Dal bisogno di una babysitter nasce una rete per tutta la comunità: Ti Cerco Mi Trovi


Una babysitter disponibile, un passaggio, un professionista conosciuto in zona o un’informazione utile possono trovarsi a pochi chilometri da casa, senza essere facili da individuare nel momento del bisogno. Da questa difficoltà nasce Ti Cerco Mi Trovi, applicazione gratuita avviata in Valle Camonica per organizzare digitalmente il passaparola. La sperimentazione partita da Edolo ha superato 180 iscritti e registra nuove adesioni quotidiane.

Il progetto non tenta di sostituire le relazioni costruite nei paesi e nei quartieri. Prova piuttosto a renderle consultabili, distribuendo richieste e offerte in base alla posizione geografica e al periodo nel quale restano valide.

L’applicazione è stata incubata presso t2i, società che la presenta tra le startup seguite come piattaforma per facilitare l’incontro tra persone, servizi e bisogni locali. Il progetto ha inoltre comunicato la propria selezione nell’ambito del Premio Cambiamenti 2026 di CNA, iniziativa dedicata alle giovani imprese innovative italiane.

Pubblicare una richiesta e cambiare ruolo quando serve

Il meccanismo parte da un principio semplice: la stessa persona può cercare aiuto in un momento e offrirlo in quello successivo.


Un utente può pubblicare un annuncio per trovare una babysitter, chiedere un passaggio o cercare qualcuno disponibile per una riparazione. Il giorno dopo può proporsi per dare ripetizioni, accompagnare una persona o mettere a disposizione una competenza.

Consultazione e pubblicazione degli annunci sono gratuite. Questa scelta punta a coinvolgere cittadini, professionisti, commercianti, associazioni e attività locali senza dividere rigidamente chi domanda da chi offre.

La piattaforma si differenzia dai gruppi social generalisti attraverso due elementi: la prossimità e il tempo. Utenti e contenuti vengono ordinati secondo la vicinanza geografica, mentre ogni annuncio dispone di una scadenza programmata.

Una richiesta già risolta o non più attuale non dovrebbe quindi restare visibile per mesi, come spesso accade nelle bacheche online. L’obiettivo è mostrare bisogni ancora aperti e occasioni disponibili in quel preciso periodo.

Funzione Ti Cerco Mi Trovi Gruppo social tradizionale Effetto atteso
Posizione Annunci legati alla vicinanza Contenuti ordinati dal feed Risposte da persone presenti in zona
Durata Scadenza programmata Post spesso visibili senza limite Meno richieste superate
Ruoli Ogni utente cerca o offre Ruoli non organizzati Partecipazione più flessibile
Accesso Consultazione e pubblicazione gratuite Generalmente gratuito Ingresso senza costo
Destinatari Residenti e visitatori Membri del gruppo Utilizzo anche durante viaggi ed eventi

Attivare la comunità anche per chi arriva da fuori

La geolocalizzazione permette di usare l’app anche lontano dal luogo di residenza.


Un turista diretto in Valle Camonica può pubblicare una richiesta prima di arrivare. Un visitatore già presente può cercare un’informazione, un servizio o un contatto utile nel comune in cui si trova. La comunità locale riceve così una domanda collegata a un luogo preciso, anziché un messaggio disperso in una bacheca molto ampia.

Questa impostazione può risultare utile anche durante manifestazioni, fiere e appuntamenti aperti al pubblico. La nota stampa cita la collaborazione con Centrale Elettronica per un evento organizzato a Brescia il 27 e 28 giugno.

Secondo il bilancio fornito dalla startup, l’esperienza ha permesso di provare l’app prima, durante e dopo l’iniziativa, creando contatti tra partecipanti, professionisti e attività presenti sul territorio.

Il passaggio da una sperimentazione locale a un modello replicabile dipenderà però dalla capacità di raggiungere una massa sufficiente di utenti in ogni area. Una piattaforma di prossimità diventa utile quando, nello stesso raggio geografico, sono presenti abbastanza persone disposte a leggere e rispondere.

I 180 iscritti rappresentano quindi un primo indicatore di partecipazione, non ancora la prova di una diffusione su vasta scala. La fase di test serve anche a capire quali richieste funzionino meglio, quanto rapidamente arrivino le risposte e quali strumenti richiedano modifiche.


Distribuire le richieste senza affidarsi sempre alle stesse persone

Nei piccoli centri il passaparola funziona spesso attraverso pochi contatti riconosciuti: la persona che conosce tutti, il commerciante informato, il volontario o il professionista al quale vengono girate numerose richieste.

Questo modello risolve molti problemi, ma rischia di sovraccaricare sempre gli stessi intermediari. Ti Cerco Mi Trovi tenta di allargare il numero delle persone coinvolte, rendendo visibile una necessità a più utenti presenti nella zona.

La rete digitale non garantisce automaticamente affidabilità, qualità o disponibilità. Può però aumentare le possibilità che una richiesta raggiunga qualcuno capace di rispondere in tempo.

Il progetto conserva così una caratteristica tipica del passaparola, la vicinanza, ma la separa dalla necessità di conoscere già la persona giusta. Il contatto iniziale nasce attraverso l’annuncio; la scelta finale resta nelle mani degli utenti.

Per servizi delicati, come assistenza ai minori, lavori professionali o trasporti, rimane necessario verificare identità, qualifiche, condizioni e responsabilità. La rapidità dell’incontro non sostituisce le normali precauzioni.


Raccogliere suggerimenti direttamente a Edolo

La fase di sperimentazione non si svolge soltanto online.

Il team mantiene un appuntamento ogni lunedì sera presso la Syesta di Edolo. Durante gli incontri presenta l’applicazione, raccoglie osservazioni e accompagna i cittadini nella pubblicazione dei primi annunci.

Il presidio fisico permette di raggiungere anche chi ha poca familiarità con le piattaforme digitali. Offre inoltre alla startup un punto di ascolto per individuare difficoltà, funzioni poco chiare e bisogni non previsti durante la progettazione.

Il Comune di Edolo ha inviato al progetto una lettera di apprezzamento, secondo quanto riferisce il comunicato. La partecipazione dell’amministrazione non viene descritta come un finanziamento o un patrocinio operativo, ma come un riconoscimento dell’iniziativa.

«Non stiamo cercando di sostituire il passaparola, stiamo cercando di organizzarlo. Quando hai bisogno di qualcosa, spesso la soluzione è già vicina a te. Il problema è trovarla in tempo», spiega la fondatrice Francesca Sumiraschi.


Allargare il test oltre i primi 180 utenti

Ti Cerco Mi Trovi invita ora cittadini, associazioni, professionisti, negozianti e imprese locali a partecipare alla sperimentazione.

Il contributo richiesto non consiste soltanto nel registrarsi. Pubblicare annunci reali, rispondere alle richieste e segnalare problemi permette al team di misurare l’utilità effettiva del servizio.

La sfida successiva sarà verificare se il modello nato a Edolo riesca a mantenere la stessa immediatezza quando viene portato in comunità più grandi o meno coese. La prossimità geografica può favorire l’incontro, ma ogni territorio possiede abitudini, distanze e reti sociali differenti.


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