L’Italia ha raggiunto un’intesa preliminare con Bruxelles per introdurre un tetto al prezzo del gas utilizzato per produrre elettricità. Il beneficio potrebbe arrivare dal gennaio 2027. Cosa cambierà per le famiglie
Una bolletta della luce da 100 euro potrebbe scendere a 90, una da 150 a 135. È questo, in concreto, il possibile effetto del taglio del 10% delle bollette elettriche annunciato dal Governo, dopo l’accordo preliminare raggiunto con la Commissione europea. L’intesa prevede l’introduzione di un tetto al prezzo del gas utilizzato dalle centrali per produrre elettricità, con l’obiettivo di abbassare i costi dell’energia e, di conseguenza, alleggerire le bollette di famiglie e imprese. Il meccanismo, però, deve ancora essere definito e i primi benefici potrebbero arrivare soltanto dal 2027.
Non si tratta, infatti, di uno sconto già approvato, né di una riduzione automatica garantita a tutte le famiglie. Il meccanismo deve ancora essere definito nei dettagli, superare i controlli europei e tradursi in un nuovo decreto atteso entro la fine del 2026. Se tutto procederà secondo le previsioni, gli effetti potrebbero arrivare da gennaio 2027, soprattutto per chi ha un contratto elettrico a prezzo variabile. Chi ha sottoscritto un’offerta a prezzo fisso, invece, potrebbe non vedere cambiamenti immediati.
Lo ha spiegato anche il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, che ha indicato una possibile riduzione di almeno il 10% dei prezzi elettrici grazie al nuovo sistema. Una stima, appunto, che dovrà fare i conti con l’andamento dei mercati e con le regole definitive del provvedimento.
Quanto risparmieremo davvero in bolletta dal 2027?
Secondo le prime stime del governo, le bollette della luce potrebbero diminuire di circa il 10% dal 2027, soprattutto per chi ha un contratto a prezzo variabile.
In pratica, una famiglia che oggi paga 100 euro potrebbe spenderne 90, risparmiando 10 euro a bolletta. Su una spesa annuale di 1.200 euro, il risparmio potrebbe arrivare a circa 120 euro all’anno.
In ogni caso, c’è da considerare che l’importo effettivo dipenderà dai consumi, dal tipo di contratto e dalle regole definitive del nuovo decreto. Chi ha un contratto a prezzo fisso potrebbe non beneficiare immediatamente della riduzione.
Chi avrà diritto allo sconto?
Il beneficio è destinato principalmente alle famiglie con contratti di fornitura elettrica indicizzati, cioè a prezzo variabile, nei quali il costo dell’energia segue l’andamento del mercato all’ingrosso. Sono contratti spesso collegati al PUN, il Prezzo unico nazionale, o più precisamente agli indici di riferimento del mercato elettrico.
Chi ha un contratto a prezzo fisso, invece, ha concordato con il fornitore un prezzo dell’energia valido per un periodo prestabilito. Di conseguenza, un’eventuale diminuzione del prezzo all’ingrosso non si tradurrà necessariamente in una riduzione immediata della bolletta.
Ecco perché lo sconto non sarà uguale per tutti. Inoltre, il tetto riguarda il gas impiegato nella produzione di elettricità, non direttamente il prezzo del gas che utilizziamo in casa.
Perché un tetto al gas di 60 euro non significa bollette più leggere del 30%?
Il nuovo accordo prevede l’introduzione, per un periodo transitorio di un anno, di un tetto al prezzo del gas utilizzato dalle centrali elettriche. La soglia ipotizzata è di circa 60 euro per megawattora, anche se nella versione definitiva potrebbe scendere a 58-59 euro. Attualmente, secondo i valori indicati nelle trattative, il prezzo di mercato si colloca attorno agli 85-90 euro per megawattora.
La differenza è significativa, ma non significa che la bolletta delle famiglie diminuirà della stessa percentuale, dal momento che il costo dell’elettricità rappresenta soltanto una parte di quanto paghiamo. Nel totale rientrano anche le spese per il trasporto dell’energia e la gestione del contatore, gli oneri di sistema, le imposte e le quote fisse previste dai contratti.
Il meccanismo di compensazione, inoltre, avrà un costo che dovrebbe essere sostenuto dai consumatori beneficiari attraverso modalità ancora da definire. In sostanza, il taglio del prezzo del gas può ridurre il prezzo dell’elettricità all’ingrosso, ma il vantaggio netto per le famiglie sarà più contenuto.
Cosa cambia rispetto al vecchio decreto Bollette?
Il Governo aveva inizialmente previsto un intervento sui costi del sistema europeo ETS, che impone alle imprese interessate di acquistare quote per compensare contabilmente le proprie emissioni di gas serra. Soluzione che, però, ha incontrato l’opposizione di Bruxelles.
L’accordo politico annunciato il 16 ottobre introduce invece una strada diversa: compensare soltanto l’aumento del costo del gas utilizzato per produrre elettricità, senza coprire i costi delle quote ETS. È una distinzione importante anche dal punto di vista ambientale, perché l’ETS serve a mantenere un incentivo economico alla riduzione delle emissioni.
La Commissione europea ha precisato che la nuova misura dovrà essere temporanea, limitare le distorsioni del mercato e garantire che i benefici arrivino ai consumatori finali. In ogni caso, l’accordo raggiunto tra Italia e Commissione europea è ancora preliminare. Il percorso prevede la definizione tecnica del meccanismo, la notifica formale delle misure a Bruxelles per la verifica delle regole sugli aiuti di Stato, l’adozione del nuovo decreto e gli interventi regolatori di ARERA.
La durata prevista è di un anno e l’obiettivo del governo è partire da gennaio 2027.
Fonti: Il Sole 24 Ore / ARERA
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