L’Università degli Studi dell’Insubria si conferma un ateneo competitivo nel panorama nazionale, soprattutto per la capacità di accompagnare i propri laureati verso il mondo del lavoro, ma nella classifica generale del Censis 2026/2027 arretra di una posizione rispetto allo scorso anno.
L’ateneo di Varese e Como si colloca infatti al dodicesimo posto tra gli atenei statali di medie dimensioni (quelli con un numero di iscritti compreso tra 10 mila e 20 mila studenti), con un punteggio complessivo di 83,2 punti, mentre nella graduatoria precedente occupava l’undicesima posizione.
La classifica vede al primo posto tra gli atenei medi statali l’Università di Sassari con 93,2 punti, seguita dall’Università Politecnica delle Marche (92,8) e, a pari merito, da Trento e Udine (92,7). L’Insubria si trova nella parte centrale della graduatoria, al tredicesimo posto su 17 nella classifica generale riportata dal Censis, preceduta tra gli atenei lombardi da Brescia, Bergamo e Piemonte Orientale. Il risultato complessivo è però condizionato da una forte variabilità degli indicatori: l’università varesina eccelle in alcune aree strategiche, mentre mostra margini di miglioramento in altre.
Come viene costruita la classifica Censis
La graduatoria Censis non valuta soltanto la qualità della didattica, ma combina diversi indicatori che fotografano la vita universitaria nel suo complesso. Per gli atenei statali vengono considerati cinque ambiti principali: borse di studio, comunicazione e servizi digitali, internazionalizzazione, servizi agli studenti e occupabilità dei laureati.
Ogni voce riceve un punteggio e dalla media degli indicatori viene ricavato il posizionamento finale dell’ateneo. Parallelamente il Censis analizza anche i singoli gruppi disciplinari, mettendo a confronto i corsi di laurea sulla base di elementi come progressione della carriera degli studenti, rapporti internazionali, strutture e servizi.
Insubria ai vertici per il lavoro: il punto di forza principale
Il dato più significativo per l’Insubria riguarda l’occupabilità dei laureati. L’ateneo ottiene un punteggio di 105, che vale il secondo posto nazionale nella categoria degli atenei medi statali, a pari merito con Brescia e alle spalle soltanto dell’Università Politecnica delle Marche (106). Un risultato che conferma la capacità dei percorsi formativi di accompagnare gli studenti verso l’inserimento professionale.
Molto positivo anche il dato dell’internazionalizzazione, dove l’Insubria conquista il settimo posto nazionale con 84 punti, grazie alla mobilità internazionale di studenti e docenti e alle collaborazioni con università straniere.
Buona anche la posizione nella voce comunicazione e servizi digitali, dove l’ateneo si colloca a metà classifica con 91 punti, mentre migliora rispetto al passato il settore dei servizi agli studenti.
Le criticità: borse di studio e servizi agli studenti
Tra gli aspetti più deboli emerge la voce relativa alle borse di studio, dove l’Insubria si colloca all’ultimo posto della graduatoria degli atenei medi, con un punteggio di 66 punti. A guidare questa categoria è l’Università Magna Graecia di Catanzaro con 103 punti.
Anche la voce servizi agli studenti rappresenta un ambito da migliorare: l’ateneo ottiene 77 punti, posizionandosi al tredicesimo posto. L’indicatore considera elementi come alloggi, mense e agevolazioni.
La voce strutture registra invece il punteggio più basso tra gli indicatori principali, con 76 punti, mentre al vertice si trova l’Università di Sassari con 110.
I corsi dell’Insubria: le eccellenze nazionali
La fotografia dei singoli corsi conferma alcuni settori di grande forza.
Tra le lauree magistrali a ciclo unico spicca Giurisprudenza, che conquista il quinto posto nazionale con un punteggio di 97, prima tra gli atenei lombardi. Particolarmente positivo anche il dato sui rapporti internazionali, dove il corso raggiunge il terzo posto nazionale.
Ottimo risultato anche per Odontoiatria e Protesi dentaria, quinta in Italia e seconda in Lombardia, con un punteggio di 96,5, alle spalle soltanto della Bicocca.
Medicina e Chirurgia mantiene un buon posizionamento, anche se non ai vertici: è al 17esimo posto nazionale con 84,4 punti, mentre la classifica è guidata dalla Bicocca.
Tra le lauree triennali emerge soprattutto Informatica e Tecnologie ICT, undicesima in Italia con 85 punti, mentre l’area Professioni sanitarie raggiunge il nono posto nazionale con 93 punti.
Tra gli altri corsi: Mediazione linguistica, tredicesima in Italia con 86,5 punti; Scienze motorie e sportive, tredicesima posizione su 25 con 91 punti; Comunicazione, diciassettesima posizione con 87,5 punti.
I corsi che mostrano maggiori margini di crescita
Alcuni percorsi invece si collocano nelle fasce più basse della graduatoria nazionale.
Il corso di area Economica dell’Insubria è al 31esimo posto con 77 punti, tra gli ultimi dieci della classifica, mentre ai vertici si trovano Bologna, Milano e Ca’ Foscari.
L’area Scientifica è al diciannovesimo posto con 81,5 punti, mentre guida Camerino. Anche Storia si colloca al diciannovesimo posto con 80 punti.
Liuc sul podio tra le università private
Risultato più positivo per la Liuc – Università Cattaneo di Castellanza, che nella classifica Censis degli atenei non statali piccoli conquista il terzo posto su otto università, con un punteggio complessivo di 90,6.
Davanti alla Liuc si trovano soltanto l’Università di Bolzano e l’Università Campus Bio-Medico di Roma.
Il principale punto di forza dell’ateneo castellanzese è l’internazionalizzazione, dove conquista il primo posto assoluto con 101 punti. Molto bene anche l’assegnazione delle borse di studio, dove è seconda in classifica.
La Liuc ottiene inoltre il quarto posto per comunicazione e servizi digitali e il terzo per i servizi agli studenti, con 78 punti. Più indietro invece il dato relativo alle strutture, dove si colloca al quinto posto su otto con 97 punti, mentre ai primi posti ci sono Bolzano e Roma Europea entrambe con 110.
Due atenei, due modelli forti sul territorio
La fotografia del Censis restituisce quindi due realtà universitarie con caratteristiche differenti. L’Insubria si conferma un ateneo pubblico capace di garantire un forte collegamento con il mercato del lavoro e con punte di eccellenza in ambito sanitario, giuridico, informatico e linguistico, ma deve migliorare soprattutto sul fronte del sostegno economico agli studenti e dei servizi.
La Liuc conferma invece la propria vocazione internazionale e il modello di università privata orientata al rapporto con le imprese, con un posizionamento stabile ai vertici della propria categoria.
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