La Commissione europea ha presentato oggi la riforma del sistema europeo di scambio delle quote di emissione (Ets), attesa da tempo. La proposta punta a trovare un equilibrio tra le richieste avanzate da alcuni comparti industriali e la volontà di preservare l’impianto del meccanismo, introdotto vent’anni fa come pilastro della politica climatica dell’Ue.
Che cos’è il sistema dello scambio di quote di emissione (ETS)
La riforma – secondo quanto riporta il Sole 24 Ore – mantiene l’assegnazione gratuita delle quote di emissione anche oltre il 2030, ma ne modifica il ritmo di riduzione per i settori maggiormente esposti al rischio di delocalizzazione.
Tra il 2031 e il 2035, il taglio delle quote gratuite sarà più graduale, mentre nel periodo 2036-2040, quando il meccanismo entrerà nella fase finale di eliminazione, le imprese potranno compensare fino al 2% dell’obbligo, presentando progetti di decarbonizzazione realizzati in Paesi terzi.
Tra le principali novità, infatti, figura l’obbligo di destinare le risorse generate dall’Ets al finanziamento della decarbonizzazione dell’economia. “Vogliamo che l’Ets diventi uno strumento capace di sostenere gli investimenti, in linea con gli obiettivi dell’Unione in materia di clima, competitività e autonomia energetica” ha spiegato il commissario europeo per il Clima, Wopke Hoekstra. “Senza l’Ets, oggi l’Europa consumerebbe circa 100 miliardi di metri cubi (bcm) di gas in più, rendendoci ancora più vulnerabili di quanto non siamo già” ha aggiunto il commissario, nella conferenza stampa di presentazione.
“Stiamo modernizzando e rafforzando l’Ets e, per quanto riguarda l’industria, faremo le cose diversamente” ha sottolineato ancora Hoekstra. “Ma, per quanto l’Ets sia importante, serve di più per risolvere i problemi dell’industria europea. Abbiamo bisogno di maggiore semplificazione, del completamento del mercato interno, di un’Unione dei mercati dei capitali e di porre fine alla disparità delle condizioni concorrenziali e al dumping. Insieme a tutte queste misure, la revisione presentata oggi rappresenta la migliore strada da seguire per il clima, la competitività e l’indipendenza. È così che costruiremo l’economia competitiva e pulita del futuro” ha concluso Hoekstra.
Dal suo avvio, vent’anni fa, il sistema Ets ha generato circa 260 miliardi di euro di entrate, risorse che finora sono confluite in larga parte nei bilanci degli Stati membri. La Commissione propone ora che almeno il 50% di questi proventi venga destinato obbligatoriamente a investimenti per la decarbonizzazione. “Oggi solo il 10% delle entrate viene effettivamente impiegato a favore dell’industria” aveva spiegato Hoekstra ai giornalisti. Per ottenere le quote gratuite, le aziende dovranno inoltre rispettare nuove condizioni. L’80% dei certificati sarà assegnato solo dopo la pubblicazione annuale di piani credibili di decarbonizzazione, mentre il restante 20% verrà erogato soltanto una volta dimostrata la concreta attuazione degli interventi previsti.
L’entusiasmo del commissario Hoestra: “Apriamo la strada alla reindustrializzazione dell’Europa”
“Con la proposta odierna di revisione dell’Ets, compiamo un importante passo avanti. Uniamo un’azione climatica ambiziosa alla competitività, aprendo la strada alla reindustrializzazione dell’Europa e imprimendo una vera accelerazione verso l’indipendenza” ha poi proseguito il commissario, aggiungendo: “Nessun altro strumento di politica europea ha contribuito a ridurre le emissioni su una scala paragonabile a quella del sistema Ets. È una risorsa straordinaria nel nostro arsenale di strumenti per il clima e, guardando ai dati, si vede che dal 2005 l’Ets ha contribuito a ridurre di circa il 50% le emissioni nei settori che copre”. “Si tratta di un risultato fondamentale, perché’ aiuta ad affrontare l’enorme sfida climatica che abbiamo di fronte. Inoltre, contribuisce a ridurre la forte dipendenza dai combustibili fossili che l’Europa deve importare” ha concluso il commissario.
“Stiamo modernizzando e rafforzando l’Ets e, per quanto riguarda l’industria, faremo le cose diversamente” ha sottolineato ancora Hoekstra. “Ma, per quanto l’Ets sia importante, serve di più per risolvere i problemi dell’industria europea. Abbiamo bisogno di maggiore semplificazione, del completamento del mercato interno, di un’Unione dei mercati dei capitali e di porre fine alla disparità delle condizioni concorrenziali e al dumping. Insieme a tutte queste misure, la revisione presentata oggi rappresenta la migliore strada da seguire per il clima, la competitività e l’indipendenza. È così che costruiremo l’economia competitiva e pulita del futuro” ha concluso Hoekstra.
Dentro inceneritori e voli fino a 5000 km
L’obiettivo, nelle intenzioni dell’esecutivo di Bruxelles, è trasformare l’Ets in uno strumento capace di sostenere non solo la riduzione delle emissioni, ma anche gli investimenti industriali. La proposta estende inoltre il campo di applicazione del sistema ai voli privati e ai voli commerciali fino a 5.000 chilometri dal centro dell’Europa, nonché ad alcuni porti di Paesi terzi situati nel grande vicinato europeo. Anche gli inceneritori di rifiuti saranno inclusi nel sistema di scambio delle emissioni.
“Dobbiamo superare l’idea che clima ed economia siano in conflitto: possono procedere insieme” ha detto, tra le altre cose, Hoekstra ricordando come il dibattito sull’Ets continui a dividere il mondo industriale europeo tra sostenitori e critici del sistema.
Dal suo avvio, vent’anni fa, il sistema Ets ha generato circa 260 miliardi di euro di entrate, risorse che finora sono confluite in larga parte nei bilanci degli Stati membri. La Commissione propone ora che almeno il 50% di questi proventi venga destinato obbligatoriamente a investimenti per la decarbonizzazione. “Oggi solo il 10% delle entrate viene effettivamente impiegato a favore dell’industria” aveva spiegato Hoekstra ai giornalisti. Per ottenere le quote gratuite, le aziende dovranno inoltre rispettare nuove condizioni. L’80% dei certificati sarà assegnato solo dopo la pubblicazione annuale di piani credibili di decarbonizzazione, mentre il restante 20% verrà erogato soltanto una volta dimostrata la concreta attuazione degli interventi previsti.
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