#Finsubito news dalla rete – Il mercato dei capitali si trova ad affrontare la sfida di convogliare i capitali verso una nuova fase di crescita.


Il Vietnam necessita di ingenti capitali da investire in infrastrutture, transizione energetica, alta tecnologia e nuove industrie (Foto: TH).

Dalle dimensioni del mercato alla qualità della crescita

Nell’ambito del 31° Meeting annuale dell’Asian Securities Forum, nel pomeriggio del 2 ottobre, durante la sessione “Investire in Vietnam – Una nuova era di crescita”, i relatori si sono concentrati sulle prospettive economiche , sulla necessità di mobilitare risorse e sul ruolo del mercato dei capitali nella nuova fase di sviluppo.

Nel suo discorso di apertura al forum, la signora Vu Thi Chan Phuong, presidente della Commissione statale per i titoli, ha affermato che il Vietnam sta entrando in una nuova fase di sviluppo con un’enorme domanda di capitali per sostenere la crescita economica, lo sviluppo delle infrastrutture, la transizione energetica, l’alta tecnologia e i nuovi settori industriali.

In questo percorso, il mercato dei capitali gioca un ruolo cruciale. L’obiettivo non è solo quello di aiutare le imprese a raccogliere capitali, ma anche di rendere il mercato azionario un canale efficace per l’apporto di capitali a medio e lungo termine all’economia, creando al contempo un solido ponte tra le fonti di capitale nazionali e internazionali.

Dopo oltre 26 anni di sviluppo, il mercato azionario vietnamita ha subito cambiamenti significativi. Secondo la signora Vu Thi Chan Phuong, la capitalizzazione di mercato totale delle due borse valori equivale all’81,7% del PIL; il valore medio giornaliero degli scambi azionari dall’inizio dell’anno ad oggi ha raggiunto circa 1 miliardo di dollari. Entro settembre 2026, si prevede che il numero di conti di trading raggiungerà quasi 13,9 milioni.

Tuttavia, il presidente della Commissione statale per i titoli ha sottolineato che questo nuovo traguardo non rappresenta una meta, bensì l’inizio di un nuovo percorso. Un mercato emergente non deve semplicemente essere più grande in termini di dimensioni, ma, cosa ancora più importante, deve essere trasparente, efficiente, sicuro e più vicino agli standard internazionali.

La signora Phuong ha dichiarato che nel prossimo periodo la Commissione statale per i titoli continuerà a modernizzare le proprie infrastrutture, ad implementare il modello del Partner centrale per i pagamenti (CCP), a promuovere la finanza verde e a rafforzare l’applicazione delle tecnologie digitali nella gestione e nella supervisione. L’obiettivo di queste riforme è quello di rendere il mercato più efficiente a beneficio delle imprese, degli investitori e dell’intera economia.

Inserendo la questione del mercato dei capitali nel più ampio contesto economico, Tina Khan, capo economista per Vietnam, Cambogia e Laos presso la Banca Mondiale, sostiene che la questione cruciale per il Vietnam nel prossimo periodo risiede non solo nella sua capacità di mantenere alti tassi di crescita, ma anche nella qualità di tale crescita.

Secondo Tina Khan, il Vietnam è passato da paese a basso reddito a paese a reddito medio-alto, con un reddito pro capite che attualmente si aggira intorno ai 5.000 dollari. Ma il percorso verso lo status di paese ad alto reddito è diverso e richiede nuovi fattori trainanti e strategie.

La Banca Mondiale prevede che nei prossimi anni la crescita economica del Vietnam potrebbe mantenersi intorno al 7% annuo, superiore alla media dell’Asia orientale e di molte economie emergenti. Tina Khan sottolinea che tra i fattori trainanti figurano la crescita della classe media, gli afflussi di investimenti diretti esteri, le esportazioni e le riforme in corso. Tuttavia, secondo la Banca Mondiale, il fattore di differenziazione più evidente tra i paesi che raggiungono lo status di paese ad alto reddito e quelli che rimangono a reddito medio è la produttività del lavoro.

I capitali devono affluire verso le aree ad alta produttività.

Analizzando l’esperienza internazionale, Tina Khan ha affermato che i paesi che sono riusciti a passare a livelli di reddito elevati hanno raggiunto una crescita media della produttività del lavoro di circa il 5,5% all’anno, mentre quelli “bloccati” a livelli di reddito medio hanno raggiunto solo circa il 2%.

Ciò pone un’esigenza per la prossima fase di sviluppo del Vietnam: creare più valore da ogni ora di lavoro, da ogni unità di investimento e da ogni prodotto dei lavoratori.

Tale requisito assume un’importanza ancora maggiore se si considera il contesto di sviluppo in continua evoluzione. Secondo Tina Khan, il Vietnam sta attraversando una trasformazione in condizioni diverse rispetto alle precedenti fasi di sviluppo delle economie dell’Asia orientale.

Una delle principali sfide odierne è l’incertezza del commercio globale. Le esportazioni continuano a essere un fattore trainante importante, ma non possono essere date per scontate e non possono essere l’unico motore della crescita.

La seconda sfida deriva da fattori demografici. La Banca Mondiale prevede che la forza lavoro vietnamita potrebbe ridursi di circa il 7% nei prossimi 25 anni. Nei prossimi decenni, un lavoratore su cinque avrà più di 65 anni. Con il calo della forza lavoro giovane, la produttività di ciascun lavoratore dovrà aumentare per sostenere la crescita, in un contesto economico che deve anche affrontare l’impatto dell’intelligenza artificiale e del progresso tecnologico.

Il cambiamento climatico rappresenta la terza sfida. Secondo le stime citate dagli esperti della Banca Mondiale al forum, le perdite economiche cumulative dovute al cambiamento climatico potrebbero raggiungere il 12,5% del PIL entro il 2050. Pertanto, la risposta al cambiamento climatico è direttamente correlata alle prospettive economiche a lungo termine, all’occupazione e alla produzione industriale.

Alla luce di queste sfide, la signora Tina Khan ha delineato quattro pilastri prioritari per incrementare la produttività. Il primo è lo sviluppo di imprese nazionali competitive, con il settore delle piccole e medie imprese (PMI) identificato come fonte di innovazione e occupazione. A ciò si aggiungono la semplificazione delle procedure amministrative, la facilitazione dell’accesso al capitale e il sostegno al trasferimento tecnologico.

Il secondo pilastro consiste nel migliorare la qualità delle risorse umane, formando una forza lavoro altamente qualificata. Il terzo pilastro riguarda il miglioramento della qualità e dell’efficienza degli investimenti pubblici e delle infrastrutture, anziché concentrarsi esclusivamente sulla velocità di erogazione. Il pilastro rimanente è direttamente collegato al mercato dei capitali: le risorse finanziarie devono essere allocate ai settori più produttivi e dinamici.

Questo approccio dimostra che la storia della mobilitazione dei capitali non può essere separata dalla storia del loro utilizzo. Le risorse su larga scala sono significative solo quando i capitali affluiscono verso settori in grado di generare maggiore produttività e valore aggiunto per l’economia.

Da un tasso di risparmio pari al 37% del PIL a fonti di capitale a lungo termine.

Il problema si fa ancora più evidente con l’aumento vertiginoso del fabbisogno di investimenti dell’economia. Secondo Tina Khan, i piani di modernizzazione delle infrastrutture e i progetti di investimento pubblico dovrebbero portare il rapporto investimenti pubblici/PIL al 10% nei prossimi cinque anni, un valore significativamente superiore a quello del periodo precedente. La realizzazione di questi progetti richiede la partecipazione del settore pubblico, del settore privato, delle famiglie e dei capitali esteri.

Considerando solo il piano di indebitamento del governo per il periodo 2026-2030, gli esperti della Banca Mondiale prevedono che il fabbisogno di capitale triplicherà rispetto al ciclo precedente. Nel frattempo, il mercato obbligazionario vietnamita rappresenta attualmente circa il 20% del PIL e la base di investitori nazionali è ancora concentrata principalmente nelle banche e nei fondi pensione statali. Assorbire un volume così elevato di emissioni rappresenta quindi una sfida per il mercato. Questo è anche il motivo per cui Tina Khan ritiene che il Vietnam non possa fare eccessivo affidamento sul credito bancario.

È importante sottolineare che il Vietnam non è a corto di risparmi. Secondo i dati presentati dagli esperti della Banca Mondiale al forum, il tasso di risparmio interno lordo del Vietnam si attesta intorno al 37% del PIL. Inoltre, vi è ancora un ampio margine per mobilitare capitali internazionali. La sfida, quindi, consiste nello sviluppare canali e strumenti finanziari per convogliare questi risparmi verso progetti di investimento a lungo termine.

Tina Khan ha individuato tre priorità per il mercato dei capitali: diversificare la base degli investitori istituzionali; aumentare la liquidità e i meccanismi di determinazione dei prezzi per creare una curva dei rendimenti di riferimento e sviluppare un mercato secondario; e migliorare le infrastrutture e la supervisione del mercato, dalla compensazione e regolamento alla trasparenza delle informazioni e ai rating del credito. L’obiettivo finale è creare una fonte di finanziamento a lungo termine che soddisfi le esigenze di investimento a lungo termine dell’economia.

In questo processo, gli esperti della Banca Mondiale hanno posto l’accento anche sui rating del credito nazionale. Attualmente il Vietnam non possiede un rating di investimento. Il raggiungimento di tale rating potrebbe contribuire ad ampliare la base degli investitori, ridurre i costi di finanziamento per l’economia e creare un punto di riferimento per le società emittenti. Ancora più importante, il processo di riforma per raggiungere questo obiettivo si basa su una gestione trasparente delle finanze pubbliche, politiche monetarie e fiscali coordinate e un sistema bancario e finanziario solido.

Dal punto di vista delle autorità di regolamentazione del mercato, la signora Vu Thi Chan Phuong ha inoltre affermato che il Vietnam desidera continuare ad ascoltare direttamente il feedback degli investitori internazionali su ciò che funziona bene, sulle questioni che necessitano di miglioramenti e sulle aspettative della comunità degli investitori.

Con la crescente domanda di capitali per la nuova fase di sviluppo, la questione del mercato dei capitali non si limita più alla sua espansione. Come sottolineato dai relatori, l’obiettivo è creare un mercato trasparente, efficiente e sufficientemente profondo da connettere il risparmio nazionale e i capitali internazionali con le esigenze di investimento a lungo termine dell’economia.

Tre priorità per lo sviluppo del mercato dei capitali.

Secondo Tina Khan, capo economista della Banca Mondiale, il Vietnam deve concentrarsi su tre priorità.

In primo luogo, la diversificazione della base degli investitori istituzionali mira ad ampliare la capacità del mercato di assorbire capitali.

In secondo luogo, è necessario potenziare la liquidità e i meccanismi di determinazione dei prezzi per costruire una curva dei rendimenti di riferimento affidabile, sviluppando al contempo il mercato secondario.

In terzo luogo, continuare a migliorare le infrastrutture e la supervisione del mercato, compresi i servizi di compensazione e regolamento, la trasparenza delle informazioni e le valutazioni del credito.

L’obiettivo è fornire capitale a termine che soddisfi le esigenze di investimento a lungo termine.

Fonte: https://thoibaonganhang.vn/thi-truong-von-truoc-bai-toan-dan-dong-tien-cho-giai-doan-tang-truong-moi-188412.html


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