Dalla scuola allo spazio, dalla meteorologia spaziale alle risorse extraterrestri, fino alle tecnologie necessarie per costruire una presenza umana sostenibile sulla Luna e, in prospettiva, su Marte. Entra nel vivo la quarta edizione del Festival dell’Aerospazio di Olbia, che nella seconda giornata porta al Museo Archeologico uno degli appuntamenti centrali dell’edizione 2026, con la tappa sarda degli Stati Generali della Space Economy.
Il Festival, organizzato da ASTEC – AeroSpace Technology Education Center – con il sostegno e la partnership della Regione Sardegna, del Comune di Olbia, del Cipnes Gallura e di UniOlbia, ha dedicato la seconda giornata dell’evento al rapporto sempre più stretto tra ricerca scientifica, tecnologie abilitanti, industria e nuove prospettive economiche aperte dall’esplorazione dello spazio.
L’economia dello spazio sta diventando sempre più strategica nell’azione della Regione Sardegna, che sta valorizzando il suo ruolo nel settore, legato all’innovazione e alle eccellenze già presenti nell’isola.
“La Sardegna vuole esercitare sempre più un ruolo da protagonista nella Space Economy e abbiamo quindi deciso di puntare in modo sempre più convinto su un evento di spessore come il Festival dell’Aerospazio, investendo risorse importanti – ha sottolineato Giuseppe Meloni, vicepresidente della Regione e assessore a Bilancio e Programmazione -. In questa regione è iniziato da tempo un percorso che ci porta a candidarci come hub del Mediterraneo nel settore, anche utilizzando le risorse a disposizione, per esempio quelle del Fondo europeo per lo Sviluppo regionale. La S3, strategia di specializzazione intelligente, necessita di momenti come questo per poter far interagire tutti gli attori di questo straordinario settore, che possano mettere in piedi una rete fra imprese col coordinamento della Regione, all’insegna della ricerca e dell’innovazione”.
Un aspetto molto importante del Festival dell’Aerospazio è il rapporto con gli studenti delle scuole. Giovedì primo ottobre grande successo di pubblico ha ottenuto il panel “Polvere di STEM…From girls”, che ha ospitato Paola Catapano, Science communicator del CERN, deputy Group Leader Education, Communications and Outreach; Luisella Giulicchi, Lunar Gateway Project Manager all’European Space Agency, Honorary president of women in Aerospace Europe e Ilaria Cinelli, Biomedical engineer and senior institutional business developer in AIKO. Grandi profili di donne di scienza che hanno raccontato le loro esperienze ai ragazzi.
“Siamo contenti, perché l’istruzione è fondamentale rispetto a un settore che può davvero rappresentare il futuro anche per la nostra regione, tenendo conto del livello di professionalità che possono crescere attraverso lo sviluppo di startup innovative, che stanno già iniziando a muovere i primi passi e si rafforzano in questo periodo storico – ha sottolineato ancora Giuseppe Meloni -. Il Festival dell’Aerospazio ed eventi come questo per noi rappresentano una grande occasione per trattenere i nostri talenti, o attrarne di nuovi, che altrimenti non avrebbero motivo per restare in questa regione, se non valorizzando professionalità così qualificate”.
GLI STATI GENERALI DELLA SPACE ECONOMY AL FESTIVAL. Gli Stati Generali della Space Economy sono sbarcati a Olbia nell’ambito del percorso nazionale promosso dall’Intergruppo parlamentare per la Space Economy, presieduto dal deputato Andrea Mascaretti. La tappa sarda è stata concordata con il Distretto AeroSpaziale della Sardegna – DASS e si concentra su “Risorse extra atmosferiche e materie prime (ISRU)”, una delle frontiere decisive per le future missioni di lunga durata.
L’ISRU, In-Situ Resource Utilization, indica la possibilità di utilizzare direttamente le risorse presenti nel luogo dell’esplorazione. Acqua, ossigeno, materiali da costruzione e, in prospettiva, propellenti potrebbero essere prodotti sfruttando ciò che è disponibile sulla Luna, riducendo la necessità di trasportare dalla Terra tutto ciò che serve alla sopravvivenza degli astronauti e al funzionamento delle infrastrutture. Un passaggio che trasforma l’esplorazione spaziale in una sfida non soltanto scientifica, ma anche tecnologica, industriale ed economica.
“Il DASS ha concordato con piacere che gli Stati Generali della Space Economy si tenessero in occasione del Festival dell’Aerospazio – sottolinea Giacomo Cao, professore ordinario dell’Università di Cagliari e presidente del Distretto AeroSpaziale della Sardegna –. Il tema affrontato è particolarmente rilevante per l’esplorazione dello spazio e il nostro distretto, così come alcuni dei suoi soci, possiede competenze specifiche coperte da brevetti concessi in Europa, Stati Uniti, Cina, Russia, Giappone e India. Alcune di queste competenze confluiscono nel programma Small Mission to Mars, per il quale è in corso la ricerca delle risorse necessarie alla realizzazione, con l’obiettivo del 2035. La Sardegna in questi 13 anni, grazie anche al distretto, ha portato avanti un’azione molto incisiva, che viene riconosciuta nel panorama nazionale. Tra i tanti obiettivi raggiunti, uno dei più importanti è quello di essere stati capaci di attrarre risorse finanziarie importanti. Oggi la Sardegna nel panorama mondiale dell’esplorazione dello spazio può contare sulla presenza di due piattaforme di test, una per motori a propellente solido e una per motori a propellente liquido dei razzi vettore, a Capo San Lorenzo e a Perdasdefogu. Ce ne sono tre in tutta Europa, una in Germania, una in Francia e in Sardegna, che credo possa giocare un ruolo molto rilevante nell’esplorazione dello spazio”.
Il confronto sulle risorse extraterrestri ha trovato il suo momento più importante per la presentazione al pubblico con il panel “Dalle risorse extraterrestri all’esplorazione sostenibile di Luna e Marte”, moderato dalla direttrice di Formiche Flavia Giacobbe. Insieme a Cao sono intervenuti Rocco Gigliotti, Chief operating officer di MR8; Andrea Mascaretti, presidente dell’Intergruppo parlamentare per la Space Economy; Daniele Donati, comandante dell’Aeronautica militare per la Regione Sardegna e del PISQ di Salto di Quirra e Andrea Preve, Space development programs director di AVIO.
“Il Festival dell’Aerospazio è diventato una tradizione in un settore che evolve molto velocemente. Ho avuto modo di visitarlo appena arrivato a Olbia ed è qualcosa di straordinario, ci sono tantissimi bambini e ragazzi che rappresentano le future generazioni di ingegneri, tecnici e astronauti, che daranno sempre più energia e vita al successo italiano nella conquista dello spazio – ha spiegato Andrea Mascaretti, presidente dell’Intergruppo parlamentare per la Space Economy -. L’Italia è già una grande potenza, fa cose straordinarie, ma grazie a questi giovani abbiamo la certezza che le faremo anche in futuro. Si sta costruendo un pezzo importante del futuro dell’industria spaziale italiana. Abbiamo scelto questo palcoscenico, dunque, per portare in Sardegna gli Stati Generali della Space Economy. Qui in Sardegna c’è un distretto importante, che sta facendo grandi progetti e ha grandi ambizioni; quindi, noi siamo qui per sostenere queste ambizioni e sperare che diventino grandi successi per il nostro Paese”.
GLI ASTRONAUTI PARMITANO A CHRISTIAN. Il tema si lega direttamente alle riflessioni portate nella prima giornata del Festival dall’astronauta Luca Parmitano, intervenuto in collegamento da Houston, dove sta completando il suo training per la storica missione Artemis III che lo porterà sulla Luna. Una presenza umana stabile sulla Luna, ha spiegato Parmitano, richiede innanzitutto infrastrutture di superficie e sistemi capaci di trasportare grandi carichi.
“Il passaggio fondamentale è riuscire a creare le infrastrutture necessarie per una presenza stabile sulla Luna – ha confermato Luca Parmitano durante il collegamento con il Festival dell’Aerospazio –. L’Italia è particolarmente interessata allo sviluppo di habitat multipurpose e abbiamo bisogno di sistemi capaci di portare sulla superficie lunare carichi importanti. Oggi dobbiamo ancora trasportare dalla Terra quasi tutto ciò che è indispensabile alla vita umana. In futuro potremo estrarre acqua e combustibile dal suolo lunare e costruire utilizzando materiali disponibili sul posto, ma fino a quando non saremo in grado di farlo sarà indispensabile disporre di sistemi di trasporto adeguati. È uno dei salti tecnologici fondamentali per rendere sostenibile una presenza umana di lunga durata sulla Luna”.
Dalla Luna alla microgravità, il Festival ha dato spazio anche all’esperienza di Meganne Christian, ingegnera e ricercatrice australiana selezionata nel 2022 nella riserva degli astronauti dell’ESA. Un percorso che dall’ingegneria chimica e dalla ricerca sul grafene al CNR di Bologna l’ha portata ai voli parabolici e poi alla Stazione Concordia in Antartide, dove ha trascorso un anno in un ambiente estremo, dove ha lavorato con temperature che spesso hanno superato i -100 gradi, considerato per molti aspetti analogo alle condizioni di isolamento di una futura missione interplanetaria.
La Christian ha dialogato con gli studenti delle scuole, presenti in grandissimo numero nella sala del Museo archeologico di Olbia, che hanno seguito con passione l’esperienza di vita e professionale dell’astronauta, che ha saputo infondere nel suo racconto passione e competenza, rispondendo a tutti i loro quesiti.
“Non esiste necessariamente un unico percorso per arrivare allo spazio – è il messaggio emerso dall’intervento di Meganne Christian –. Curiosità, capacità di affrontare problemi, resilienza e lavoro di squadra sono elementi fondamentali. La microgravità apre inoltre possibilità che vanno ben oltre l’esplorazione: dalla produzione di materiali più puri per i semiconduttori alla stampa 3D di tessuti e allo sviluppo di nuovi farmaci. Lo spazio può diventare un ambiente nel quale sperimentare e produrre tecnologie con applicazioni concrete anche sulla Terra”. La sua esperienza ha evidenziato anche l’evoluzione della figura dell’astronauta, sempre più aperta a scienziati, ingegneri e medici con competenze specialistiche differenti.
La seconda giornata del Festival, venerdì 2 ottobre, si è invece aperta alle 10 con “ASTEC: dalla scuola allo spazio”, proseguendo alle 11 con “Space Weather – Monitoraggio, previsione e impatti della meteorologia spaziale”, affidato al colonnello Daniele Mocio dell’Aeronautica militare. A mezzogiorno spazio alle nuove generazioni con “A tu per tu con AstroGiulia: tra curiosità e futuro dello spazio”, con l’ingegnera aerospaziale e divulgatrice scientifica Giulia Bassani. Nel pomeriggio c’è stata la premiazione del concorso di idee “Abilitare il futuro”.
Una giornata che ha così messo in relazione formazione, ricerca e industria: dalle competenze da costruire nelle scuole alle tecnologie che dovranno operare a centinaia di migliaia di chilometri dalla Terra. È proprio in questo passaggio che la Space Economy assume una dimensione concreta: robotica, sistemi autonomi, estrazione e trasformazione delle risorse, nuovi materiali, infrastrutture e sistemi di trasporto diventano contemporaneamente strumenti dell’esplorazione e nuove filiere industriali.
Il Festival si concluderà domani, sabato 3 ottobre, riportando il confronto direttamente sulla Sardegna. Dopo i saluti istituzionali del deputato Salvatore Deidda, alle 11 è previsto il panel “Aerospazio in Sardegna: progetti, investimenti e sviluppo”; alle 12 quello dedicato a “Rotte verso il futuro: formazione e professioni dell’Aerospazio” metterà invece al centro competenze, percorsi universitari e nuove opportunità occupazionali.Festival dell’Aerospazio, a Olbia la seconda giornata guarda alla Luna e a Marte
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