#Finsubito news dalla rete – cosa cambia con la riforma della disabilità


Il Piano Educativo Individualizzato continua a rappresentare uno degli strumenti principali per garantire l’inclusione scolastica degli alunni e degli studenti con disabilità.

Nel 2026, però, il tema del PEI assume una particolare rilevanza alla luce delle nuove disposizioni introdotte dalla riforma della disabilità.

È importante chiarire subito un punto: il modello nazionale di PEI attualmente utilizzato resta quello previsto dal Decreto interministeriale 182 del 2020, successivamente modificato dal Decreto interministeriale 153 del 2023.

Non è quindi corretto parlare, al momento, di un nuovo modello nazionale di PEI che abbia completamente sostituito quello attuale.

La vera novità riguarda soprattutto il progressivo cambiamento del sistema di valutazione della disabilità e il maggiore raccordo tra scuola, servizi e progetto di vita della persona.

PEI 2026: quale modello si utilizza?

Anche nel 2026 il riferimento per la redazione del PEI rimane il modello nazionale aggiornato dal Decreto interministeriale 153 del 2023.

Il PEI viene elaborato e approvato dal GLO, il Gruppo di Lavoro Operativo per l’inclusione, e deve descrivere il percorso educativo e didattico dell’alunno o dello studente con disabilità.

Il documento non riguarda soltanto il docente di sostegno.

La progettazione deve coinvolgere l’intero consiglio di classe o team docente, la famiglia e le altre figure previste dalla normativa.

Il PEI deve quindi essere considerato uno strumento collegiale e non un semplice adempimento burocratico.

Le quattro dimensioni del PEI

La progettazione continua a essere organizzata attraverso quattro dimensioni fondamentali:

  • relazione, interazione e socializzazione;

  • comunicazione e linguaggio;

  • autonomia e orientamento;

  • dimensione cognitiva, neuropsicologica e dell’apprendimento.

Queste dimensioni consentono di osservare il funzionamento dell’alunno in maniera complessiva, evitando di concentrarsi esclusivamente sulla diagnosi o sulle difficoltà.

Il PEI deve infatti considerare anche il contesto nel quale lo studente vive e apprende.

Barriere e facilitatori

Uno degli aspetti centrali della progettazione riguarda l’individuazione delle cosiddette barriere e dei facilitatori.

Le barriere sono quegli elementi del contesto che possono rendere più difficile la partecipazione, la comunicazione o l’apprendimento.

I facilitatori, invece, sono gli elementi che possono favorire l’autonomia, la partecipazione e l’inclusione.

Possono rientrare tra i facilitatori le metodologie didattiche, gli strumenti tecnologici, l’organizzazione degli spazi, il supporto dei compagni, le modalità comunicative e tutte quelle strategie che consentono allo studente di partecipare più efficacemente alla vita scolastica.

Il principio fondamentale è quindi quello di intervenire non soltanto sulle difficoltà dello studente, ma anche sul contesto.

La vera novità: un nuovo sistema di valutazione della disabilità

La principale evoluzione del quadro normativo è collegata al Decreto legislativo 62 del 2024.

La riforma introduce un nuovo sistema di valutazione della disabilità e una valutazione multidimensionale finalizzata anche alla costruzione del Progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato.

La prospettiva cambia: non si guarda soltanto alla condizione della persona, ma anche ai diversi contesti nei quali vive e alle misure necessarie per favorire autonomia, partecipazione e inclusione.

PEI e Progetto di vita non sono la stessa cosa

Un punto fondamentale da chiarire è che PEI e Progetto di vita non sono sinonimi.

Il PEI riguarda principalmente il percorso di inclusione scolastica e definisce gli interventi educativi e didattici necessari durante il percorso scolastico.

Il Progetto di vita ha invece una prospettiva più ampia e riguarda la persona nei diversi ambiti della vita.

I due strumenti sono differenti, ma la riforma punta a un loro maggiore raccordo.

L’obiettivo è evitare che gli interventi rivolti alla persona siano frammentati tra scuola, sanità, servizi sociali e altri soggetti coinvolti.

Che ruolo avrà il Profilo di Funzionamento?

Un altro elemento importante è rappresentato dal Profilo di Funzionamento.

A regime, questo documento dovrebbe fornire elementi fondamentali per la progettazione degli interventi e costituire un riferimento per la predisposizione del PEI e del progetto individuale.

La sua funzione è quella di descrivere il funzionamento della persona considerando non soltanto le caratteristiche individuali, ma anche l’interazione con il contesto.

La piena applicazione del nuovo sistema è però collegata alla fase di transizione prevista dalla riforma.

Cosa succede nel 2026?

Il 2026 rappresenta un anno particolarmente importante perché la riforma della disabilità è ancora interessata da una fase di sperimentazione.

La sperimentazione è stata progressivamente estesa a diverse province italiane e riguarda soprattutto il nuovo sistema di valutazione della disabilità e la costruzione del Progetto di vita.

Per questo motivo è necessario distinguere tra le disposizioni già operative e quelle che stanno entrando progressivamente nel sistema.

Per la scuola, il riferimento operativo del PEI rimane quindi il modello nazionale aggiornato nel 2023.

Il PEI non è il documento del solo docente di sostegno

Un principio che rimane fondamentale è quello della corresponsabilità educativa.

Il docente di sostegno non è l’unico responsabile del percorso dell’alunno con disabilità.

Tutti i docenti della classe partecipano alla progettazione e alla realizzazione del percorso inclusivo.

L’obiettivo è favorire la partecipazione dello studente alle attività della classe e alla vita scolastica, evitando che il sostegno venga interpretato come un intervento esclusivamente individuale.

Cosa devono ricordare i docenti nel 2026?

In vista del nuovo anno scolastico, i punti fondamentali sono:

  • il modello nazionale di PEI resta quello previsto dal Decreto interministeriale 182 del 2020, modificato dal Decreto interministeriale 153 del 2023;

  • il GLO mantiene un ruolo centrale nella progettazione e nella verifica del PEI;

  • il PEI si sviluppa attraverso quattro dimensioni fondamentali;

  • devono essere considerate barriere e facilitatori presenti nel contesto;

  • il Profilo di Funzionamento assume un ruolo sempre più importante;

  • il Decreto legislativo 62 del 2024 ha introdotto la nuova disciplina della valutazione della disabilità;

  • la riforma prevede la valutazione multidimensionale e il Progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato;

  • nel 2026 la riforma è ancora in fase di sperimentazione;

  • dal 1° gennaio 2027 è previsto il passaggio all’applicazione nazionale del nuovo sistema.

In conclusione

Il PEI nel 2026 non viene semplicemente sostituito da un nuovo modello.

La novità più importante riguarda piuttosto l’evoluzione dell’intero sistema dell’inclusione.

Il modello di PEI resta quello aggiornato nel 2023, ma il contesto normativo sta cambiando attraverso la riforma della disabilità, la valutazione multidimensionale, il Profilo di Funzionamento e il Progetto di vita.

Per i docenti diventa quindi fondamentale comprendere il collegamento tra questi strumenti e continuare a considerare il PEI non come un documento burocratico, ma come uno strumento concreto per progettare l’inclusione, favorire la partecipazione e sostenere il percorso educativo dello studente.

Il 2026 rappresenta dunque un anno di passaggio importante: il PEI resta operativo nella sua attuale configurazione, mentre il sistema dell’inclusione si prepara alle novità che entreranno progressivamente a regime dal 2027.


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