Roma – L’intesa sancisce il controllo congiunto con il fondo Ares e porta al deconsolidamento dal bilancio del gruppo. Il Cane a Sei Zampe conserva il 65,03%, nomina l’ad e mantiene la direzione e il coordinamento strategico.
Si chiude con una consistente iniezione di capitale e con una ridefinizione degli equilibri societari il riassetto azionario e di governance di Plenitude. All’esito dell’operazione, la controllata di Eni attiva nelle rinnovabili, nella vendita di energia e nella mobilità elettrica viene valorizzata con un Equity Value pre-money pari a 10,75 miliardi di euro (riferito al 100% del capitale sociale), corrispondente a un Enterprise Value di circa 13,1 miliardi di euro.
L’accordo è stato perfezionato attraverso una ricapitalizzazione non proporzionale da complessivi 1,56 miliardi di euro, che ridefinisce le partecipazioni dei partner e introduce una gestione a controllo congiunto tra il Cane a Sei Zampe e il fondo statunitense Ares Management. Tale impostazione comporterà il formale deconsolidamento di Plenitude dai conti consolidati di Eni. L’accordo operativo coinvolge i tre soci attuali: Eni, i fondi di Ares Management Alternative Credit (“Ares”) ed Energy Infrastructure Partners (“EIP”), nell’ottica di valorizzazione delle cosiddette “società satellite” del gruppo guidato da Claudio Descalzi.
I DETTAGLI FINANZIARI: VALUTAZIONI, QUOTE AZIONARIE E AUMENTO DI CAPITALE
Sul piano finanziario, l’operazione ha visto un aumento di capitale non proporzionale pari a 1,56 miliardi di euro. Nel dettaglio, la sottoscrizione ha fatto capo ad Ares per una quota di 1,08 miliardi di euro, mentre Eni ha partecipato per 0,48 miliardi di euro.
La ridistribuzione dei pesi azionari scaturita dall’iniezione di liquidità assegna a Eni una partecipazione di maggioranza relativa pari al 65,03% del capitale sociale. Ares incrementa sensibilmente la propria presenza attestandosi al 26,24%, mentre EIP detiene una quota dell’8,73%. I parametri di mercato fissano la valutazione societaria a 10,75 miliardi di euro di Equity Value pre-money, parametro che corrisponde a una valorizzazione industriale d’impresa (Enterprise Value) nell’ordine dei 13,1 miliardi di euro.
LA NUOVA GOVERNANCE: CONTROLLO CONGIUNTO, COMPOSIZIONE DEL CDA E MAGGIORANZE QUALIFICATE
La nuova configurazione statutaria ridisegna l’architettura dei poteri assegnando ad Eni e ad Ares il controllo congiunto della società, passaggio che fa scattare l’uscita di Plenitude dall’area di consolidamento integrale di bilancio della capogruppo. Sul piano giuridico, tuttavia, Eni conserva il controllo di diritto e continuerà a esercitare le prerogative di direzione e coordinamento previste dall’articolo 2497 del Codice Civile, mantenendole pienamente compatibili con il regime di cogestione concordato tra i soci. Il Consiglio di Amministrazione di Plenitude sarà composto complessivamente da nove consiglieri.
Eni designerà cinque membri, tra i quali figurerà l’Amministratore Delegato; tre componenti saranno indicati da Ares, compresa la carica di Presidente del consiglio, mentre un amministratore sarà di nomina EIP. I patti parasociali istituiscono precisi meccanismi di garanzia: per le decisioni di particolare rilievo strategico – tra cui figurano in primo piano l’approvazione del budget annuale e la definizione dei piani industriali – sarà richiesta una maggioranza qualificata che comprende il voto favorevole di almeno uno degli amministratori espressione di Ares.
LA STRATEGIA DEL MODELLO SATELLITE SECONDO IL CFO DI ENI
Per Eni, l’operazione rappresenta un passo concreto nell’esecuzione del modello industriale a “satelliti”, concepito per attrarre capitali dedicati e far emergere il valore nascosto dei singoli business della transizione, deconsolidando al contempo il debito e reperendo risorse fresche a supporto delle linee guida del gruppo, della sicurezza energetica e della remunerazione degli azionisti.
A rimarcare la logica industriale dell’accordo è Francesco Gattei, Chief Transition & Financial Officer di Eni: “La riorganizzazione dell’assetto azionario di Plenitude rappresenta un traguardo significativo nel percorso di sviluppo della società e una concreta dimostrazione dell’efficacia del modello satellitare di Eni. Questa strategia ha consentito a Plenitude di continuare a crescere a tassi significativi, diventando uno degli attori più rilevanti del mercato con un modello di business integrato e diversificato. Il riassetto azionario e l’iniezione di capitale da parte dei soci aprono nuove opportunità per Plenitude che sarà impegnata a perseguire i propri obiettivi di crescita. Siamo orgogliosi di aver creato una società che sta dimostrando come sia possibile generare valore significativo per gli azionisti, offrendo al contempo ai clienti un portafoglio di prodotti e servizi progressivamente decarbonizzato”.
LA VOCE DI PLENITUDE: SOLIDITÀ INDUSTRIALE E ACCELERAZIONE STRATEGICA
Soddisfazione è stata espressa anche dal vertice operativo dell’azienda, che vede rafforzata la propria autonomia finanziaria in vista degli impegni di espansione infrastrutturale e commerciale nel medio-lungo termine. “Questa operazione apre un nuovo capitolo nel nostro percorso di crescita. Grazie al supporto di partner di rilievo come Eni, Ares ed EIP, rafforziamo ulteriormente il nostro posizionamento e acceleriamo verso il raggiungimento dei nostri obiettivi strategici”, ha dichiarato Stefano Goberti, Amministratore Delegato di Plenitude. “Il nostro modello di business, la solidità patrimoniale e le competenze industriali rappresentano le basi su cui vogliamo continuare a costruire, per generare valore nel lungo termine per tutti i nostri stakeholder”.
IL PERIMETRO INDUSTRIALE: RINNOVABILI, CLIENTI RETAIL E RETE DI RICARICA
Il riassetto patrimoniale poggia su una realtà operativa radicata a livello internazionale. Plenitude opera oggi in oltre 15 Paesi del mondo attraverso una piattaforma energetica integrata. Gli asset industriali della società includono una capacità installata da fonti rinnovabili pari a 6 GW di potenza da impianti eolici e fotovoltaici, un portafoglio commerciale che conta circa 11 milioni di clienti serviti con forniture di energia elettrica, gas naturale e soluzioni integrate di efficienza energetica, oltre a un’infrastruttura di ricarica per la mobilità sostenibile forte di oltre 23.000 punti attivi. Un perimetro operativo che, con l’ingresso di nuovi capitali, punta a sostenere il ritmo degli investimenti nella decarbonizzazione dei consumi finali.
ROTHSCHILD HA ASSISTITO EIP NELLA NEGOZIAZIONE
Rothschild ha assistito EIP (che è altro socio di minoranza in Plenitude) nella negoziazione degli accordi di governance per allinearla a quella che Eni ha in essere con Ares e il rifinanziamento del debito del veicolo di EIP.
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