Salvatore Borsellino contro Meloni, La Russa risponde: la figura di Paolo Borsellino torna al centro del dibattito politico.
È scontro politico sulla memoria di Paolo Borsellino. Le parole del fratello Salvatore contro il governo Meloni hanno aperto un acceso confronto con Ignazio La Russa e l’opposizione, tra accuse di strumentalizzazione e richiami alla lotta antimafia.
Salvatore Borsellino: “Meloni la smetta di dire di ispirarsi a mio fratello
Salvatore Borsellino torna all’attacco dell’esecutivo e invita la presidente del Consiglio Giorgia Meloni a non evocare più il nome del fratello Paolo come riferimento politico.
Intervenuto ai microfoni di Diecimedia, il fratello del magistrato ucciso nella strage di via D’Amelio il 19 luglio 1992 ha contestato al governo un presunto indebolimento degli strumenti costruiti negli anni della lotta alla mafia grazie al lavoro di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.
“Alla presidente del Consiglio non posso che lanciare il messaggio di smetterla di dire di ispirarsi alla figura di Paolo Borsellino“, ha dichiarato Salvatore Borsellino, accusando l’attuale maggioranza di stare compromettendo, a suo giudizio, alcuni pilastri della legislazione antimafia.
Tra i provvedimenti finiti sotto accusa ci sono il regime del 41 bis, l’ergastolo ostativo, le norme sui collaboratori di giustizia e la regolamentazione delle intercettazioni, misure che il fratello del giudice collega al cosiddetto “decreto Falcone”. Secondo Borsellino, le modifiche introdotte negli ultimi anni avrebbero favorito il ritorno in libertà di alcuni condannati per reati di mafia senza un effettivo percorso di collaborazione con la giustizia.
Critiche sono arrivate anche per l’esposizione in Parlamento della borsa appartenuta a Paolo Borsellino, contenente l’agenda del magistrato scomparsa dopo l’attentato di via D’Amelio. “Quello è un corpo di reato“, ha affermato, contestando la scelta di utilizzare simbolicamente un oggetto legato a una delle vicende più drammatiche della storia repubblicana.
Nel suo intervento, Salvatore Borsellino ha inoltre parlato delle celebrazioni annuali in via D’Amelio, sostenendo che Fratelli d’Italia avrebbe cercato di ottenere l’utilizzo del palco e degli spazi pubblici per la commemorazione. Un tentativo che, secondo il racconto del fratello del magistrato, sarebbe stato fermato. Ha comunque precisato di non aver mai impedito la partecipazione alla fiaccolata, spiegando che molti cittadini vi prendono parte senza conoscere direttamente gli organizzatori. Infine ha ricordato la posizione politica del fratello: “Paolo era una persona di destra, ma era una destra che oggi in Italia non esiste più“.
“Meloni la smetta”. Salvatore Borsellino contro il governo: la replica di La Russa
Le parole di Salvatore Borsellino hanno aperto un nuovo fronte di scontro politico, con la replica del presidente del Senato Ignazio La Russa, intervenuto dal palco degli ECR Party European Awareness Days a Catania. La seconda carica dello Stato ha difeso il legame ideale tra Paolo Borsellino e l’area della destra italiana, criticando però ogni tentativo di attribuire al magistrato scelte politiche attuali. “Ho letto con attenzione e anche con dispiacere le parole di Salvatore Borsellino su Giorgia Meloni – ha dichiarato La Russa – io ho grande rispetto per tutta la famiglia Borsellino“. Il presidente del Senato ha sottolineato che il rispetto per il fratello del magistrato non verrebbe meno per le sue convinzioni politiche, ricordando però che Paolo Borsellino aveva una storia e una sensibilità riconducibili alla destra.
Secondo La Russa, nessuno dovrebbe arrogarsi il diritto di stabilire quale sarebbe stata oggi la posizione politica del giudice assassinato dalla mafia. “Non accetto però che nessuno, neanche il fratello, possa decidere di sapere cosa avrebbe fatto oggi Paolo Borsellino“, ha affermato, aggiungendo che sarebbe altrettanto scorretto sostenere, senza prove, che il magistrato avrebbe ricoperto un incarico di governo in un determinato partito. “Ci vuole rispetto per tutti“, ha concluso.
Le dichiarazioni hanno provocato nuove reazioni dall’opposizione. Il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, intervenuto a Palermo per l’anniversario della strage di via D’Amelio, ha definito inaccettabile qualsiasi tentativo di appropriazione politica della figura di Borsellino. “È insopportabile che ci siano partiti che vogliano appropriarsi dell’esempio, dell’azione e della dedizione nella lotta antimafia di un campione come Paolo Borsellino“, ha detto. Conte ha poi criticato sia le parole di Meloni sul richiamo alle idee del magistrato sia quelle di La Russa sull’ipotetico ruolo politico che Borsellino avrebbe avuto oggi, sostenendo che la memoria delle vittime della mafia debba tradursi in interventi concreti. “La memoria non basta se non si traduce in scelte concrete“, ha affermato, chiedendo al governo di confrontarsi sulle proposte del Movimento 5 Stelle per rafforzare il contrasto alla criminalità organizzata.
Anche Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde, ha attaccato il presidente del Senato, definendo la frase su un possibile ruolo di Paolo Borsellino come ministro di Fratelli d’Italia una forma di strumentalizzazione. Secondo Bonelli, il magistrato e le vittime di mafia non dovrebbero essere trasformati in simboli di parte, ma ricordati attraverso azioni concrete per difendere legalità e giustizia. Ha inoltre richiamato l’attenzione sulla necessità di mantenere alta la prevenzione e il contrasto alle organizzazioni mafiose, ricordando il sacrificio di Paolo Borsellino, Giovanni Falcone e degli agenti delle loro scorte.
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Lucrezia Ciotti
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