Roma, 25 agosto 2026 – Si va verso una proroga del taglio sulle accise del diesel (17 centesimi al litro) per poi studiare una misura basata sulle fasce di reddito. Si è svolta oggi una riunione tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, il leader di Noi moderati Maurizio Lupi e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, dedicata alla situazione dei prezzi dei carburanti e alle misure di sostegno.

Proroga delle accise e “sconti in base al reddito”

Lo spiegano fonti di Palazzo Chigi, annunciando che “domani è previsto un nuovo Consiglio dei ministri (alle 18), che dovrebbe prorogare per alcuni giorni le misure già in vigore, così da consentire al Governo di lavorare a un intervento più mirato”. “Quella in scadenza domani – aggiungono –, dunque, non sarà la misura definitiva, ma servirà a consentire di mettere a punto il provvedimento nei tempi che sono necessari. L’obiettivo è predisporre una misura maggiormente concentrata sulle fasce di reddito che hanno più bisogno del sostegno dello Stato, rendendo così l’intervento più efficace e selettivo”.

Domani il Cdm

Dal Consiglio dei ministri di domani arriverà dunque una proroga, presumibilmente fino a inizio settembre (in modo da coprire il controesodo del prossimo weekend), del taglio delle accise sul diesel. ”Faremo domani un consiglio dei ministri, intanto prorogheremo lo sconto diesel. Poi stiamo ragionando più a lungo termine, occorrono dei soldi ovviamente e i soldi vanno chiesti laddove ci sono”. Lo ha detto il ministro dei Trasporti e vicepremier, Matteo Salvini, a margine del Meeting di Rimini, rispondendo a chi gli chiede della proroga del taglio delle accise sui carburanti. Proroga che sarà ”di alcuni giorni, fino a settembre immagino. Poi io vorrei fare qualcosa di più continuativo, di più sostanzioso”, ha spiegato il ministro.

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Sconti in base al reddito

La proroga servirà al governo per studiare un sistema più “stabile” di aiuti visto che la crisi di Hormuz non sembra destinata a risolversi nel breve. In particolare il Governo starebbe studiando interventi a favore delle fasce più deboli e non più un intervento generalizzato sulle accise. :a già si sono levati voci contrarie a eventuali bonus (ad esempio per gli autotrasportatori), social card o comunque interventi basati sull’Isee. “No a sconti mirati, bonus o social card riservati solo ad alcune fasce di reddito: qualsiasi nuova misura del governo contro il caro carburanti deve riguardare tutti gli automobilisti”. Lo afferma il Codacons, criticando l’orientamento dell’esecutivo verso aiuti concentrati esclusivamente sulle fasce di reddito più bisognose. Una scelta che per il Codacons sarebbe “profondamente sbagliata: limitare gli aiuti alle sole famiglie con redditi o Isee più bassi non abbasserebbe i prezzi alla pompa e lascerebbe milioni di automobilisti completamente esposti ai rincari. Il risultato sarebbe quello di scaricare ancora una volta il peso del caro carburanti sul ceto medio, troppo ricco per accedere agli aiuti ma non abbastanza da poter assorbire senza conseguenze l’aumento continuo dei costi per gli spostamenti”.

Intanto il diesel vola oltre i 3 euro

Una riunione, quella di oggi, che è arrivata in giorni e ore in cui, nonostante il taglio delle accise, in alcuni tratti autostradali in prezzo del diesel ha superato i 3 euro, come denunciato dal Codacons.

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Tassa sugli extraprofitti, l’Italia ci pensa

“L’Italia continua a portare avanti con determinazione la propria iniziativa sul tema del contributo sugli extraprofitti del settore energetico, promuovendone la discussione a livello europeo”. È quanto sottolineano fonti di palazzo Chigi secondo cui “è fondamentale tuttavia chiarire un equivoco sul metodo: la Commissione Europea non è stata ‘interrogata’ per un parere o un’autorizzazione vincolante su questo specifico punto, né si è di fronte a una censura o un rigetto delle posizioni italiane”. “A differenza della missiva che l’Italia indirizzò al Commissario Hoekstra il 3 aprile scorso insieme ad altri quattro Stati membri (tra cui la Germania), la lettera inviata dall’Italia (insieme ad altri cinque Paesi dell’Unione europea) il 22 agosto – si sottolinea – è un documento indirizzato alla presidenza di turno irlandese nell’ambito della filiera in sede Ecofin. Si tratta perciò di un’iniziativa politica pensata per aprire un confronto diretto e un dibattito tra i ministri delle Finanze dei Paesi membri. La commissione non è dunque il destinatario di un’istanza formale di valutazione, ma la discussione attiene al dialogo politico sovranazionale tra Stati membri“.

La posizione della Ue sugli extraprofitti

Nel corso della riunione è stata infatti affrontata anche la questione tassazione extraprofitti delle case petrolifere dopo la posizione assunta dalla Commissione europea, interpellata da sei Stati fra cui l’Italia, si è di fatto smarcata affermando che per tassare gli extraprofitti (in questo caso quelli delle aziende energetiche e petrolifere) non serve il via libera della Ue. Gli Stati membri possono farlo in base alle loro leggi nazionali. 

“La tassazione degli extraprofitti è di competenza degli Stati membri, che possono agire sulla base della legislazione nazionale”. Ha detto una portavoce della Commissione europea interpellata da Italia e Germania, con Austria, Polonia, Portogallo e Spagna sull’eventualità che l’esecutivo comunitario faccia proposte in tal senso. “Gli Stati membri possono già avvalersi dei propri poteri fiscali nazionali per affrontare i costi in termini di equità sociale e per progettare misure come la tassazione degli extraprofitti, se lo desiderano, come indicato nella comunicazione AccelerateEU del 22 aprile”.

Una questione che divide la maggioranza con la Lega che spinge per questa soluzione (che a onor del vero non è così facile da applicare come ha dimostrato il caso banche) con Forza Italia che è contraria e Fratelli d’Italia nel mezzo.


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