San Gimignano svela l’altra faccia dei suoi musei: 90 opere escono dai depositi e raccontano secoli d’arte


San Gimignano non è soltanto la città delle torri e del suo celebre volto medievale. Dall’ 1 luglio al 28 febbraio, il Complesso museale di Santa Chiara accenderà i riflettori su un patrimonio rimasto finora in gran parte nascosto: novanta opere, documenti e testimonianze artistiche provenienti dai depositi dei Musei Civici, da donazioni e da acquisizioni degli ultimi anni.

La mostra si chiama “L’altra galleria. Acquisizioni e opere svelate dei Musei Civici di San Gimignano” e sarà inaugurata martedì 30 giugno, alle 18. L’obiettivo è quello di restituire al pubblico materiali rimasti a lungo fuori dai percorsi espositivi, proponendo un viaggio che attraversa oltre cinque secoli di storia, dalla seconda metà del quattrocento alla fine del novecento.

L’iniziativa è promossa dai Musei Civici di San Gimignano e da Opera laboratori, con la collaborazione della Soprintendenza, della Fondazione Musei senesi e della Rete del contemporaneo in Toscana. La mostra è patrocinata dalla Regione dalla Provincia.

A curare il progetto è Valerio Bartoloni, direttore dei Musei Civici di San Gimignano. Il percorso riunisce bronzi, maioliche, dipinti, disegni e grafiche, molte delle quali mai mostrate prima. Alcune opere sono state sottoposte a restauro proprio in vista dell’esposizione.

L’idea è quella di affiancare al racconto più noto della San Gimignano medievale una lettura più ampia della sua identità culturale. La mostra ripercorre infatti anche la storia delle raccolte civiche, dalla nascita del Museo Civico nel 1906 fino allo sviluppo della Galleria d’Arte moderna e contemporanea. Il titolo, “L’altra galleria”, richiama proprio un itinerario alternativo e complementare rispetto alle collezioni permanenti, costruito per riportare alla luce opere, artisti e documenti meno conosciuti.

 

 

Secondo Bartoloni, il progetto “mette insieme tutela e valorizzazione, riportando all’attenzione beni rimasti per anni lontani dalla fruizione pubblica. Una parte significativa delle opere deriva inoltre da una politica di acquisizioni mirata, avviata negli ultimi anni non per aumentare semplicemente il numero dei pezzi conservati, ma per colmare lacune delle raccolte e offrire nuove chiavi di lettura del patrimonio cittadino”.

La visita si sviluppa in cinque sezioni, ordinate per temi e, in larga parte, secondo un andamento cronologico.

La prima, “Una raccolta eclettica. La donazione Pacchiani”, presenta bronzi e maioliche databili dalla seconda metà del XV al XVIII secolo. Le opere sono state donate ai Musei Civici da Fiamma Pacchiani e proseguono il percorso avviato dalla famiglia con una precedente donazione già esposta nel Complesso museale di Santa Chiara.

La seconda sezione, “Tra cinquecento e settecento. La devozione popolare”, è dedicata alle espressioni della religiosità locale. Riunisce opere tra XVI e XVIII secolo, compresa una serie di ex voto dedicati a Santa Fina, insieme a dipinti di particolare interesse per la storia e l’arte della città.

Il terzo nucleo, “Più di un’Accademia. San Gimignano e i suoi interpreti tra ottocento e novecento”, raccoglie dipinti e disegni legati alla città e alla sua rappresentazione artistica. Spicca la presenza di Niccolò Cannicci, tra i protagonisti della pittura toscana della seconda metà dell’Ottocento e artista profondamente legato a San Gimignano. In mostra saranno esposte sei sue opere, compresa “Guardianella di tacchini” del 1887, scelta come immagine simbolo dell’esposizione.

Nella stessa sezione trovano spazio lavori di Raffaele De Grada, Pietro Annigoni e di altri artisti che hanno interpretato scorci, vedute e paesaggi della città e della campagna sangimignanese. Sono presenti anche opere dei valdelsani Augusto Bastianini, Antonio Salvetti, Ugo Capocchini e Mino Maccari, del vincitore del premio nazionale di pittura “Raffaele De Grada” del 1965 Vincenzo Ciardo e del fiorentino Guido Peyron. Ad accompagnare le opere ci sarà anche un ricco apparato documentario, formato da cataloghi, lettere, riviste e materiali d’archivio.

La quarta tappa del percorso è “Genius Loci”, dedicata agli artisti di San Gimignano tra ottocento e novecento. Qui saranno esposte opere di autori ancora da approfondire criticamente, come Gaetano Lari, Garibaldo Cepparelli e Angiolo Martinucci.

L’ultima sezione, “Revival Contemporaneo”, porta il visitatore nel novecento con opere di artisti come Ernesto Treccani, Sebastian Matta e Nunzio. Si tratta di lavori donati in occasione delle esposizioni temporanee promosse dal comune di San Gimignano nell’ultimo ventennio del secolo scorso. Il nucleo ricostruisce così una parte della stagione espositiva cittadina e della nascita della Galleria d’Arte moderna e contemporanea, sviluppatasi a partire dagli anni settanta. Il racconto sarà completato da materiali grafici legati alle mostre e alle opere ospitate negli anni dal Comune e dai Musei Civici.

La mostra sarà accompagnata da un catalogo pubblicato da Sillabe, in uscita nel settembre 2026. Il volume conterrà fotografie e schede delle opere curate da diversi storici dell’arte, oltre a testi di Valerio Bartoloni e Antonio Natali e a presentazioni istituzionali.

Tra settembre e febbraio sono in programma conferenze, visite guidate, attività per le scuole e approfondimenti scientifici dedicati agli artisti e ai temi delle cinque sezioni.

L’organizzazione è affidata all’Ufficio musei del comune di San Gimignano e all’Ufficio cultura di Opera laboratori. La segreteria organizzativa è curata da Vanessa Chesi e Barbara Tavolari. Gli allestimenti sono realizzati da Opera laboratori e Sillabe, sotto il coordinamento dell’architetto Gianni Cinali.

L’esposizione seguirà gli orari di apertura dei Musei Civici di San Gimignano. Fino al 31 ottobre sarà visitabile dalle 10 alle 19.30, con ultimo ingresso alle 19. Dall’ 1 novembre al 31 marzo l’orario sarà dalle 11 alle 17.30, con ultimo accesso alle 17. Dal 26 dicembre al 6 gennaio apertura dalle 10.30 alle 18.30, con ultimo ingresso alle 18. I Musei Civici resteranno chiusi il 25 dicembre.

 

 

Per Andrea Marrucci, sindaco di San Gimignano e Niccolò Guicciardini, vice sindaco di San Gimignano: “La mostra presentata oggi raccoglie, in maniera unica e straordinaria, opere mai esposte e nuove acquisizioni rese possibili dal Comune di San Gimignano. Un impegno coerente con la politica culturale messa in campo dall’Amministrazione per valorizzare il nostro patrimonio storico e artistico e far sì che la cultura sia ancora di più uno strumento per raccontare la nostra comunità e la nostra città, che è più di una storia”.


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 marco crimi

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