26 set 2026
Qatar National Bank ha collegato principalmente la fiacca performance economica della Germania alle crescenti tensioni sul suo assetto industriale orientato all’export, che per molti anni è stato un pilastro della potenza economica del Paese, secondo il commento settimanale di QNB citato dalla QNA. La banca ha indicato l’aumento delle spese energetiche, la concorrenza più agguerrita della Cina e i limiti strutturali interni come fattori che gravano sempre più su quell’assetto.
QNB ha osservato che la capacità della Germania, in quanto maggiore economia europea, di rimodellare il proprio approccio economico, come hanno iniziato a fare altri Paesi dell’area euro quali la Spagna, determinerà le prospettive del continente nei prossimi anni. La banca ha affermato che per riuscirvi la Germania dovrà ammodernare le infrastrutture, attuare riforme strutturali per ridurre gli oneri amministrativi e adeguare la propria base industriale ai mutamenti dell’economia globale.
Secondo QNB, la Germania, un tempo principale motore di crescita dell’area euro, è ora diventata una delle economie in ritardo della regione. La produzione reale si è contratta nel 2023, è rimasta piatta nel 2024 ed è cresciuta solo lievemente, dello 0,2%, nel 2025. Anche mentre le economie dell’area euro continuavano a crescere a un ritmo più sostenuto, la Germania ha ripreso quest’anno una modesta crescita positiva.
La banca ha osservato che gran parte della persistente fragilità economica tedesca deriva dalla debole performance del settore industriale, in particolare della manifattura e del Mittelstand orientato all’export, descritto come la fitta rete di piccole e medie imprese, spesso a proprietà familiare, che costituisce la spina dorsale dell’occupazione e delle esportazioni tedesche. QNB ha chiarito che il Mittelstand indica l’ampia rete tedesca di piccole e medie imprese, molte delle quali a proprietà familiare, che occupano un posto centrale nell’occupazione e nelle esportazioni e sono ampiamente considerate una spina dorsale dell’economia tedesca.
Il rapporto ha affermato che comprendere i problemi che la Germania deve affrontare è importante per tutta l’Europa, dato il peso economico del Paese e i suoi estesi legami di filiera con i vicini. Ha osservato che la fragilità dell’economia tedesca emerge con maggiore evidenza nella manifattura, dove il valore aggiunto ha raggiunto il picco nel 2017, mentre la produzione industriale complessiva si colloca ora circa il 15% al di sotto del precedente massimo. Si tratta di un declino che si estende per gran parte dell’ultimo decennio, non di un singolo anno negativo.
QNB ha aggiunto che le stime del FMI mostrano come manifattura e costruzioni abbiano costituito la parte preponderante del divario di crescita della Germania rispetto all’area euro, con gran parte della differenza che riflette una prolungata sottoperformance e una crescita debole più che forze cicliche transitorie. La banca ha rilevato che l’industria rappresenta circa un quinto della produzione tedesca, una quota molto maggiore rispetto a Francia o Stati Uniti, il che rende la sua debolezza significativa per l’intera economia, dagli investimenti all’occupazione.
QNB ha individuato tre principali dimensioni della sottoperformance economica tedesca: la recessione industriale al suo centro, la stretta sulla competitività che affronta il Mittelstand e i venti contrari di breve periodo derivanti dai costi energetici.
La prima dimensione, ha spiegato QNB, è la debole performance del settore industriale tedesco, che affronta profondi problemi strutturali che frenano la crescita economica. Anni di investimenti insufficienti hanno lasciato infrastrutture invecchiate e un ritardo duraturo nella digitalizzazione, mentre una popolazione in età lavorativa in contrazione, persistenti carenze di manodopera qualificata e una pesante burocrazia frenano la crescita potenziale. Gli elevati costi unitari relativi del lavoro hanno inoltre indotto alcune imprese a spostare nuovi investimenti all’estero.
In questa situazione, il governo ha portato avanti una significativa espansione fiscale, che comprende ingenti finanziamenti per progetti infrastrutturali e maggiori spese per la difesa attraverso una riforma del limite costituzionale al debito. Si prevede che ciò sosterrà la domanda a partire dal 2026. Tuttavia l’effetto del pacchetto dipenderà dall’efficienza della sua attuazione e dalla sua combinazione con le riforme strutturali necessarie a rilanciare la competitività.
La seconda dimensione è la crescente stretta sulla competitività che affronta il Mittelstand. Nel corso degli ultimi due decenni, la Cina si è trasformata da mercato di esportazione cruciale in un rivale temibile, scalzando macchinari e veicoli tedeschi sia nei mercati terzi sia all’interno della Cina stessa. Il rapporto ha osservato che, poiché le esportazioni tedesche di merci sono più esposte alla Cina di quelle francesi o italiane, queste pressioni gravano in modo particolarmente duro sul settore industriale tedesco orientato all’export.
QNB ha rilevato che le esportazioni tedesche verso la Cina sono calate di oltre il 12% su base annua nel primo semestre del 2026, riducendo la Cina a soltanto il nono mercato per le merci tedesche, una posizione che sarebbe sembrata inconcepibile solo cinque anni prima, quando la Cina era al secondo posto. Al contempo, oltre tre quarti delle aziende tedesche di ingegneria meccanica considerano la Cina la loro maggiore minaccia strategica.
La terza dimensione è l’effetto di breve e medio periodo dei prezzi dell’energia e ciò che essi significano per la competitività dell’industria tedesca. QNB ha spiegato che i prezzi industriali dell’elettricità in Germania sono circa il doppio di quelli degli Stati Uniti, riflettendo le conseguenze durature della perdita del gas economico via gasdotto. Ciò rappresenta un onere specifico per le industrie a forte intensità energetica che sostengono molte filiere industriali.
Il rapporto ha sottolineato che, sebbene i prezzi all’ingrosso del gas e dell’elettricità in Germania si siano attenuati rispetto ai picchi della crisi, restano ben al di sopra dei livelli precedenti al 2022 e dei prezzi pagati da numerosi concorrenti internazionali. QNB ha concluso che le aziende industriali tedesche continuano ad affrontare un duro periodo di aggiustamento mentre investono in efficienza energetica e si adattano a un panorama energetico più costoso. Ha aggiunto che l’escalation in Medio Oriente ha ulteriormente aggravato questa debolezza.
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