“La tragedia che ha colpito Allumiere alla vigilia del Palio ha lasciato un segno profondo nella nostra comunità. La morte di due giovani, arrivati nel nostro paese per prestare la loro opera e contribuire allo svolgimento della festa, ha ammutolito tutti.
Sono stati momenti di dolore autentico, di incredulità e di grande partecipazione umana. Fin dalle prime ore, Protezione civile, Carabinieri, Polizia locale, personale medico e infermieristico di Allumiere hanno messo a disposizione ogni energia per affrontare la drammaticità di quanto accaduto.
Di fronte a una tragedia simile, il Comitato organizzatore, composto dal Comune e dalla Pro Loco, ha assunto immediatamente una decisione precisa: fermare la programmazione pomeridiana e rinviare le prove al dopocena.
È importante ricordare, perché in questi giorni qualcuno sembra averlo dimenticato o ignorato, che la sera del sabato non si sono svolte le sei grandi feste delle contrade, né il concerto previsto in via Roma. Le contrade hanno condiviso questa scelta senza alcuna obiezione, rinunciando a investimenti già sostenuti e a incassi importanti. Non erano feste private, ma appuntamenti che coinvolgono migliaia di persone e rappresentano una parte fondamentale della vita del Palio.
Abbiamo quindi scelto di fermarci, di modificare profondamente il programma e di vivere quella giornata nel segno del dolore e della consapevolezza.
Allo stesso tempo, abbiamo deciso di non cancellare completamente il Palio e di proseguire, con modalità compatibili con quanto accaduto.
Questa scelta non nasce dalla volontà di minimizzare la morte di due giovani. È esattamente il contrario. Nasce dalla convinzione che il rispetto per chi non c’è più non possa essere trasformato in una contrapposizione politica o in una gara a chi pronuncia le parole più dure.
Quei due ragazzi, pur non essendo conosciuti personalmente dalla comunità, erano arrivati ad Allumiere per lavorare e dare il loro contributo alla nostra festa. Per questo, nel momento stesso in cui sono entrati nel nostro paese, li abbiamo sentiti parte della nostra comunità. È questo il senso dell’accoglienza che appartiene ai piccoli paesi e, in particolare, ad Allumiere.
In passato purtroppo abbiamo avuto grandi tragedie durante i festeggiamenti del Palio di ragazzi di Allumiere, contradaioli e coinvolti direttamente nel Palio e abbiamo assunto gli stessi atteggiamenti e comportamenti.
È difficile spiegare il lavoro del Palio all’esterno, ci si lavora per un anno, ci si prepara organizzando la propria vita in funzione di quella data, si cucina, si cuciono i vestiti, si trovano i figuranti, si allenano gli asini, si chiamano i veterinari, si fanno i documenti amministrativi e sanitari, si programmano tutte le attività delle contrade facendo coincidere il tutto per quel momento. La messa in opera di strutture palchi e tribune, interramento e rimozione, pulizie e movimenti di ogni genere è un incastro perfetto fatto sia da ditte esterne e interne ma anche da tanti volontari che possono adoperarsi solo in determinati giorni in funzione delle loro ferie e dei loro impegni familiari e professionali.
Non è un problema di soldi, che perlopiù vengono dal lavoro delle Contrade e dei cittadini di Allumiere, ma la specificità di unicum che si realizza e si concretizza solo facendo girare bene il tutto in un determinato momento.
In queste ore, invece, abbiamo assistito a un crescendo di polemiche, attacchi e giudizi molto duri nei confronti della nostra comunità e delle decisioni assunte dall’amministrazione. Le critiche sono legittime. Le opinioni diverse sono legittime. Anche contestare le scelte dell’amministrazione è legittimo.
Quello che non possiamo accettare è che una tragedia venga utilizzata per denigrare un’intera comunità, attribuendo intenzioni o responsabilità senza conoscere fino in fondo i fatti e le decisioni che sono state assunte nelle ore più drammatiche.
Non intendiamo alimentare una polemica con chi ha espresso opinioni diverse. Ma abbiamo il dovere di ristabilire la verità dei fatti.
Allumiere non ha festeggiato come se nulla fosse accaduto. Allumiere si è fermata, ha sospeso una parte significativa delle iniziative, ha rinunciato a eventi già organizzati e finanziati dalle contrade e ha scelto successivamente, dopo aver valutato la situazione, di consentire lo svolgimento di ciò che era possibile mantenere nel programma.
Andare avanti non significa dimenticare. Andare avanti significa anche riconoscere che una comunità, dopo aver affrontato una tragedia, deve poter continuare a vivere, nel rispetto delle vittime e delle loro famiglie, senza rinunciare automaticamente alla propria identità, alla propria storia e alle proprie tradizioni.
Il Palio non è soltanto una manifestazione. È un appuntamento che per un anno intero coinvolge persone, contrade, associazioni, volontari e famiglie. È una parte importante della nostra identità collettiva.
Per questo abbiamo ritenuto che il dolore e il Palio potessero e dovessero convivere, con rispetto, sobrietà e consapevolezza.
Non accettiamo però che questa scelta venga descritta come indifferenza, superficialità o mancanza di rispetto verso le vittime. Chi era ad Allumiere in quelle ore ha visto con i propri occhi il silenzio, lo sgomento e la partecipazione della nostra gente.
Come sindaco sento innanzitutto il dovere di esprimere ancora una volta la mia vicinanza alle famiglie dei due giovani. Nessuna festa, nessuna tradizione e nessuna polemica politica potrà mai cancellare il dolore per due vite spezzate.
Ma sento anche il dovere di difendere la mia comunità quando viene rappresentata per ciò che non è.
Allumiere ha pianto. Allumiere si è fermata. Allumiere ha preso decisioni difficili. E poi ha scelto di andare avanti, non contro qualcuno e non dimenticando quanto accaduto, ma nel rispetto della propria comunità, della propria storia e anche della memoria di quei due giovani che, purtroppo, ad Allumiere hanno perso la vita”, lo afferma Luigi Landi, sindaco di Allumiere.
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