“Cerco qualcuno che voglia rilevare l’attività”



Prima che ci fosse il pre-scuola, ad Azzate c’era la Tibi. Arrivava un bambino con lo zaino in spalla, restava una mezzoretta appoggiato al bancone, e aspettava l’ora della campanella. «Poco prima delle 8 dicevo: è ora, forza, a scuola via!», ricorda Ernesta Tibiletti.


Genitori che dovevano andare al lavoro presto chiedevano all’edicolante di Azzate di tenere i figli per qualche minuto. «Potevo dire di no? Era un modo per dare una mano: un aiuto alle famiglie del paese», racconta lei stessa, con il tono di chi trova ancora oggi naturale quella richiesta.

Quel bancone, quei mobili in legno che hanno più di quarant’anni, quell’odore di carta e di giornali appena arrivati, a fine anno dovranno “passare di mano”. Ernesta Tibiletti, 76 anni, gestisce dal 1984 la cartoleria-edicola-tabaccheria di piazza Giovanni XXIII ad Azzate, conosciuta da tutti come “la Tibi”.


Un negozio che, tra un proprietario e l’altro, esiste da quasi cent’anni. «Mi sono data il termine della fine dell’anno perché adesso siamo a luglio e non posso lasciare a piedi tutte le persone che stanno prenotando i libri scolastici», dice.
E in queste parole e nel racconto di quando la sua edicola faceva, tra le altre cose, anche il pre-scuola, c’è tutta la storia dell’“Ernesta”, come la chiamano tutti. Una donna forte, a volte rude, ma una colonna portante del paese.

Cartoleria Tibiletti Azzate

Un negozio prima di lei
Il negozio non è sempre stato dove si trova oggi. Prima c’era la “zia Luisina”, poi Maria Ceppi, che gestiva un negozietto più piccolo, dove oggi c’è il calzolaio, con un bancone enorme “tutto a vetri, con dentro gli scatolini” e i pennini da intingere nei calmai. Negli anni Sessanta arrivano Angelo Beretta e Lina Fidanza, marito e moglie, che oggi ha 101 anni e abita ancora ad Azzate. È da loro che Tibiletti rileva l’attività nel 1984. «Questo posto era molto più piccolo, molto diverso», racconta. «Parliamo della preistoria: non c’erano computer, non c’erano registratori».

Da lì la ristrutturazione: una parte nuova del negozio, l’arredamento rifatto, e soprattutto i libri. «Ci tengo molto al fatto di poter proporre e vendere libri», spiega Tibiletti. «La gente lo sa. Arriva e dice: ‘Sai, è uscito quel libro, me lo procuri? Non voglio andare a Varese, me lo porti a casa?’». Un servizio che resiste nonostante la chiusura, negli anni, di tutti i grossisti di zona.


Le giornate della Tibi
La sveglia suona alle 4.40. Alle 5.30 il negozio apre, mentre i giornali arrivano ancora prima. «Io abito qui dietro, sento quando arriva il camion», racconta Ernesta. «Mi buttano giù le ceste, a volte una montagna di roba». Da lì parte il giro delle consegne, un percorso di circa 45 chilometri al giorno tra Azzate e i paesi vicini, fino a Galliate, Crosio della Valle, Daverio, per portare i giornali a bar, ristoranti e distributori di benzina e molti privati. «La gente trova comodo avere il giornale in casa».

Il negozio chiude a mezzogiorno dal lunedì al venerdì, riapre alle 15 e chiude di nuovo alle 19: «Non torno il sabato pomeriggio da un bel po’ di tempo, neanche la domenica pomeriggio», spiega Tibiletti. «Io alle 9 di sera devo essere a letto. Non ho più una vita personale, perché mi alzo alle 4 e 40 del mattino, tutti i giorni per tutto l’anno».


Fino a un anno fa il lavoro era diviso con una socia, Carla Montalbetti. «Facevamo i turni, era abbastanza semplice», ricorda. «Purtroppo la Carla da un anno a questa parte non viene più, per cui è un po’ tutto sulle mie spalle». Con lei lavora ancora Patricia, la commessa, «Ma è diverso. La responsabilità è mia, certe decisioni devo prenderle io. Per cui è davvero giunto il momento in cui devo dire: tiriamo i remi in barca».

Due attività, una legge
Cartoleria ed edicola sono una società, la tabaccheria un’altra. «La legge italiana non permette di avere l’intestazione di una tabaccheria a una società», spiega Tibiletti. Una scoperta fatta quando rilevò la licenza dalla titolare precedente, la “Monti”: «Ho dovuto fare una partita Iva nuova, intestata solo a me. La Federazione Italiana Tabaccai mi ha detto: ‘Devi essere sempre presente, o deve essere presente un tuo coadiuvante’».

Nel negozio passano anche pacchi UPS, spedizioni Poste Italiane e le raccomandate di una società privata. «La filosofia che ho adottato entrando in questo negozio è stata mai dire di no a nessuna proposta commerciale», racconta. «Più gente entra, per comprare un giornale, una matita, un libro o per spedire un pacchetto, meglio è».


Cartoleria Tibiletti Azzate

Il valore di un negozio di paese
Per Tibiletti il vero valore economico dell’attività è nella licenza di tabaccheria. «Non sono io a decidere a quanto vorrei cederla», spiega. «È lo Stato che, fissa parametri secondo il volume che fai, e decide che non puoi venderla a meno di un certo importo». Per la cartoleria, invece dice: «Io sono disposta a quasi regalarla, con tutto dentro».
Non è stato facile, in questi mesi, trovare qualcuno interessato davvero. «Ho parlato con decine di persone, ma non siamo ancora arrivati a una proposta vera». Due anni fa una madre e un figlio avevano provato a farsi avanti, ma senza ottenere un finanziamento dalla banca, racconta Tibiletti. «Questa è la cosa più brutta. Quando sono entrata io, quarant’anni fa, sono andata in banca a chiedere centocinquanta milioni di lire e me li hanno dati senza problemi».

L’ipotesi che le sembra più solida, oggi, è quella di una famiglia che venga a gestire la sua edicola/tabaccheria. «Sarebbe forse l’ideale, perché si può fare una partita Iva sola, e già si comincia ad eliminare tutte le spese di una doppia partita Iva». In alternativa, immagina anche una cooperativa di giovani. «Sarebbe bellissimo, davvero interessante».
Tibiletti non si tira indietro di fronte all’idea di un periodo di transizione lungo, anche di un anno intero. «Sono disposta ad affiancare chi subentrerà», dice. «Non è un negozio in cui vendi lo stesso prodotto tutto l’anno: a gennaio hai delle esigenze, a febbraio e marzo cominci a pensare ai libri delle vacanze, poi arrivano i libri di scuola. È un mondo ciclico».

Cartoleria Tibiletti Azzate


Quarant’anni di clienti
In quarant’anni Tibiletti ha visto crescere intere generazioni di azzatesi. C’è una famiglia, non più residente ad Azzate, che ogni volta che la incontra le ricorda un gesto di tanti anni fa. «Mi dicono sempre: devo ringraziarti perché mio figlio si è laureato grazie a te. Quando ha fatto le superiori, tu non mi hai chiesto tutti i soldi dei libri. Io ti davo magari 50 mila lire al mese, perché non potevo dartene di più, e tu hai accettato». Per l’Ernesta è normale «non infierire sulle persone in difficoltà».

Quando parla del futuro, Ernesta Tibiletti non nasconde la preoccupazione che il negozio possa chiudere per sempre. Lo considera un punto strategico per il paese: «È in centro, vicino alla chiesa, alle scuole elementari/asilo e alle altre attività di prossimità che ancora, per fortuna sono aperti in centro storico. Mi dispiacerebbe davvero perderlo».
Poi aggiunge, quasi più un augurio che una richiesta: «Spero davvero di trovare qualcuno che abbia voglia di mettersi in gioco. È un appello che faccio soprattutto ai giovani: non occorre per forza andare in Inghilterra a lavare i piatti, si può anche restare in Italia a vendere libri».

Chi fosse interessato ad avere informazioni:
tibi.ernesta@libero.it
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