L’OCSE riporta al centro una questione che Aetnanet segue da mesi: il cedolino può crescere dopo un rinnovo contrattuale, mentre la professione docente resta poco competitiva nel lungo periodo. Retribuzioni, progressione di carriera e distanza economica dalla dirigenza scolastica vanno esaminate insieme, senza confondere ruoli e responsabilità differenti.
L’articolo pubblicato oggi da Orizzonte Scuola pone una domanda che riguarda l’intero sistema: quanto è attrattivo insegnare in Italia, anche dopo gli aumenti contrattuali?
Il confronto internazionale richiede di distinguere almeno tre misure: lo stipendio previsto dalle tabelle contrattuali, la retribuzione effettivamente percepita e il rapporto fra il salario docente e quello degli altri lavoratori laureati. Un aumento in busta paga è un fatto concreto e positivo; da solo, però, non dice se la professione abbia recuperato potere d’acquisto o sia diventata competitiva.
Il confronto con gli altri laureati
Nella scheda italiana di Education at a Glance 2025, l’OCSE rilevava che la retribuzione effettiva degli insegnanti della primaria era inferiore del 33% rispetto a quella dei lavoratori laureati occupati a tempo pieno per l’intero anno. La distanza media OCSE era del 17%. Lo stesso documento indicava, per i docenti della primaria, una diminuzione reale del 4,4% della retribuzione in Italia fra il 2015 e il 2024, a fronte di una crescita media OCSE del 14,6%. Sono dati dell’edizione 2025, con i rispettivi anni statistici di riferimento: non vanno presentati come nuove cifre del rapporto uscito oggi. oecd.org
Il confronto aiuta a capire perché uno stipendio possa apparire decoroso se considerato isolatamente, ma risultare meno competitivo quando un giovane laureato valuta percorsi professionali alternativi. Conta anche la prospettiva: quanto tempo occorre per avanzare nella scala retributiva e quali opportunità vengono riconosciute a chi sviluppa nuove competenze o assume responsabilità didattiche?
Carriere docenti: la progressione resta il nodo
Nella scuola italiana l’anzianità continua ad avere un peso centrale nella progressione economica. Gli scatti riconoscono l’esperienza maturata, ma non costituiscono, da soli, una carriera professionale articolata. Coordinamento didattico, tutoraggio, formazione dei colleghi e progettazione richiedono tempo e competenze; occorre discutere come riconoscerli in modo trasparente, stabile e compatibile con la funzione docente.
Una politica retributiva dovrebbe quindi guardare sia allo stipendio d’ingresso sia alla sua evoluzione. Aumentare soltanto la cifra iniziale, senza affrontare la progressione, rischia di lasciare aperta la difficoltà di trattenere e valorizzare i docenti lungo tutta la vita lavorativa. Questa è la valutazione editoriale di Aetnanet alla luce dei confronti OCSE, non un dato numerico aggiuntivo attribuito all’organizzazione. OECD
Il divario con i dirigenti: un dato da leggere correttamente
L’OCSE ha rilevato nell’edizione 2025 che, nella primaria italiana, la retribuzione effettiva dei dirigenti scolastici era quasi tre volte quella dei docenti; nella secondaria il rapporto era di circa due volte o superiore. La media OCSE del vantaggio retributivo dei dirigenti rispetto agli insegnanti era invece del 51% nella primaria, del 55% nella secondaria di primo grado e del 56% nella secondaria di secondo grado. Anche in questo caso stiamo citando l’edizione 2025, che consente un confronto verificabile. OECD
Il dato merita una discussione seria. Il dirigente non svolge lo stesso lavoro del docente: risponde della gestione di un’istituzione complessa e assume responsabilità amministrative, organizzative e di sicurezza. Aetnanet ha seguito anche le difficoltà retributive della dirigenza, inclusa la recente anomalia segnalata da ANP sullo stipendio di ottobre. Il confronto OCSE non è dunque un argomento per ridurre la retribuzione dei presidi. Mostra quanto sia necessario rafforzare la valorizzazione economica dell’insegnamento, tenendo conto delle diverse funzioni. AetnaNet.org
Che cosa hanno cambiato aumenti e arretrati del 2026
Il rinnovo economico del comparto scuola ha prodotto aumenti tabellari e pagamenti arretrati per docenti e ATA. È essenziale distinguere l’incremento mensile strutturale dalla somma una tantum degli arretrati e dal netto che risulta dopo imposte e contributi. Aetnanet ha dedicato a questi passaggi lo Speciale Stipendi Scuola 2026. AetnaNet.org
Il contratto dei dirigenti appartiene invece all’Area Istruzione e Ricerca, con tempi, voci stipendiali ed emissioni NoiPA differenti. Mettere a confronto il netto di un docente in un mese con arretrati e quello ordinario di un dirigente, oppure il solo tabellare dell’uno con la retribuzione complessiva dell’altro, produrrebbe conclusioni fuorvianti.
La posizione di Aetnanet
Gli aumenti contrattuali vanno applicati puntualmente e verificati nei cedolini. Ma la discussione sulla professione docente non può fermarsi all’ultimo pagamento NoiPA. Servono una retribuzione capace di competere con le altre professioni laureate, una progressione riconoscibile nel tempo e forme chiare di valorizzazione delle competenze.
Docenti e dirigenti non sono avversari nella distribuzione delle risorse: una scuola autorevole ha bisogno di insegnanti adeguatamente retribuiti e di dirigenti messi nelle condizioni di assumere le proprie responsabilità. Il confronto OCSE è l’occasione per discutere l’intera struttura delle carriere scolastiche.
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Dossier e retribuzioni di docenti e ATA
Retribuzioni della dirigenza scolastica
Fonte dei confronti internazionali: OCSE, scheda Italia di Education at a Glance 2025 e indicatore sulle retribuzioni di docenti e dirigenti. L’edizione OCSE 2026 è stata pubblicata il 29 settembre 2026: i valori numerici riportati sopra restano esplicitamente riferiti all’edizione 2025, fino alla verifica delle tabelle italiane aggiornate. OECD
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