Non basta per invertire la tendenza, ma il flusso di italiani che lasciano l’Italia per andare all’estero registra una consistente flessione. Sul versante della mobilità interna, invece, in poco più di un quinquennio il Mezzogiorno ha perso 150mila giovani laureati, trasferitisi principalmente nel Centro-Nord. Nel complesso, a mantenere il segno più davanti al saldo migratorio dei laureati di 25-24 anni sono quelli di nazionalità straniera. Il quadro è tratteggiato dall’Istat nel rapporto ” Migrazioni interne ed internazionali della popolazione residente, Anni 2024-2025″. L’Istituto di statistica rileva, inoltre, una diminuzione degli ingressi dagli altri Paesi.
Il rapporto dell’Istat
Diminuiscono gli stranieri che arrivano in Italia e si attenua la fuga verso l’estero degli italiani, che nel 2025 si riduce di 30mila unità rispetto all’anno precedente. A dirlo è l’Istat nel rapporto “Migrazioni interne e internazionali”: sul versante delle immigrazioni dall’estero il 2025 segna una flessione: secondo i dati provvisori, gli ingressi complessivi scendono da 452mila a 440mila, con una riduzione di 12mila (-2,6%). Il calo riguarda sia i rimpatri di italiani, che scendono da 58mila a 56mila (-3,4%), sia gli stranieri, che passano da 393mila a 383mila (-2,5%). Crescono gli ingressi regolari dal Marocco, +48%.
Giovani laureati dal Sud al Centro-Nord
Tra il 2019 e il 2025 il Mezzogiorno perde 150mila giovani laureati italiani di 25-34 anni. La perdita deriva soprattutto dai trasferimenti verso il Centro-Nord (-122mila unità) a cui si accompagna un saldo negativo anche con l’estero (-28mila). I numeri arrivano dal rapporto Istat Migrazioni interne ed internazionali della popolazione residente, Anni 2024-2025. A livello nazionale il saldo migratorio dei giovani laureati di 25-34 anni nel periodo 2019-2024 è di 10mila persone, dovuto al saldo positivo dei giovani laureati stranieri (+88mila) che compensa la perdita di quelli italiani (-78mila).
Il calo degli italiani in uscita
Nel periodo 2019-2024 il numero di giovani italiani che hanno trasferito la propria residenza all’estero è aumentato in modo pressoché continuo, fino alla battuta d’arresto osservata nel 2025, quando le uscite dei giovani si sono ridotte del 29,2% rispetto all’anno precedente. Nonostante questa recente flessione, i rientri registrati nello stesso anno non sono stati sufficienti a compensare il deflusso di giovani italiani. Tra il 2019 e il 2024 dunque sono espatriati dall’Italia 247mila italiani di età compresa tra 25 e 34 anni, mentre i rientri sono stati 86mila. Ne deriva una perdita netta pari a 161mila giovani italiani. Questo saldo negativo è però più che compensato dal saldo positivo dei giovani stranieri, pari a +454mila, che porta il saldo migratorio dei giovani in età 25-34 anni a un guadagno netto di 293mila unità. Il bilancio complessivo risulta quindi positivo esclusivamente grazie alla componente straniera.
Il capitale umano qualificato
Un aspetto particolarmente rilevante riguarda il capitale umano qualificato. Considerando i migranti tra 25 e 34 anni in possesso di almeno una laurea triennale, nel periodo 2019-2024 si registra una perdita netta di 78mila giovani laureati italiani. Anche in questo caso il saldo positivo dei giovani laureati stranieri, pari a +88mila unità, compensa la perdita e determina un saldo complessivo positivo, pari a poco meno di 10mila unità. Tra i giovani laureati stranieri che arrivano in Italia, il 12,4% proviene dall’Ue, il 15,2% da altri Paesi europei, oltre un terzo dall’Asia e il 17,8% dal Sud America. I giovani laureati italiani che lasciano il Paese continuano invece a orientarsi prevalentemente verso destinazioni europee.
Le destinazioni extraUe
Includendo anche i dati provvisori dell’ultimo anno, nel periodo 2019-2025, Regno Unito e Germania hanno accolto complessivamente poco meno di un terzo dei giovani laureati italiani espatriati, pari a oltre 38mila unità. Seguono Francia e Svizzera, entrambe con circa 12mila ingressi. Tra le destinazioni extraeuropee, gli Stati Uniti rappresentano la principale meta, con 7mila giovani laureati italiani trasferiti nello stesso periodo.
La dinamica dell’espatrio
Nel 2025, dunque, spiega il report dell’Istat, le emigrazioni verso l’estero scendono a 144mila, dopo il forte aumento registrato nel 2024 con 189mila uscite. La riduzione è molto consistente (quasi 45mila emigrazioni in meno in un solo anno, pari al -23,7%) e fa attestare il dato sui livelli più bassi del periodo 2015-2023, caratterizzato da un volume di emigrazioni compreso tra circa 147mila e 180mila unità. Dentro questa dinamica, il ruolo principale è giocato dagli espatri dei cittadini italiani che continuano a rappresentare la componente prevalente delle uscite verso l’estero, pari a circa tre quarti delle emigrazioni totali. Dopo il picco del 2024, pari a 141mila, nel 2025 le partenze degli italiani scendono a 109mila, con una contrazione di circa 32mila unità. Oltre la metà degli espatri ha origine nel Nord (51,8%); numerose anche le partenze dal Sud (in totale 22mila, 20,4%) e dal Centro (19mila, 17,3%), mentre dalle Isole si contano 11mila italiani espatriati (10,5%). Il tasso di emigratorietà dei cittadini italiani è, nel 2025, più basso di quello osservato nel 2024 (2,0 per mille contro 2,6 per mille), ma in linea con quanto si era rilevato nel 2023 (2,1 per mille). Il Nord continua a caratterizzarsi per una propensione dei cittadini italiani a emigrare più alta rispetto alle altre ripartizioni.
Gli ingressi dall’estero
Per le immigrazioni dei cittadini stranieri calano soprattutto gli arrivi dai Paesi dell’America latina (-15,7%) e da quelli europei (-12,6%), ma crescono nettamente quelli dall’Asia (+18,6%). Per i rimpatri italiani il ridimensionamento è trainato soprattutto dagli arrivi dai Paesi extraeuropei: diminuiscono, infatti, soprattutto i rimpatri dall’America centro-meridionale (-19,8%) e dall’Africa (-16,6%), mentre si osserva un lieve aumento per i rimpatri dai Paesi dell’Ue (+2,3%). Istat evidenzia la forte crescita degli ingressi dal Marocco, che passano da 24mila nel 2024 a 36mila nel 2025 (+48,4%), diventando così il secondo Paese di provenienza, dietro al Bangladesh con 37mila ingressi (+22,0%). Crescono inoltre gli arrivi di cittadini stranieri dal Pakistan (+20,0%), dall’India (+22,7%) e dal Perù (+15,7%). All’opposto, si osservano riduzioni rilevanti dall’Ucraina, da 26mila a 17mila (-33,9%).
Fonte Ansa
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