Oltre 2,6 milioni di euro per undici progetti agricoli della provincia di Cremona. È la quota che arriva sul territorio dal nuovo stanziamento con cui Regione Lombardia ha deciso di completare lo scorrimento della graduatoria dell’intervento SRD02 – Investimenti produttivi agricoli per ambiente, clima e benessere animale.
Il dato preciso per Cremona è di 2.603.537 euro per 11 interventi. A livello lombardo il nuovo finanziamento ammonta a 32.068.233 euro e consente di sostenere complessivamente altre 115 aziende agricole.
Ma per le imprese è importante capire che cosa è successo realmente.
Non è un nuovo bando: vengono finanziati progetti già ammessi
Le 115 aziende interessate avevano già presentato domanda ed erano risultate ammissibili al finanziamento, ma erano rimaste inizialmente escluse perché le risorse disponibili non erano sufficienti.
Regione Lombardia ha ora messo a disposizione nuovi fondi per far scorrere completamente la graduatoria.
Questo significa che i 2,6 milioni destinati al Cremonese non aprono una nuova finestra per presentare domande: servono a finanziare undici interventi già valutati positivamente.
È una distinzione importante per evitare che lo stanziamento venga interpretato come un nuovo bando accessibile da oggi.
Con l’ultimo intervento, il programma SRD02 raggiunge in Lombardia 216 progetti finanziati per oltre 101 milioni di euro di aiuti.
Cosa finanzia SRD02
L’intervento fa parte della programmazione della PAC 2023-2027 ed è costruito per sostenere investimenti produttivi che migliorino contemporaneamente competitività aziendale, prestazioni ambientali e condizioni degli allevamenti.
Il bando regionale da cui deriva la graduatoria riguarda tre azioni principali.
Ridurre emissioni e impatto degli allevamenti
L’Azione A finanzia investimenti destinati alla mitigazione dei cambiamenti climatici.
Tra gli interventi previsti rientrano sistemi capaci di ridurre le emissioni di metano, protossido di azoto e ammoniaca, oltre agli investimenti nella gestione degli effluenti.
Il bando comprende, per esempio:
- copertura delle strutture di stoccaggio degli effluenti;
- nuove strutture e sistemi di stoccaggio;
- impianti per movimentazione e trattamento degli effluenti;
- macchine per una distribuzione più efficiente;
- scrubber e biofiltri per ridurre le emissioni di ammoniaca.
Sono interventi particolarmente rilevanti in territori ad alta densità zootecnica come quello cremonese. Le finalità e le tipologie di investimento sono definite direttamente dalle disposizioni attuative regionali dell’SRD02.
Acqua, suolo e prodotti fitosanitari
L’Azione B riguarda invece la tutela delle risorse naturali.
Gli investimenti possono interessare la qualità delle acque, la gestione dei prodotti fitosanitari e la protezione del suolo da fenomeni come erosione e compattamento.
Tra le spese previste dal bando figurano nuove macchine e attrezzature e sistemi, come i biobed, utilizzati per limitare l’inquinamento puntuale legato ai residui di prodotti fitosanitari.
Benessere animale e biosicurezza
Per il comparto zootecnico uno dei capitoli più rilevanti è l’Azione D.
Il principio non è semplicemente adeguare le strutture agli obblighi già esistenti. Gli investimenti finanziati devono determinare un miglioramento effettivo delle condizioni di allevamento.
La misura contempla interventi su:
- fabbricati zootecnici;
- spazio disponibile per gli animali;
- pavimentazioni;
- luce naturale;
- sistemi di alimentazione e abbeverata;
- aree esterne;
- sistemi innovativi e di precisione;
- biosicurezza.
Il bando regionale collega esplicitamente questi investimenti anche alla prevenzione sanitaria e all’antimicrobico-resistenza.
Il peso della biosicurezza per il settore suinicolo
Nel nuovo scorrimento regionale sono comprese 32 aziende suinicole e 83 imprese appartenenti ad altri comparti zootecnici.
Per il settore suinicolo, Regione Lombardia ha evidenziato in particolare il collegamento tra gli investimenti e il rafforzamento della biosicurezza, anche in relazione alla prevenzione della Peste suina africana.
Il dettaglio disponibile sul riparto provinciale non consente però di stabilire quante delle undici aziende cremonesi finanziate appartengano al comparto suinicolo. È quindi corretto fermarsi al dato complessivo provinciale senza attribuire ai singoli settori numeri non pubblicati.
Cremona riceve 2,603 milioni
Nel riparto del nuovo stanziamento, Cremona riceve 2.603.537 euro per 11 progetti.
La distribuzione regionale vede davanti Mantova, con 11,67 milioni per 49 progetti, Brescia con 9,05 milioni per 22 e Pavia con 3,62 milioni per 14. Seguono Bergamo e quindi Cremona.
Il dato cremonese assume però un peso particolare per la struttura produttiva del territorio, dove allevamento e filiere zootecniche rappresentano una componente centrale dell’agricoltura provinciale.
Per le aziende il punto è la capacità di investire
Lo scorrimento della graduatoria risolve un problema concreto.
Le imprese interessate avevano già predisposto progetti, affrontato l’istruttoria e ottenuto una valutazione positiva, ma non disponevano della copertura finanziaria necessaria a causa dell’esaurimento della dotazione iniziale.
Con l’incremento delle risorse questi investimenti possono ora entrare nella fase realizzativa prevista dalla misura.
Non si tratta quindi di contributi destinati alla gestione corrente o di ristori per una perdita produttiva.
Sono risorse legate a investimenti aziendali.
Ed è probabilmente questo il punto più importante da leggere dietro i 2,6 milioni destinati al Cremonese: denaro pubblico che deve trasformarsi in strutture, macchine, tecnologie e sistemi di allevamento capaci di migliorare efficienza produttiva e sostenibilità.
Cosa deve sapere chi non era in graduatoria
Per le altre aziende agricole la notizia va letta con attenzione.
Questo specifico stanziamento non consente di presentare oggi una nuova domanda SRD02 sulle stesse risorse.
La procedura originaria relativa alle azioni A, B e D aveva una dotazione iniziale di 61 milioni di euro e beneficiari costituiti da imprenditori agricoli individuali e società agricole, comprese le cooperative, secondo i requisiti fissati dal bando.
Eventuali nuove opportunità dovranno quindi derivare da ulteriori bandi o aperture della programmazione regionale PAC.
Il punto
Per Cremona la notizia sono certamente i 2,6 milioni di euro.
Ma il dato assume più significato se si guarda a cosa finanzieranno: undici investimenti già progettati e giudicati ammissibili, che potranno intervenire su emissioni, effluenti, risorse naturali, strutture zootecniche, benessere animale e biosicurezza.
Non un contributo distribuito indistintamente alle aziende, quindi, e nemmeno un nuovo sportello.
È lo sblocco di progetti rimasti fino a oggi senza copertura finanziaria.
E in un territorio fortemente zootecnico come quello cremonese, sarà soprattutto nella qualità degli investimenti realizzati che si misurerà l’effetto concreto di quei 2.603.537 euro.
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