La nuova serie teen drama Netflix intitolata Minerva – La Scuola, è stata presentata il 21 luglio 2026, nella location della Reggia di Portici, in occasione della 56^edizione del Giffoni Film Festival. Un evento speciale che ha portato la stampa a incontrare i protagonisti della serie composta da 8 episodi, disponibile dal 22 settembre su Netflix.
Prodotto da Picomedia, a prendere parte a questo evento speciale, sono stati il regista Ivan Silvestrini, lo sceneggiatore Giovanni Galassi, insieme agli attori più grandi Massimiliano Gallo, Cristiana Capotondi e Irene Maiorino. Per i giovani allievi della scuola militare partenopea, hanno presenziato, Ciro Monopoli, Margherita Buoncristiani, Biagio Venditti, Nicole Malaj e Giulio Brizzi.
L’idea di creare una serie ambientata in una scuola militare è nata da Roberto Sessa, CEO di Picomedia: “L’idea è nata da una diecina di anni, da quando sul treno Roma-Napoli, vedevo i ragazzini della Nunziatella vestiti in maniera speciale. Mi affascinanvano e volevo capiure che cosa avessero in testa. con il tempo ho scoperto che la scuola è gratuita ma con una selezione micidiale, che includono uomini e donne”.
Da questo desiderio è poi iniziato un grande lavoro di sinergia, tra Picomedia e Netflix Italia. Tra i professionisti che hanno preso parte alla produzione, merita una menzione speciale il costumista Massimo Cantini Parrini, il quale ha creato le divise degli allievi e dei superiori, dalle tonalità del blu petrolio, del fucsia e dell’oro.
Amore e disciplina tra i cadetti: la trama della nuova serie Netflix ambientata a Napoli
Nel liceo militare Minerva di Napoli, gli allievi sono costretti a seguire regole ferree, come alzarsi all’alba per l’alzabandiera, non utilizzare i cellulari e indossare esclusivamente la divisa di ordinanza. Tra gli impegni quotidiani, oltre allo studio, anche complesse prove fisiche come lo studio delle tattiche militari, di arrampicata e le lezioni di scherma.
Una delle regole più severe, riguarda le storie d’amore tra i cadetti: assolutamente vietate. Le matricole del primo anno della Minerva, troviamo Salvo (Ciro Minopoli), un ragazzo che dalla casa famiglia viene mandato al liceo militare per seguire il suo migliore amico e Vincenzo (Biagio Venditti), vuole seguire le orme del padre. Tra le ragazze, c’è Camilla (Margherita Buoncristiani), che da Milano viene mandata a Napoli, per volere del padre, con l’intento di farla tornare sulla retta via.
Tra momenti di fragilità, stanchezza fisica e mentale, i ragazzi cercano di costruire il loro futuro, fatto di sogni e paure. A guidarli in questo percorso, il comandante Achille Giordani, la vicecomandante Teresa Bonaiuto e la professoressa di storia e filosofia, Laura Canali.
Massimiliano Gallo e il ruolo del comandante: «I ragazzi sono la vera speranza di questo Paese»
Nella splendida sala che per mesi è stato lo studio del comandante Achille Giordano, Massimiliano Gallo ha raccontato la sua esperienza con questi ragazzi e quanto la disciplina, non sia e non debba essere tutto nella vita. “Il mio personaggio è tutto disciplina, tradizioni militaresche e anche convinzioni, per la maggior parte del racconto. La cosa interessante è che la sceneggiatura rende questi personaggi tridimensionali, perché all’interno di ogni racconto si aprono delle crepe e della fragilità”.
“Probabilmente è un comandante che come idea ha la tradizione militaresca anche con i suoi eccessi, per aiutare a mantenere la disciplina nella scuola. Il mio personaggio è molto complesso e sono curioso di vederlo nel corso degli 8 episodi”.
Minerva – La Scuola è un prodotto destinato ai più giovani, ma sono sicura che farà breccia anche nel pubblico più adulto, secondo te quale potrebbe essere la chiave di successo di questa serie?
“La risposta è un po’ nella domanda che hai fatto. È il racconto di una scuola militare ma soprattutto di un passaggio, di un mondo che va dall’adolescenziale all’adulto. Il racconto sui ragazzi è incredibile. Sui loro sogni e le loro difficoltà di rapportarsi anche con il mondo adulto e in questo caso, è ancora più complicato, perché si rapportano con il mondo adulto che fa parte di una scuola militare”.
“È molto interessante l’aspetto morale e le domande che uno dovrebbe farsi quando si ha un ordine e lo si deve eseguire a prescindere. Credo che sia una serie che possa piacere tanto ai giovani perché racconta tanto del loro mondo”.
In questo ultimo periodo, i giovani vengono tacciati di essere immaturi e con la testa tra le nuvole. Credi che questa serie possa portarli a riflettere e a cambiare?
“Io credo che i ragazzi di oggi abbiano una grande senso di responsabilità. Ci stanno dando una grande lezione. Innanzitutto sono resilienti rispetto a un mondo che non funziona. Noi ci lamentiamo tanto di queste nuove generazioni ma non raccontiamo che mondo gli stiamo consegnando, completamente impazzito, senza valori e ci lamentiamo di loro.
“Dovremmo lamentarci di noi, perché loro sono la nostra unica speranza di questo Paese. Per quanto mi riguarda, sul set ho incontrato attori straordinari, molto preparati, molto seri e che conoscono la difficoltà di questo lavoro. Pur essendo così giovani hanno capito che la disciplina e il lavoro ti possono portare molto lontano”.
Se dovessi descrivere questa serie con tre aggettivi?
“Appassionante, bella e interessante”.

Irene Maiorino è la vicecomandante Teresa: «Così ho portato la sensibilità femminile nella divisa»
L’attrice Irene Maiorino interpreta il ruolo della vicecomandante Teresa Bonaiuto e in una delle stanze affrescate e ricche di storia della Reggia, insieme a Cristiana Capotondi ha raccontato le varie sfaccettature del suo personaggio.
“Sono la vicecomandante. Da una parte il braccio fidato di Massimiliano Gallo. A differenza di Cristiana, io sono dentro le dinamiche e l’educazione di questa scuola. La domanda che mi ha mosso leggendo la sceneggiatura è come declinare un femminile differente, che abbraccia la divisa, ma con uno sguardo e un’ attitudine più moderna e con una certa sensibilità verso i ragazzi.”
La Maiorino ha continuato: “Quello che noi raccontiamo qui è l’educazione e la sfida di capire chi siamo all’interno di un sistema e capire cosa significa far parte di un’educazione che ha delle regole antiche”.
Due donne diverse ma uguali nello spirito
Parlando del rapporto tra Teresa e Laura, l’attrice ha dichiarato: “L’incontro con il personaggio di Cristiana Capotondi è bello, perché contrappone il femminile che sembra essere completamente polarizzato. Invece ci sono dei momenti di grande affinità e umanizzazione. Per me è stata una sfida, con un portato fisico e una convinzione di certe cose che avranno un’evoluzione”.
In merito al modo di rapportarsi con gli allievi del liceo militare ha dichiarato: “Il rapporto con i ragazzi è speciale, perché ci ho messo anche il mio femminile materno, che prescinde dall’essere madre o no. Dal momento in cui c’erano questi ragazzi, si è creato un doppio binario, grazie al lavoro con Ivan che è stato molto attento ai ragazzi giovanissimi, che mi hanno chiesto consigli fuori dal set, ci siamo sentiti e hanno fatto un ottimo lavoro”.
Il tuo personaggio è un ponte tra la versione più disciplinata rappresentata da Massimiliano Gallo e quella più umana rappresentata da Cristiana Capotondi, che sta al di fuori del regime militare. Come ti sei sentita a interpretare questo ruolo? Ti sei sentita una certa responsabilità?
“Sì, mi sono sentita una grandissima responsabilità, perché tutto quello che concerne tutta la sfera militare è molto lontana da me. Ho dovuto fare un lavoro di vicinanza, anche per legittimare quello che sia giusto. L’ attrice non giudica mai il proprio personaggio, ma cercare di capire profondamente in che modo avrebbe potuto difendere una certa mentalità e certe regole”.
“Già nella scrittura questa cosa cambia, però ci ho messo del mio, perché Massimiliano aveva un portamento tradizionale, autoritario, di vecchia scuola. La freschezza, la portava Cristiana e quindi mi è sembrato naturale, collocare Teresa nel mezzo. Per me rappresenta una sorta di crisi, di messa in discussione di questo istituto”.
“Mi piace pensare che decidono delle persone che modificano il proprio pensiero. Fa parte sempre di un’intelligenza emotiva e in questo modo l’ho agganciato alla vita e a tutto quello che per me, scatena nell’attualità, parlare del militare.”
Cristiana Capotondi è lo “spirito critico” della serie: la professoressa che sfida il rigore militare
A differenza degli altri colleghi, Cristiana Capotondi rappresenta la parte civile della scuola. Per gli allievi è un punto di riferimento ed è sempre pronta ad ascoltare le loro fragilità e a cercare di spronarli, senza impartire regole rigide e disciplina.
“Io sono un civile prestato alla scuola. Per un attore lavorare in un posto del genere è un’occasione unica. La mia insegnante viene da esperienze di scuole statali, pubbliche e quindi la magnificenza di questo luogo è il primo impatto con il liceo Minerva. Essendo civile viene in qualche modo, impressionata dalle modalità, dalle usanze e dai ritmi.”
“Anche tutto quel linguaggio militare che per i civili è sconosciuto che a volte può comparire in parte anche ridicolo. Lo spirito critico è la cosa che il mio personaggio porta maggiormente all’interno della serie. Il rapporto con i ragazzi è più alla pari. Essendo ujn personaggio che si occupa di storia e filosofia, la sua materia la avvicina agli allievi. Come per i ragazzi del primo anno, anche lei questo posto ha un linguaggio da conoscere.”
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Leila Cimarelli
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