Durante la legislatura 2019-2024, l’Unione Europea aveva costruito un quadro ambizioso per decarbonizzare la propria economia entro il 2050. Ora, secondo un nuovo briefing pubblicato dall’European Parliamentary Research Service (EPRS), a firma di Dessislava Yougova, l’agenda verde del post-2024 viene sempre più orientata da una “bussola per la competitività dell’UE”, che integra il percorso di decarbonizzazione con obiettivi di crescita economica.
Convinta che un quadro normativo più semplice possa rafforzare la competitività di lungo periodo dell’Unione, la Commissione europea ha presentato dal 2025 una serie di proposte per rendere più flessibili le regole ambientali già in vigore, mantenendo però la neutralità climatica come obiettivo di fondo, incluso il target intermedio fissato per il 2040.
Il nuovo obiettivo climatico intermedio al 2040.
Nel marzo 2026 Parlamento europeo e Consiglio hanno modificato la Legge europea sul clima fissando un obiettivo intermedio per il 2040: una riduzione netta delle emissioni del 90% rispetto ai livelli del 1990. I co-legislatori hanno però stabilito che, a partire dal 2036, fino al 5% di questa riduzione potrà essere raggiunto attraverso crediti di carbonio internazionali di alta qualità, conformi agli standard dell’Accordo di Parigi, generati sostenendo progetti di decarbonizzazione fuori dai confini dell’Unione. Questo significa che gli Stati membri dovranno garantire almeno l’85% delle riduzioni sul proprio territorio, anziché il 90% inizialmente previsto.
Parlamento e Consiglio hanno inoltre concordato di posticipare di un anno, dal 2027 al 2028, l’avvio del nuovo sistema di scambio delle quote di emissione ETS2, che riguarderà edilizia, trasporto su strada e altri settori finora esclusi dal sistema esistente , un rinvio pensato per dare più tempo agli Stati membri nell’attuazione del nuovo mercato del carbonio e per attenuare l’impatto sulle famiglie a basso reddito e sui consumatori vulnerabili.
Standard sulle emissioni di CO2 per auto e furgoni.
Nel giugno 2025 l’UE ha adottato un regolamento che introduce maggiore flessibilità nel calcolo della conformità dei costruttori agli standard sulle emissioni di CO2 per le nuove auto e furgoni, consentendo di calcolare la media delle prestazioni sull’intero triennio 2025-2027 anziché anno per anno. A dicembre 2025, la Commissione ha inoltre presentato una proposta legislativa per rivedere gli obiettivi di decarbonizzazione, rispondendo alle richieste dei costruttori di un approccio “più realistico”. Il testo propone di abbassare l’obiettivo 2035 per le nuove auto dal 100% al 90% (rispetto ai livelli 2021), compensando il restante 10% con crediti per carburanti sostenibili e acciaio verde prodotto nell’UE. Per i furgoni, gli obiettivi passerebbero dal 50% al 40% entro il 2030 e dal 100% al 90% entro il 2035.
Veicoli pesanti: flessibilità temporanea sui crediti di emissione.
Nel marzo 2026 i co-legislatori hanno adottato il regolamento (UE) 2026/1046, che introduce una flessibilità temporanea per i costruttori di veicoli pesanti, camion, autobus e pullman, nel raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni, fissati al 15% entro il 2025, 43% entro il 2030, 65% entro il 2035 e 90% entro il 2040 rispetto ai livelli del 2019. La modifica consente ai costruttori, solo per il periodo 2025-2029, di accumulare crediti di emissione con maggiore facilità rispetto alla più rigida traiettoria lineare di riduzione originariamente prevista.
ETS1 ed ETS2.
Il 1° aprile 2026 la Commissione ha presentato una proposta legislativa per porre fine alla cancellazione automatica delle quote di carbonio detenute nella riserva di stabilità del mercato ETS1 (MSR1) quando il loro numero supera i 400 milioni. Bloccare questa cancellazione automatica fornirebbe alla riserva un cuscinetto aggiuntivo di quote, potenzialmente rimesse in circolazione in caso di necessità future, con l’effetto di aumentare liquidità e offerta e ridurre il prezzo del carbonio.
Per quanto riguarda invece l’ETS2 , il sistema che riguarderà edilizia, trasporti su strada e altri settori , nel novembre 2025 la Commissione ha proposto di modificarne alcuni parametri in vista della piena operatività nel 2028. Nel giugno 2026 Parlamento e Consiglio hanno raggiunto un’intesa provvisoria per prorogare la durata della riserva oltre il 2031 e raddoppiare, da 20 a 40 milioni, il numero di quote rilasciabili due volte l’anno qualora scatti il meccanismo legato alla soglia di prezzo d’asta di 45 euro.
Il pacchetto Omnibus I.
Nell’ambito del pacchetto legislativo Omnibus I, volto a semplificare la normativa sulla sostenibilità, i co-legislatori hanno concordato nell’ottobre 2025 modifiche mirate al meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM). Il regolamento approvato esenta dalle regole del CBAM gli importatori di quantità piccole o trascurabili di merci, introducendo una soglia de minimis di 50 tonnellate di merci importate per importatore all’anno, in sostituzione della precedente soglia di 150 euro per spedizione , un’esenzione che dovrebbe riguardare non più dell’1% delle emissioni incorporate nei beni importati.
Il pacchetto Omnibus I semplifica inoltre gli obblighi di rendicontazione sulla sostenibilità e di dovuta diligenza per le imprese: è stato ad esempio abrogato l’obbligo di adottare un piano di transizione per la mitigazione del cambiamento climatico previsto dalla direttiva sulla dovuta diligenza in materia di sostenibilità (CS3D), ritenuto sproporzionato rispetto all’onere amministrativo imposto a imprese e autorità di vigilanza.
Cosa attendersi nei prossimi mesi.
Secondo il briefing dell’EPRS, entro luglio 2026 la Commissione dovrebbe presentare anche una proposta di revisione della direttiva ETS, mentre nel quarto trimestre dello stesso anno è attesa una revisione legislativa degli obiettivi nazionali e delle flessibilità nel quadro della politica climatica dell’UE, che dovrebbe riguardare in particolare il regolamento LULUCF sull’uso del suolo e delle foreste e il regolamento sulla condivisione degli sforzi tra Stati membri (ESR).
foto https://www.president.gov.ua/
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Francesca Serra
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