Settembre è un mese delicato per molte famiglie che vivono con un solo reddito o che, dopo la perdita del lavoro, devono fare i conti con un’entrata mensile ridotta. Per chi è disoccupato, però, ci sono due prestazioni che possono arrivare nello stesso periodo: NASpI e Assegno Unico.
Quanto può ricevere complessivamente una famiglia a settembre? Non esiste una cifra uguale per tutti, perché la NASpI cambia in base alla precedente retribuzione e alla durata della disoccupazione, mentre l’Assegno unico dipende dall’ISEE e dall’età dei figli.
Per questo, per capire quanto può entrare davvero nel bilancio familiare, bisogna mettere insieme le due prestazioni e fare qualche esempio concreto.
NASpI e Assegno Unico, le due prestazioni possono spettare insieme
Partiamo col dire chi sono i beneficiari delle due prestazioni e a quanto queste ammontano.
La NASpI è l’indennità mensile riconosciuta dall’INPS ai lavoratori che hanno perso involontariamente il posto di lavoro. L’importo non è fisso: viene calcolato sulla base della retribuzione imponibile media degli ultimi quattro anni e, con il passare dei mesi, può diminuire. L’INPS prevede infatti una riduzione del 3% ogni mese a partire dal sesto mese di fruizione (per chi ha almeno 55 anni alla data della domanda, la riduzione parte dall’ottavo mese).
Accanto alla NASpI può spettare anche l’Assegno Unico, che non viene meno semplicemente perché uno dei genitori è disoccupato. Tale misura spetta per ogni figlio minorenne e, fino al compimento dei 21 anni, anche per i figli maggiorenni che rispettano determinate condizioni. Ad esempio se studiano, svolgono un tirocinio o un’attività lavorativa con reddito inferiore al limite previsto, sono disoccupati ma cercano lavoro oppure svolgono il servizio civile.
Assegno unico 2026: quanto spetta per un figlio minorenne
L’importo dell’Assegno unico per ciascun figlio (sia minorenne che maggiorenne) varia in base all’ISEE.
Per un figlio minorenne si parte da un massimo di 203,80 euro al mese, riconosciuto alle famiglie con ISEE fino a 17.468,51 euro. L’importo scende progressivamente con l’aumentare dell’ISEE, fino al minimo di 58,30 euro al mese per chi non presenta un ISEE valido o ha un ISEE pari o superiore a 46.582,71 euro.
Sono inoltre previste maggiorazioni in determinate situazioni, ad esempio per i figli successivi al secondo, per i figli con disabilità, per i bambini sotto l’anno di età e in altri casi stabiliti dalla normativa.
Questo significa che una famiglia disoccupata con un ISEE basso può ricevere una quota di Assegno Unico sensibilmente superiore rispetto a una famiglia con ISEE elevato.
Figlio maggiorenne: l’Assegno Unico continua fino a 21 anni
Il compimento dei 18 anni non fa necessariamente perdere l’Assegno Unico. L’INPS riconosce infatti la prestazione anche per i figli maggiorenni fino a 21 anni, ma soltanto se il ragazzo o la ragazza:
- frequenta un percorso scolastico o di formazione, o un corso di laurea,
- svolge un tirocinio o un’attività lavorativa con reddito complessivo inferiore a 8.000 euro annui,
- è registrato come disoccupato in cerca di lavoro presso i servizi pubblici per l’impiego,
- svolgere il servizio civile universale.
Per il figlio maggiorenne l’importo base è inferiore rispetto a quello riconosciuto per un minore e varia anch’esso in funzione dell’ISEE. Si va da un massimo di 99,10 euro mensili a un minimo di 29,10 euro.
Di conseguenza, nel calcolo del sostegno complessivo di una famiglia disoccupata bisogna considerare anche l’età del figlio: un nucleo con un bambino di 10 anni e uno con un figlio di 19 anni non riceveranno lo stesso importo a titolo di Assegno Unico.
Esempi: quanto può ricevere una famiglia tra NASpI e Assegno unico
Facciamo qualche esempio per capire meglio come funzionano insieme le due prestazioni.
Famiglia con un figlio minorenne e NASpI da 1.000 euro.
Se l’ISEE rientra nella fascia più bassa e per il figlio spetta l’importo massimo ordinario di 203,80 euro, il nucleo può arrivare a circa 1.203,80 euro complessivi nel mese, considerando NASpI e Assegno Unico e senza eventuali maggiorazioni.
Famiglia con un figlio minorenne e NASpI da 1.500 euro.
Con lo stesso ISEE e quindi con un Assegno Unico di 203,80 euro, il totale mensile arriva a circa 1.703,80 euro.
Famiglia con un figlio maggiorenne di 19 anni e NASpI da 1.200 euro.
Se il figlio rientra nelle condizioni che consentono di ricevere l’Assegno Unico fino a 21 anni, alla NASpI si aggiunge la quota spettante per il maggiorenne. Con un ISEE in fascia più bassa, spettano 99,10 euro mensili. Il totale, quindi, sarà quasi di 1.300 euro mensili tra indennità e AUU.
Famiglia con ISEE elevato.
Anche in questo caso l’Assegno Unico non viene necessariamente azzerato. La misura è infatti universale: nel 2026, anche senza ISEE valido o con ISEE pari o superiore a 46.582,71 euro, spetta l’importo minimo previsto, pari a 58,30 euro per ciascun figlio minorenne. Con una NASpI pari a 900 euro al mese, si raggiungono comunque i 958,30 euro mensili.
Gli esempi servono quindi a mostrare un punto fondamentale: non esiste un importo unico della coppia NASpI + Assegno unico. Per sapere quanto arriverà effettivamente a settembre bisogna guardare alla propria NASpI e all’importo AUU riconosciuto nella posizione INPS.
Come sapere quanto arriverà a settembre
Chi percepisce entrambe le prestazioni può controllare separatamente i due pagamenti nella propria area personale INPS.
Per una famiglia in cui uno dei due genitori (o tutti e due) ha perso il lavoro, quindi, settembre può portare due entrate distinte: da una parte la NASpI, che sostituisce in parte il reddito da lavoro perduto, dall’altra l’Assegno Unico, destinato a sostenere le spese per i figli.
La somma effettiva dipenderà dalla situazione individuale, ma per chi ha un ISEE basso e figli a carico l’AUU può rappresentare un’integrazione importante proprio in un periodo dell’anno in cui aumentano le spese, tra scuola, libri, attività sportive e altre necessità familiari.
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