Il balzo del 629% messo a segno da Unitree Robotics al debutto sullo Star Market di Shanghai non è un fuoco di paglia della finanza cinese, ma la consacrazione di un’azienda che negli ultimi dieci anni ha costruito, quasi in silenzio, la posizione di leader mondiale nella robotica umanoide e quadrupede. Dietro ai video virali dei robot che ballano, corrono e si sfidano a kung fu si nasconde una storia imprenditoriale partita da un piccolo spazio di lavoro a Hangzhou e arrivata oggi a una capitalizzazione di circa 66 miliardi di dollari, con ricavi che nel 2025 hanno quasi quadruplicato quelli dell’anno precedente.
Da un dormitorio universitario a colosso della robotica
Tutto comincia con Wang Xingxing, un ingegnere nato nel 1990 a Ningbo, nella provincia dello Zhejiang, che fin dagli anni dell’università mostra una vocazione precoce per la robotica: già al primo anno alla Zhejiang Sci-Tech University costruisce un robot bipede spendendo appena 30 dollari di materiali.
Durante il master in ingegneria meccatronica alla Shanghai University, tra il 2013 e il 2016, sviluppa come tesi il prototipo XDog, un robot quadrupede che diventa un piccolo caso virale online. Dopo la laurea, Wang viene assunto da DJI, il colosso cinese dei droni, ma resta in azienda solo due mesi prima di lasciare per fondare la propria startup: il 26 agosto 2016 registra ufficialmente la “Hangzhou Unitree Technology Co., Ltd.” in uno spazio di appena 50 metri quadrati.
I primi anni non sono facili: l’azienda attraversa difficoltà finanziarie, ma già entro la fine del 2018 inizia a generare ricavi stabili e ad attrarre nuovi investimenti da fondi come HongShan, Matrix Partners e Shunwei Capital. Da lì la crescita è rapida: nel gennaio 2025 Wang viene invitato, unico imprenditore più giovane del gruppo, al simposio con il presidente cinese Xi Jinping dedicato alle imprese private, e nello stesso anno viene inserito dalla rivista Time nella lista TIME100 AI delle personalità più influenti nel campo dell’intelligenza artificiale. Nel 2025 i ricavi dell’azienda hanno sfiorato 1,7 miliardi di yuan (circa 252 milioni di dollari), con un utile netto rettificato di circa 600 milioni di yuan e oltre il 40% del fatturato proveniente da mercati internazionali: numeri che raccontano un’azienda già solidamente profittevole, non una scommessa speculativa.
I modelli più famosi: dai cani robot agli umanoidi che ballano e combattono
Il catalogo di Unitree si divide in due grandi famiglie. La prima, quella che ha reso l’azienda nota al pubblico generalista, è quella dei robot quadrupedi, i cosiddetti “cani robot”: si parte dal Go1 del 2021, prosegue con il Go2 del 2023 (oggi il modello più diffuso, con prezzi che partono da circa 1.600 dollari per la versione base Air) e arriva ai più muscolosi B2 e A2, pensati per impieghi industriali e capaci di superare terreni accidentati, salire scale e resistere a condizioni estreme. La seconda famiglia, quella dei robot umanoidi, è quella che ha portato Unitree alla ribalta mondiale: l’H1, presentato nel 2024 a un prezzo di listino attorno ai 90mila dollari, è stato il primo umanoide dell’azienda capace di correre e saltare; il G1, uscito sempre nel 2024 a un prezzo tra i 13.500 e i 16mila dollari, è diventato la piattaforma di ricerca più diffusa nei laboratori di robotica di tutto il mondo grazie al rapporto qualità-prezzo; nel 2025 sono arrivati H2 e A2, mentre più di recente Unitree ha lanciato l’R1, un umanoide leggero (circa 25 chili) proposto a partire da circa 4.900-6.000 dollari, presentato come l’umanoide con gambe più economico oggi sul mercato tra i grandi produttori.
Cosa sanno fare davvero: corsa, danza, arti marziali e lavori pesanti
Ciò che ha reso Unitree un fenomeno globale sono soprattutto le dimostrazioni pubbliche delle capacità fisiche dei suoi robot. L’episodio più celebre resta l’esibizione di 16 robot umanoidi H1 alla Gala di Capodanno lunare della tv di stato cinese CCTV, nel febbraio 2025: indossando gilet tradizionali rossi e bianchi, i robot hanno eseguito la danza popolare Yangge insieme a ballerini in carne e ossa davanti a oltre un miliardo di spettatori, con la regia dello stesso Zhang Yimou che aveva curato la cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Pechino 2008 e con l’infrastruttura cloud di Alibaba a gestire in tempo reale i dati di movimento.
Non meno rumore ha fatto, nel 2025, il primo incontro di boxe al mondo tra robot umanoidi G1, organizzato da Unitree e trasmesso in streaming da Hangzhou, oltre a numerosi video di robot che eseguono capriole, calci di kung fu, corsa su terreni accidentati e persino combattimenti dimostrativi contro esseri umani. Al di là dello spettacolo, però, gli stessi modelli vengono impiegati anche in compiti più concreti e faticosi: sollevamento e trasporto di carichi, ispezione di ambienti pericolosi, pattugliamento e, nelle versioni quadrupede più equipaggiate, persino operazioni antincendio.
Dove vengono impiegati in Cina
Sul mercato interno cinese, i robot Unitree si stanno ritagliando spazio ben oltre gli show televisivi. I quadrupedi Go2 e B2, equipaggiati con telecamere, sensori termici e bracci robotici opzionali, vengono usati per l’ispezione di linee elettriche ad alta tensione e di impianti industriali in aree difficili da raggiungere per il personale umano, un settore in cui Unitree ha sviluppato soluzioni dedicate per le utility elettriche. Varianti specializzate dei robot-cane, dotate di cannoni ad acqua capaci di lanciare getti fino a 60 metri di distanza e 40 litri al secondo, sono state testate dai vigili del fuoco della città di Qingdao per interventi in ambienti stretti o pericolosi, come incendi in negozi sotterranei o boschivi. Sul fronte umanoide, i modelli G1 e H1 vengono utilizzati sempre più spesso come piattaforme dimostrative e di ricerca da università e centri di innovazione cinesi, mentre startup e produttori locali stanno iniziando a testare l’impiego di umanoidi general purpose in linee di assemblaggio leggero, sul modello di quanto stanno già sperimentando concorrenti cinesi come UBTech (con clienti come BYD, Foxconn e Geely) e AgiBot: secondo i dati della società di analisi Omdia, nel 2025 Unitree e AgiBot insieme hanno superato le 5mila unità consegnate sulle circa 15mila di robot umanoidi vendute nel mondo, una fetta enorme di un mercato ancora agli inizi.
Gli umanoidi di Unitree nel mondo
Fuori dalla Cina, il punto di forza di Unitree resta soprattutto la ricerca accademica e industriale: il G1, grazie al prezzo relativamente accessibile rispetto ai concorrenti occidentali come Boston Dynamics, è diventato negli ultimi due anni la piattaforma di riferimento in praticamente ogni università con un programma di robotica attivo, dagli Stati Uniti all’Europa, utilizzato per sperimentare algoritmi di intelligenza artificiale incarnata (embodied AI), controllo del movimento e interazione uomo-robot. Sul fronte industriale, il confronto più diretto è con player come Boston Dynamics, Tesla (che sviluppa il proprio umanoide Optimus) e la startup Figure AI, quest’ultima già al lavoro in uno stabilimento BMW negli Stati Uniti; Unitree, pur non avendo ancora annunciato accordi di fornitura su larga scala con grandi marchi occidentali, genera comunque oltre il 40% del proprio fatturato da mercati internazionali, segno di una domanda diffusa soprattutto tra centri di ricerca, integratori di sistemi e aziende tecnologiche che acquistano i suoi robot come base di sviluppo per applicazioni proprietarie.
Anche i quadrupedi Go2 hanno trovato clienti internazionali in ambiti come sicurezza, ispezioni industriali e persino applicazioni ricreative o educative, complice un prezzo di partenza molto più basso rispetto ai concorrenti storici del settore.
Il debutto in Borsa è un successo: cosa significa?
Il collocamento sullo Star Market di Shanghai, il listino tecnologico riservato alle startup innovative, ha visto Unitree vendere circa 40,45 milioni di azioni, pari al 10% del capitale allargato, a un prezzo di 150,80 yuan, raccogliendo circa 6,1 miliardi di yuan (poco più di 900 milioni di dollari). La domanda da parte degli investitori retail è stata a dir poco eccezionale: circa 9,8 milioni di conti di investimento al dettaglio si sono contesi appena 9,7 milioni di azioni destinate al pubblico, con un tasso di assegnazione di appena lo 0,018%, un record assoluto per lo Star Market.
All’apertura delle contrattazioni il titolo è schizzato fino a 1.100 yuan, il 629% in più rispetto al prezzo di collocamento, portando la capitalizzazione a circa 445 miliardi di yuan (66 miliardi di dollari), prima di ritracciare parzialmente sotto i 900 yuan nelle ore successive; il rapporto prezzo/utili implicito ha toccato quota 219 volte, contro una media di settore di circa 38,6 volte, segno di quanto gli investitori cinesi stiano scommettendo sul futuro della robotica più che sui fondamentali attuali. Tra i soci e sostenitori strategici dell’azienda figurano nomi di peso come Tencent e la startup di intelligenza artificiale DeepSeek, oltre a diversi soggetti legati allo stato come China National Petroleum e China Telecom. Il debutto è arrivato non a caso in concomitanza con l’apertura della World Robot Conference di Pechino, la principale fiera cinese del settore, e i proventi della quotazione, secondo l’azienda, verranno destinati a ricerca avanzata sull’intelligenza artificiale incarnata, all’ampliamento della capacità produttiva e alla costruzione di un nuovo polo manifatturiero: un investimento che punta a consolidare Unitree come punta di diamante della strategia cinese per dominare la prossima generazione di robotica al servizio dell’industria e non solo.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Redazione
Source link



