#Finsubito news dalla rete – Celli Group (Ardian) chiude la ristrutturazione del debito. Banche e fondi di private debt mettono 19,5 mln euro di nuova finanza super senior


Celli Group, gruppo riminese attivo nella progettazione e produzione di impianti e soluzioni per l’erogazione di bevande e controllato da Ardian, ha completato nei mesi scorsi una complessa operazione di rafforzamento patrimoniale e ristrutturazione finanziaria che, oltre alla conversione della maggior parte dell’indebitamento esistente in strumenti finanziari partecipativi, prevede anche 19,5 milioni di euro di nuova finanza super senior messa a disposizione da banche e fondi di private debt. Tra questi ultimi figurano Muzinich Diversified Enterprises Credit II e BNP Paribas European SME Debt Fund, accanto a BNP Paribas, Natixis, Mediobanca, Banca Ifis e Crédit Agricole CIB. Secondo Octus, la nuova finanza complessiva arriverebbe a 32 milioni di euro, includendo anche 14 milioni messi a disposizione dal socio Ardian.

L’operazione si è perfezionata dopo l’omologazione definitiva dell’accordo sottoscritto con i creditori nell’ambito della composizione negoziata della crisi d’impresa. Dal verbale del consiglio di amministrazione di Celli spa del 15 luglio 2026, consultato da BeBeez, emerge che gli accordi di ristrutturazione erano stati omologati dal Tribunale di Bologna con sentenza del 19 giugno, pubblicata il 22 giugno, mentre il closing dell’operazione era stato fissato per il 28 luglio 2026. Il cda ha quindi ratificato tutta la documentazione necessaria all’esecuzione dell’accordo, i cui poteri erano stati originariamente approvati dal precedente consiglio il 17 aprile (si veda qui qui il verbale del Cda di Celli dello scorso luglio, disponibile agli abbonati a BeBeez News Premium e BeBeez Private Data).

Sul fronte degli advisor, Celli Group è stata assistita da Lazard sul piano finanziario, mentre PedersoliGattai ha seguito banking e restructuring, Giovannelli e Associati gli aspetti corporate e tax e Ropes & Gray i profili corporate e i management incentive plan. I creditori sono stati assistiti da DC Advisory e Linklaters. Nell’ambito della composizione negoziata, Piero Aicardi di Aicardi & Partners ha agito come esperto e New Deal Advisors ha predisposto l’Independent Business Review.

L’accordo di ristrutturazione del debito, sottoscritto sempre ad aprile con i principali creditori e consultato da BeBeez, fotografava al 31 dicembre 2025 un indebitamento finanziario esistente per circa 158 milioni di euro, composto da 132,5 milioni di capitale e 25,57 milioni circa di interessi maturati. Secondo quanto riferito da Octus a fine settembre, sulla base di fonti vicine all’operazione, il debito debito bancario oggetto della ristrutturazione al momento del closing ammontava a circa  140 milioni di euro.

Tra i principali finanziatori figuravano BNP Paribas Italian Branch, Natixis – Succursale di Milano, Mediobanca, UniCredit, Banca Ifis, Crédit Agricole CIB, Volksbank,  oltre a fondi e veicoli di credito gestiti da operatori specializzati, tra cui BNP Paribas European SME Debt Fund, Kallias SPV, Diversified Enterprises Credit Fund, Diversified Enterprises Credit Parallel Fund e Muzinich Diversified Enterprises Credit II (Italy).

L’accordo stabiliva che il 77,4% di questa esposizione venisse trasformato in strumenti finanziari partecipativi con diritti economici e, in alcuni casi, anche amministrativi differenziati.  Una particolare rilevanza assume la categoria degli SFP-A Senior, destinata ai creditori finanziari che partecipano alla nuova finanza super senior. Per questi strumenti il regolamento attribuisce non soltanto diritti patrimoniali, ma anche specifici diritti di governance, compreso il diritto di designare un amministratore indipendente con funzioni di chief restructuring officer, oltre a meccanismi di veto su determinate materie.

Parallelamente, l’accordo prevede nuova finanza super senior prededucibile per circa 19,5 milioni di euro da parte dei creditori finanziari. Sul fronte della nuova finanza, il verbale individua un Contratto di Finanziamento Super Senior Creditori Finanziari, regolato dal diritto inglese, con Celli spa come borrower e Font Holding spa come parent, articolato in due linee. La Super Senior Facility A, da un milione di euro, è messa a disposizione dal fondo Muzinich Diversified Enterprises Credit II (Muzinich DECII), gestito da Muzinich sgr; mentre la Super Senior Facility B, pari a circa 18,5 milioni, vede invece coinvolti BNP Paribas, Natixis, Mediobanca, Banca Ifis, Crédit Agricole CIB e i fondi BNP Paribas European SME Debt Fund e ancora Muzinich DECII. Il totale delle facilities super senior riferibili ai creditori finanziari risulta quindi pari a circa 19,5 milioni ed è qualificato come credito prededucibile in forza della sentenza di omologa.

Octus riferisce però un dato più ampio per la nuova finanza complessiva, quantificandola in 32 milioni di euro, di cui  14 milioni messi a disposizione dal socio Ardian.  La documentazione dell’accordo conferma in effetti che il supporto non arriva soltanto dai creditori finanziari. Il piano contempla infatti nuova finanza prededucibile anche da DraghiCo sa, società a monte della catena di controllo di Celli, che a sua volta entra nella nuova architettura patrimoniale attraverso una categoria dedicata di SFP.

La ristrutturazione arriva al termine di una fase di tensione finanziaria già affrontata nei due esercizi precedenti. Secondo Octus, Ardian aveva già investito 35 milioni di euro tra 2023 e 2024, mentre i lender avevano concesso l’estensione della revolving fino al 2028 e delle altre linee bancarie fino al 2029, il rinvio di parte degli interessi e una moratoria sul test del covenant di leverage fino a settembre 2025. Nello stesso periodo era stato predisposto un nuovo business plan 2024-2029 e riorganizzato il top management.

Celli Group ha chiuso il bilancio 2025 con 116,7 milioni di euro di ricavi netti consolidati, un ebitda negativo 20,7 milioni e una perdita netta di 37,4 milioni, a fronte di un patrimonio netto negativo per 61,5 milioni (si veda qui il report di Leanus, dopo essersi registrati gratuitamente).

Celli è controllata da Ardian dal 2019, quando il fondo aveva rilevato il 100% dal Consilium Private Equity Fund, titolare del 70%, e dalla famiglia Celli, cui faceva capo il restante 30%, con reinvestimento del management (si veda altro articolo di BeBeez). All’epoca il gruppo aveva circa 110 milioni di euro di ricavi.  A sostenere l’acquisizione erano state Banca Ifis, BNP Paribas, Natixis, Crédit Agricole CIB, Mediobanca e UniCredit, quest’ultima anche in qualità di agent bank: molti degli stessi soggetti che oggi partecipano alla ristrutturazione.

 

Celli Group e Ardian sono monitorati da BeBeez Private Data,
il database del private capital di BeBeez, supportato dal fondo FSI

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