Il Comune di Bodio Lomnago controlla davvero Coinger o si limita a seguirne le decisioni? È la domanda al centro di un’interrogazione presentata dal gruppo consiliare Amici di Bodio Lomnago, che chiede chiarimenti sulla governance della società pubblica partecipata che gestisce il servizio rifiuti.
Il punto di partenza sono gli atti dell’assemblea Coinger del 30 aprile 2026, ottenuti, si dice nell’interrogazione, dai consiglieri di minoranza solo dopo diversi solleciti. Da quei documenti risulta che il Comune di Bodio Lomnago era presente tramite un proprio rappresentante delegato e ha sostenuto la riconferma di Giorgio Ginelli quale Amministratore Unico per il triennio 2026-2028.
“Una scelta di questo peso non può essere trattata come un passaggio automatico”, dichiarano i consiglieri di minoranza. “Se Bodio Lomnago ha votato la continuità dell’attuale gestione, allora l’Amministrazione deve spiegare ai cittadini su quali valutazioni abbia fondato questa scelta. Per il Comune il servizio funziona? I costi sono corretti? Il modello Coinger è ancora adeguato? I Sindaci riescono davvero a incidere sulle decisioni della società?”
Tra gli allegati all’interrogazione c’è anche una lettera di sostegno alla ricandidatura dell’Amministratore Unico. Un documento che con ogni probabilità doveva restare “interno”, ed è stato invece fatto circolare: resta da capire chi lo abbia diffuso.
“Chiediamo di sapere se quella lettera sia autentica, se sia stata ricevuta dal Comune di Bodio Lomnago e se il Sindaco, un delegato o altro rappresentante del Comune l’abbia sottoscritta, condivisa o vi abbia aderito”, scrivono i consiglieri. “Il punto non è solo formale. Se confermata, quella lettera contiene passaggi che riteniamo politicamente ambigui e poco corretti nel metodo: più che una valutazione trasparente dei risultati del servizio, sembra un sostegno preventivo alla continuità dell’Amministratore Unico.”
Per Amici di Bodio Lomnago il tema riguarda direttamente il cosiddetto controllo analogo, il meccanismo che dovrebbe garantire ai Comuni soci la possibilità di indirizzare e vigilare sulla società in house.
“In una società pubblica in house, i Comuni soci dovrebbero indirizzare e controllare la società”, spiegano. “Una lettera preventiva di sostegno alla continuità dell’Amministratore Unico rischia invece di trasmettere l’immagine opposta: non Comuni che valutano e decidono, ma Comuni che si allineano. Per questo chiediamo: chi controlla chi?”
La vicenda si inserisce in un quadro già segnato da tensioni, dopo le posizioni assunte da alcuni amministratori e da esponenti della Lega locale sul caso Coinger e sulla scelta di Comuni come Albizzate di uscire dalla società. Il gruppo civico prende però le distanze da una lettura in chiave di partito: “Non ci interessa entrare nei giochi di partito. Noi siamo una lista civica, non legata ad alcuna segreteria. Proprio per questo chiediamo chiarezza: la posizione di Bodio Lomnago su Coinger nasce da una valutazione autonoma sulla qualità del servizio, sui costi e sull’interesse dei cittadini, oppure da equilibri politici più ampi?”
L’interrogazione entra poi nel merito dei numeri di bilancio. “Coinger ha chiuso il 2025 con un utile di 593.373,86 euro: circa 59.337 euro sono destinati a dividendo per i Comuni soci, mentre oltre 504.367 euro vengono accantonati a riserva straordinaria. Nella stessa assemblea è stata riconosciuta all’Amministratore Unico un’indennità di risultato pari a 30.000 euro lordi”.
“Il tema non è solo contabile, ma politico”, sottolinea la minoranza. “È legittimo chiedersi se sia corretto che una società pubblica, finanziata attraverso tariffe pagate dai cittadini, generi un utile così rilevante, accantoni oltre mezzo milione di euro e riconosca contemporaneamente un premio al proprio Amministratore Unico. Non stiamo parlando di una società privata: stiamo parlando del servizio rifiuti dei cittadini.”
Sulla riserva straordinaria i consiglieri chiedono spiegazioni: “Non contestiamo in astratto la possibilità per una società pubblica di accantonare risorse. Chiediamo però di sapere a cosa serviranno quei soldi, chi ne decide l’utilizzo e se esista un piano preciso approvato dai Comuni soci. Altrimenti il rischio è che risorse pagate dai cittadini restino dentro la società, senza un adeguato passaggio nei Consigli comunali e senza un confronto trasparente su possibili alternative: contenere i costi, migliorare il servizio, ridurre il carico tariffario futuro o intervenire sui disservizi.”
Il documento affronta anche la questione della reputazione della società: “Un utile di bilancio non basta a certificare il buon funzionamento di una società pubblica. Il bilancio non misura la perdita di fiducia dei cittadini, il malcontento, le contestazioni, le raccolte firme, le uscite dei Comuni e la percezione di un servizio che molti utenti ritengono problematico. In una società in house, dove il cittadino non può scegliere liberamente un altro gestore, il danno reputazionale non compare tra le voci contabili, ma pesa sulla credibilità del servizio pubblico.”
Sul fronte dei disservizi, i dati disponibili per Bodio Lomnago indicano 42 segnalazioni nel primo trimestre 2024, 40 nel 2025 e 44 nel 2026. “Numeri che appaiono contenuti rispetto alla percezione di molti cittadini”, osserva il gruppo. “Per questo chiediamo cosa Coinger intenda esattamente per ‘disservizio’: solo le segnalazioni formalmente registrate dalla società? Anche quelle ricevute dal Comune? Anche i reclami verbali, i mancati ritiri, i problemi sui mastelli, le criticità tariffarie? Vogliamo capire quale procedura utilizzi il Comune per raccogliere, trasmettere, verificare e chiudere le segnalazioni dei cittadini.”
Per Amici di Bodio Lomnago la questione va oltre Coinger e riguarda il metodo con cui il Comune assume decisioni su servizi pubblici essenziali: “Dagli atti sappiamo come il Comune ha votato. Quello che chiediamo è chi ha deciso quella linea, con quale mandato, dopo quale confronto e con quale coinvolgimento degli organi comunali. Il Consiglio comunale non è stato chiamato a discutere preventivamente la posizione del Comune. I documenti sono stati ottenuti solo dopo diversi solleciti. Questo non è un dettaglio: è il cuore del problema.”
Il gruppo conclude: “Se il Comune controlla davvero Coinger, deve dimostrare come lo fa. Se invece si limita a votare continuità, approvare bilanci, accettare riserve e premi, allora il controllo rischia di essere solo formale. E su un servizio essenziale come i rifiuti, pagato dai cittadini, il controllo formale non basta. Con questa interrogazione chiediamo risposte precise. Non ci interessano polemiche generiche. Vogliamo sapere chi decide per Bodio Lomnago, con quale mandato, con quale controllo e nell’interesse di chi. Su Coinger i cittadini meritano trasparenza.”
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