Genova. La ripresa dei lavori del cantiere di adeguamento idraulico del rio Molinassi, collegati al progetto di ampliamento delle banchine di Fincantieri, sono annunciati per la fine di giugno dopo mesi di inattività e la speranza degli abitanti e delle attività presenti in piazza Clavarino, a Sestri Ponente, è che, dopo mesi di stop senza nessuna comunicazione sulle motivazioni, il cantiere riprenda al più presto per vederlo terminare il prima possibile.
La piazza, da un anno e mezzo, è interessata da un cantiere parecchio impattante che fa parte del lotto 2 dei lavori legati a quello che viene chiamato ribaltamento a mare di Fincantieri (e trasformato in realtà in un riempimento verso Multedo): piazza inaccessibile, una striscia di strada larga lo stretto necessario per il senso unico delle auto e una trivella che per mesi ha fatto tremare i palazzi circostanti per scavare la voragine che consente l’ingresso della talpa per lo spostamento dell’oleodotto e modificare l’alveo del torrente in modo che il tappo presente alla foce di Fincantieri non sia più fonte di preoccupazione in caso di precipitazioni abbondanti. Il rio corre interrato sotto via Merano e sfocia all’interno del cantiere. Nell’alluvione del 4 ottobre 2010 quel tappo ha provocato l’esondazione del rio che ha rotto il muro dell’argine proprio in piazza Clavarino spazzando via tutte le auto parcheggiate e allagando cantine, box e negozi. In questo lotto di lavori è il Comune di Genova la stazione appaltante in una gestione coordinata dalla struttura commissariale che si sta occupando dei lavori.
Il presidente del Municipio Medio Ponente Fabio Ceraudo conferma: “Abbiamo ricevuto una relazione tecnica sullo stato dei lavori del cantiere legato alla risoluzione delle interferenze degli oleodotti e ai microtunnel necessari all’adeguamento idraulico del rio Molinassi. Una relazione che racconta mesi di blocchi, autorizzazioni, macchinari fermi e ritardi, ma che non risponde alle domande fondamentali del territorio: quando finiranno i lavori, chi si assume la responsabilità dei disagi, e quali risorse sono previste per le opere successive”.
Il macchinario che avrebbe dovuto scavare uno dei microtunnel si è bloccato il 9 novembre 2025. “Per estrarlo − fa sapere Ceraudo − servono pompe da 1.000 litri al secondo e un’Autorizzazione Unica Ambientale, arrivata solo l’8 maggio 2026. La conclusione dell’intervento non è prevista prima dell’estate 2027. Parliamo di oltre otto mesi di ritardo già accumulati, con un cantiere che resta chiuso, attività in difficoltà e residenti esasperati. E tutto questo senza un cronoprogramma pubblico, senza un piano di mitigazione, senza un confronto istituzionale”.
Un altro anno di passione, dunque, per abitanti e attività che risentono della situazione. Antonio Merello, dell’azienda Merello Antonio & Figli che si occupa di edilizia e ha proprio in piazza Clavarino l’esposizione degli arredi da bagno, dice: “L’anno scorso ho avuto un calo del fatturato del 20%, ma già nel 2024 era iniziato perché la prima cantierizzazione era iniziata nell’estate del 2024 rendendo di fatto la piazza off limits. Per noi più il cantiere è in ritardo, più è una sciagura. Non abbiamo avuto nessuna certezza sulla fine lavori, ma solo generici tempi lunghi”.
Anche la vicina pizzeria La Locanda degli Angeli ha registrato parecchie rinunce per l’assenza di parcheggio.
Carlo De Simone, uno dei sub commissari della struttura, precisa a Genova24: “In piazza Clavarino è presente il pozzo di arrivo dell’opera di sistemazione idraulica che prevede la deviazione dell’alveo del rio Molinassi tra via Negroponte e la foce. La prima fase prevede lo spostamento del fascio tubiero di 12 oleodotti creando lo spazio con una Tbm, una piccola talpa per il cosiddetto microtunnelling. Il percorso è stato avviato, ma la talpa si è fermata e per così dire allagata in una falda. Per estrarre l’acqua e arrivare a smontarla è stata necessaria la richiesta di una pratica ambientale amministrativa tramite la Città Metropolitana che ha i suoi tempi. Solo quando raggiungeremo la talpa capiremo cosa non ha funzionato e agiremo di conseguenza o modificando il tracciato o il macchinario, siamo comunque a stretto contatto con il Comune, in particolare con l’assessore ai Lavori pubblici Ferrante. Il nuovo cronoprogramma sarà stabilito con maggiore precisione dopo l’estrazione della talpa”
Ceraudo accusa comunque la struttura commissariale, responsabile del coordinamento delle opere, che continua a non convocare il Municipio, a non fornire aggiornamenti, a non chiarire le risorse disponibili per il secondo lotto e a non affrontare il tema delle opere di compensazione.
“Un atteggiamento che mina la fiducia dei cittadini e delle istituzioni locali. Chi gestisce opere finanziate con soldi pubblici deve garantire trasparenza, rispetto e partecipazione. Non può lasciare un territorio in sospeso per anni”.
In più il percorso dei ristori seguiti dalle associazioni dei cittadini è fermo, ribadisce il presidente del Municipio: famiglie, attività e perfino strutture comunali e municipali subiscono danni e disagi quotidiani, senza alcuna risposta.
“Il Municipio ha chiesto di essere inserito nel percorso dei ristori per i danni alle strutture pubbliche, ma non è arrivata alcuna convocazione. Questo silenzio istituzionale è inaccettabile” aggiunge Ceraudo.
Al momento, però, De Simone conferma che non c’è nessun tavolo attivo aperto e che i disagi da cantiere sono da sopportare per avere la certezza che il rischio di alluvioni come quelle del 2010 sarà estremamente ridotto.
Le richieste del Municipio comunque restano: un cronoprogramma chiaro e verificabile; un incontro urgente con la struttura commissariale, Lavori pubblici e Mobilità; la ripresa del percorso dei ristori, anche per i danni alle strutture comunali; chiarezza sulle risorse e sulle tempistiche del secondo lotto; misure di mitigazione per residenti e attività; la riapertura di piazza Clavarino con tempi certi e pubblici.
La fase dello spostamento della ferrovia è bloccata
Il lotto che dovrebbe includere lo spostamento della ferrovia a mare, il restyling urbano e le opere di compensazione per il quartiere, è invece completamente bloccato e ieri, 30 giugno, l’assessore ai Lavori pubblici Massimo Ferrante, ha risposto a un’interrogazione della consigliera Sara Tassara sul tema: “L’intervento ribaltamento a mare è gestito in generale dall’autorità di Sistema e quindi dell’autorità portuale ed è tribuito in tre fasi. La fase 1 è gestita al comune tramite accordo tra il Comune e l’Autorità portuale firmata nel 2019 e consiste nella realizzazione di un nuovo riempimento a mare terminato nel 2025 e la messa in sicurezza del rio Molinassi attualmente in corso. La fase 2 è gestita direttamente dall’autorità portuale e consiste nella realizzazione di un nuovo bacino di carenaggio per lo stabilimento di fincantieri e nuove banchine. La parte attualmente in corso vale circa 450 milioni di euro. La fase 3 consiste nello spostamento verso monte della linea ferroviaria Genova-Ventimiglia che permette di ampliare ulteriormente gli spazi destinati alla canteristica navale”.
Lo spostamento della ferrovia è in fase di progettazione ed è seguito da Rfi di concerto con la struttura commissariale. “In Comune non abbiamo alcuna contezza circa l’investimento e a quanto ammonti. L’opera non rientra nel programma in capo al commissario straordinario ma è seguita direttamente dal ministero delle Infrastrutture e dei trasporti che a partire da novembre 2024 ha istituito il tavolo con l’obiettivo di coordinare ed efficientare le interlocuzioni fra tutti i soggetti coinvolti”, spiega Ferrante.
Invece la fase 2, ovvero l’ampliamento e la riorganizzazione della cantieristica navale, è per una parte già conclusa. I lavori inerenti alla riprofilatura e l’ampliamento del pontile di allestimento, opera D, sono terminati ed è attualmente in corso l’iter amministrativo da parte di Autorità Portuale per la consegna delle aree. Per quanto riguarda invece il nuovo “super bacino”, opera C, i lavori sono in corso e la conclusione è prevista per il prossimo anno, nell’agosto 2027.
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Emanuela Mortari
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