#Finsubito news dalla rete – Confidi: come funziona la garanzia per le PMI e quanto costa


Confidi e garanzia per le PMI: cosa sono, come funziona la controgaranzia del Fondo, quali costi aspettarsi e quando conviene rispetto alla garanzia pubblica diretta.

Un confidi è un consorzio di garanzia collettiva dei fidi: le imprese socie ne diventano clienti e il confidi si impegna verso la banca a coprire una parte del finanziamento in caso di mancato rimborso. Per una PMI senza garanzie reali sufficienti, spesso è la differenza fra un credito concesso e un credito negato. Ha un costo, e non sempre è la strada più economica: dipende da cosa offrono la banca e il Fondo di garanzia.

Risposta breve

I confidi sono intermediari di garanzia mutualistici. Quelli più grandi sono iscritti all’albo dell’art. 106 del Testo unico bancario e vigilati dalla Banca d’Italia, quelli più piccoli stanno nell’elenco dell’art. 112, tenuto dall’Organismo Confidi Minori (OCM). L’impresa diventa socia, versa una quota sociale e paga una commissione sulla garanzia; il confidi, spesso a sua volta coperto con la controgaranzia del Fondo di garanzia per le PMI, garantisce la banca. I costi variano da confidi a confidi e vanno letti nel documento informativo su costi e commissioni.

Che cos’è un confidi e perché esiste

Il confidi nasce per risolvere un problema di asimmetria: la banca non conosce abbastanza bene la piccola impresa e chiede garanzie, che l’impresa spesso non ha. Il consorzio mette in comune il capitale e il rischio dei soci e offre alla banca una garanzia più solida di quella del singolo imprenditore.

Secondo una ricerca aggiornata al 2025 sui dati al 31 dicembre 2024, in Italia operano 179 confidi, di cui 32 maggiori e 147 minori. Nel 2024 l’elenco OCM ha registrato 13 cancellazioni e una sola nuova iscrizione: il sistema si sta concentrando.

Confidi maggiori e minori: la differenza che conta

Confidi maggiori Confidi minori
Riferimento Art. 106 TUB, albo unico Art. 112 TUB, elenco tenuto dall’OCM
Vigilanza Banca d’Italia Organismo Confidi Minori
Soglia dimensionale Attività finanziarie oltre 150 milioni di euro Attività finanziarie sotto 150 milioni di euro
Attività Garanzia collettiva dei fidi, altre forme di finanziamento entro il 20% dell’attivo Solo garanzia collettiva dei fidi e servizi connessi

La soglia è stata portata da 75 a 150 milioni di euro dal DM 53/2015, secondo le fonti consultate. La numerazione degli articoli del TUB per l’organismo dei minori compare in modo non uniforme nelle fonti (112 e 112-bis): per un riferimento da citare in una pratica conviene controllare il testo vigente. Per l’impresa il punto pratico è uno: verificare che il confidi sia iscritto all’albo o all’elenco, e che la banca finanziatrice lo accetti come garante.

Come funziona la garanzia, passo per passo

  1. L’impresa si associa al confidi e versa la quota sociale.
  2. Il confidi istruisce la pratica e valuta il merito di credito.
  3. Emette la garanzia a favore della banca, di solito su una parte del finanziamento.
  4. Se il confidi è accreditato presso il Fondo di garanzia, può chiedere la controgaranzia: in pratica la riassicurazione pubblica della propria garanzia.
  5. In caso di insolvenza la banca escute il confidi, che poi si rivale sull’impresa.

Il passaggio 5 è quello che si dimentica: la garanzia del confidi protegge la banca, non cancella il debito. L’impresa resta obbligata verso il confidi, che può attivarsi per recuperare quanto ha pagato.

La controgaranzia del Fondo di garanzia

Il Fondo di garanzia per le PMI, gestito da Mediocredito Centrale, non garantisce solo in modo diretto la banca: può anche controgarantire i confidi. Nelle tabelle del Fondo la copertura si esprime come percentuale della garanzia del confidi, per esempio “80% di 80%”. Percentuali e massimali cambiano per tipo di operazione e di impresa, e le fonti più accessibili sono datate: i valori vigenti vanno letti nelle Disposizioni operative sul sito del Fondo.

Un dato recente: la sottosezione CDP-Cooperfidi Italia ha cessato di operare il 9 luglio 2026, e le richieste collegate a imprese finanziate o garantite da quel soggetto rientrano ora nelle risorse ordinarie del Fondo, con percentuali transitorie.

Per capire come funziona la garanzia pubblica diretta, e quando l’impresa può farne a meno del confidi, c’è la guida al Fondo di garanzia PMI.

Quanto costa la garanzia di un confidi

Non esiste un listino unico. Le voci tipiche sono tre:

  • Quota sociale: il versamento per diventare socio; secondo una guida divulgativa in molti casi poche centinaia di euro, spesso rimborsabile se si recede.
  • Commissione di garanzia: il costo ricorrente, in genere una percentuale sull’importo garantito, legata a durata, importo, copertura e classe di rischio.
  • Spese di istruttoria: importi fissi o percentuali per l’esame della pratica.

Un esempio pubblico: Fidi Toscana, nel documento aggiornato a giugno 2025 sulla garanzia ordinaria senza Fondo PMI, indica una commissione di gestione dell’1,50% dell’importo garantito, spese fisse di 100 euro fino a 50.000 euro e di 250 euro oltre, più una commissione di rischio annua per classe. È un caso singolo, non una media di mercato. I confidi vigilati devono consegnare il documento informativo su costi e commissioni: chiedetelo a più di uno e confrontate il costo totale sulla durata del prestito.

Confidi o garanzia diretta del Fondo: quando conviene

Situazione Strada più probabile
Banca disposta a chiedere la garanzia del Fondo direttamente Garanzia pubblica diretta, che per l’impresa non ha commissioni
Banca che chiede una garanzia aggiuntiva o non conosce l’impresa Confidi
Impresa piccola, rapporto con una sola banca Confidi con convenzione sul territorio
Operazioni che il Fondo non copre Garanzia propria del confidi
Garanzie su misure agricole Valutare anche ISMEA

La logica non è alternativa: i due strumenti si possono combinare, ma il cumulo di garanzie e il rispetto dei massimali d’aiuto vanno verificati con la banca prima di impostare il piano finanziario. Esistono poi garanzie europee per intermediari, come quella descritta nella guida alla garanzia InvestEU, e le garanzie a supporto dell’export della SACE.

Checklist prima di rivolgersi a un confidi

  1. Controllare che sia iscritto all’albo (art. 106 TUB) o all’elenco OCM.
  2. Chiedere il documento informativo su costi e commissioni a più di un confidi.
  3. Domandare se è accreditato presso il Fondo di garanzia e con quale controgaranzia.
  4. Verificare con la banca che accetti quella garanzia e a quali condizioni di tasso.
  5. Calcolare il costo complessivo sulla durata e confrontarlo con la sola garanzia pubblica diretta.
  6. Leggere che cosa accade in caso di insolvenza, compreso il diritto di rivalsa.
  7. Per le garanzie richieste da un bando, vedere anche la fideiussione sull’anticipo del contributo.

Domande frequenti

Il confidi eroga il finanziamento?

Di norma no: garantisce quello della banca. I confidi vigilati maggiori possono concedere altre forme di finanziamento entro il 20% dell’attivo, mentre i minori fanno solo garanzia collettiva.

Diventare socio è obbligatorio?

Sì, per ottenere la garanzia ci si associa e si versa la quota sociale, in molti casi rimborsabile se si esce.

La garanzia del confidi mi libera dal debito?

No. Protegge la banca; se il confidi paga, si rivale sull’impresa.

Un confidi può chiedere la controgaranzia al Fondo?

Sì, se ammesso: i confidi iscritti all’albo art. 106 o all’elenco art. 112 compaiono tra i soggetti garanti del Fondo. Percentuali e massimali vanno verificati nelle Disposizioni operative aggiornate.

Cosa fare ora

Prima di associarvi, chiedete alla banca se può attivare direttamente il Fondo di garanzia: è il confronto che più spesso cambia la decisione. Se serve un confidi, raccogliete il documento di costi di almeno due consorzi e scegliete sul costo totale, non sulla sola quota di ingresso. Per un parere sul vostro caso, scrivete da contatti.

Fonti consultate il 21 ottobre 2026: pagine della Banca d’Italia sui confidi, dossier della Camera dei deputati sulla riforma, Organismo Confidi Minori, comunicazione del Fondo di garanzia del 10 luglio 2026, documento informativo di Fidi Toscana (giugno 2025).


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