Una Manovra da circa 23,5 miliardi di euro nel 2027, con interventi a sostegno delle famiglie e delle imprese e coperture che arriveranno anche dal settore finanziario, dai tagli ai ministeri e dai giochi. È quanto emerge dal Documento programmatico di bilancio (Dpb) 2027 che l’Italia ha trasmesso alla Commissione europea. Banche e assicurazioni saranno chiamate a contribuire con circa 5 miliardi di euro nel 2027 e quasi 11 miliardi complessivi nel triennio 2027-2029. Il settore bancario, però, è contrario a un nuovo esborso, considerando che lo scorso anno era stato raggiunto un accordo triennale per 10 miliardi di euro.
Anche i ministeri contribuiranno alle coperture con tagli superiori a un miliardo di euro, mentre è previsto un apporto dal comparto dei giochi. Le società energetiche, invece, avrebbero evitato un nuovo prelievo dopo il price cap volontario sui carburanti. Resta confermato il ricorso alla clausola di salvaguardia nazionale per finanziare le maggiori spese destinate alla difesa e alla sicurezza energetica. Il deficit è previsto al 3,4% del Pil nel 2027 e al 3,2% nel 2028, dopo il rientro sotto il 3% atteso quest’anno.
L’invio del Dpb a Bruxelles
L’invio del Dpb è stato annunciato nella notte dal ministero dell’Economia, con una nota. Il documento era stato approvato martedì dal Consiglio dei ministri e conferma gli obiettivi programmatici del Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp).
“La definizione puntuale degli interventi che confluiranno nel disegno di Legge di bilancio di prossima presentazione al Parlamento terrà conto degli esiti delle interlocuzioni in corso con le Autorità europee finalizzate alla migliore definizione del perimetro di attivazione della clausola nazionale di salvaguardia”, si legge nel testo inviato a Bruxelles.
Il governo punta così a ottenere margini di flessibilità aggiuntivi per finanziare le misure previste. La definizione definitiva della manovra resta legata anche al confronto con le istituzioni europee, mentre lo scenario internazionale, tra tensioni geopolitiche, crisi energetica, inflazione e pressioni sui titoli di Stato, impone cautela nella gestione dei conti pubblici.
Per le famiglie 5 miliardi, è la voce più pesante
Secondo le tabelle del Dpb, gli interventi per le famiglie e la spesa sociale valgono lo 0,21% del Pil, circa 5 miliardi di euro, e rappresentano la voce principale della manovra. Per le misure fiscali sono previsti lo 0,09% del Pil, pari a circa 2,16 miliardi, mentre alla difesa va lo 0,19% del Pil, corrispondente a 4,5 miliardi. Per la sanità è stanziato lo 0,1% del Pil, circa 2,4 miliardi. Il sostegno alle imprese vale lo 0,14%, pari a 3,3 miliardi, mentre alle infrastrutture è destinato lo 0,13%, circa 3,1 miliardi. Per la difesa, lo stanziamento è inferiore al margine massimo di flessibilità europea, pari allo 0,3% del Pil, perché una quota dello 0,1% risulta già incorporata nelle previsioni tendenziali. Le risorse aggiuntive previste per il settore ammontano quindi allo 0,19% del Pil. Le risorse destinate alle misure fiscali, invece, potrebbero non essere sufficienti a soddisfare tutte le richieste avanzate dalla maggioranza. La sola estensione dello scaglione Irpef con aliquota al 33% ai redditi fino a 60mila euro avrebbe un costo stimato di 2,7 miliardi di euro, superiore ai 2,16 miliardi complessivamente previsti per gli interventi fiscali. Tra le altre ipotesi sul tavolo figurano l’estensione della flat tax fino a 100mila euro, la detassazione delle tredicesime e degli aumenti retributivi previsti dai rinnovi contrattuali, oltre a un regime fiscale agevolato per i giovani.
Banche e assicurazioni, resta l’incognita sulle modalità del contributo
Le banche non si sono ancora espresse ufficialmente, ma da diverse fonti del comparto emerge la contrarietà alla richiesta di un nuovo contributo. La misura sarebbe stata comunicata senza una preventiva negoziazione e senza chiarire come sarà ripartito l’onere tra istituti bancari, assicurazioni ed eventuali altre società finanziarie.
Non è stato ancora precisato neppure lo strumento con cui il governo intende ottenere le risorse. Tra le ipotesi figura un nuovo intervento sulle Dta, le attività fiscali differite, ossia crediti che possono produrre benefici fiscali negli anni successivi, oppure l’introduzione di altre misure. Forza Italia ha escluso un prelievo sugli extraprofitti e ha chiesto che l’intervento venga concordato con il settore. Dalla Lega, invece, è arrivata una valutazione positiva: il senatore Claudio Borghi ha definito il documento “un segnale positivo”.
La Lega spinge per pensioni a 64 anni e flat tax al 5% per i giovani
Sul fronte delle misure, la Lega punta a introdurre la possibilità di andare in pensione a 64 anni per chi ha maturato i requisiti previsti e a ridurre al 5% la tassazione per i giovani attraverso la flat tax, come riferito dal sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon.
Le proposte si inseriscono in un quadro ancora aperto, nel quale le risorse disponibili dovranno essere ripartite tra le diverse priorità della maggioranza e gli impegni assunti sul fronte dei conti pubblici.
Le reazioni politiche
Le opposizioni contestano l’impostazione della manovra. Il presidente dei senatori del Partito democratico, Francesco Boccia, ha definito il Dpb “il conto del fallimento di Meloni”, criticando la crescita economica e l’andamento del debito e dei salari reali. Di segno opposto la posizione di Fratelli d’Italia: il deputato Giorgio Salvitti ha accusato l’opposizione di selezionare soltanto i dati più negativi. Angelo Bonelli, esponente di Alleanza Verdi e Sinistra, ha invece criticato la maggiore disponibilità di risorse per la difesa rispetto alla sanità. Il leader di Noi Moderati, Maurizio Lupi, ha difeso l’azione della maggioranza, indicando come obiettivo la trasformazione delle risorse disponibili in risposte concrete per i cittadini.
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