Il progetto si chiama “Agrosole Castelli”, avrebbe una potenza di circa 18 MWp, e la Regione Lazio ha appena acceso il motore della fase decisiva: la Conferenza di servizi nell’ambito della procedura VIA-PAUR, ovvero l’ultimo atto che raduna tutti gli enti interessati per il rilascio dell’Ok definitivo a cui poi seguirebbero i lavori.
I tre terreni interessati, tra Castelli Romani e Aprilia
Il progetto triplice riguarda l’area vasta di Campoleone-Monte Giove, un quadrante delicatissimo dei Castelli Romani, ma a Cavallo con Aprilia. Incastrato tra campagna, insediamenti produttivi, viabilità e servizi strategici.
Secondo la ricostruzione territoriale del progetto, il primo terreno dei tre coinvolti situato sul Comune di Ariccia si collocherebbe a circa 400 metri in linea d’aria dal NOC, il Nuovo Ospedale dei Castelli Romani con sede su via Nettunense, e a circa 500 metri dallo stabilimento Daikin, la nota azienda internazionale dei climatizzatori.

Il secondo terreno interessato si trova nel territorio del comune di Lanuvio – in zona Monte Giove, l’area prescelta si trova a ridosso di via Piastrarella, all’incrocio con via Monte Giove Vecchio.


Il terzo terreno interessato da questo progetto di maxi agri-fotovoltaico è previsto nel territorio di Aprilia, proprio all’estremo nord, al confine coi Castelli Romani.
Siamo a un passo dalla rotonda di Campoleone, quindi dal comune di Lanuvio. Il terreno prescelto è situato tra la via Nettunense e via Garlate (traversa di via Campoleone scalo).


Le enormi potenze in gioco
Nelle carte viene indicata la potenza di picco che dovrebbe generare questo triplo impianto nel suo insieme, cioè 18 MWp. Parliamo di una produzione di energia elettrica che riuscirebbe a soddisfare il fabbisogno energetico medio di circa 7.000 famiglie.
Nella mappa del progetto viene evidenziata nella stessa zona (con i colori marrone e blu) anche la presenza di altri due enormi impianti fotovoltaici già esistenti nel comune di Lanuvio, rispettivamente di 20 e 26 MW di potenza.


Se facciamo il totale delle potenze in gioco, arriviamo a circa 64 MW totali di capacità produttiva di tutti gli impianti fotovoltaici di questa zona, tra esistenti e di prossima istallazione.
Parliamo di una produzione di energia elettrica che può soddisfare il fabbisogno medio di circa 25.000 famiglie, ovvero della intera popolazione dei comuni di Ariccia, Lanuvio, Genzano e Nemi messi insieme.
La Regione Lazio nomina il suo rappresentante
Le carte regionali parlano chiaro: il progetto è denominato “AGROSOLE CASTELLI”, viene presentato come “impianto agrivoltaico innovativo elevato avanzato”con potenza di picco pari a 18 MWp.
Il proponente è la società SF GRID PARITY V S.R.L. e il procedimento risulta registrato nell’elenco progetti con il numero 074/2025. Non siamo davanti a una semplice voce di corridoio, ma a una pratica formalmente entrata nel circuito autorizzativo regionale.
Il passaggio chiave arriva con l’atto di organizzazione del 30 giugno, pubblicato sul BURL, Bollettino Ufficiale della Regione Lazio.
La Regione Lazio nomina l’ingegner Luigi Palestini, dirigente dell’Area Transizione Energetica, come rappresentante unico regionale nella Conferenza di servizi decisoria.
Tradotto: sarà lui a portare la posizione unica della Regione Lazio su pareri, assensi, prescrizioni e valutazioni tecniche.
Via alla fase che conta davvero
Attenzione però: questo atto non autorizza ancora l’impianto. Non è il via libera, è qualcosa di diverso, ma comunque pesante.
Il progetto entra nella fase in cui gli enti devono decidere se, come e a quali condizioni l’opera possa andare avanti. La procedura è quella di Valutazione di Impatto Ambientale più Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale, cioè VIA-PAUR.
Il dato ufficiale sugli ettari non emerge dall’atto di nomina regionale. Ma la potenza aiuta a capire l’ordine di grandezza.
Un agrivoltaico da circa 18 MWp, soprattutto se “elevato” e “avanzato”, difficilmente può essere piccolo: in media può interessare una superficie nell’ordine di 25-35 ettari, a seconda del layout, delle distanze tra le file, delle colture mantenute, delle fasce di mitigazione e delle opere accessorie.
Il nodo politico e territoriale
Sotto la bandiera della transizione energetica arriva un progetto che potrebbe occupare decine di ettari in una zona già molto sensibile, vicino al principale ospedale dei Castelli Romani e a un importante polo produttivo come Daikin.
Non basta dire “energia pulita” per chiudere la discussione, bisogna capire quanta campagna verrà coinvolta, quali particelle saranno interessate, quali colture resteranno davvero e quale impatto avrà l’impianto sul territorio.
Ad oggi mancano ancora, almeno tra gli atti facilmente leggibili, i dati più spinosi: layout definitivo e relazione tecnica completa.
Sono questi i documenti che diranno se Agrosole Castelli sarà davvero agrivoltaico, cioè compatibile con l’agricoltura, oppure se rischia di trasformarsi nell’ennesimo grande impianto energetico calato su un territorio che dovrà poi gestirne le conseguenze.
Tra Ariccia, Lanuvio e Aprilia, nell’ampia zona di Campoleone-Monte Giove, si apre una partita importante tra rinnovabili, consumo di suolo, agricoltura, paesaggio e governo del territorio.
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StefanoCarugno
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