivise in tre giornate da sei ore ciascuna. Nei licei Musicali e Coreutici, invece, la seconda prova si articola in due momenti distinti, una parte teorica e una pratica.
Anche negli Istituti Tecnici non esiste una regola uniforme: alcuni indirizzi prevedono una prova di sei ore, altri di otto. Nei professionali, invece, la variabilità è ancora maggiore. Se è prevista una componente pratica o laboratoriale, la durata può arrivare fino a 12 ore, distribuite su due giorni consecutivi.
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