Coinvolti 14 Comuni tra Ancona e Macerata, oltre 16mila residenti e tutte le principali strutture operative. Simulato il collasso dell’invaso dopo un evento sismico. Obiettivo: verificare coordinamento, procedure e capacità di risposta del territorio
La sicurezza delle infrastrutture strategiche passa sempre più dalla capacità di prevenire, simulare e gestire scenari estremi. Con questo obiettivo la Regione Marche promuove dal 19 al 21 giugno una delle più articolate esercitazioni di protezione civile degli ultimi anni, dedicata all’ipotesi di collasso della diga di Castreccioni, nel territorio di Cingoli, a seguito di un evento sismico.
L’iniziativa, realizzata in raccordo con le Prefetture di Ancona e Macerata, rappresenta un vero e proprio stress test del sistema regionale di protezione civile e coinvolgerà 14 Comuni distribuiti lungo l’asta del fiume Musone fino alla costa adriatica. Un’area che conta circa 16mila residenti ma che, durante la stagione estiva, supera le 37mila presenze grazie all’afflusso turistico.
Al centro dell’esercitazione vi è la simulazione di una sequenza sismica progressiva nell’area compresa tra Urbino e Camerino. L’evento provocherà, nello scenario ipotizzato, un progressivo deterioramento delle condizioni della diga fino al collasso dell’invaso e alla conseguente propagazione di un’onda di piena lungo il bacino del Musone.
La tre giorni si inserisce nel percorso di aggiornamento e verifica del sistema regionale di protezione civile ed è sviluppata in attuazione del Piano di Emergenza Diga (PED), oltre che degli strumenti di pianificazione prefettizia, provinciale e comunale.
Particolare rilievo assumerà il test del sistema nazionale di allarme pubblico IT-Alert, previsto per il 20 giugno. I telefoni cellulari presenti nell’area interessata riceveranno un messaggio di prova finalizzato a verificare tempestività ed efficacia delle comunicazioni verso la popolazione. Il test interesserà i Comuni di Apiro, Castelfidardo, Cingoli, Filottrano, Jesi, Loreto, Montefano, Numana, Osimo, Porto Recanati, Recanati, Santa Maria Nuova, Sirolo e Staffolo, con la possibilità che il messaggio venga ricevuto anche in territori limitrofi.
L’esercitazione entrerà nel vivo proprio il 20 giugno, quando saranno attivati il Comitato Operativo Regionale (COR), il GORES, i Centri Coordinamento Soccorsi presso le Prefetture di Ancona e Macerata, i Centri Operativi Comunali e il Centro Operativo Misto allestito al Palabaldinelli di Osimo. Nella simulazione saranno coinvolti Forze dell’ordine, Vigili del fuoco, sistema sanitario, Capitaneria di Porto, ARPAM, Consorzio di Bonifica Marche, Genio Civile, Province, Comuni, strutture preposte alla tutela dei beni culturali, ANAS, Autostrade per l’Italia, Enel, Ferrovie dello Stato e organizzazioni di volontariato.
L’obiettivo è verificare la capacità di coordinamento tra i diversi livelli istituzionali e operativi, testando le procedure di soccorso e assistenza alla popolazione, la gestione della viabilità e delle infrastrutture strategiche e l’efficacia delle comunicazioni in condizioni di elevata criticità.
«La sicurezza dei cittadini si costruisce anche attraverso la prevenzione e la preparazione», ha sottolineato l’assessore regionale alla Protezione civile Tiziano Consoli. Secondo l’assessore, il valore dell’esercitazione risiede nella possibilità di mettere alla prova l’intero sistema regionale in uno scenario ad alto impatto, verificando non soltanto la tenuta delle procedure ma anche la capacità di integrazione tra istituzioni e strutture operative.
Una lettura condivisa anche dal presidente della Provincia di Ancona, Daniele Carnevali, che definisce l’iniziativa «uno stress test su vasta scala» in un territorio che negli anni ha dovuto confrontarsi sia con emergenze sismiche sia con eventi alluvionali. In questo contesto, la prevenzione viene considerata un investimento essenziale per la resilienza delle comunità locali.
Sul fronte infrastrutturale, la presidente del Consorzio di Bonifica Marche, Francesca Gironi, richiama il ruolo strategico degli invasi artificiali nella gestione della risorsa idrica. La diga di Castreccioni, oltre alla funzione di sicurezza idraulica, rappresenta infatti un asset fondamentale per l’irrigazione, l’approvvigionamento idropotabile e la produzione di energia idroelettrica. Attività che incidono direttamente sullo sviluppo economico e sulla qualità della vita del territorio.
Le Prefetture di Ancona e Macerata opereranno in stretta sinergia attraverso l’attivazione dei Centri di Coordinamento Soccorsi, con l’obiettivo di dare piena attuazione alle procedure previste dal Piano Emergenza Dighe e dagli strumenti di pianificazione territoriale. «Tutte le procedure saranno attuate con la massima completezza e precisione», ha evidenziato il vice capo di Gabinetto della Prefettura di Ancona, Simone Menghini.
L’esercitazione consentirà inoltre di testare l’evacuazione di aree particolarmente sensibili, tra cui campeggi, edifici religiosi e insediamenti a rischio industriale. Un aspetto che assume una rilevanza crescente in vista della stagione turistica e della necessità di garantire comunicazioni chiare ed efficaci anche a una popolazione temporaneamente presente sul territorio.
Per il direttore della Protezione civile regionale, Stefano Stefoni, la simulazione rappresenta «uno stress test fondamentale» per verificare la capacità del sistema di fornire indicazioni tempestive e comprensibili, evitando fenomeni di allarmismo e comportamenti incontrollati.
Più che una semplice esercitazione, dunque, la tre giorni marchigiana si configura come una verifica complessiva della resilienza territoriale: un banco di prova per istituzioni, gestori di infrastrutture strategiche e operatori dell’emergenza chiamati a misurare la propria capacità di risposta in uno degli scenari di rischio più complessi contemplati dalla pianificazione nazionale.
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