Il Pontefice: “Pastore saggio e sollecito, Chiesa italiana gli deve moltissimo”
Intorno alle 16 il feretro del cardinale Camillo Ruini è giunto nella basilica di San Pietro in Vaticano dove alle 16.30 Papa Leone XIV celebrerà le esequie del porporato, scomparso martedì all’età di 95 anni. Diverse le personalità presenti: il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Alfredo Mantovano, Maurizio Gasparri, senatore di Forza Italia, l’ex presidente del Senato Marcello Pera, l’ex presidente della Camera Pier Ferdinando Casini, l’ex premier Romano Prodi e il Fondatore di Sant’Egidio, Andrea Riccardi. Presente anche l’ambasciatore Usa presso la Santa Sede, Brian Burch.
Mons. Staglianò ai vescovi: “Riattivate Progetto culturale”
“Riattivate” il “Progetto culturale”, eredità del cardinale Camillo Ruini. Questo l’appello che monsignor Antonio Staglianò, Presidente della Pontificia Accademia di Teologia, Path, rivolge ai vescovi. “Se nell’annuario della Cei – da oltre un decennio – il ‘Servizio nazionale per il progetto culturale’ – spiega Staglianò – è citato, senza nemmeno un numero di telefono, non si tratta di una svista. È il segno di una ‘rimozione ingiusta’. Di una scelta, quanto più consapevole tanto più ‘iniqua’, di lasciare che quella intuizione profetica andasse in soffitta. Eppure le questioni che il Progetto culturale aveva messo al centro – il rapporto tra fede e cultura, la sfida antropologica, la capacità del cristianesimo di fecondare il dibattito pubblico, non solo non sono diminuite, ma si sono acuite con l’avanzare della secolarizzazione”. “C’è un equivoco di fondo che ha pesato come un macigno sul Progetto culturale fin dalla sua nascita – dice ancora monsignor Staglianò -: quello di leggerlo come una mossa politica, una rivincita del cardinale Ruini sulla scomparsa della Democrazia Cristiana. Niente di più falso. Ricordo il sorriso gioioso sulle sue labbra quando – al mio primo intervento interno al gruppo di lavoro del Progetto culturale dissi: ‘anzitutto de-ruinizziamo il progetto’. Aveva capito e annuì. Come mi ha raccontato Papa Francesco in un dialogo personale qualche anno fa, il Progetto culturale gli era stato presentato’molto male’ da quanti, pregiudizialmente, lo vedevano legato indissolubilmente alla figura di Ruini e alla sua stagione”. “Ruini – aggiunge Staglianò – non cercava di ricompattare l’area cattolica in senso politico, ma sul piano culturale. Sapeva bene che la perdita di incidenza in questo campo avrebbe danneggiato irrimediabilmente la missione pastorale della Chiesa”.
Papa: “In tempo deriva relativistica ci ricorda che siamo fatti per il bene”
“Siamo fatti per la verità e per il bene, e solo in questo troviamo unità, pace e piena realizzazione, nella vita terrena e per l’eternità”. Lo ha detto Papa Leone XIV nell’omelia delle esequie del cardinale Camillo Ruini nella basilica di San Pietro in Vaticano. Il Pontefice, ricordando le parole dello stemma del porporato, ‘Veritas liberabit nos’, ‘La verità ci renderà liberi’ ha rimarcato che queste parole “ci ricordano con chiarezza un messaggio particolarmente significativo per il nostro tempo, in cui si può essere disorientati da derive relativistiche e da visioni totalmente fluide della realtà e dell’uomo”. “Guardando alla vita del Cardinale Ruini, a come è vissuto e a come ha lasciato questo mondo, possiamo cogliere un segno della forza e della solidità con cui l’uomo cresce e matura quando trova nella Verità che viene da Dio il centro e il perno della propria esistenza”, ha concluso il Papa.
Papa: “In Wojtyla ha sperimentato coraggio fede che guida la storia”
“Il Cardinale Camillo Ruini ha avuto la grazia di conoscere personalmente e di lavorare con alcuni grandi Santi dei tempi recenti, quali San Paolo VI e San Giovanni Paolo II. In particolare, del suo rapporto con Papa Wojtyla, del quale per tanti anni è stato collaboratore, ha scritto: ‘In Giovanni Paolo II ho sperimentato la tua presenza, Signore, ho potuto toccare con mano l’unione nella preghiera, l’inseparabilità di preghiera, vita e apostolato, il coraggio della fede che guida la storia, la capacità di amare e di perdonare’. Ritengo che dall’esempio di unità di vita del grande Pontefice il Cardinale abbia saputo trarre tanto, perché possiamo ritrovare anche in lui molti dei tratti con cui descrive il Santo Papa; e penso che tale consonanza di sentimenti possa animare anche noi nel nostro cammino”. Lo ha detto Papa Leone XIV nell’omelia delle esequie del cardinale Camillo Ruini.
Papa: “Pastore saggio e sollecito, Chiesa italiana gli deve moltissimo”
La Chiesa italiana deve “moltissimo” al cardinale Camillo Ruini, “pastore saggio e sollecito del gregge di Cristo”. Lo ha detto Papa Leone XIV nell’omelia delle esequie del porporato che si svolgono nella basilica di San Pietro in Vaticano.Prevost ha ricordato il servizio di Ruini come presidente della Cei, Conferenza Episcopale Italiana, e come Vicario della diocesi di Roma: “Ha saputo guidare il Popolo di Dio e i fratelli nell’Episcopato in momenti importanti e delicati, affrontando con entusiasmo, discernimento e coraggio molteplici sfide – ha detto ancora il Papa- A lui si devono intuizioni e iniziative che hanno lasciato un segno profondo nel cammino della Comunità ecclesiale e anche di quella civile. Pensiamo al ‘Progetto culturale’; all’impegno profuso nel promuovere l’apporto del mondo cattolico nei più diversi ambiti della vita religiosa, civile e politica italiana; al grande lavoro del Sinodo diocesano e della sua applicazione, qui a Roma; alla sua presenza attiva e dialogante ai vari livelli della vita della Chiesa, come pure del mondo laico e della società”.
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