#Finsubito news dalla rete – Concessioni balneari, per la Romagna è la fine di un’era. I bagnini: «Mai fatte gare prima, ora ci presenteremo per vincerle ma se perderemo sarà un problema sociale»


di
Enea Conti

In questo tratto di costa lungo circa 100 chilometri gran parte delle attività sono a trazione familiare con titolari che hanno ereditato dai familiari la gestione degli stabilimenti balneari

Oramai è una certezza: tra un anno esatto, l’1 ottobre del 2028, le attuali concessioni balneari saranno ufficialmente scadute su scala nazionale. E proprio quel giorno molti titolari degli stabilimenti balneari, alcuni dei quali al timone delle loro attività da decenni, dovrebbero definitivamente lasciare posto ai nuovi, quelli che vinceranno le gare dei tanto agognati bandi disciplinati dalla direttiva Bolkestein. Bandi che dovranno essere pubblicati non oltre il 30 giugno del 2027. 

Il documento del Ministero che ufficializza la svolta

Tappe già scritte di un destino già segnato ma ora a metterlo nero su bianco è un documento del Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture: trentatré pagine che compongono la bozza ufficiale del bando tipo in cui spiccano due direttive. In primis le concessioni avranno una durata variabile tra i 5 e i 20 anni, calcolata sugli investimenti previsti e sui tempi necessari per ammortizzarli. E spiccano gli indennizzi previsti a carico dei nuovi concessionari a beneficio dei vecchi. Sulla Riviera romagnola i bagnini suonano la carica: «Ci presenteremo alle gare per vincerle», dicono in coro i titolari degli stabilimenti balneari.




















































Una tradizione familiare per gli stabilimenti balneari

La Riviera romagnola, dove le concessioni sono migliaia (tra stabilimenti, bar, ristoranti ma anche cantieri navali e in alcuni casi anche alberghi), è in fermento anche perché in questo tratto di costa lungo circa 100 chilometri gran parte delle attività sono a trazione familiare con titolari che hanno ereditato dai familiari la gestione degli stabilimenti balneari. È la fine di un’era in arrivo. «Si tratta di un momento epico – spiega Mauro Vanni presidente Cooperativa Bagnini Rimini Sud – perché nella storia degli stabilimenti balneari non sono mai state fatte gare. Doppio momento storico perché i nuovi concessionari avranno una gestione a tempo determinato. Il nuovo titolare saprà già che lascerà lo stabilimento in gestione ad altri prima o poi visto che le concessioni avranno una scadenza variabile».

«Se perdiamo dove saremo ricollocati?»

Lecito chiedersi come andrà sulle spiagge l’estate del 2027. «I bandi dovranno essere pubblicati entro il 30 giugno del 2027. I comuni potrebbero procedere prima e potrebbero già proclamare i primi “vincitori”. Sarà un’estate simile al 2026 con i “vecchi concessionari”», continua Vanni, «ma il discorso, se non è chiaro, è che daremo battaglia. Abbiamo dato il sudore per la nostra attività. La maggior parte di noi si presenterà alle gare per difendere quanto fatto in questi anni. L’importante sarà vincere. Parliamo di 30mila famiglie: se perderemo avremo a che fare con un problema sociale. Dove saremo ricollocati? Lavoreremo per riprenderci le concessioni».

I criteri di assegnazione

Per quel che riguarda i criteri di assegnazione non avverrà sulla base del prezzo più alto. A fare la differenza sarà l’offerta economicamente più vantaggiosa: i criteri determinanti saranno la qualità dei servizi e la propensione a volerli destagionalizzare. Riconosciuta, come richiesto dai titolari attuali l’esperienza professionale e la tutela dell’occupazione, l’accessibilità garantita per persone disabili fino all’accesso alla battigia. Particolare attenzione sarà riservata alle piccole e medie imprese: è la chiave che gli operatori balneari attuali concessionari sperano di poter usare per vincere i bandi sulla base degli anni trascorsi a gestire gli stabilimenti.
Capitolo canoni. Fino ad oggi i concessionari hanno pagato quote piuttosto basse fissate in tabelle fisse aggiornate di anno in anno senza ritocchi di alcun tipo. Dal prossimo anno i canoni saranno variabili e legati ai coefficienti di redditività delle attività.

Rimini anticipa a dicembre, Riccione a gennaio

Quelle del 30 giugno e del 27 settembre – va premesso – sono scadenze. L’auspicio dell’Unione Europea, che ha ribadito che «l’Italia è e rimane sotto procedura d’infrazione sulla questione» è che la partita venga chiusa molto prima. E infatti Rimini e Riccione corrono. Le due amministrazioni comunali hanno annunciato che i bandi dovrebbero essere pubblicati nei prossimi mesi. Spicca Rimini pronta a pubblicarli già a dicembre. «Compatibilmente con i tempi del lavoro preistruttorio tecnico politicamente siamo impegnati per uscire entro l’anno», spiega l’assessora al demanio Valentina Ridolfi. «Bandi che terranno conto delle indicazioni esplicitate nel bando-tipo nazionale e delle direttive in materia, ma che soprattutto saranno coerenti con alcuni principi e temi chiave che ci hanno guidato nella definizione del nuovo piano dell’arenile, orientati quindi a guidare lo sviluppo delle spiagge in ottica di innalzamento della qualità e diversificazione dei servizi, destagionalizzazione, la qualità ambientale». Spicca l’attenzione verso la tutela dei lavoratori «e in particolare verso chi introdurrà precisa clausole sociali». L’amministrazione comunale di Riccione ha comunicato che «i bandi saranno pubblicati all’inizio del prossimo anno». 

2 ottobre 2026 ( modifica il 2 ottobre 2026 | 10:31)


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