La lettera aperta del maestro panettiere di Lasa, Markus Hofer, rivolta al presidente dell’Alto Adige, Arno Kompatscher, rappresenta per l’associazione per la tutela dei consumatori Robin un accorato appello sul caro energia che non può rimanere inascoltato. Robin esprime la propria solidarietà al piccolo imprenditore e alla sua richiesta di misure concrete a sostegno dell’artigianato locale.

Quello che Hofer descrive non sembra essere un caso isolato. In particolare, piccole imprese artigiane, esercizi di vicinato, panifici, attività di ristorazione e imprese familiari devono fare i conti con elevati costi energetici, del personale e di gestione. Quando, nonostante il duro lavoro, alla fine del mese rimane appena il necessario per sopravviverespesso neanche quelloci si deve necessariamente porre la domanda se queste attività abbiano ancora un futuro.

«Da tempo ci chiediamo: perché la protesta non è molto più forte? – scrive il direttore di Robin, Walther Andreaus -. Non è accettabile che le piccole imprese debbano passare da un mese all’altro da 2.000 a 5.000 euro di bolletta elettrica, solo perché crisi internazionali fanno esplodere il prezzo del gas. L’energia idroelettrica, da cui l’Alto Adige copre tutti i propri consumi, non è affatto toccata da queste crisi. Un’esplosione dei prezzi su questa base non è quindi in alcun modo giustificabile perché colpisce piccole imprese e famiglie in maniera del tutto ingiustificata. Lo Statuto di Autonomia del Trentino Alto Adige ci darebbe gli strumenti per un controllo del prezzo locale dell’energia elettrica. È tempo di utilizzarli. Davvero peccato che la politica non abbia mai chiesto la regionalizzazione del prezzo dell’energia tramite un’apposita norma di attuazione».

Per Robin, la lettera aperta rivolta a Kompatscher rappresenta molto più della denuncia di un singolo imprenditore. Essa rende visibile un problema che riguarda sempre più piccole attività: i costi energetici sono diventati una voce di spesa fondamentale che non può essere semplicemente trasferita sui clienti. Le piccole imprese non possono aumentare i prezzi a piacimento senza rischiare di perdere la clientela.

E quando scompare un’attività di vicinato, scompare molto più di un semplice negozio: sono in gioco posti di lavoro, valore aggiunto locale, brevi distanze, qualità della vita e vitalità dei nostri paesi.

Robin considera particolarmente importante la questione di come l’Alto Adige gestisca la propria ricchezza idroelettrica. La popolazione e l’economia locale devono poter beneficiare in modo concreto e tangibile di questa risorsa rinnovabile. Non può essere sufficiente continuare a sottolineare l’importanza dell’energia idroelettrica mentre famiglie e piccole imprese lamentano contemporaneamente bollette elettriche elevate.

Robin sostiene pertanto la richiesta di un serio dibattito politico su come utilizzare maggiormente l’energia idroelettrica altoatesina per alleggerire i costi di famiglie e imprese locali.

«L’appello di Lasa dovrebbe essere un campanello d’allarme – sottolinea Andreaus -. Non possiamo aspettare che chiuda l’ultimo panettiere, artigiano o esercizio di vicinato prima di preoccuparci della sopravvivenza dei nostri paesi. Se vogliamo preservare le piccole imprese dobbiamo garantire loro la possibilità di sopravvivere economicamente».

Robin chiede, pertanto, alla Giunta provinciale di prendere sul serio le preoccupazioni delle microimprese e di avviare finalmente un dibattito aperto sulla politica energetica altoatesina e sull’utilizzo del vantaggio derivante dall’energia idroelettrica. Perché dietro ogni bolletta elettrica c’è una persona. E dietro ogni piccola impresa ci sono persone, famiglie e un pezzo della vita dei nostri paesi.

Questo il contenuto della lettera aperta inviata da Hofer a Kompatscher.

«Egregio Governatore Kompatscher, nei media e nei discorsi politici si lamenta ripetutamente la scomparsa delle attività commerciali locali nelle zone rurali. Ci si interroga sul perché le attività tradizionali chiudano e i giovani se ne vadano. Se cercate una risposta, non dovete andare lontano. La potete trovare proprio qui con me, in Val Venosta. Mi chiamo Markus Hofer. Sono il “panettiere del paese” di Laas e gestisco il più piccolo panificio artigianale dell’Alto Adige. Amo il mio mestiere, rifornisco il mio paese di pane fresco ogni giorno e sono in panificio tutte le sere. Ma la politica statale sta sistematicamente soffocando noi piccole imprese. Sono con le spalle al muro e, se non cambia nulla, la mia attività sarà presto tra le prossime a chiudere definitivamente.

La realtà è questa: per un piccolo negozio con annesso panificio, pago ormai 2.000 euro al mese di bollette elettriche. Il picco massimo ha raggiunto quasi i 5.000 euro. È una cifra assolutamente insostenibile per una piccola impresa. La situazione è così grave che non riesco a versare contributi pensionistici da sei anni. Lavoro fino allo sfinimento ogni sera, solo per coprire i costi fissi e pagare le bollette a fine mese, mentre so di essere destinato alla povertà in vecchiaia.

Come può, signor Governatore, una piccola attività artigianale sopravvivere in queste condizioni? Ciò che rende questa situazione un’intollerabile ingiustizia è il contesto storico e morale del nostro Stato. Viviamo in una regione che produce enormi quantità di energia elettrica pulita e a prezzi accessibili grazie all’energia idroelettrica. I nostri antenati qui in Val Venosta – basti pensare alla tragica sorte di Alt-Graun e all’inondazione del Lago di Resia – dovettero letteralmente abbandonare le loro case e le loro fattorie, furono espropriati e cacciati via affinché si potessero costruire questi bacini idrici e queste centrali idroelettriche. La gente fece un sacrificio enorme allora. E qual è il ringraziamento che riceviamo oggi? Mentre la popolazione e le imprese locali sono spietatamente costrette a pagare prezzi esorbitanti per l’elettricità, la compagnia energetica provinciale Alperia incassa profitti record di centinaia di milioni di euro anno dopo anno.

Il fatto che i politici si nascondano dietro le leggi europee, il libero mercato e il principio di merito per giustificare il fatto che dobbiamo pagare i “prezzi del gas”per la nostra stessa energia idroelettrica è semplicemente inaccettabile per cittadini e imprese. Questo non è un libero mercato; sembra piuttosto uno sfruttamento sistematico a spese dei contribuenti. I profitti derivanti dall’energia idroelettrica altoatesina non devono finire nei bilanci di un gigante energetico che dissangua la propria gente. Questi servizi, sotto forma di tariffe accessibili, devono tornare ai cittadini e alle piccole imprese artigianali locali che costituiscono il fondamento dei nostri borghi.

Come Governatore e responsabile ultimo di questa regione, la esorto a utilizzare finalmente l’Autonomia del Trentino Alto Adige quando si tratta della sopravvivenza stessa della sua popolazione:

1. Introdurre una tariffa regionale effettiva e protetta per artigiani e fornitori locali, basata sui costi di produzione reali dell’energia idroelettrica nazionale e non su speculazioni di borsa.

2. Esentare immediatamente le microimprese a conduzione familiare dal pagamento dei contributi previdenziali e pensionistici, affinché il duro lavoro torni a garantire la sicurezza nella vecchiaia, anziché sfociare in difficoltà economiche.

Se la Regione non interviene immediatamente per fermare la svendita di queste attività, non sarà solo il più piccolo panificio artigianale dell’Alto Adige a chiudere i battenti. La vitalità dei nostri borghi morirà per sempre.

Non mi aspetto da Lei risposte burocratiche di circostanza, ma risposte concrete e azioni a favore degli artigiani altoatesini».

Con i più cordiali saluti da Laas

Markus Hofer, titolare di “DorfBeck Laas”

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