#Finsubito news dalla rete – le quotazioni su Borsa Italiana fino ad Ottobre


Il mercato degli ETF continua ad allargarsi e il 2026 sta portando su Borsa Italiana una quantità significativa di nuovi strumenti, con un’offerta che non cresce soltanto in termini numerici. Accanto ai tradizionali ETF azionari e obbligazionari sono aumentate le strategie a gestione attiva, gli ETF enhanced, i prodotti income basati sulle opzioni e le esposizioni tematiche molto verticali, dalla space economy alle terre rare, fino all’elettrificazione e al Bitcoin mining.

A maggio 2026, Borsa Italiana indicava già 130 nuovi strumenti quotati dall’inizio dell’anno, 54 dei quali a gestione attiva. Nello stesso periodo, le masse degli ETF quotati in Italia avevano superato i 204 miliardi di euro e quelle riconducibili agli ETF attivi erano salite da 9,1 miliardi di inizio 2025 a 14,6 miliardi, con un incremento del 60%.

Il flusso di nuove quotazioni è poi proseguito durante l’estate e ha accelerato nuovamente a settembre. In questo articolo raccogliamo quindi i nuovi ETF 2026 arrivati su ETFplus fino al 2 ottobre, partendo dai più recenti e ricostruendo successivamente il calendario dell’anno.

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Nuovi ETF 2026: gli ultimi arrivati su Borsa Italiana

È importante fare subito una distinzione. In questo articolo consideriamo “nuovo ETF 2026” uno strumento ammesso alla negoziazione su ETFplus nel corso del 2026. Non significa necessariamente che il fondo sia stato costituito quest’anno: in alcuni casi si tratta di ETF già esistenti e successivamente quotati anche su Borsa Italiana, oppure di nuove classi dello stesso fondo.

Il riferimento è quindi la data di inizio delle negoziazioni comunicata da Borsa Italiana, non necessariamente la data di costituzione del fondo. Inoltre, l’analisi riguarda esclusivamente gli ETF: ETC ed ETN, pur essendo negoziati sul mercato ETFplus, non vengono inclusi.

Quando lo stesso emittente ha quotato contemporaneamente più classi dello stesso prodotto, ad esempio una classe ad accumulazione e una a distribuzione o una versione coperta dal rischio di cambio, queste possono essere raggruppate per rendere il confronto più leggibile. Di conseguenza, il numero delle strategie riportate nelle tabelle non deve essere confuso con il numero amministrativo complessivo delle singole classi quotate.

Le ultime sedute confermano bene la direzione presa dal mercato. Tra il 16 settembre e il 2 ottobre sono comparsi ETF attivi orientati alla generazione di reddito, strategie enhanced, covered call e autocallable, ma anche esposizioni a space economy, terre rare, agribusiness, Bitcoin mining e obbligazioni governative africane.

Nuovi ETF di ottobre 2026

Al 2 ottobre 2026, gli ETF più recenti arrivati su Borsa Italiana sono tre prodotti di Fidelity e Franklin Templeton, tutti a gestione attiva e tutti accomunati da un’attenzione particolare alla componente income.

I due Fidelity sono rispettivamente identificati dagli ISIN IE0005C9DSV5 e IE000R0M7C70, mentre il Franklin US Income Equity Focus quotato il 1° ottobre utilizza l’ISIN IE00082967W7. Il tratto comune è significativo: anziché limitarsi a replicare un indice azionario, questi ETF cercano di combinare esposizione al mercato e generazione di reddito.

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Nuovi ETF di settembre 2026: dalle strategie autocallable alla space economy

Settembre è stato uno dei mesi più interessanti dell’anno per capire come stia evolvendo l’industria degli ETF. Gli avvisi di Borsa Italiana mostrano nuovi ingressi praticamente per tutto il mese, con un peso particolarmente elevato delle strategie attive.

Tra le novità di fine mese spiccano i quattro ETF attivi Defined Return Autocallable di WisdomTree, che utilizzano strategie molto più articolate rispetto a un tradizionale ETF indicizzato. Le quattro classi introdotte comprendono versioni standard e defensive della strategia Defined Return Autocallable, con classi ad accumulazione e distribuzione.

Invesco ha invece portato su ETFplus il Global Small Cap Enhanced Equity UCITS ETF e il Global ex USA Enhanced Equity UCITS ETF, mentre Goldman Sachs ha aggiunto l’Alpha Enhanced World ex USA Equity Active UCITS ETF. In tutti e tre i casi emerge una tendenza che ritroveremo più volte nel corso del 2026: mantenere un’esposizione relativamente ampia al mercato, ma introducendo una gestione attiva o “enhanced” nella selezione dei titoli.

Sul fronte tematico, CoinShares ha quotato il Bitcoin Mining UCITS ETF, che offre esposizione alle società legate all’attività di mining e non rappresenta quindi un investimento diretto in Bitcoin. Global X ha aggiunto invece un ETF dedicato alla space technology, mentre HANetf ha portato sia un’esposizione alle terre rare al di fuori della Cina sia il Seraphim New Space UCITS ETF.

Un altro filone molto evidente è quello delle strategie di distribuzione del reddito. Oltre agli ETF Premium Income di BNP Paribas, settembre ha visto l’arrivo dell’HAN Nasdaq 100 Daily Covered Call UCITS ETF e dell’Infrastructure Capital S&P 500 Option Income UCITS ETF, prodotti che utilizzano opzioni all’interno della propria strategia.

Nuovi ETF di agosto 2026

Ad agosto l’attività è rimasta elevata nonostante il periodo estivo. Tra i protagonisti figurano iShares, Vanguard, Xtrackers, Invesco e JPMorgan, con nuovi ETF azionari globali, obbligazionari e attivi. Gli avvisi ufficiali mostrano, tra gli altri, cinque strumenti iShares arrivati il 28 agosto, tre nuovi Vanguard il 20 agosto e quattro ETF obbligazionari Xtrackers il 13 agosto.

Tra gli ETF attivi iShares figurano il World Thematic Rotation Active UCITS ETF e il Japan Equity Enhanced Active UCITS ETF; il 28 agosto è inoltre arrivato l’iShares Space Technologies UCITS ETF.

Vanguard ha invece introdotto tre esposizioni particolarmente interessanti dal punto di vista della costruzione del portafoglio: FTSE Global All-Cap, FTSE Global Small-Cap e FTSE All-World ex-U.S.. Il primo amplia la copertura alle società a grande, media e piccola capitalizzazione, mentre gli altri due consentono rispettivamente di isolare le small cap globali e la parte del mercato mondiale esterna agli Stati Uniti.

Nel reddito fisso, Xtrackers ha rafforzato l’offerta sia con due ETF attivi su corporate bond in euro sia con nuove esposizioni globali investment grade e high yield, comprese classi con copertura valutaria in euro.

Nuovi ETF di luglio 2026

Luglio è stato un altro mese particolarmente ricco. Alle strategie attive di Pictet, Allianz e PIMCO si sono aggiunti nuovi ETF Vanguard sul mercato statunitense, prodotti tematici di Global X e HANetf e tre ETF Fineco Asset Management realizzati in collaborazione con Amundi. Gli avvisi di ETFplus mostrano inoltre nuovi ingressi da WisdomTree, UBS, Xtrackers, iShares e Investlinx.

I tre ETF Fineco AM-Amundi replicano S&P 500, MSCI World e STOXX Europe 600, tre esposizioni decisamente più “core” rispetto a buona parte dei prodotti tematici arrivati nello stesso periodo.

Molto diversa l’operazione di Pictet: il 1° luglio sono state ammesse otto classi appartenenti alla gamma AI Enhanced, con strategie dedicate, tra le altre, all’azionario globale, statunitense, europeo e World ex-US. L’intelligenza artificiale, in questo caso, non è necessariamente il settore in cui investe il fondo, ma entra nel processo di gestione della strategia.

Nello stesso mese Global X ha introdotto il Stablecoin and Tokenisation UCITS ETF e lo U.S. Electrification UCITS ETF, mentre Investlinx ha portato sul mercato l’Intermonte Valore Italia Active PIR UCITS ETF.

Nuovi ETF di giugno 2026

A giugno la varietà delle nuove quotazioni è stata particolarmente evidente: obbligazioni, ETF sull’intelligenza artificiale, infrastrutture elettriche, space economy, small cap globali, CLO e Internet cinese sono comparsi nello stesso mese. Il calendario ETFplus registra nuove quotazioni di JPMorgan, Invesco, WisdomTree, UBS, AllianceBernstein, VanEck, M&G, KraneShares e altri emittenti.

Due quotazioni fotografano bene la verticalizzazione dei nuovi ETF tematici: il WisdomTree AI Infrastructure UCITS ETF non punta genericamente sull’intelligenza artificiale, ma sulle infrastrutture necessarie al suo sviluppo, mentre il WisdomTree Space Economy UCITS ETF restringe ulteriormente il campo alla filiera spaziale.

VanEck ha seguito un’impostazione simile con l’Electrification and Power Infrastructure UCITS ETF, mentre HANetf ha portato sul mercato un ETF dedicato al comparto della memoria, altra nicchia specifica della catena tecnologica.

Nuovi ETF di maggio 2026

Maggio è stato uno dei mesi che meglio evidenziano l’espansione degli ETF attivi. Borsa Italiana ha registrato nuove quotazioni di Columbia Threadneedle, Franklin Templeton, Invesco, First Trust, Vanguard, iShares, SPDR, Xtrackers, JPMorgan, Goldman Sachs, PIMCO, AllianceBernstein e M&G.

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Particolarmente significativa è stata l’espansione di Xtrackers, che ha aggiunto nello stesso periodo esposizioni FTSE All-World, FTSE All-World ex-US, MSCI World IMI ed Electrification Technologies & Smart Grid, oltre a tre ETF attivi.

Franklin Templeton ha invece quotato quattro ETF che isolano singoli settori dello S&P 500 — Information Technology, Financials, Communication Services e Consumer Discretionary — mentre iShares ha ampliato la gamma iBonds con ETF corporate euro a scadenza 2036 e 2037.

È proprio in questo periodo che il peso della gestione attiva diventa evidente nei dati aggregati: a maggio, dei 130 nuovi strumenti quotati su Borsa Italiana dall’inizio del 2026, 54 erano ETF attivi.

Nuovi ETF di aprile 2026

Ad aprile sono arrivati tanto prodotti core quanto ETF tematici e strategie più sofisticate. Tra le novità si trovano i primi sette ETF della gamma onemarkets, nuovi buffer ETF iShares, esposizioni a nucleare e argento, oltre a prodotti dedicati ai mercati emergenti e ai dividendi.

La quotazione dei sette ETF onemarkets ha segnato l’ingresso della gamma con quattro esposizioni azionarie e tre obbligazionarie sviluppate con BNP Paribas Asset Management, tra cui MSCI World Universal, Emerging Markets Universal, Europe Universal e USA Universal.

Sul lato tematico, invece, HANetf ha portato il Nuclear Renaissance UCITS ETF e lo Sprott Silver Miners and Physical Silver UCITS ETF.

Nuovi ETF di marzo 2026

Marzo ha visto diverse nuove esposizioni tematiche e obbligazionarie, insieme ai primi segnali dell’espansione delle strategie attive e buffer che diventerà ancora più evidente nei mesi successivi. Gli avvisi ufficiali comprendono WisdomTree, Fidelity, HANetf, YourActive, SPDR, PIMCO, Franklin Templeton e Invesco.

Tra le quotazioni più particolari troviamo il Drone UCITS ETF, l’Ukraine Reconstruction UCITS ETF, il YAS Robotics Active UCITS ETF e il WisdomTree Tech Megatrends. Sono esempi utili per comprendere quanto sia diventata granulare l’offerta tematica disponibile attraverso ETF.

Anche il reddito fisso si è arricchito con ETF sui Treasury statunitensi e sui TIPS coperti in euro, oltre a strategie corporate bond attive di PIMCO, Franklin e Invesco.

Nuovi ETF di febbraio 2026

A febbraio il calendario è stato dominato dall’arrivo di nuove soluzioni multi-asset e dalla crescita della gestione attiva. Xtrackers, JPMorgan, Robeco e SPDR sono stati tra i provider più presenti, mentre Eurizon ha ampliato la gamma YourIndex con sei prodotti.

Particolarmente interessante, dal punto di vista dell’evoluzione del prodotto ETF, è stata la gamma Xtrackers Diversified Portfolio, costruita con quattro livelli di esposizione azionaria — 20%, 40%, 60% e 80% — affiancata da obbligazioni e oro e con ribilanciamento dell’allocazione.

JPMorgan ha invece ampliato la gamma Equity Premium Income sull’Europa, mentre i sei ETF YourIndex introdotti da Eurizon hanno compreso esposizioni obbligazionarie governative con duration differenti e un ETF azionario ESG sul Nord America.

Nuovi ETF di gennaio 2026

Il 2026 era partito subito con un numero elevato di nuove quotazioni. Già nelle prime settimane dell’anno erano comparsi ETF di iShares, AXA IM, Fidelity, JPMorgan, Franklin Templeton, Robeco, Invesco, UBS, Goldman Sachs, BNP Paribas e Legal & General.

Già questa prima fotografia dell’anno mostrava quindi un elemento che sarebbe diventato ancora più evidente nei mesi successivi: la gestione attiva non è più una nicchia marginale del mercato ETF europeo.

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Cosa raccontano i nuovi ETF 2026? I 5 trend più importanti

Osservare le nuove quotazioni nel loro insieme è probabilmente più utile che concentrarsi sul singolo lancio. Da gennaio a ottobre emergono infatti alcune direttrici piuttosto nette.

1. Gli ETF attivi stanno diventando una parte strutturale del mercato

Il trend più evidente del 2026 è la crescita della gestione attiva all’interno del wrapper ETF.

I dati di Borsa Italiana relativi a maggio indicavano 310 ETF attivi quotati in Italia, rispetto ai 144 presenti all’inizio del 2025, mentre le masse erano passate da 9,1 a 14,6 miliardi di euro. Dei 130 nuovi strumenti ammessi alla quotazione nei primi cinque mesi del 2026, 54 erano attivi.

Il fenomeno non riguarda soltanto l’Italia. Secondo i dati LSEG Lipper riportati a settembre, nei primi otto mesi del 2026 sono stati lanciati in Europa 228 nuovi ETF, quasi il 40% dei quali a gestione attiva. In particolare, su 150 nuovi ETF azionari 45 erano attivi, mentre nel reddito fisso la proporzione era ancora più equilibrata: 22 ETF attivi contro 25 passivi.

Nel corso dell’anno provider come JPMorgan, Fidelity, Allianz, Pictet, Goldman Sachs, Schroders, Invesco, Robeco e M&G hanno ampliato in modo consistente la propria offerta attiva su ETFplus.

2. Covered call, option income e autocallable entrano sempre più nel mondo ETF

Uno dei cambiamenti più interessanti riguarda l’arrivo di strategie che fino a pochi anni fa difficilmente sarebbero state associate all’idea tradizionale di ETF.

Nel solo mese di settembre sono comparsi BNP Paribas Equity Premium Income, Infrastructure Capital S&P 500 Option Income, HAN Nasdaq 100 Daily Covered Call e quattro ETF WisdomTree basati su strategie Defined Return Autocallable. A questi si aggiungono gli Enhanced Yield di Fidelity e il Franklin US Income Equity Focus di ottobre.

La logica di questi prodotti non è semplicemente replicare l’andamento di un indice: possono utilizzare opzioni o processi di gestione attiva per modificare il profilo di rendimento e, in alcuni casi, generare flussi periodici.

Questo significa però anche una maggiore complessità. Un ETF covered call, per esempio, può rinunciare a parte del rialzo del sottostante in cambio dei premi incassati dalla vendita delle opzioni; una strategia autocallable presenta invece meccanismi ancora differenti.

3. Gli ETF tematici diventano sempre più verticali

Il secondo grande fenomeno riguarda gli ETF tematici. Il 2026 non ha semplicemente prodotto altri ETF “tecnologia” o “energia”: molte nuove strategie cercano di isolare porzioni sempre più precise di una megatendenza.

Tra i nuovi ETF quotati su Borsa Italiana nel corso dell’anno troviamo esposizioni a:

  • AI infrastructure;

  • memory e semiconduttori;

  • space economy e space technology;

  • electrification e power infrastructure;

  • agribusiness;

  • rare earths ex-China;

  • Bitcoin mining;

  • droni;

  • robotics;

  • nuclear renaissance;

  • silver miners;

  • Ukraine reconstruction;

  • photonics;

  • stablecoin e tokenizzazione.

L’offerta diventa quindi più granulare, ma questa maggiore precisione porta con sé anche un elemento da considerare: più il tema è ristretto, maggiore può essere la concentrazione su un numero limitato di società, settori o fattori di rischio.

4. Non ci sono soltanto ETF tematici: cresce anche la scelta sugli indici core

Il 2026 non è stato però soltanto l’anno delle nicchie.

Vanguard ha introdotto ETF su FTSE Global All-Cap, Global Small-Cap e All-World ex-U.S., oltre a nuove esposizioni Russell sugli Stati Uniti; Xtrackers ha aggiunto FTSE All-World, FTSE All-World ex-US e MSCI World IMI; UBS ha portato un MSCI World Small Cap; Fineco AM e Amundi hanno quotato ETF su S&P 500, MSCI World e STOXX Europe 600.

Per l’investitore, questa proliferazione significa che perfino su segmenti molto tradizionali aumenta il numero di alternative disponibili. In questi casi, tuttavia, la vera differenza tra due ETF che seguono mercati simili può essere molto meno evidente del nome commerciale: indice replicato, TER, metodo di replica, politica dei dividendi, patrimonio, valuta e tracking difference possono essere più importanti della data di lancio.

5. Anche gli ETF obbligazionari diventano più specializzati

La crescita del reddito fisso è un altro elemento da non sottovalutare. Nel 2026 sono arrivati nuovi ETF su corporate bond globali investment grade e high yield, obbligazioni governative dell’Eurozona, bond africani, CLO europei AAA, emerging market local currency bond, Treasury USA e TIPS, oltre a diversi ETF obbligazionari gestiti attivamente.

Tra i casi più particolari rientra il L&G LSF African Government Bond (USD) UCITS ETF, quotato a settembre, mentre iShares ha continuato ad ampliare la gamma di ETF obbligazionari con scadenza definita attraverso gli iBonds.

Il risultato è un universo obbligazionario ETF sempre meno limitato al semplice “aggregate bond” e sempre più capace di isolare duration, qualità creditizia, area geografica e approccio di gestione.

Quali provider hanno ampliato maggiormente l’offerta nel 2026?

Più che creare una classifica basata sul semplice numero di ISIN — che rischierebbe di essere fuorviante perché alcuni lanci comprendono numerose classi dello stesso fondo — è più utile osservare come i principali provider hanno ampliato la propria gamma.

Questa lettura rende evidente come la concorrenza tra provider si stia sviluppando su due fronti contemporaneamente: da una parte ETF core sempre più economici o granulari, dall’altra strategie più elaborate attraverso cui gli emittenti cercano di differenziarsi.

Cosa controllare prima di valutare un ETF appena quotato

La novità, da sola, non rende un ETF più o meno interessante di uno già presente sul mercato. Prima di valutarlo conviene capire quale problema risolve e se esistono già strumenti che offrono un’esposizione simile.

Tra gli elementi principali da verificare ci sono indice o strategia seguita, TER, metodo di replica, dimensioni del fondo, politica di distribuzione, valuta, eventuale copertura valutaria e concentrazione del portafoglio. Per gli ETF attivi va analizzato anche il processo di gestione; per covered call, buffer e altre strategie con derivati occorre invece comprendere bene quale effetto producono le opzioni sul profilo di rischio e rendimento.

Anche la liquidità richiede qualche attenzione in più nel caso di uno strumento appena quotato. Volumi inizialmente contenuti su Borsa Italiana non significano automaticamente che un ETF sia illiquido, ma bid-ask spread, patrimonio complessivo del fondo e presenza dei liquidity provider rimangono elementi da controllare prima dell’operazione.

Infine, se il prodotto offre un’esposizione già disponibile attraverso ETF più maturi, è utile confrontare il nuovo strumento con le alternative esistenti piuttosto che valutarlo semplicemente perché è stato appena lanciato.

La vera domanda da porsi di fronte a un nuovo ETF non è quindi semplicemente “è appena uscito?”, ma piuttosto “cosa offre di diverso rispetto agli ETF già disponibili?”. È questo confronto — costi, esposizione, metodologia e rischio — che permette di capire se una nuova quotazione amplia realmente le possibilità a disposizione dell’investitore oppure aggiunge soltanto un’altra variante di un’esposizione già esistente.

L’articolo sarà aggiornato con le nuove quotazioni su ETFplus nel corso del 2026.

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Domande frequenti sui nuovi ETF 2026


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