Con il Decreto interministeriale del 7 maggio 2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 131 del 9 giugno 2026, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) ha dato piena attuazione al quadro normativo delineato dal D.Lgs. 27 dicembre 2024, n. 219. Il provvedimento segna un passaggio cruciale nella tutela del patrimonio economico e culturale italiano, definendo le modalità operative per la costituzione e la gestione dell’Albo nazionale delle attività commerciali, delle botteghe artigiane e degli esercizi pubblici storici.
Potrebbe interessarti inoltre il tool excel Converti ATECO 2022-2025 il file excel indispensabile per commercialisti, imprese e autonomi: trova, confronta e trasforma i codici ATECO 2022-2025 in pochi click!
Tra i nostri e-book:
e la nostra offerta formativa:
1) Albo attività storiche: finalità e struttura dello strumento
L’Albo nazionale nasce con l’obiettivo di censire e valorizzare le realtà imprenditoriali che rappresentano un’eccellenza in termini di continuità storica, valore artigianale e rilevanza identitaria per i territori.
Sul piano strutturale, il decreto stabilisce che l’Albo non si sostituisce agli elenchi preesistenti, ma agisce come un registro di coordinamento istituzionale.
Esso si compone, infatti, dell’integrazione dei dati trasmessi dalle amministrazioni territoriali, articolandosi in due sezioni principali:
- sezione ordinaria: che raccoglie le attività storiche già censite negli albi regionali, provinciali, comunali e delle città metropolitane.
- sezione delle eccellenze: riservata alle realtà che possiedono requisiti di particolare pregio, la cui disciplina sarà oggetto di un ulteriore regolamento attuativo (di prossima attivazione previo decreto MIMIT)
In particolare, rientrano nell’Albo tre principali categorie:
- attività commerciali storiche: attività dedicate alla vendita al dettaglio di beni in modo continuativo.
- botteghe artigiane: imprese caratterizzate da lavorazioni prevalentemente manuali, secondo quanto previsto dalla normativa vigente.
- esercizi pubblici storici: attività legate alla ristorazione o alla somministrazione di alimenti e bevande.
Della stessa autrice ti consigliamo:
Potrebbe interessarti inoltre il tool excel Converti ATECO 2022-2025 il file excel indispensabile per commercialisti, imprese e autonomi: trova, confronta e trasforma i codici ATECO 2022-2025 in pochi click!
Tra i nostri e-book:
e la nostra offerta formativa:
2) Albo attività storiche: flussi informativi e regime transitorio
Il decreto disciplina rigorosamente le modalità di tenuta e aggiornamento dell’Albo, ponendo in capo agli enti locali un obbligo di trasmissione periodica.
In sede di prima applicazione, le amministrazioni territoriali (Comuni, Unioni di Comuni, Città metropolitane, Province e Regioni) sono state tenute a trasmettere al MIMIT gli elenchi dei soggetti già riconosciuti a livello locale entro 120 giorni dall’entrata in vigore del decreto. Il principio cardine adottato è quello della continuità della tutela: gli operatori già iscritti negli albi locali sono stati iscritti d’ufficio nel nuovo registro nazionale, garantendo la salvaguardia dei diritti acquisiti senza la necessità di ulteriori adempimenti burocratici per gli imprenditori.
La gestione operativa e l’aggiornamento dell’Albo sono affidati al MIMIT, mentre la componente promozionale è delegata al Ministero del Turismo.
L’integrazione con il portale “Italia.it” e i canali ENIT (Agenzia Nazionale del Turismo) mira a conferire a queste attività storiche una visibilità globale, favorendo un turismo di qualità orientato alla scoperta delle radici e del saper fare italiano.
Per rafforzare il coordinamento istituzionale, inoltre, è prevista la costituzione di un Comitato misto paritetico composto da rappresentanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, del Ministero del Turismo, delle Regioni e dell’ANCI che svolgerà funzioni consultive e di raccordo tra i diversi livelli di governo coinvolti nella gestione dell’Albo.
Indicazioni procedurali: Alla luce delle disposizioni contenute nel Decreto del 7 maggio 2026, si delineano i seguenti profili di interesse pratico per gli operatori del settore:
- verifica della propria posizione: l’impresa in concreto non deve presentare alcuna istanza diretta al MIMIT. La prima forma di tutela consiste nella verifica dell’iscrizione presso l’Albo o l’elenco della propria Regione, Provincia o Comune di riferimento, dato che solo presso tale ente occorre accertarsi che la propria posizione sia aggiornata; poiché il sistema si fonda sul principio della trasmissione automatica dei dati, per le attività già censite a livello locale, l’iscrizione all’Albo nazionale è da considerarsi un atto interno alla Pubblica Amministrazione che non richiede oneri aggiuntivi o domande di accreditamento da parte del titolare.
- gestione dei dati: qualora l’impresa ritenga di possedere i requisiti di storicità ma non risulti ancora iscritta in alcun registro locale, la procedura corretta consiste nell’attivarsi presso il proprio Comune o Regione, seguendo le specifiche modalità di istanza previste dai singoli regolamenti territoriali.
- monitoraggio tramite il portale MIMIT: si consiglia comunque alle imprese di monitorare periodicamente la sezione dedicata sul sito ufficiale del MIMIT per verificare l’effettiva presenza nell’Albo nazionale e per accedere a eventuali avvisi relativi all’apertura delle procedure di candidatura per la “Sezione delle eccellenze” di prossima attivazione (previo Decreto ad hoc)
- valorizzazione del marchio: una volta completata l’iscrizione, l’impresa potrà avvalersi dello status di “attività storica” riconosciuta a livello nazionale, che costituisce titolo preferenziale e distintivo in caso di accesso a bandi regionali, nazionali o agevolazioni finanziarie specificamente destinate alla riqualificazione dei locali e del patrimonio storico-aziendale.
Della stessa autrice ti consigliamo:
3) Conclusioni
Il decreto del 7 maggio 2026 rappresenta non solo un atto amministrativo di censimento, ma un tassello fondamentale nella politica industriale e culturale.
Attraverso la formalizzazione di questo Albo, il legislatore mira a creare le condizioni per future misure di sostegno, orientate non solo alla conservazione del passato, ma alla sostenibilità e all’innovazione di queste “imprese-simbolo” dell’identità nazionale.
Il testo del decreto e la relativa documentazione tecnica, incluso il modello Excel per la trasmissione dei dati, sono consultabili sul portale istituzionale del MIMIT.
Della stessa autrice ti consigliamo:
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
FISCOeTASSE.com
Source link





